IN ITALIA
I «resistenti»: sì alla lotta contro gli Usa
DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE -
Un corteo a Perugia, un concerto con interventi dal palco a Roma e
due assemblee a Sassari e Napoli «per riaffermare il diritto alla
resistenza degli iracheni e di tutti i popoli aggrediti». Sono gli
eventi organizzati per il 25 settembre dai comitati «Iraq libero» che
si sono riuniti ieri nella Casa del Popolo di Rifredi a Firenze. Gli
organizzatori, provenienti da quindici regioni, hanno fatto il punto
sulla situazione lanciando un appello a tutto il movimento pacifista
a partecipare alle manifestazioni contro la guerra. Leonardo Mazzei,
48 anni, portavoce dei «resistenti», dopo aver annunciato l'arresto
di Jabbar al Kubaisi, leader della «Alleanza patriottica irachena» da
parte dei militari della coalizione, sottolinea: «In Italia molti
dicono che in Iraq c'è solo terrorismo: per noi invece c'è resistenza
popolare, oltre a episodi di terrorismo che comunque condanniamo.
Eventi come la morte del povero Enzo Baldoni, amico del popolo
iracheno, capitano al di fuori delle regole fissate dalla
resistenza». Secondo i comitati «il confine tra resistenza e
terrorismo è labile - spiega Mazzei -. Un soldato della coalizione
angloamericana è un obiettivo legittimo per la resistenza, un
giornalista no. E comunque il disastro attuale in Iraq lo ha causato
chi ha invaso questo Paese. La pace potrà tornare solo dopo la
partenza dell'ultimo marine».
Francesco Di Frischia
Il corriere della sera 6 settembre 2004