alcune riflessione, nella totale confusione di questa Catastrofe irachena, giusto per non dimenticare le responsabilità
Quando il terrorismo governa la Casa Bianca
Cunhuryte (La Repubblica) è il più vecchio giornale turco. È tuttora completamente indipendente (dai poteri politici e finanziari) e letto soprattutto dagli intellettuali. Il 25 febbraio 2003 riportava il seguente dialogo, alla Casa bianca, tra il presidente degli Stati uniti e l’allora ministro degli esteri turco.
G.W. Bush: Non c’è ragione che voi restiate qui. Tornate nel vostro paese e fate approvare l’autorizzazione al parlamento!
Yasar Yakis: Abbiamo alcune difficoltà; la guerra ci causerà considerevoli perdite economiche. In quanto alleati, speriamo nella vostra comprensione.
G.W. B. Nessun alleato mi ha detto tanto filo da torcere quanto me ne avete dato voi.
Y.Y. La Turchia è inserita anche in un processo europeo e alcune voci divergenti si levano anche dall’Unione europea.
G.W.B. Esiste ancora un’Unione europea? L’ho rotta in tre parti.
Y.Y. La Turchia è un paese democratico che ha sempre rispettato il diritto internazionale. E, in questo caso specifico, la decisione delle Nazioni unite è molto importante per la Turchia.
G.W.B. Mi domando se l’Onu sia davvero indispensabile nel XXI secolo. I miei collaboratori stanno riflettendo sulla questione.
Questo dialogo non è stato smentito né dai turchi né dagli americani.
Il giornalista Bob Woodwardm nel suo libro quasi agiografico sulla guerra di Bush, ricorda che Wolfowitz consigliava al presidente degli Stati uniti d’attaccare l’Irak dal 15 settembre 2001: <<Non è certa una vittoria in Afghanistan. Invece il regime iracheno è fragile e tirannico. Si schianterà rapidamente. È una cosa fattibile>>. Si intende meglio l’impeto a <<produrre delle prove>> di un legame tra l’Irak e la rete di al Qaeda.
Per Michael Ledeen, noto soprattutto per il suo coinvolgimento nello scandalo Irangate, l’obiettivo non è stabilizzare questi paesi: << La ricerca di stabilizzare sarebbe indegna per l’America. Il nostro è il paese della distruzione creatrice. Non vogliamo stabilità né in Iran, né in Irak, né in Siria, né in Libano, né tantomeno in Arabia Saudita…il problema è sapere come destabilizzare questi paesi. Dobbiamo distruggerli per compiere la nostra missione>>. Come al tempo della guerra del Vietnam [ tre milioni di vietnamiti massacrati in quella guerra del terrore, un numero ulteriormente maggiore di vittime rispetto ai quasi due milioni di ebrei massacrati dai nazisti], in cui bisognava distruggere i villaggi per salvarli…
Con Richard Perle come impresario, questo ex collaboratore del pubblicista d’estrema destra Lyndon LaRouche era venuto a denunciare l’Arabia saudita come il <<nucleo del male, presente a tutti i livelli dell’azione terroristica>> e come principale nemico dell’America. Questo singolare <<esperto>> suggeriva al governo americano di lanciare un ultimatum al regno: se continuate a sostenere il terrorismo e ad autorizzazione i discorsi anti-americani e anti-israeliani, <<confischeremo i vostri beni finanziari, occuperemo i vostri campi petroliferi e “ prenderemo di mira” i vostri luoghi santi>>.
Fonti: Le monde diplomatique, Aprile 2003.
Quando i terroristi si insediano alla Casa bianca, i rischi per il mondo intero aumentano in maniera esponenziale. Se da una parte esiste un terrorismo che lavora sul campo per fare il lavoro sporco, che per Michael Ledeen significa: << La ricerca di stabilizzare sarebbe indegna per l’America. Il nostro è il paese della distruzione creatrice. Non vogliamo stabilità né in Iran, né in Irak, né in Siria, né in Libano, né tanto meno in Arabia Saudita…il problema è sapere come destabilizzare questi paesi. Dobbiamo distruggerli per compiere la nostra missione>> dall’altro lato abbiamo un terrorismo mandatario, di cui conosciamo i nomi e i cognomi di tutti quelli che ne sono coinvolti. È questo il terrorismo che dobbiamo riuscire a combattere, per poi poter indebolire e sconfiggere la mano del terrorismo, quello che trova radici nel fondamentalismo di ogni natura. Che il terrorismo d’azione, sia governato dai terroristi che governano attualmente la Casa bianca, si ravvisa da ciò che sta accadendo in Irak. L’Irak di Saddam non aveva mai avuto nessun contatto con Bin Laden, e quindi il terrorismo era totalmente assente in Irak. Da quando il regime di Saddam è caduto, come dichiarato negli articoli di cui sopra, l’unica volontà degli invasori che governano attualmente gli Stati uniti, è stata quella di portare nel più totale caos quel martoriato paese, ricordiamo cosa vuole l’amministrazione presente attualmente alla Casa bianca: << Dobbiamo distruggerli per compiere la nostra missione>>. Basta guardare, volenti o nolenti, ciò che accadde in Irak quotidianamente, gli attuali occupanti della Casa bianca hanno sicuramente svolto un “buon lavoro”, dal loro punto di vista.
Se c’è volontà di sconfiggere il dilagante terrorismo, dobbiamo colpire il terrorismo al vertice, non a un vertice ipotetico come ci si vuol far crede, ma un vertice che ha nomi e cognomi e che occupa la centrale di comando di tutto il mondo. Non si dimentichi mai che l’amministrazione Bush è arrivata al potere grazie a dei scandalosi brogli elettorali. Questi terroristi non rappresentano nessuno, se non gli interessi di chi vuole gettare il mondo nel terrore per i propri tornaconti personali. L’Europa, data la sua importanza strategica e sopratutto storica, non può di certo essere ridotta al silenzio da un mistificatore, irresponsabile e pericoloso come Bush, il quale pensa dell’Europa questo: << Esiste ancora un’Unione europea? L’ho rotta in tre parti.>> Ecco come pensa il vero nemico della civiltà Europa!




Rispondi Citando
