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    Iterum rudit leo
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    Predefinito La Chiesa non ha agito nel sociale?

    LA CHIESA NON HA AGITO NEL SOCIALE?
    di Bruto Maria Bruti

    I nemici della Chiesa rimproverano SEMPRE alla Chiesa di non aver agito in conformità dei suoi principi per migliorare le situazioni economico-sociali.

    QUESTA ACCUSA E' FALSA (cf Pio XII, Divini Redemptoris, n.36).

    1) Il cristianesimo ha proclamato per primo la fratellanza fra gli uomini, contribuendo all'abolizione della schiavitù, non con sanguinose rivolte, ma con la forza della sua dottrina (cf Pio XI, ibidem).

    2) Fu il cristianesimo ad innalzare il lavoro manuale alla sua vera dignità; la Chiesa infatti adora Cristo, il quale, fattosi uomo per amore degli uomini, è diventato figlio di un falegname, anzi falegname egli stesso. Il lavoro manuale, prima del cristianesimo, era tanto disprezzato che perfino il discreto Cicerone, riassumendo la mentalità generale del suo tempo, scriveva che tutti gli artigiani si occupano in mestieri spregevoli perché il lavoro manuale non può avere nulla di nobile (cf Pio XI, ibidem).

    3) La Chiesa, fedele ai suoi principi, ha rigenerato la società umana; sotto il suo influsso sono nate opere di carità e potenti corporazioni di artigiani e di lavoratori di ogni categoria. Associazioni corporative che sono state derise e abolite dal liberismo (cf Pio XI, ivi, n.37).

    Per questo gli operai sono rimasti soli e indifesi in balia dei padroni e di una sfrenata concorrenza (cf Leone XIII, Rerum Novarum, n.2).

    Il libero mercato, in economia, può essere paragonato alla circolazione stradale. La libertà di circolare sulle strade è una buona cosa, ma occorre un codice della strada. La libertà senza regole, in economia, porta al liberismo. Il liberismo è il principio darwiniano applicato nel mondo dell' economia e del mercato, esso può essere definito come la concezione del «capitalismo selvaggio» o del «mercato selvaggio», cioè del mercato senza regole, senza solidarietà, separato dall'ordine morale: una libertà senza regole provoca sempre disordine e sfruttamento dei più deboli da parte dei più forti. La filosofia del capitalismo selvaggio nasce con la fisiocrazia, dottrina economica che ha origine dall'illuminismo. Per la fisiocrazia l'iniziativa dell'uomo in economia è sempre buona e non devono esistere regole: è come dire che la circolazione stradale non ha bisogno del codice della strada.

    Se gli automobilisti fossero assolutamente liberi, senza regole da rispettare, senza divieti, senza polizia stradale, senza l'obbligo di soccorrere chi è in grave difficoltà, in caso di incidente, avremmo sulle strade la legge della giungla. Ed è precisamente questo che fece la Rivoluzione Francese in economia. La Rivoluzione francese, nata dal pensiero illuminista, crea le condizioni per lo sfruttamento degli operai.

    La rivoluzione francese 1) abbassa i salari minimi dovuti agli operai 2) abolisce la possibilità di scioperare 3) vieta qualunque associazione di lavoratori. 4) In economia dà origine alla fisiocrazia.

    Dalla fisiocrazia nasce il capitalismo selvaggio che non rispetta i diritti dei lavoratori. Dallo spirito della fisiocrazia nasce la tratta degli schiavi neri.

    Nel medioevo la regina cattolica della Francia, Batilde, abolisce la schiavitù nel 650. Nel 1700, con l'illuminismo, rinasce la schiavitù: Voltaire, padre della Rivoluzione francese, era favorevole alla schiavitù dei neri.

    Per reazione a questa situazione nascono le dottrine del social-comunismo che sono una soluzione falsa ai problemi del capitalismo selvaggio: un rimedio peggiore del male che pretendono di combattere (cf Pio XI, Divini Redemptoris, n.58 e n.23; Quadragesimo Anno n.10 e n.44; cf Giovanni XXIII, Mater et Magistra n.44).

    La dottrina della Chiesa Cattolica insegna che il comunismo è una dottrina intrinsecamente perversa, cioè contro-natura, e spiega che il comunismo, là dove giunge al potere, è un sistema peggiore del capitalismo selvaggio che pretende di combattere. Infatti il comunismo crea una forma di capitalismo più feroce: il capitalismo di stato.

    L'abolizione della proprietà privata attuata dai comunisti distrugge ogni forma di libertà creando una schiavitù totale e porta la società alla miseria e alla fame: dove esiste la tirannia, il comunismo porta la schiavitù, dove esiste la povertà, il comunismo porta la morte per fame. L'abolizione della proprietà privata provocò in URSS la morte per fame di 13 milioni di persone nel 1930. In Cina l'abolizione della proprietà privata provocò la morte per fame di 60 milioni di persone negli anni 1958-1960. Nel decenio 80-90 quasi tutti i morti per fame, in Africa, si concentrano in quei paesi che hanno avuto un regime politico comunista o socialista e sono dovuti gli esperimenti di collettivizzazione: Etiopia, Madagascar, Mozambico, Angola, Senegal,Tanzania

    La seconda guerra mondiale ha provocato 60 milioni di morti - in Italia 1 milione di morti.

    Il comunismo, con la sua politica di repressione detta proletaria, finalizzata alla costruzione del paradiso socialista, ha provocato 212 milioni di morti, tra morti ammazzati e morti per fame: 60 milioni di morti in URSS, 150 milioni di morti in Cina, 2 milioni di morti in Cambogia, 7 mila religiosi massacrati dagli anarco-comunisti in Spagna.

    4) La Chiesa, a somiglianza di Cristo, passa attraverso i secoli facendo del bene a tutti. Se coloro che governano i popoli non avessero disprezzato gli insegnamenti e i materni avvertimenti della Chiesa non vi sarebbero né capitalismo selvaggio, né socialismo, né comunismo. Gli uomini hanno voluto fabbricare edifici sociali basati su principi contrari a quelli indicati dalla Chiesa, edifici che, sulle prime, parevano potenti e grandiosi, ma che hanno portato conflitti e miseria. Ogni edificio che non viene costruito su Cristo è destinato a crollare miseramente (cf Pio XI, op. cit. n.38).

    NOTA BENE:

    5) Il male della questione economico-sociale, nato con il capitalismo selvaggio e rafforzato dal socialismo, è accresciuto da una usura divoratrice che, sebbene condannata tante volte dalla Chiesa, continua sotto varie forme (cf Leone XIII, Rerum Novarum n. 2).

    Infatti, contemporaneamente alle forme del capitalismo rivoluzionario - liberalismo selvaggio, collettivismo comunista e collettivismo gradualista social-democratico - si è sviluppata una quarta forma di capitalismo rivoluzionario che possiamo chiamare finanziario o bancario o monetario, quasi agente propulsore e unificatore degli altri capitalismi rivoluzionari e che sembra svolgere un ruolo egemone in economia e in politica a livello mondiale Le Banche imperiali, da cui dipenderebbero le banche centrali, darebbero il valore alla moneta: valore puramente nominale ed astratto con cui comprerebbero i beni reali - il lavoro reale, le ricchezze reali - e con cui esproprierebbero la sovranità dei popoli indebitandoli.

    Usiamo volutamente il condizionale perché il magistero della Chiesa ha poco approfondito e sviluppato queste tematiche e solo qualche giurista cattolico ha avuto, sul problema, alcune intuizioni che sono ancora tutte da verificare e da studiare a fondo e in dettaglio. Giovanni Paolo II nel '93, a Riga, ha ribadito la condanna della Chiesa per l'imperialismo internazionale del denaro riallacciandosi all'insegnamento di Pio XI : "Nella Quadragesimo Anno Pio XI, per parte sua usò parole chiare e forti per stigmatizzare l'imperialismo internazionale del denaro (Quadragesimo Anno n.109). Linea questa confermata anche nel magistero più recente, ed io stesso, dopo il fallimento storico del comunismo, non ho esitato a sollevare seri dubbi sulla validità del capitalismo, se con questa espressione si intende non la semplice «economia di mercato», ma «un sistema in cui la libertà nel settore dell'economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale» (C.A., 42)" (Osservatore Romano settimanale 17 sett.'93 n.37, pag. 30).

    Insegnava Pio XI: "Nell'ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte, il nazionalismo o anche l'imperialismo economico, dall'altra non meno funesto ed esecrabile, l'internazionalismo bancario o imperialismo internazionale del denaro (...)" (Quadragesimo Anno n.109). "(...) Ciò che ferisce agli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l'accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell'economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento (...). Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l'organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l'anima dell'eco_nomia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nem_meno respirare" (Quadragesimo Anno n.105 e 106).

    Questo capitalismo bancario, storicamente, ha colluso e collude spesso con il socialismo ed il comunismo. La rivoluzione comunista in URSS fu fi_nanziata dall'alta finanza di Wall Strett e da essa sostenuta nei periodi ricorrenti di grave crisi economica (cfr Villemarest, Le sources financieres du communisme, ed. CEI, Cierrey '84; M. Geller e A. Nekric, Storia dell'URSS, Rizzoli '84, pag.244-245, 744-745).

    Un senatore repubblicano scoprì e documentò che il dipartimento di Stato degli USA aveva imposto nei paesi dell'America Centrale - El Salvador, Guatemala, Costarica, Panama - dei governi socialisti perché il socialismo provocava la miseria e la miseria creava un indebitamento pubblico che faceva il gioco dei banchieri di New York (cfr Jesse Helms, Quaderni di Cristianità n.5, estate-inverno, Piacenza '86, pag. 51).

    Il capitalismo monetario sembra avere notevoli legami ideologici e strategici con il socialismo fabiano.

    La social-democrazia fabiana ( Fabian society ), che ha contribuito alla nascita del partito laburista inglese, fu fondata a Londra dall'economista Sidney Webb e da sua moglie Beatrice nel 1884. Era fabiano l'economista James Maynard Keynes, che fu capo della rappresentanza britannica alla conferenza di Bretton Woods ( 1944), da cui è nato il Fondo monetario internazionale.

    La tradizione fabiana continua a vivere nel British Royal Institute of international affairs e, in America, tale tradizione si trova nel CFR (Council of Foreign Relations) e nella Commissione Trilaterale. Negli Stati Uniti tutte le elezioni presidenziali, dopo il 1933 sono state condizionate dal CFR. Tutti i 14 segretari di stato degli Stati Uniti ( affari esteri ) dalla sua fondazione nel 1921 ne sono stati membri.

    L'aggettivo fabiano deriva dal nome dell'uomo politico dell'antica Roma, Quinto Fabio Massimo detto il temporeggiatore, per indicare il metodo gradualistico nella realizzazione del socialismo. Webb giudica altamente positiva la trasformazione del capitale privato in capitale anonimo sotto forma di società per azioni. Nella società per azioni la proprietà del capitale, secondo gli attuali statuti delle società per azioni ( SPA), appartiene alla società e non ai soci: ad un ente astratto e non alle persone concrete. Webb dice che i titolari possono essere facilmente espropriati in modo analogo a ciò che avviene con l'acquisto dei pacchetti azionari che si realizza ogni giorno alla borsa valori (cfr Giovanni Cantoni, La Social-democrazia fabiana, «new look» dell'opzione socialista. alternativa vera e alternativa falsa al socialismo scientifico, Cristianità N.186, pag.4-5, Piacenza ottobre 1990).

    Il patrimonio conferito alla società per azioni acquisterebbe due valori: uno interno (valore reale o patrimoniale), che entra nella disponibilità di chi lo amministra, e uno esterno di borsa (valore di mercato), che entra nella disponibilità di chi può manovrare le quotazioni perché attraverso le oscillazioni si appropria delle differenze del prezzo.

    Chi dispone della sovranità monetaria potrebbe prevedere gli orientamenti delle quotazioni perché lui stesso potrebbe provocarli. In questo modo l'azionista verrebbe spogliato in due tempi: prima perché gli si toglie la proprietà attribuita all'atto del conferimento al fantasma giuridico (società anonima) e poi perché lo si spoglia, attraverso le oscillazioni manovrate in borsa, anche del valore creditizio del titolo (cfr Giacinto Auriti, La società di capitali come strumento di dominazione economica, in Autori Vari, L'occulta strategia della guerra senza confini, società mitica e società organica sulla frontiera della guerra fredda, ed. centro di studi politici e costituzionali, pag.103-132).

    Il problema della società anonima e della borsa, dunque,richiama il problema della moneta e della sovranità monetaria. Padre Calvez, nel suo trattato riguardante l'insegnamento della Chiesa in economia, afferma che la dottrina sociale non ha finora affrontato in dettaglio i problemi che si pongono oggi in tema di moneta.

    Il Concilio Vaticano secondo ne ha indicato l'importanza e ha esposto due princìpi generali: 1) bisogna impedire che coloro che sono economicamente deboli non soffrano ingiusto danno dai mutamenti di valore della moneta ; 2) in campo monetario bisogna guardarsi dal danneggiare il bene della propria nazione e delle altre. Quello della moneta resta un settore ancora troppo poco esplorato (cfr Jean-Yves Calvez, op. cit., pag. 203; Concilio VaticanoII, Gaudium et spes, n.70).

    (Bruto Maria Bruti, 9 settembre 2004)

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  2. #2
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    bentornato Krentak

  3. #3
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    grazie

  4. #4
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    Oh Krentak...bentornato (specialmente con quel Venerato avatar)!

    ma dove sei stato? ti si vede poco.

  5. #5
    Iterum rudit leo
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    Sono stato in vacanza per alcune settimane.

 

 

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