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  1. #1
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    Predefinito pornografia, una nuova droga

    Nel 1848 Karl Marx scrisse: Uno spettro si aggira per l’Europa…
    Ora io voglio scrivere: Uno spettro si aggira nel mondo: la dipendenza dalla pornografia da internet.Sono un ex pornodipendente (4 mesi di sobrietà). Per un pornodipendente è un periodo molto lungo.

    Desidero parlare dell’uso compulsivo di pornografia da internet. Uso che può trasformarsi in assuefazione e quindi in dipendenza. Dipendenza che riguarda ormai milioni di persone nel mondo ed ha assunto ormai la caratteristica di problema sociale. In Italia solo adesso si comincia a parlarne.

    La dipendenza dalla pornografia non ha nulla a che vedere con la dipendenza dall’attività sessuale ed in nessun modo è una compensazione ad una carenza di questa attività.

    La pornodipendenza è un tentativo di colmare un vuoto interiore. Una ricerca del mondo delle emozioni, che fino a quel momento ci eravamo negate. Un modo di staccarci dalla nostra realtà, troppo dolorosa. Un tentativo di crearci un mondo di emozioni che noi possiamo accettare e controllare completamente.

    Il pornodipendente è solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza: alcool, fumo, gioco d'azzardo, eroina, bulimia, chat, giochi di ruolo, eccesso di rapporti sessuali. Ma non si può confessare ad un estraneo di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici. E quando finalmente riesci ad interrompere con l’eiaculazione quel gioco al massacro, hai il crollo verticale di quella assurda tensione. E ti dici che assolutamente quella è l’ultima volta, che ora hai capito, che da domani cambierà. E domani ricominci, esattamente nello stesso modo.

    Nell'aprile dell'anno scorso ho fondato un gruppo di auto aiuto on line per chi vuole liberarsi dalla dipendenza da pornografia da internet. Attualmente siamo 620 iscritti ed abbiamo ricevuto 3700 lettere.
    Da tutte le lettere e dagli incontri che abbiamo avuto abbiamo cercato di trarre dei comportamenti comuni, per poter cominciare a delineare in modo "reale" la nostra dipendenza.

    La pornodipendenza modifica in modo negativo tutti gli aspetti della vita di un individuo: rapporti di lavoro, capacità di applicazione ed attenzione al proprio lavoro (in special modo per i liberi professionisti), applicazione allo studio, rapporti sociali in genere, in particolare rapporti di amicizia e di amore, progressiva sfiducia in se stessi e tendenza a zero della propria autostima, capacità sessuale.

    Per quanto riguarda, in particolare, l’influenza sulla dinamica sessuale del pornodipendente maschio, l'analisi è stata fatta sulla base dei 560 maschi iscritti al gruppo, dichiaratisi pornodipendenti. I restanti iscritti sono donne, studiosi, mogli o fidanzate di pornodipendenti. Il risultato finale è stata l'individuazione di 4 conseguenze derivanti dalla fruizione prolungata, con modalità compulsivo/dipendente della pornografia:



    - calo quasi assoluto del desiderio sessuale verso la propria partner, con una forma di fastidio
    per il suo corpo;

    - semiimpotenza o impotenza totale all'atto con una donna reale;

    - condizionamente a guardare le donne reali solo ed esclusivamente come corpi pornografici;

    - masturbazione compulsiva prolungata e controllata, con eiaculazione finale come unica possibilità
    di interruzione dell’attività compulsava.

    Ora al gruppo cominciano ad arrivare lettere di "ex-pornodipendenti": un anno, sei mesi, quattro mesi di astinenza completa dalla pornografia. Io sono 4 mesi che mi siedo davanti al monitor solo per lavorare e per seguire il gruppo. Dopo 6 anni di inferno, giorno dopo giorno sto recuperando le mie energie migliori, la mia sessualità reale, la mia gioia di vivere, la mia capacità di assumermi delle responsabilità verso me stesso.

    Ora sappiamo che abbiamo la possibilità di salvarci. Sappiamo che tutto dipenderà da noi, dalla nostra volontà e capacità di amare e rispettare noi stessi .

    Vincenzo Punzi
    http://it.groups.yahoo.com/group/noallapornodipendenza
    www.noallapornodipendenza.it
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  2. #2
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    Complimenti, sia a te che al tuo gruppo.
    E in bocca al lupo...

  3. #3
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    Predefinito grazie

    In origine postato da UgoDePayens
    Complimenti, sia a te che al tuo gruppo.
    E in bocca al lupo...
    Grazie! Sai che ogni volta che scrivo di questo argomento mi domando: chissà se ci sarà qualcuno che capirà questa assurda quanto incomprensibile quanto vergognosa dipendenza.
    Se tu parli di dipendenza da eroina o alcoo o gioco compulsivo ecc., tutti capiscono. Ma se parli di dipendenza dalla pornografia, sono ben pochi quelli che capiscono.
    Ancora grazie.

    Vincenzo
    Vincenzo Punzi
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  4. #4
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    Predefinito Re: grazie

    In origine postato da marcovp
    Grazie! Sai che ogni volta che scrivo di questo argomento mi domando: chissà se ci sarà qualcuno che capirà questa assurda quanto incomprensibile quanto vergognosa dipendenza.
    Se tu parli di dipendenza da eroina o alcoo o gioco compulsivo ecc., tutti capiscono. Ma se parli di dipendenza dalla pornografia, sono ben pochi quelli che capiscono.
    Ancora grazie.

    Vincenzo
    Sì, in effetti il problema della pornografia multimediale viene affrontato più con un sorriso che con la dovuta serietà.
    Ammetto che sull'argomento decisamente son poco informato: le poche volte che mi son trovato a discutere dell'argomento il focus era più incentrato sull'enorme giro di affari sottostante la pornografia via internet che sugli usufruttori.
    Spero che tu voglia stare tra di noi a portare un pò di luce anche su questo aspetto della faccenda.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: grazie

    In origine postato da UgoDePayens
    Sì, in effetti il problema della pornografia multimediale viene affrontato più con un sorriso che con la dovuta serietà.
    Ammetto che sull'argomento decisamente son poco informato: le poche volte che mi son trovato a discutere dell'argomento il focus era più incentrato sull'enorme giro di affari sottostante la pornografia via internet che sugli usufruttori.
    Spero che tu voglia stare tra di noi a portare un pò di luce anche su questo aspetto della faccenda.
    Un pò di luce. Ti suggerisco anche di visitare il sito del dottor Ghezzani, è molto interessante.:

    La pornodipendenza:
    la dipendenza da materiale pornografico


    Se i bambini possono essere turbati dai cosiddetti «misteri del sesso», adolescenti e adulti sono caratterizzati piuttosto dai «segreti del sesso». Uno di questi, gelosamente custodito da tanti adolescenti e da un numero crescente di adulti, è la dipendenza dalla pornografia.
    Un tempo relegata negli angoli bui delle edicole dei giornali e nelle proiezioni delle sale a luci rosse, oggi essa dilaga attraverso i canali della tecnologia digitale. Con lo smercio di Cd rom e DVD e mediante Internet è possibile collezionare un repertorio praticamente infinito di filmati, scene e foto pornografiche.
    L’uso di Internet, tuttavia, non solo amplifica a dismisura la quantità del materiale fruibile, ma aggiunge alla moderna pornodipendenza altre due caratteristiche del tutto peculiari.
    La prima è che al giorno d’oggi l’accesso diretto e privato dall’intimità della propria abitazione alla rete del mondo Web abbatte anche l’ultima barriera, quella del contatto col mondo reale (il negoziante) per l’acquisizione del materiale. Pertanto, l’antica vergogna sociale cede sempre di più il passo ad un mero disagio interiore, del tutto privato, facilmente aggirabile e superabile dalla coscienza personale, invasa dalla pulsione trasgressiva.
    La seconda caratteristica è che, sempre attraverso Internet, il moderno fruitore di pornografia diviene consapevole dell’enorme massa di gente con la quale egli condivide la medesima «passione», e della dimensione sociale del fenomeno, che occupa praticamente tutti i mezzi di scambio e di comunicazione esistenti. Egli tuttavia, anziché essere spinto ad una seria riflessione sulla «società malata», finisce al contrario per sentirsi giustificato e legittimato nella sua dipendenza.
    In tal modo, quello che un tempo era vissuto come un segreto personale, intimo e penoso, è oggi divenuto la vetrina eccitante ed abbagliante di un’immensa e lucrosa industria a cielo aperto.
    Va segnalato che alla pornografia solitaria, conosciuta da sempre, va ormai aggiunta quella, oggigiorno sempre più diffusa, di carattere interattivo: ai call center telefonici si sono aggiunti le chat on-line e i porno siti con contatti virtuali in videotrasmissione (videochat). Questa pornografia interattiva va distinta dalla semplice prostituzione perché non contempla il passaggio all’atto, ossia il contatto reale dei corpi.
    Il carattere interattivo della pornografia contemporanea (o almeno di una sua parte emergente) non deve però indurre l’illusione che essa sia, oggi, più «viva» e «reale» di ieri. Il tratto dominante della pornografia resta, oggi come ieri, l’offerta di un oggetto in luogo di una persona.
    Questo «scambio» da persona a oggetto produce una particolare trasformazione dell’immaginario sessuale, il quale da funzione atta a mediare e indurre il contatto con la realtà diviene un sistema autarchico, solipsistico, che distanzia e sopprime il mondo reale e reclude l’individuo nella gabbia della sua isolata soggettività.
    Il consumatore di materiale pornografico è perlopiù (ma non sempre) un maschio, la cui età quanto più è elevata tanto più definisce una patologia grave.
    Per «patologia grave» intendo una patologia «strutturale», una patologia che ha inferto un danno permanente (ma non irreversibile!) alle funzionalità sane dell’io.
    Il motivo di una diagnosi di gravità a carico del pornodipendente adulto è abbastanza ovvio.
    Nella nostra società (come in molte altre) l’adolescente viene considerato sia dalla cultura religiosa che da quella laica un «immaturo», un individuo che deve essere messo in attesa per un tempo di apprendimento e di prova prima di poter beneficiare dei privilegi della vita adulta. Pertanto egli è inibito dall’avere percorsi efficaci nel mondo reale: egli è diffidato dal mondo sociale adulto dall’avere contatti o relazioni sessuali, è scoraggiato nei suoi bisogni di avventura esistenziale, ridicolizzato o osteggiato nel suo diritto alla critica, sia distruttiva che costruttiva.
    La scoperta della sessualità gli offre – proprio quando ne ha più bisogno – uno spazio di fuga dalla sua intima esperienza di «impotenza esistenziale», che – stanti le vigenti proscrizioni e proibizioni in materia erotica – esita in senso solitario, solipsistico, dunque fantastico o virtuale.
    Questa fase di «esilio» dal mondo reale, accompagnata dal «peccato solitario» (la fantasia, più o meno masturbatoria), essendo fisiologica alla concezione dell’adolescenza propria del mondo occidentale moderno, viene in genere compresa e tollerata, quand’anche essa provochi nell’adolescente infiniti turbamenti, dovuti ai poderosi conflitti di valori cui è sottoposto. Infatti, mentre da una parte egli è pressato dai valori religiosi tradizionali che gli impongono la castità anche nel pensiero, dall’altra egli è non meno oppresso dai moderni valori laici di stampo liberista (descritti nel mio libro «Crescere in un mondo malato», Franco Angeli, 2004), che gli propongono un regime di disinvolta e superficiale libertà.
    Il conflitto psicologico che sortisce dallo scontro di questi modelli contraddittori è esplosivo come mai in passato, perché in un caso l’adolescente è inibito dalla paura del peccato e della colpa, nell’altro dall’angoscia di dimostrarsi debole e di non essere all’altezza.
    Nondimeno, nonostante l’ampia estensione del disagio psicologico giovanile, l’autoreclusione nella fantasia sessuale solitaria, dovuta ai conflitti interni, è considerata nell’adolescenza una fase «normale», e con ciò tollerata. In effetti, perlopiù si risolve, sia pure al prezzo di notevoli sofferenze.
    Per contro, nell’adulto il fenomeno della pornodipendenza assume un rilievo del tutto particolare.
    In genere, nell’uomo adulto la pornodipendenza cresce a misura di un penoso sentimento di prigionia psicologica e sociale, che può derivare sia da costrizioni perfezionistiche (l’uomo virtuoso, laborioso o comunque condannato al guadagno e al successo) che da penuria socio-economica. Prigioniero delle sue caratteristiche psicologiche (un carattere ansioso, ossessivo, perfezionistico…) o sociali (un lavoro opprimente, una condizione socioeconomica umiliante…) l’individuo cerca con angoscia e con rabbia una possibile «via d’uscita». A questo punto, colui che soffre per la mancata realizzazione di sé, può identificare nell’offerta pornografica un orizzonte di libertà illimitata, una insperata restaurazione del suo perduto potere sulla vita.
    Alla fine del percorso, tuttavia, l’uomo che credeva di aver trovato una magica e insperata libertà scopre di esserne prigioniero. Identifica, allora, in questa nuova prigionia il suo dramma fondamentale fino a dimenticare i problemi che erano nella sua personalità di base.
    Sicché, da una alienazione di primo grado (rappresentata dal carattere psicologico ossessivo o dalla situazione sociale negativa) perviene ad una alienazione di secondo grado (la pornodipendenza) nella quale la prima alienazione è dimenticata, e con essa un possibile avvio di soluzione del problema generale.
    Nel caso dell’adulto, dunque, la diagnosi non può che essere di gravità perché la pornomania coincide con un’illusione inconsapevole, la quale genera non solo e non tanto il tormento del senso di colpa, quanto soprattutto l’oblio della propria personale e innata aspirazione alla realizzazione identitaria, reiterando l’insoddisfazione e rendendola così compulsiva e sostanzialmente tossicomanica.
    La dipendenza da materiale pornografico è dunque una patologia ossessivo-compulsiva che deriva dal bisogno del soggetto di evitare i rischi della vita adulta segregandosi in un mondo di fantasie.
    Di fatto, la pornodipendenza porta alla sostituzione pressoché totale della normale vita amorosa con tecnologie atte a indurre fantasie sessuali stereotipate. In queste fantasie, il pornodipendente esaurisce non solo le sue esigenze sessuali e amorose ma lo stesso rapporto col mondo, l’interesse verso il quale si riduce alla ricerca compulsiva di sempre nuovo materiale. La pornodipendenza è dunque una schiavitù edonica, nella quale il soggetto esaurisce per intero la sua libertà.
    Trattandosi di una dipendenza compulsiva, sotto la quale scorre un rischio depressivo talvolta grave (dovuto a sensi di colpa o, sempre più spesso, ad una sensazione di evanescenza e di futilità), la pornodipendenza deve essere trattata con la psicoterapia. Nella mia esperienza professionale di psicoterapeuta ho constatato un’elevata percentuale di guarigioni attraverso la semplice psicoterapia.
    Molto utili di solito sono anche i gruppi di mutuo aiuto – da evitarsi tuttavia nel casi di grave e intollerabile vergogna sociale – all’interno dei quali è possibile confessare la propria anomalia stemperando i sensi di colpa e la vergogna da cui tale patologia è spesso accompagnata.
    Glossario: pornografia. La parola pornografia deriva dal greco pornè, che significa prostituta, e grafèin, che significa scrivere, disegnare, tracciare. La pornografia, dunque, identificava in origine (prima dell’avvento della macchina fotografica) il materiale scritto o disegnato di carattere erotico funzionale ad un uso puramente edonistico.
    Dottor Nicola Ghezzani
    www.psyche.altervista.org


    -------------------------------------
    Vincenzo Punzi
    http://it.groups.yahoo.com/group/noallapornodipendenza
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  6. #6
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    Predefinito

    Purtroppo problemi di questo tipo sono difficilmente affrontabili in maniera "politica".
    Infatti una politica proibizionista (oltre a non garantire affatto risultati positivi) andrebbe a cozzare contro la libertà individuale.
    L'unica strada è puntare all'informazione, all'educazione e alla sensibilizzazione.

    In bocca al lupo!

 

 

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