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  1. #1
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    Predefinito Il Fondo della politica

    Stefano Benni: La nuova legge di Capodanno

    Colpo di scena nella situazione politica del paese. Dopo la seduta di fine anno a Camere unite, tutti abbandonano l´aula del Senato per recarsi al cenone, meno Pera che su ordine di Berlusconi sta ancora dando lo straccio. Ma nascosto sotto i banchi parlamentari è rimasto un deputato dell´opposizione, il diessino Ciraggi. Con mossa fulminea propone un decreto legge e vota sì per seicentosessanta volte, con una prestazione ginnico-pianistica ispirata a Cutrufo e Liszt.
    Secondo la nuova legge Ciraggi lo schieramento politico che ha la maggioranza nei sondaggi ottiene il settanta per cento degli onorevoli, sei reti televisive e l´immunità parlamentare a vita. Poiché i sondaggi, malgrado i tentativi di taroccamento berlusconiano, puniscono da tempo la totale incapacità e arroganza di questo governo, l´Ulivo si trova miracolosamente in vantaggio.
    A mezzanotte in punto Ciampi firma e la legge Ciraggi entra in funzione. All´improvvisa notizia, Berlusconi e Fini cercano di convocare il Parlamento per far votare una legge riparatoria: la legge Cirale, che dice che la legge Ciraggi non vale, oppure la legge Fini-Cironi che dice che delle leggi ce ne sbattiamo i coglioni. Ma ormai la valanga dei voltagabbana è in moto e la maggioranza parlamentare del Polo si squaglia. Bossi promette l´appoggio esterno al nuovo governo in cambio di una commissione d´inchiesta sullo sbarco del Mille. Casini resta alla Camera in leasing. Pisanu si fa fotografare mentre brinda con De Mita. L´onorevole Vito gira in eskimo e metà Forza Italia si iscrive all´Arci.
    Fulmineo il ribaltone anche nella cultura. Escono nella notte cinquanta instant-book dal titolo L´orgoglio e la resistenza. Presentatori polipartisan, comici opportunisti e showman pentiti traslocano subito idee, privilegi e audience da un governo all´altro. Nei confronti della televisione non faremo come il Polo, dice Rutelli, la Rai sarà obiettiva: una rete alla sinistra laica, una ai cattolici di sinistra e una ai Savoia.
    Corre voce che Berlusconi deluso si prepari a lasciare l´Italia sul suo jet privato. L´ex premier smentisce, ma i tecnici stanno già spalmando di fard il muso dell´aereo. Esplode drammaticamente il problema dei disoccupati. Quasi tutti gli onorevoli del Polo, infatti, hanno forti difficoltà dì reinseririmento nella vita civile. La Moratti apre un negozio di parrucchiera per marziani. Castelli cerca un lavoro che dia seguito alla sua battaglia ideale per la giustizia: bagarino o posteggiatore abusivo. Lunardi apre una fabbrica di buchi prefabbricati. Previti rifiuta un incarico di prestigio nella triade cinese, e scappa alle Bahamas con un container refrigerato di documenti scottanti. Frattini ottiene l´interim di animatore in un villaggio Valtur. Schifani torna nei Muppets. Urbani è l´unico che riesce a mantenere il ruolo che aveva nel governo, non faceva un cazzo prima e continua a non farlo.
    Il caso più pietoso è naturalmente Tremonti. C´è chi propone di farlo assumere alla Renault per risollevare la crisi Fiat, ma alla Renault non ci cascano. Viene assunto come amministratore al grattacielo Pirelli di Milano. Dopo pochi giorni il grattacielo è ridotto a un villino a due piani.
    Mentre i giornali si scatenano in inchieste retroattive sulla P2, e i salotti cambiano il colore della moquette da azzurro in cremisi, i leader dell´Ulivo si radunano per trovare una posizione comune alle varie correnti. Dopo ore di urla e lancio di oggetti, si trova soltanto un accordo sul nuovo simbolo: un asinello con una margherita in bocca e un ramo d´ulivo nel sedere. Sulla guerra, invece, la posizione dell´Ulivo è netta: 1) no agli alpini in Afghanistan, sì ai parà in Nord Corea ; 2) gli aerei americani potranno partire dalle basi italiane, ma soltanto a targhe alterne. 3) la Cia potrà interrogare e torturare eventuali prigionieri sul suolo italiano, ma per motivi umanitari le domande saranno poste da Jerry Scotti.
    Le grane più urgenti sono però di ordine interno: come convincere gli operai della Fiat che non esiste un problema Fiat, come convincere Cofferati che non esiste un problema Cofferati, e soprattutto se bisogna risolvere il conflitto di interessi di Berlusconi subito o rinviarlo a quando Berlusconi sarà di nuovo al potere e il conflitto sarà più stridente. Ed ecco apparire D´Alema, accolto da timidi applausi. Il nostro problema, dice è che siamo abili nello sfruttare gli errori degli avversari, ma quando siamo al governo non siamo uniti, e non ci sappiamo promozionare. Ci vuole qualcuno che sappia cementare l´Ulivo, e vendere la sua immagine. E io ho quell´uomo.
    Appare un nano in jeans e maglietta rossa con la scritta "Io ho un sogno". Ebbene sì, è proprio Berlusconi. La discussione è in corso. La sinistra presenta cinque mozioni per quattro importanti opportunità che aprono tre vie politiche verso uno storico bivio: come andare al centro.

  2. #2
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    Predefinito Stefano Benni: Una Ferrari alla portata di tutti

    Caro Bush, è il tuo optional Silvio che ti scrive. Non vedo l'ora di essere al tuo fianco a spezzare preventivamente le reni a Saddam. Ho rispettato i patti e ho mandato gli alpini in Afghanistan. Sono partiti cantando: mi sun Alpin me piase el Bin, con evidente riferimento a Bin Laden. Ma anche se le guerre del tuo Grande Paese sono preventive e prioritarie, lascia che ti esponga le piccole grane dell'azienda Italia. Ultimamente ho tre spine del fianco. La prima è una voce che sta circolando: Berlusconi porta sfiga.
    Io che ho fatto fortuna con gli slogan adesso sono perseguitato da uno slogan! Naturalmente non è vero che sono un menagramo anche se Fini e Bossi appena volto le spalle si toccano, talvolta l'un l'altro. Il secondo problema è che per salvare Previti ho dovuto fare tanti di quei casini che quasi non mi è rimasto tempo per il resto. In questo sono davvero sfigato: normalmente sono gli avvocati che ti tirano fuori dai guai, io sono l'unico che diventa matto per tirar fuori dai guai i suoi avvocati. Il terzo problema, last bat not less, è la situazione economica. Va male, proprio male. E la colpa non è certo di Wall Street e delle sue agili oscillazioni, ma dei comunisti che mi hanno lasciato una penosa eredità, e cioè Tremonti, ex-economista di ex-sinistra.
    Abbiamo confezionato una finanziaria che è riuscita a scontentare la Confindustria i sindacati, il nord, il sud e i centristi. Ma la mazzata finale, è arrivata con la Fiat. Un bel giorno quel dispettoso di Gianni Agnelli, invidioso del mio Milan, ha annunciato che chiudeva bottega. Dapprima mi sono preoccupato, poi ho pensato che invece era la mia grande occasione: se io Silvio col my senso degli affari e you George coi dollari americani salviamo la Fiat, recupererò credibilità e la gente non dirà più che porto iella. Ti prego, Bushetto mio, non lasciarmi solo in balia degli eventi, tu e Gelli siete sempre stati il mio faro politico, o George on my mind, sei più bello di Rasmussen e più radioso di un falso in bilancio, sono il tuo chaffeur, il tuo servosterzo, il tuo pitbull.
    Allora ecco il mio piano: un pool composto da General Motors, Mediaset, e magari Cosa nostra, Opus Dei e Enron acquista la Fiat. La sigla resta uguale: Fiat ovvero Fantastic Italian Automobil Trend. Mirafiori diventa Lookflowers, Termini Imerese diventa Finish Imerese, e così via. Gli operai imparano l'inglese, appaltiamo la mensa alla McDonald's e ripartiamo. Intendiamoci, a me degli 8 o 40mila disoccupati non me ne frega niente, quello che penso dei lavoratori lo ho già detto quando sono venuti in 3 milioni a Roma. Se penso che in mezzo ai licenziati ce ne sono anche di iscritti alla Cgil mi vien da dire: vi sta proprio bene. Ma per risollevare la mia esangue credibilità sono pronto a tutto. A questo proposito ho già pronto il piano di rilancio, cioè una serie di nuovi modelli di auto per il mercato italo-americano con cui torneremo competitivi. Eccoli.

    Fiat Elleesse. (legittimo sospetto o legal suspicion). L'auto ideale per sfuggire a tutte le insidie e i balzelli del traffico. Nei colori Verde vigneto o Giallo campo di grano per mimetizzarsi nei campi quando ti becca la polstrada. È dotata del Cesarone, un air bag studiato da Previti. Quando s'avvicina l'agente per contestare l'infrazione, invece del pallone sbuca fuori dal cruscotto un pacco contenente un panettone, un cotechino e una piccola somma in contanti. Si regala il Cesarone e così si evita la multa. Se l'agente insiste, si preme il clacson con allarme Elleesse (legittimo sospetto) e arriva una nuova pattuglia della Polstrada, tutta composta da attori di Canale5. Inoltre la Fiat Ellesse è dotata di targa a numeri rotanti, che cambiano automaticamente appena s'avvicina un vigile.
    Fiat Five Hundred. Piccolina, compatta, avveniristica, la lanceremo con lo slogan: l'auto del futuro. Ricicleremo le linee della vecchia Cinquecento e faremo credere che sia roba nuova. Ho già il testimonial: Pisanu.
    Effeeffe. Fiat Ferrari. Una Ferrari alla portata di tutti. Motore Ferrari, carrozzeria Ferrari. Slogan: diventa anche tu come Schumacher, con libretto d'istruzioni in tedesco. La Effeeffe si compra solo per corrispondenza. Quando t'arriva a casa allora ti accorgi che non la costruisce la Ferrari di Maranello, ma la ditta Adelmo Ferrari, panettiere e cugino di Lunardi. E' una copia rossa, perfetta, ma è di mollica dipinta, con sedili in strudel. A quel punto che reclamino pure, la fregatura è compiuta, proprio come quando mi hanno votato.
    Fiat diciotto. Grande modello ispirato all'articolo 18. La compri, paghi tutte le rate e, dopo un tot di chilometri la concessionaria, facendo valere il nuovo decreto legge che farò rapidamente approvare, ti licenzia da proprietario. Così ogni volta ci riprendiamo la macchina e la rivendiamo, con evidente ottimizzazione dei costi.
    Fiat Prevention. Questa l'hanno studiata La Russa e Bossi. È un gippone corazzato con gomme da trattore e parafanghi in titanio. Nella versione Verde Padania ha il Navigatore satellitare speciale, che però vi guida solo verso il Nord, se volete andare a Napoli dovete farla tutta a marcia indietro. Nella versione Nero Benito è munita di mitraglietta spartitraffico e ruspa trovaparcheggio. Ma il vantaggio della Fiat Prevention è appunto quello di prevenire gli incidenti. È dotata infatti di un sistema radar che si accorge se, vicino a te nel traffico, c'è un auto pericolosa, a esempio guidata da un ubriaco, da una donna o da un uomo col cappello. Quando la Prevention s'accorge del rischio, punta l'auto sospetta, la massacra e la sbatte fuori strada. Così il numero degli incidenti sarà ridotto almeno del 50 per cento.
    Fiat Tremonti. Una grande idea del mio ministro. Ha un serbatoio con un buco, così si consuma meno benzina. E poi dite che è un cretino!
    Fiat Cadillac. Lunga 10 metri, tutta cromata come le auto del Texas, finiture in argento, volante di leopardo, interni in lamelle di tartufo, motore a 7 cilindri, trentasei chilometri con un litro, air bag di serie, vetri comandati a distanza e faretti antinebbia. Modestamente questa l'ho pensata io. Quando la compri, pensi di aver fatto un gran affare. Poi scopri che è l'ennesima "Silviopatacca". La carrozzeria è di compensato: dopo la prima pioggia si riduce a un metro e mezzo e cade a pezzi (da qui il nome Cadillac). Le finiture sono in stagnola, il volante di leopardo è in realtà topo con macchie di pennarello. Il motore è un Velosolex del '64, trentasei litri di miscela per fare un chilometro, non c'è l'air bag ma in caso di violento tamponamento esce dal cruscotto un rosario per pregare, i vetri si comandano a distanza ma solo da un chilometro. Invece sui faretti antinebbia non ho mentito, basta telefonare alla famiglia Faretti di Arcore e con una pila ti fanno strada.
    Fiat G 91. Come non averci pensato prima? In fondo noi dobbiamo salvare i centri di produzione, mica gli operai. Perciò Arese la compro a un decimo del valore con lo stesso trucco di Arcore, ci farò una garconnière per capi esteri. Tutte le altre fabbriche Fiat diventeranno Basi Nato, e ci produrremo aerei Fiat G 91 o bombardieri General Motors. Le armi sono l'affare del futuro, altroché le auto. Io e te, caro Bush siamo uguali: affaristi pagati da affaristi, e quindi cosa ce ne frega della politica, della società civile e dei lavoratori esuberi? Per quanto ancora dovremo fingere di produrre ancora quel vecchio, desueto, noioso, improduttivo modello che è la democrazia? Mi sembra d'averti sottoposto un ottimo business, e attendo ansioso una risposta. Intanto, ti mando un ennesimo regalo. Un orologio di platino modello Schifani col riporto, ovverosia con le lancette che proseguono sul retro del quadrante. Così nessuno può vederti l'ora a scrocco.

    I kiss your hands,
    Silvio

  3. #3
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    Predefinito Stefano Benni: Anno 2194, il Cavaliere svanito nel futuro

    Scena: una città italiana del futuro, anno 2194. Una grande biblioteca universitaria. Uno studente si avvicina al bancone informazioni, dove un clonato con la faccia di Leonardo da Vinci legge la Gazzetta dello sport.
    - Operatore Leonardus 34 a sua disposizione, cittadino studente, cosa le serve?
    - Vorrei visitare l´archivio di Storia patria, anno Duemila.
    L´operatore fa risuonare un petofischio, caratteristica risata dei clonati.
    - Ma sono anni che nessuno chiede notizie di quel tempo remoto e leggendario. È sicuro di volerlo fare?
    - Sì. Vorrei consultare il ventennio dal Duemila al Duemilaventi per la mia tesi di laurea.
    - Contento lei – sospira Leonardus 34 - terza sala a sinistra, terminale 1452.
    Lo studente raggiunge la porta del salone. La apre, scostando un velario di ragnatele. L´ambiente è semibuio: in mezzo troneggia un Vesuvio di lustrini, insieme a un Colosseo di cozze e una torre di Pisa cangiante rosa e azzurra, simile alle statuine barometriche. Lo studente riconosce lo stile neosanremese-zeffirellico tipico dell´epoca. Alle pareti ritratti e foto di italiani illustri. Individua Caravaggio e Baggio, Raffaello e Raffaella, Totò e Totò Riina, nonché una foto a colori di Giotto e Cimabue che non lo convince.
    Con stupore, si accorge che mancano i politici. Si siede al terminale 1452, uno schermo di computer ovale con fregi liberty.
    -Benvenuto cittadino studente. Cosa desidera? Chattare con studentesse disponibili? Un bel videoporno? Abbiamo delle piccanti novità: preferisce un´orgia di beneficenza o un sadomaso tra crostacei?
    -No, io... vorrei consultare l´archivio storico del primo ventennio Duemila.
    -Mi scusi, ma nessuno vuole più ricordare quei tristi anni; pensavo che la sua richiesta fosse una copertura per qualche extra. Va bene, che argomento la interessa? Gossip, calcio, moda?
    No, politica – sussurra lo studente - il titolo della mia tesi è: "Il conflitto di interessi nel medioevo silvico". Vorrei sapere tutto su Silvio Berlusconi.
    -Berlusconi, vediamo… uhm ber, berl, berm… no, nessuna traccia di questo nome.
    -È impossibile. Era il padrone assoluto dell´Italia a quei tempi.
    -Può darsi che ci sia un buco nella mia memoria, abbiamo degli sbalzi di corrente oggi. Faccia un altro nome.
    -Bossi.
    -Ce l´ho! Bossi Umberto. Ministro all´epoca triadica, famoso per aver inventato l´arte legaysta, con grandi cartelloni e poster di maschioni virilissimi. Dopo aver scritto il primo vocabolario padano-ciociaro, parte con mille camicie verdi alla conquista di Strasburgo, ma viene fermato dall´esercito svizzero. Torna in patria dove le mollezze romano-ministeriali deteriorano il suo celodurismo. Inizia il suo declino, viene dapprima ricoverato per un´overdose di matriciana, poi viene arrestato al confine sloveno per traffico di Viagra. Conclude la sua carriera gestendo con fortuna il ristorante "Da Umbè er padano" sui colli romani.
    -Accidenti. E Castelli?
    -"Salvasilvio" Castelli, ministro della Giustizia al tempo della triade. Dopo esser rimasto senza lavoro mise a frutto il suo dono di saper prevedere bombe, alluvioni e eventi catastrofici. Col nome di "mago Chateau" aprì 12 studi in diverse città d´Italia. Ma i giudici si vendicarono di lui: non solo lo arrestarono per truffa, ma lo misero in cella con Vanna Marchi che lo violentò ripetutamente. Non si riprese mai piu.
    -Lunardi?
    -"Trapano" Lunardi, ingegnere costruttore e intestatore. Progettò il ponte di Messina. Quando il ponte crollò perché i piloni si sciolsero si difese asserendo: "Dovevate dirmelo che c´era tutta quell´acqua in mezzo".
    -Previti.
    -Dopo aver spostato il suo processo in 16 posti diversi e aver sempre ricusato i giudici, per clima sfavorevole, venne processato nel deserto australiano ma incredibilmente condannato da Di Pietro travestito da aborigeno.
    -Moratti Letizia.
    -Dopo aver privatizzato la scuola italiana, la vende nel 2016 agli americani. Ma gli studenti, stanchi di andare ogni mattina a Chicago in aereo e rintronati dal fuso orario, si ribellano e la destituiscono. Indignata, lascia l´Italia e apre un negozio di parrucchiera per alieni su Plutone.
    -Fini.
    -Giancarlo Fini, inventore del manuale Fini, che sostituì negli anni 2000 il Cencelli. Di lui non si ricorda altro.
    -Casini.
    -"Polipartisan" Casini. Dopo essere stato ministro triadico, si fa una plastica facciale, rinnova il guardaroba ed è ministro, insieme a Forlani e Intini, nel primo governo di centro-sinistra del 2005 guidato da Romano Prodi ed Emanuele Filiberto di Savoia.
    -Ciampi.
    -Carlo Azeglio Ciampi, vice presidente della Repubblica negli anni duemila, doveva garantire la Costituzione ma dal momento che la Costituzione non contava più molto, oziò serenamente. Lo si ricorda per aver dato origine ad alcuni neologismi. Ciampare: "Fare finta di niente". Del conflitto di interessi me ne ciampo. Sei un bel ciampo, non fare il ciampo, cioè "Non fare finta di niente, che quello che sta succedendo lo vedi benissimo".
    -D´Alema.
    -Dopo una carriera politica alterna, trova la sua strada nella vela. Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Porto Alegre del 2012, classe soling.
    -Fassino.
    -Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di bocce della terza età a Rogoredo.
    -Rutelli.
    -In controtendenza rispetto ai tempi, dalla politica si dà allo spettacolo. Si clona in cinque copie e fonda la "old-boy band Centerfold", che fa impazzire le fan moderate di tutto il mondo.
    -Berlusconi.
    -Vediamo… Berio, Bertoli, Berardi, Beruschi, Bertinotti, Bertolino, Bernacca, ma continuo a non vedere niente.
    -È impossibile, controlli meglio.
    -Guardiamo nei rimandi. Ah ecco, Berlusconi: vedi Ceaucescu. Ecco qua: Nicolai Ceaucescu. Tiranno rumeno che faceva coincidere la ricchezza personale con la ricchezza della nazione. Controllava la televisione, e capo di un clan di fedelissimi era solito promulgare leggi a proprio tornaconto, attaccare la stampa estera e ripetere ai suoi critici interni: chi non è con me è un antipatriota. Questo impressionante accumulo di potere finanziario e politico in una sola persona ha ben pochi altri esempi. Tra i rari imitatori Amin Dada, tiranno dell´Uganda, e Silvio Berlusconi, industriale italiano che accumulò in breve tempo una fortuna notevolissima cui seguì una folgorante carriera politica. Col cinquantun per cento dei voti, governava come se avesse il novantanove, ma che quando crollò e fuggì in moto nelle isole Cayman, non si trovò più nessuno disposto a dire di averlo votato o conosciuto. Per questo le notizie su di lui sono andate completamente disperse. Si favoleggia di una biografia in milioni di copie, di cui nulla resta. Gli italiani non la lessero, ma ne fecero vari usi igienici, involucranti, riscaldanti.
    -Tutto qui. Una biografia da imitatore ?
    -Tutto qui. Sic transit gloria mundi.
    -Prego?
    -È latino. Lingua arcaica che venne abolita quando l´inglese divenne la lingua ufficiale del nostro paese, decreto Tremonti-Schwarzenegger del 2012...
    -Posso fare un´ultima domanda ?
    -Faccia pure.
    -È vero che il nuovo presidente della Repubblica, Agnoberlo terzo, sarebbe in realtà una clonazione di vecchi potenti di quel periodo?
    -Mi consenta, ma non posso risponderle. In fondo sono solo un vecchio computer Fiatinvest 343.
    -Capisco – sospira lo studente – per concludere, che consiglio mi dà sulla tesi?
    - Parli pure di quegli anni, ma scelga un argomento politico meno scottante.
    -Ad esempio?
    -Lo scudetto del Campobasso nel 2009 dopo la Grande Bancarotta delle Grandi Squadre.
    - Seguirò il suo consiglio, grazie.

    Lo studente esce. Nel cielo della città, un grande ingorgo di autovolanti. Dal 2040 è proibito suonare il clacson, e tutti hanno dentro la macchina un´arpa, che percuotono furiosamente. Il rumore è celestiale. Lo studente indossa casco e maschera antigas, avvia il motorino e schizza in aria, zig-zagando.

 

 

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