dal quotidiano LIBERO di oggi:
" Lezioni di Islam alle elementari
di MANUELA D'ALESSANDRO
inaugurare la prima classe islamica made in Italy. L'iniziativa abortì perché venne ritenuta anticostituzionale dal Ministro Letizia Moratti, in quanto contraria al principio di u g u ag l i a n z a . Ora Julani e compagni, lontani dai temuti clamori, provano a rilanciare l'idea ( comune al progetto dell'Agnesi) di una scuola che, come si legge nel volantino, « coniughi le esigenze delle famiglie musulmane, desiderose di dare un'educazione ai propri figli, con quelle della società italiana, che teme la nascita di luoghi d'indottrinamento del fanatismo islamico » . Un istituto privato qualunque, quindi, animato da fini politicamente corretti: così viene presentato il neonato complesso scolastico di via Fiume. Ma c'è almeno un aspetto che lascia perplessi nell'incubazione ( clandestina) del progetto: la scuola viene segnalata dai suoi ideatori come « parificata a quella italiana » . E cioè legalmente riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione, con l'annessa possibilità di sostenere gli esami di Stato a fine anno. Almeno fino a ieri, però, « Orizzonte » non era menzionato nella lista degli istituti parificati. Fonti della comunità islamica milanese si sarebbero detti preoccupate per MILANO - Temevano che la stampa rovinasse tutto. Che il loro sogno di aprire una scuola islamica a Milano s'infrangesse, ancora una volta, sulle polemiche. Per questa ragione hanno tenuto nascosto il progetto. Finché a qualcuno non è capitato sotto mano il volantino pubblicitario diffuso tra i fedeli della moschea di viale Padova. In esso è raffigurato un uomo di spalle che s'incammina, a passo deciso, verso scenari radiosi e in basso appare la scritta: « Con Orizzonte niente è ir raggiungibile » . Così è venuta allo scoperto Orizzonte - è proprio questo il suo nome - la prima elementare islamica italiana, nata da un'iniziativa di un gruppo di uomini d'affari musulmani. Le lezioni prenderanno il via il 20 ottobre, in via Fiume, a Vimodrone, un paesone vicino Milano e saranno aperte ad alunni di ogni nazionalità. E un obiettivo importante - tra gli orizzonti possibili- il suo promotore nonché direttore, Anwar Julani, esponente libico di spicco dell'Ucoii ( Unione delle comunità islamiche), l'ha già raggiunto. Riuscire laddove aveva fallito un suo collega italiano, il preside del Liceo Agnesi, Giovanni Gaglioni, il quale, a settembre, avrebbe voluto l'eventualità che la scuola non ottenga il riconoscimento pubblico, analogamente a quanto era avvenuto in passato per gli istituti delle moschee di viale Jenner, via Quaranta e Segrate. Fiduciosi sul buon esito dell'impresa si mostrano invece molti genitori islamici, i quali hanno provveduto, con largo anticipo, a iscrivere i propri figli, pagando la retta annuale di 1500 euro. La cifra permetterà ai bimbi di ricevere una preparazione didattica che dovrebbe seguire anche i programmi ministeriali italiani. Ampio spazio verrà riservato all'insegnamento dell' arabo e del turco, oltre che ai fondamenti della storia islamica. Quanto al cruciale versante teologico, nel volantino non se ne fa cenno, ma certamente una materia nevralgica nel corso di studi di via Fiume sarà proprio la religione di Maometto. « Eppure la definizione di scuola islamica non mi piace - ha precisato Julani. - Le lezioni rispecchiano la nostra cultura, ma il modello a cui aspiriamo è simile a quello italiano, nel pieno rispetto della libertà religiosa » . I professori - a parte qualche italiano - dovrebbero provenire per lo più dal Medio Oriente, in particolare da Siria, Libia e Giordania. Va da sè che gli idiomi utilizzati dai docenti saranno l'arabo e l'italiano. Sempre che giunga il placet ministeriale per la parificazione. "
Cordiali saluti




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