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    Predefinito Ecco l'articolo di Panorama

    Questo è l'articolo, che ho già postato, pubblicato da Panorama venerdì, dal quale risulta che era già tutto previsto, sia la vittima che i mandanti. Una domanda: se sapevano già tutto,che iniziative aveva preso il governo a difesa dei possibili obiettivi dei terroristi?


    ATTUALITÀ ESCLUSIVO IL PRIMO RAPPORTO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI DOPO GLI ATTENTATI NEGLI STATI UNITI

    I prossimi obiettivi dei terroristi


    I nostri 007 avvertono: dopo la guerra in Afghanistan, il governo è a rischio di attentati. Ma, soprattutto, preoccupano possibili azioni dei brigatisti per fare arenare le riforme in materia di lavoro. E i nipotini delle Br starebbero cercando consensi perfino nelle scuole.



    di
    GIACOMO AMADORI 15/3/2002




    È il governo Berlusconi il nuovo obiettivo delle Brigate rosse-Partito comunista combattente. Una notizia shock contenuta nella «Quarantottesima Relazione sulla politica informativa e della sicurezza», messa a punto dai nostri servizi segreti, la prima dopo gli attentati dell'11 settembre e che Panorama ha letto in anteprima. Tra le righe del documento, a pagina 5, si legge che i terroristi stanno coniugando «una forte proiezione internazionalista con una decisa ostilità nei confronti della compagine governativa per le scelte in materia di politica estera».
    Il risultato? Preoccupante: «Che il terrorismo brigatista possa predisporsi a nuovi interventi offensivi» contro «obiettivi simbolo» dei principali paesi che hanno partecipato alla guerra in Afghanistan, quindi anche l'Italia. Non solo. La minaccia che spaventa ancora di più è quella «contro le espressioni e le personalità del mondo politico, sindacale e imprenditoriale maggiormente impegnate nelle riforme economico-sociali e del mercato del lavoro, e, segnatamente, quelle con ruoli chiave in veste di tecnici e consulenti».
    In pratica i servizi segreti paventano il rischio di un attentato come quello che nel maggio 1999 costò la vita a Massimo D'Antona, consulente del ministero del Lavoro. E se all'epoca di D'Antona sul piatto c'era la riforma della concertazione sindacale oggi, nel centro del mirino dei terroristi, ci sarebbero soprattutto gli esponenti delle istituzioni impegnati su temi caldi come l'abolizione dell'articolo 18 su cui governo e sindacati si stanno scontrando da mesi. Ed è chiaro che in cima alla lista dei potenziali obiettivi delle nuove Brigate rosse, anche se non espressamente citati nella relazione, ci sono il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e i suoi collaboratori più stretti che lavorano nell'ombra.
    Non sono sottovalutati altri potenziali bersagli: dalla Confindustria a quelle aree del sindacato meno intransigenti sulle modifiche allo Statuto dei lavoratori. Ma, già nell'introduzione del documento, gli 007 danno un'altra notizia clamorosa: «La contestazione violenta antisistema in chiave antimilitarista, antiatlantica, antioccidentale potrebbe saldare» no global duri, terroristi nostrani e integralisti musulmani. In fondo già al G8, dice la relazione, c'erano state numerose segnalazioni «sul possibile convergere di attivazioni dell'integralismo islamico, del terrorismo ideologico e dell'area autonoma ed anarchica».
    Tutti insieme in nome di una crociata contro l'Occidente. «Un'unica articolazione "antimperialista" nella quale ricomprendere formazioni terroristiche dell'area europea, mediterranea e mediorientale». Un esercito della paura che si starebbe compattando in modo non casuale: gli 007 citano un «risalente disegno strategico» per formare «un fronte unitario il cui collante è rappresentato da rivendicazioni e motivi propagandistici di carattere "trasversale"». Insomma per ora le convergenze sarebbero di tipo «solo programmatico». In futuro chissà.
    Gli 007 mettono in guardia anche da un'altra internazionale, quella dei gruppi anarco-insurrezionalisti, in particolare dopo che hanno rivendicato i pacchi esplosivi inviati nel luglio scorso prima del G8 contro carabinieri, polizia, Benetton ed Emilio Fede. Gruppi sospettati pure per la bomba davanti al ministero dell'Interno del 26 febbraio. Secondo la nostra intelligence, quegli ordigni avrebbero la stessa matrice degli incidenti causati durante il G8 da «anarchici di varia nazionalità» e delle «azioni dinamitarde di segno ritorsivo, compiute specie in Grecia e in Spagna». Un'escalation che confermerebbe la costituzione di «una sorta di fronte sovranazionale imperniato su tematiche quale, in primo luogo, la contestazione ai regimi detentivi di massima sicurezza».
    Insomma, la violenza no global è sempre più globale. E la guerra in Afghanistan avrebbe acceso ulteriormente «l'area insurrezionalista». Tanto da far «temere atti dimostrativi contro le Forze dell'ordine, il sistema giudiziario e penitenziario nonché obiettivi simbolo del sistema occidentale come le multinazionali, gli istituti di credito e le grandi opere di modernizzazione (trasporti, energia, telecomunicazioni) per l'asserito impatto sull'ambiente». Una serie infinita di possibili bersagli che ha già fatto scattare l'allerta ai piani alti del ministero dell'Interno.
    Secondo la relazione, le milizie italiane di questa cupola mondiale del terrore sarebbero guidate dalle Br-Pcc. Come confermano i «sempre più frequenti richiami alla riaggregazione intorno al loro progetto dell'intera area eversiva». E i brigatisti sarebbero già pronti a riprendere «la lotta armata ancorandola a strumentali interpretazioni di eventi interni ed internazionali». In particolare dopo l'11 settembre.

    Nei documenti dei terroristi ci sarebbe una corsa a citare Bin Laden e gli attentati di settembre. Con «esplicite esortazioni a mettere in pratica disegni terroristici a seguito dell'attacco alle Twin Towers» conferma il rapporto dei servizi. Il riferimento non è solo alle Br-Pcc, ma anche ai Nuclei territoriali antimperialisti (la formazione più aggressiva dell'universo eversivo) che già il 20 novembre 1999 avevano scritto una risoluzione strategica che esaltava «le avanguardie rivoluzionarie e combattenti che fanno riferimento alla guida dell'antimperialista Osama Bin Laden». E il 17 settembre 2001, con un altro dattiloscritto, gli Nta avevano omaggiato i kamikaze di New York e Washington: «Onore ai martiri caduti nella guerra all'imperialismo Usa». Con una sinistra previsione: «Questo attentato registra il primo e non certo ultimo attacco mortale alla centrale del terrore dell'imperialismo mondiale: gli Stati Uniti d'America». Che non siano proprio gli Nta (dopo l'omicidio D'Antona sempre più vicini alle Br-Pcc), specializzati in attentati contro la base aerea statunitense di Aviano, a lanciare le «nuove "campagne di lotta"» anti Usa e anti Nato paventate dagli 007? Omicidi annunciati, sante alleanze terroristiche, ma anche piazze esplosive. Per gli agenti, la protesta violenta potrebbe estendersi a settori del movimento no global e non solo. L'uccisione di Carlo Giuliani, infatti, «ha determinato un'ulteriore divaricazione tra le strategie dell'ala moderata e quelle dei gruppi oltranzisti». Con un pericolo in più: che le frange più dure tentino «di convogliare fermenti, presenti anche in altri campi, come quello studentesco, in funzione antimilitarista e antistatunitense». Dunque persino le scuole potrebbero essere a rischio di infiltrazione.
    Come la protesta operaia: infatti, nel dossier, si dice che «gli ambienti oltranzisti e semiclandestini» starebbero cercando consensi più vasti sostenendo «le istanze estreme provenienti tanto dalla contestazione antiglobalizzazione e anticapitalista, quanto dalle proteste operaie». Chissà se Cipputi è davvero pronto a farsi sedurre dall'idea di impugnare una P38. Per gli 007 non sarebbe un pericolo da sottovalutare.




  2. #2
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    Predefinito

    Questi sparacazzate di Panirama, sono gli stessi che fecero partire l'inchiesta e l'arresto di 98 compagni dei CARC, poi usciti puliti da tutte le infamità.

    Articoli di questo tono servono solo a far crescere le forze di repressione contro i movimenti pacifici!

    ORA PIU' CHE MAI LOTTA SOCIALE CONTRO IL GOVERNO DEI LICENZIAMENTI! ORA PIU' CHE MAI DALLA PARTE DEL PROLETARIATO! ORA PIU' CHE MAI RESISTENZA ALL'IMPERIALISMO!

    W L'ANTIMPERIALISMO!

  3. #3
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    Predefinito Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by brunik
    Questo è l'articolo, che ho già postato, pubblicato da Panorama venerdì, dal quale risulta che era già tutto previsto, sia la vittima che i mandanti.

    Una domanda: se sapevano già tutto,che iniziative aveva preso il governo a difesa dei possibili obiettivi dei terroristi?

    Ecco cosa avevano fatto: Biagi aveva la scorta e gliela hanno tolta.

    Maroni aveva tempestato di lettere il Viminale.

    Ora Scajola deve dimettersi.

    La Stampa, 20.3.2002
    <b>
    IN UNA SUA LETTERA AVEVA SCRITTO: «QUESTO STATO NON HA APPRESO LA LEZIONE DEL DELITTO D´ANTONA» <font size=5>
    Era nel mirino, ma tre mesi fa gli avevano tolto la scorta
    Ora gli esperti dell´Antiterrorismo puntano sulla pista delle «nuove Br» </font></b>

    ROMA

    MARCO Biagi era preoccupato, dalla fine di novembre gli avevano tolto la scorta a Bologna e a Modena, dove insegnava, e lui si sentiva esposto, indifeso. Lo aveva anche scritto, nelle settimane scorse, in una lettera amara al ministero del Lavoro: «Questo Stato non ha imparato niente da D´Antona». Uno sfogo che gli uomini di Maroni avevano inserito nel dossier inviato al Viminale per chiedere di ripristinare il servizio di tutela al professore. La scorta, Biagi l´aveva avuta per più di un anno, lui che al pari di Massimo D´Antona e di altri tecnici, consulenti ed esperti del ministero del Lavoro, svolgeva incarichi delicati. Era considerato il "padre" del Patto del lavoro di Milano, l´accordo firmato da Cisl e Uil e non dalla Cgil di Milano per creare nuova occupazione. Adesso, sindacalisti e amministratori milanesi ricordano che lui fu «il costruttore» di quel piano, che «trovò le soluzioni tecniche per realizzare tutta l´impalcatura del documento». Il Patto di Milano è stato più volte richiamato negli ultimi documenti dell´eversione di sinistra. Prima ancora che si celebrino i funerali, è già un scoppiato caso della tutela tolta al professore. Oggi toccherà al ministro dell´Interno, Claudio Scajola, prima in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento, rispondere alle tante domande su questo omicidio. Il ministro Maroni, ricordano in via Flavia, in questi ultimi mesi aveva tempestato il Viminale, chiedendo che a Biagi e ad altri suoi stretti collaboratori fosse ripristinata e garantita la scorta. Proprio ieri, dopo l´uscita - alla fine della settimana scorsa - della relazione semestrale dei Servizi segreti al Parlamento che segnalava il rischio di una iniziativa brigatista contro obiettivi legati al mondo del lavoro, Maroni aveva preparato una nuova missiva. Il ministro chiedeva al Viminale e al Cesis, la struttura di coordinamento dell´intelligence, di intervenire per garantire la sicurezza a Biagi e «a quei tecnici di punta impegnati nella riforma del mercato del lavoro». La segreteria di Maroni proprio alle 18,30 di ieri pomeriggio aveva letto il testo al professor Biagi. Lui l´aveva apprezzato. Il ministro avrebbe dovuto firmarlo tornando dal salotto di «Porta a Porta». Un omicidio inatteso ma anche annunciato. Prevedibile, a rileggere oggi l´allarme lanciato nell´ultimo rapporto semestrale dei Servizi al Parlamento: «Si delinea il rischio che il terrorismo brigatista possa predisporsi a nuovi interventi offensivi, calibrati ora contro obiettivi simbolo dei principali Paesi partecipanti all´operazione "Enduring Freedom" (l´offensiva contro il terrorismo islamico di Al Qaeda, ndr), ora contro le espressioni e le personalità del mondo politico, sindacale ed imprenditoriale maggiormente impegnate nelle riforme economico-sociali e del mercato del lavoro, e, segnatamente, quelle con ruoli chiave in veste di tecnici e consulenti». Mondo del lavoro, tecnici, consulenti. Marco Biagi, appunto. Biagi come Massimo D´Antona, ambedue «sconosciuti al grande pubblico». Sottolinea ancora il rapporto dei Servizi: «Gli stessi ambienti oltranzisti con connotazioni semiclandestine, in via di ricompattamento, hanno mostrato rinnovato dinamismo in contesti sensibili, finalizzato ad integrare in un´ottica rivoluzionaria le istanze estreme provenienti tanto dalla contestazione antiglobalizzazione e anticapitalista quanto dalle proteste operaie». Nonostante le analisi, gli allarmi lanciati dagli analisti dei Servizi segreti, Marco Biagi ieri sera rientrava a casa da solo, in bicicletta, senza angeli custodi. Due ragazzi, su una moto, gli hanno esploso contro tre colpi di pistola. Due soli sono andati a segno. Il consulente del ministrero di via Flavia aveva avuto la tutela. L´aveva decisa il Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza di Bologna che gliel´aveva tolta a fine anno. Il ministro dell´Interno, Claudio Scajola, oggi dovrà spiegare il perché di questa scelta. Dovrà rispondere alle tante lettere inviate dal ministro Maroni, alle sue richieste di garantire la sicurezza ai suoi collaboratori, dovrà spiegare al ministro perché non ha mai risposto a quelle lettere. E dovrà convincere i familiari di Marco Biagi che la sua «amarezza» per uno Stato «che non ha imparato niente da D´Antona» non si fondava su elementi certi. Naturalmente, è ancora presto per attribuire con certezza alle Brigate Rosse l´omicidio del professore Biagi, si aspetta la rivendicazione. Gli esperti dell´Antiterrorismo, però, sono convinti che è da questa sigla che arriverà la rivendicazione. Colpisce che il teatro di questo omicidio sia la «piazza» di Bologna: «E´ la prima volta - spiegano dalla questura bolognese - di un omicidio politico-terrorista. Bologna era la città delle stragi degli Anni 70 e 80, dell´Italicus, della stazione centrale. Nell´area dell´antagonismo e della sinistra eversiva si segnala da tempo la presenza di un gruppetto di anarco-insurrezionalisti». E´ quel «gruppetto», probabilmente, l´autore, nei giorni del G8 di Genova, della pentola imbottita di esplosivo fatta ritrovare nel centro della città. E su Bologna che si sono concentrati i sospetti sugli autori di quelle lettere-esplosive fatte recapitare, sempre in quei giorni di luglio, a una caserma di Genova dei carabinieri, al Tg4 e a Benetton. In attesa della rivendicazione, gli esperti dell´Antiterrorismo restringono il campo delle ipotesi sostanzialmente a una, alle Brigate Rosse. Si va anche per esclusione, in questo lavoro di analisi e di ipotesi, in attesa di riscontri investigativi: finora, nel recente passato terrorista, gli altri gruppi, le altre sigle comparse in questi anni - i Nuclei territoriali antimperialisti, gli Nta, i Nipr, gli anarco-insurrezionalisti - non hanno mai colpito «obiettivi umani». Poco prima di imbarcarsi sull´aereo che lo riporterà in Italia,da New York il ministro dell´Interno, Claudio Scajola, ha ribadito l´analogia dell´omicidio Biagi con quello D´Antona. Erano le otto e venti del mattino, di quel 20 maggio del 1999 quando il professore Massimo D´Antona fu ammazzato. Erano le otto e mezza della sera, di ieri sera, quando i sicari, i killer sono entrati in azione a Bologna. Degli assassini di D´Antona, ancora oggi non sappiamo nulla. Ed è ancora troppo presto per ipotizzare che sia lo stesso gruppo di fuoco ad essere intervenuto a Bologna.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by brunik


    Ecco cosa avevano fatto: Biagi aveva la scorta e gliela hanno tolta.

    Maroni aveva tempestato di lettere il Viminale.

    Ora Scajola deve dimettersi.

    Biagi la scorta l'aveva quando interveniva fuori Bologna a iniziative pubbliche. Nel corso della sua normale vita di professore a Bologna la scorta non l'ha mai avuta.
    Speculare su queste idiozie è ancora peggio che non attribuire la responsabilità morale del delitto al sindacato.
    Brunik, solitamente sono ben disposto nei tuoi confronti, ma stavolta hai perso una eccellente occasione per tacere.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by pthome66


    Biagi la scorta l'aveva quando interveniva fuori Bologna a iniziative pubbliche. Nel corso della sua normale vita di professore a Bologna la scorta non l'ha mai avuta.
    Speculare su queste idiozie è ancora peggio che non attribuire la responsabilità morale del delitto al sindacato.
    Brunik, solitamente sono ben disposto nei tuoi confronti, ma stavolta hai perso una eccellente occasione per tacere.
    Ascolta, i servizi segreti lo sapevano che i consulenti di Maroni erano nel mirino.

    Lo aveva persino pubblicato Panorama in anticipo.

    L'hai letto l'articolo? Sia Biagi che Maroni è da mesi che tempestavano il viminale di richieste.

    Scajola deve dimettersi.

  6. #6
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    Predefinito

    L'unico sciacallo qua è Berlusconi, che approfitta immediatamente della tragedia per trarne vantaggi politici: la colpa dell'attentato è di chi critica il governo.

    Quindi sarebbe anche colpa mia? Il Governo può fare tutte le cazzate che vuole ma non va criticato?

    La Stampa
    <b>IL CORDOGLIO DI CIAMPI. CASINI: «E´ IL MOMENTO DI DIMOSTRARE CHE LE ISTITUZIONI SONO SOLIDE» <font size=5>
    Berlusconi: violenza nata dal clima di guerra civile </font>
    Scajola rientra dagli Usa, oggi alla Camera </b>


    «Il senso di responsabilità», ha dichiarato il premier, «impone a tutti di interrompere la catena dell´odio e della menzogna, perché è di questo che si nutre l´inumana ideologia che muove la mano degli assassini». «Nel conflitto sociale e politico», ha insistito Berlusconi, «occorrono ragionevolezza, senso della misura. Bisogna smetterla di considerare nemici gli avversari. Bisogna uscire dalla spirale dell´odio politico e da un funesto linguaggio degno di una guerra civile». Il presidente del Consiglio (che dall´abitazione di Macherio s´è tenuto in contatto fino a notte fonda con Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, corsi subito a Palazzo Chigi dopo la notizia dell´attentato) non fa nomi, ma è chiaro il senso del suo sfogo: le critiche al suo governo hanno passato il segno, gli attentati sono il risultato finale.

  7. #7
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    Predefinito Ma

    Ci si limita a criticare di aver tolto la scorta e non si va oltre questo sciagurato fatto?????
    Possibile che la superficialità debba sempre regnare sovrana??

    Superficialità e demagogia per giunta...

    Cosa significa questo nuovo fatto???
    intimidazione???
    Giochi sovranazionali più grandi della nostra piccola italietta???

    Possibile che debba sempre regnare tra noi questo clima da cospirazione carbo-mafiosa e che non si riesca mai ad andare avanti nella costruzione di uno stato moderno, democratico al passo con il resto d'Europa, attento ai bisogni e alla realtà sociale???

    Possibile che tutto si debba arrestare sempre con l'ennesima perdita di vita umana????

    Ci si vuole impedire di lavorare seriamente comportandosi come solo l'Italia sa fare....
    Ed io lo amo tanto questo Paese, ed io avrei voglia di buttarlo a mare, questo Paese......
    **********
    Alina

    **********

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by brunik


    Ascolta, i servizi segreti lo sapevano che i consulenti di Maroni erano nel mirino.

    Lo aveva persino pubblicato Panorama in anticipo.

    L'hai letto l'articolo? Sia Biagi che Maroni è da mesi che tempestavano il viminale di richieste.

    Scajola deve dimettersi.
    Qui gli unici che dovrebbero avere la decenza di dimettersi sono i vari Cofferati, Agnoletto (che parla di "strategia della tensione"), Bertinotti, Pardi, Moretti, Ovadia, Terzani, Fo, Ginsberg, Consolo, Tabucchi e compagnìa violenta cantando.

    Quando avevo circa 15 anni abitavo in un bel complesso di villette a schiera. A fare ombra a un lato delle costruzioni c'era un gigantesco pioppo che, d'estate, rinfrescava tutto il giardino e riconciliava con il mondo quando iniziava a danzare con l'aiuto del vento.
    Tuttavia il gigante provocava anche non poco disagio in primavera quando cominciava a ricoprire tutto, nel raggio di svariate decine di metri, di una coltre bianca e soffice come ovatta.

    Un giovane vicino di casa provvedeva periodicamente a incendiare i mucchietti di polline che si raccoglievano sul terrazzo di casa al fine di limitare il fastidioso inconveniente non rendendosi conto che, per quanto molto scenografico e di sicuro effetto, il dar fuoco al polline era non solo inutile e assolutamente irragionevole, ma anche estremamente pericoloso. Il polline era un naturale procedimento di riproduzione e di evoluzione del sistema natura e cercare di fermarlo, seppur con un bellissimo e molto coreografico rogo, non avrebbe portato a nulla se non a un pericoloso incendio.
    Ma questi persisteva fino a quando, un pomeriggio, un alito improvviso di vento, sollevò una fiammante sfera di polline che immediatamente fece prendere fuoco alla tenda del terrazzo e, di lì, alla tenda di casa. Solo l'immediato intervento del sottoscritto e di altri vicini fece sì che l'incendio non si propagasse a tutta l'abitazione del maldestro piromane e a quelle dei vicini.
    Alla successiva richiesta di spiegazioni il giovane vicino di casa non faceva altro che ripetere:
    "E' colpa del vento, è colpa del vento, è colpa del vento".

    Beh, ieri sera ne ho sentiti tantissimi dare la colpa al vento!

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by pthome66


    Qui gli unici che dovrebbero avere la decenza di dimettersi sono i vari Cofferati, Agnoletto (che parla di "strategia della tensione"), Bertinotti, Pardi, Moretti, Ovadia, Terzani, Fo, Ginsberg, Consolo, Tabucchi e compagnìa violenta cantando.

    Quando avevo circa 15 anni abitavo in un bel complesso di villette a schiera. A fare ombra a un lato delle costruzioni c'era un gigantesco pioppo che, d'estate, rinfrescava tutto il giardino e riconciliava con il mondo quando iniziava a danzare con l'aiuto del vento.
    Tuttavia il gigante provocava anche non poco disagio in primavera quando cominciava a ricoprire tutto, nel raggio di svariate decine di metri, di una coltre bianca e soffice come ovatta.

    Un giovane vicino di casa provvedeva periodicamente a incendiare i mucchietti di polline che si raccoglievano sul terrazzo di casa al fine di limitare il fastidioso inconveniente non rendendosi conto che, per quanto molto scenografico e di sicuro effetto, il dar fuoco al polline era non solo inutile e assolutamente irragionevole, ma anche estremamente pericoloso. Il polline era un naturale procedimento di riproduzione e di evoluzione del sistema natura e cercare di fermarlo, seppur con un bellissimo e molto coreografico rogo, non avrebbe portato a nulla se non a un pericoloso incendio.
    Ma questi persisteva fino a quando, un pomeriggio, un alito improvviso di vento, sollevò una fiammante sfera di polline che immediatamente fece prendere fuoco alla tenda del terrazzo e, di lì, alla tenda di casa. Solo l'immediato intervento del sottoscritto e di altri vicini fece sì che l'incendio non si propagasse a tutta l'abitazione del maldestro piromane e a quelle dei vicini.
    Alla successiva richiesta di spiegazioni il giovane vicino di casa non faceva altro che ripetere:
    "E' colpa del vento, è colpa del vento, è colpa del vento".

    Beh, ieri sera ne ho sentiti tantissimi dare la colpa al vento!
    Hei, amico, cosa c'entrano Bertinotti, Moretti, eccc...? E poi sarei io quello che passa il segno?

    Chi lo ha ammazzato sono gli animali che l'hanno avvicinato ieri sera completamente indifeso e gli hanno sparato, chiaro?

    Qualcuno piuttosto mi deve spiegare perchè il governo, se sapeva che era nel mirino dei terroristi, gli ha tolto la scorta.

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ecco l'articolo di Panorama

    Originally posted by brunik


    Hei, amico, cosa c'entrano Bertinotti, Moretti, eccc...? E poi sarei io quello che passa il segno?

    Chi lo ha ammazzato sono gli animali che l'hanno avvicinato ieri sera completamente indifeso e gli hanno sparato, chiaro?

    Qualcuno piuttosto mi deve spiegare perchè il governo, se sapeva che era nel mirino dei terroristi, gli ha tolto la scorta.
    I nomi che ho fatto (tranne Bertinotti, mea culpa, ho ecceduto) sono quelli di chi incendia il polline con parole pesanti, fino a quando arriva un soffio di vento che brucia la casa.
    Il polline incendiato e il vento non sono in diretta relazione tra loro. Non è certo colpa del piromane se proprio nel momento in cui dà fuoco al polline si leva un refolo di vento, ma se il piromane non avesse acceso la scintilla il vento avrebbe soffiato a vuoto.

    Quando cominciano a circolare in libertà parole come regime, mafiosi, delinquenti, pregiudicati, fascisti, dittatori, libertà repressa, colpo di stato, cosca delle libertà, Berluskaiser, morte dei diritti, morte della democrazia ecc. ecc. ecc., prima o poi un alito di vento trasforma queste parole in fatti. Come ieri.
    Le parole di Berlusconi, che tu hai ovviamente interpretato a tuo piacimento in maniera faziosa, hanno un solo significato: sì alla critica, no alla violenza verbale.
    La critica pacata e costruttiva aiuta, le parole plumbee di questi mesi prima o poi si trasformano in piombo.

 

 
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    Di Massimiliano71 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 25-05-06, 11:21
  3. Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 11-01-05, 10:22
  4. Leggetevi questo articolo di Panorama e ditemi se...
    Di Dragonball (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 18-05-02, 15:51

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