In origine postato da brunik
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Pensioni d’invalidità in crescita del 30%, falsi disabili nel mirino
ROMA - Falsi invalidi nel mirino del governo in vista della manovra di correzione dei conti pubblici per il 2005. Per ora non c’è nulla di deciso, ma i tecnici stanno studiando come rendere più stringenti i criteri di concessione e controllo delle pensioni d’invalidità civile, in forte crescita negli ultimi anni. Erano 1.527.647 al 31 dicembre 2001 e la previsione dell’Inps è che arrivino a 1.950.243 alla fine del 2004, quasi il 30% in più in tre anni. La spesa è anch’essa in crescita, dagli 8,8 miliari del 2003 ai 9,7 miliardi di euro del 2004 (»3,5%).
È bene ricordare che si tratta di prestazioni a favore di persone con gravi handicap (compresi ciechi e sordomuti), non autosufficienti (in questi casi interviene l’indennità di accompagnamento) e che in media valgono appena 4.825 euro all’anno. Per questo ogni volta che si tocca questo tasto si riaccendono le polemiche. La Lega Nord è sempre in prima fila nella richiesta di una stretta.
Di recente, poi, il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas (Forza Italia), ha detto che le verifiche sugli invalidi civili andrebbero riportate dalle Asl (Aziende sanitarie locali) alle commissioni mediche militari: più rigore insomma, «anche per tutelare chi ha effettivamente diritto a queste prestazioni». Un’altra ipotesi è quella di passare interamente le competenze all’Inps, visto che l’istituto previdenziale già svolge la funzione di erogatore dell’assegno e sopporta il peso di un forte contenzioso (circa 254 mila ricorsi pendenti) pur non avendo poteri in materia di accertamento dei requisiti (come invece accade per le invalidità dei lavoratori).
«Una nuova stretta sulle pensioni d’invalidità? Sono misure che vanno bene per una manovra finta - dice
Beniamino Lapadula (Cgil) -. Oggi non è più come una volta, queste prestazioni non vengono concesse facilmente e spesso arrivano con colpevole ritardo, quando l’anziano è già morto, e di qui nasce molto del contenzioso. Il fatto che le pensioni d’invalidità e le indennità di accompagnamento aumentino è normale, visto l’invecchiamento della popolazione e l’incremento degli anziani non autosufficienti». L’Inps sottolinea che
a questi fattori va aggiunto anche l’effetto smaltimento delle pratiche arretrate, scattato nel 2001 quando le competenze sulle pensioni d’invalidità civile sono passate dalle prefetture (dove le procedure erano molto lente) alle Regioni, che possono stipulare convenzioni con lo stesso Inps.
Negli ultimi anni più volte il governo ha tentato di mettere un freno alla crescita delle invalidità civili attraverso campagne di controllo (autocertificazione dei requisiti, verifiche a campione, eccetera), ma, al di là di sporadici casi finiti sulle cronache dei giornali (il cieco che guida, il disabile che fa lavori pesanti), senza successo.
Risultati migliori sono stati ottenuti nelle pensioni d’invalidità legate al lavoro, gestite direttamente dall’Inps, che sono circa 2,5 milioni, il 30% in meno rispetto al ’95. Restano però alcune anomalie. Queste pensioni sono concentrate nel Sud: 15 ogni cento abitanti a Catanzaro, 12% a Benevento e Potenza mentre a Milano, Venezia e Bergamo siamo sotto il 2%. E nell’agricoltura: 28 pensioni su 100 erogate dal fondo coltivatori diretti, coloni e mezzadri sono d’invalidità contro le 16 dei lavoratori dipendenti. Inevitabile che, anche qui, si nascondano falsi invalidi.
Enrico Marro