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    Thumbs down Il vero volto dei DS.......

    Fonte: GiornAL

    DS Ceriana: scandalose pensioni ai repubblichini

    Lanciano un duplice allarme, magari con terminologia un po’ incerta, i Ds della Sez. Ceriana del Cristo, ad Alessandria:il 25 aprile è in crisi, sia per i tagli del 50% dei fondi destinati alle celebrazioni, sia - soprattutto - per il riconoscimento dello " status di belligeranti ai repubblichini di Salò", con tanto di pensioni e, magari, onorificenze. Un tentativo aberrante - sostengono i Ds - da respingere con forza.

    Nell’attesa di approfondire il dibattito sul concetto di "belligerante" e sulle eventuali conseguenze di un riconoscimento di tale status ai militari che combatterono sotto le insegne della Repubblica di Salò, di fatto sotto il comando tedesco, proponiamo integralmente il testo dell’intervento dei Ds:

    "Fra pochi mesi ricorre il 60° anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista. I tempi che stiamo attraversando sono estremamente difficili soprattutto a causa dell’instabilità internazionale e per l’assenza di una pace invocata a gran voce da milioni di cittadini. In questo contesto l’anniversario del 25 aprile 1945 richiede certamente degne ed imponenti celebrazioni per festeggiare e ricordare chi ha lottato per la pace e la libertà, contro la dittatura.
    Invece la maggioranza parlamentare di centro-destra vuole dimezzare i fondi destinati all’ANPI per le suddette celebrazioni e parallelamente, con un’azione altrettanto vergognosa, riconoscere lo status di belligeranti ai repubblichini di Salò, con tutti i riconoscimenti economici e civili che ne derivano.
    La Sezione Ceriana – Cabanette dei DS non vuole assistere inerme a questo scempio della storia e dei valori che stanno alla base della Costituzione Italiana.
    Il tentativo aberrante di far dimenticare quello che è realmente successo, ciò che fa parte della storia del nostro Paese va respinto con grande impeto. E’ altresì inaccettabile la chiara intenzione di porre sullo stesso piano partigiani e fascisti. Da una parte c’erano persone che hanno combattuto per la pace e la libertà delle generazioni future, a volte sacrificando la propria vita. Dall’altro lato invece si combattevano questi valori e si appoggiava l’occupazione nazista.

    Per tutti questi motivi riteniamo che il 60° anniversario della Liberazione vada festeggiato in modo degno e senza timori, sventolando le bandiere e i valori della pace e della libertà ritrovata quel 25 aprile.
    I DS del Cristo aderiscono dunque all’appello lanciato dall’ANPI e promuovono presso la loro sede di Corso Acqui una raccolta di fondi per sostenere l’organizzazione delle celebrazioni nel modo piu’ degno possibile e garantire la sopravvivenza delle associazioni partigiane.
    Come realtà territoriale invitiamo inoltre le istituzioni locali, per quanto nelle loro possibilità, a promuovere iniziative che diano visibilità e grande risalto al 60° anniversario della Liberazione, certi che i nostri gruppi parlamentari continueranno a dare battaglia per ripristinare i fondi sottratti ingiustamente a questa causa."

  2. #2
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    Fonte: GiornAL

    Ci risiamo con i soliti DS pacifinti

    Emanuele Locci non accetta il punto di vista dei Ds che, con un intervento della sez. Ceriana del Cristo, stigmatizzano il rischio del riconoscimento degli ex combattenti di Salò, come belligeranti. Un riconoscimento che, a seconda della prospettiva dalla quale lo si guarda, rischia di essere "memoria condivisa" oppure "scandaloso affronto".

    La questione è delicata, nonostante oggi finalmente possa essere affrontata serenamente, ed è tuttavia scindibile in due questioni disgiunte che non vanno confuse: la prima è la possibilità di riscattare chi, dalla parte dei vinti, combattè la guerra civile. Un riconoscimento umano, tutto umano e molto umano che potrebbe essere più che opportuno.

    La seconda è la lezione ed il giudizio sulla storia, che non è mutato nè è ragionevole pensare possa mutare così in fretta.
    I totalitarismi sono storia di un altro millennio (almeno si spera...) il rischio, oggi, arriva semmai dagli integralismi che sembravano retaggio del millennio ancor precedente ed invece son qui vivi e vegeti...

    Ecco, di seguito, il testo dell’intervento del Presidente provinciale di Azione Giovani, Emanuele Locci:

    Ci risiamo! Complice il caldo e l’incapacità di trovare argomenti con cui rapportarsi con i cittadini, i DS ricorrono al repertorio del peggior pacifintismo antifascista.

    Con l’autorevole voce della “sezione Ceriana”, incapace di produrre iniziative politiche di utilità contingente come la discussione sui problemi della città, i DS di Alessandria nell’Anno del Signore 2004 non trovano niente di meglio che dichiarare guerra a qualche centinaio di ottuagenari.

    Mi riferisco naturalmente al comunicato di suddetta sezione diessina che si scandalizza alla possibilità di riconoscere lo status di belligeranti ai combattenti della RSI e si preoccupa che possano essere ammessi agli stessi benefici pensionistici che già ricevono da sessant’anni i partigiani e coloro che hanno combattuto con l’effimero “Regno del Sud”.

    Perché, mi domando, con la stessa veemenza non si scagliano contro quegli assassini – ops! – “compagni”, anche stranieri, che hanno massacrato ed infoibato migliaia di italiani di ogni colore e che impuniti si ingrassano da sessant’anni a spese dell’INPS?

    No, a questi “democratici” di sinistra non interessa muovere le torbide acque della loro storia toccando i privilegi di quegli assassini, denunciati con forza lo scorso anno da un dossier di Azione Giovani, che dopo aver brutalizzato tanti italiani agli ordini di Tito continuano a percepire pensioni dall’Italia pur non essendo italiani!

    L’ipocrisia strumentale di chi si dichiara pacifista e poi sceglie, nel 2004, di fomentare una guerra civile anacronistica è l’emblema di una incapacità cronica di questa sinistra ad essere al passo con i grandi cambiamenti sociali del nuovo millennio.

    La rendita assicurata nella Prima Repubblica ad essere dall’”unica parte giusta” ora vacilla, e questa sinistra senza più punti di riferimento tenta ancora pateticamente di agitare spettri del passato, nella speranza di riaccendere un clima di odio e di scontro che gli è essenziale per sopravvivere.

    Ma, per fortuna, il tempo ed il buon senso di alcuni storici e politici sta ricostruendo una descrizione più critica degli anni della guerra civile italiana, restituendo alla storia un periodo che solo nella sua contestualizzazione storica deve essere guardato e giudicato. Tremaglia, Violante, Ciampi e molti altri si sono sforzati di ricomporre le anime del Paese su valori condivisi grazie al superamento di logiche conflittuali e con il reciproco riconoscimento della buona fede dei combattenti di ogni parte.

    Anche gli storici, fortunatamente, cominciano a guardare la storia con spirito più critico indagando timidamente i crimini di cui si sono macchiate molte formazioni partigiane, particolarmente quelle comuniste. Penso al recente libro di Pansa, che ha sdoganato un argomento tabù che comunque altri storici “del ghetto”, come Giorgio Pisanò, avevano già largamente affrontato. Questo nuovo corso, liberando la storia dalle strumentalizzazioni politiche, ci restituisce anche la chiave ideale con cui guardare agli uomini.

    Non era uno scontro di santi contro criminali, come la storia “di propaganda” continua a raccontare, ma di uomini. Combattenti che per condivisione ad un’ideale hanno messo in gioco la loro vita, nella convinzione di fare la cosa giusta. Spero che anche “ai vinti” si possa riconoscere lo status di belligeranti che, per diritto e per cuore, meritano. E che, prima che la loro generazione possa esaurirsi, vinti e vincitori si possano riconciliare sotto il tricolore che entrambi hanno combattuto per servire. Noi giovani ci sentiamo figli di una stessa Nazione e contrasteremo (come dite voi, “con grande impeto”) chi vorrà cercare di dividerla con l’odio.

    Consegnata alla memoria questa tormentata pagina del nostro Paese, invito la sinistra a preoccuparsi delle cose che nel presente sono veramente essenziali. I DS, specialmente nella nostra piccola dimensione territoriale, spero che vogliano spendere più proficuamente il loro tempo per amministrare Alessandria al meglio. Strade sporche e dissestate, livello di sicurezza percepito molto basso, economia urbana stagnante… Queste sono le questioni che siete chiamati ad affrontare come forza politica al governo di questa città! La storia lasciamola agli storici…

    Emanuele Locci
    Presidente Provinciale di Azione Giovani

  3. #3
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    Altro che la riconciliazione di Veltroni

 

 

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