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    Iterum rudit leo
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    Predefinito L'undici settembre dei bambini cristiani che la Chiesa non ha visto

    Beslan, l’undici settembre dei bambini cristiani. Ma la Chiesa non vede
    “L’Osservatore Romano” e “Avvenire” sbandano nell’analisi dei fatti. I dialoghi del Vaticano e di Sant’Egidio con i musulmani presunti “moderati” falliscono. E rispunta l’avversione contro gli ebrei
    di Sandro Magister







    ROMA – Ai vertici della Chiesa romana hanno regnato silenzio e smarrimento, nei giorni immediatamente successivi alla strage degli innocenti di Beslan.

    Giovanni Paolo II ha taciuto cinque giorni, prima di dedicare parole accorate ai “tanti piccoli inermi di Beslan, in Ossezia, vittime di un barbaro sequestro e tragicamente trucidati”, e di pregare per i bambini “ricchezza dell’umanità” che soffrono e muoiono in tutta la terra. L’ha fatto nell’udienza generale di mercoledì 8 settembre.

    Quanto agli organi ufficiali della Santa Sede, nelle loro reazioni ci sono state una singolare messa in ombra del nemico – il terrorismo islamista – e un disarmante silenzio sulla fede religiosa degli uccisi.

    Nelle regioni caucasiche della Russia, musulmane, l’Ossezia è l’unica enclave cristiana, i suoi 700.000 abitanti sono quasi tutti di fede ortodossa. Ed è lì che i terroristi islamisti hanno deliberatamente fatto strage di donne, di uomini e più ancora di bambini.

    Ma “L’Osservatore Romano”, il quotidiano della Santa Sede diretto da Mario Agnes, si è limitato nella sua edizione del 5 settembre a mettere in evidenza la foto di una piccola mano insanguinata che stringe una croce, con il titolo “L’innocenza crocifissa” e con al fianco l’unico pronunciamento ufficiale vaticano sul fatto, fino a quella data: un telegramma di routine del segretario di stato, cardinale Angelo Sodano, che trasmette “il dolore e la preghiera del Santo Padre” al “popolo russo”, tramite il nunzio apostolico a Mosca, Antonio Mennini.

    In seconda pagina, dove c’era la cronaca degli avvenimenti, questo era il titolo:

    “In gran parte bambini gli oltre trecento morti nel blitz”.

    E questo l’esordio del servizio:

    “Ha provocato oltre trecento morti il blitz delle forze speciali russe che ha segnato ieri il tragico epilogo del sequestro di oltre mille persone, in massima parte bambini, in una scuola di Beslan, in Ossezia del nord, da parte di un commando terroristico”.

    Il giorno precedente, l’orientamento del giornale vaticano era stato il medesimo, con la responsabilità del “cruento epilogo” addossata in primo luogo agli autori del “blitz”: ossia le forze speciali russe e i loro comandi, su su fino al presidente Vladimir Putin.

    Questo “L’Osservatore Romano”. Ma “Avvenire” – il quotidiano, diretto da Dino Boffo, di proprietà della conferenza episcopale italiana presieduta dal vicario del papa, cardinale Camillo Ruini – ha fatto ancor di più. Due editoriali su quattro e i due titoli dominanti dell’edizione di domenica 5 settembre, nelle prime tre pagine, hanno concentrato l’allarme su Putin come fosse lui il pericolo numero uno.

    Dei rimanenti editoriali, uno si riferiva agli aspetti umani della tragedia e l’altro, del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, esortava al dialogo interreligioso per ottenere la pace.


    * * *

    Dei due editoriali politici apparsi su “Avvenire” del 5 settembre, il più sbilanciato è quello di Maurizio Blondet, inviato di punta del quotidiano.

    Blondet comincia addebitando a Putin la seguente colpa:

    “Etichettare come terroristi islamici i combattenti nazionalisti è stato un comodo alibi per giustificare la più inumana delle repressioni: con terroristi, con criminali, non si tratta. Li si sradica”.

    Ma poi estende la stessa critica all’Occidente. E in particolare ai capi di Stati Uniti e Israele:

    “Analoghe accuse si possono applicare a Bush e a Sharon. Si accusa il biondiccio zar del Cremlino di aver capitalizzato sulla paura del suo popolo, presentandosi come protettore dal pugno d'acciaio, mentre la sua inflessibilità ha in realtà accresciuto l'insicurezza. Vero. Ma perché allora è politicamente scorretto elevare obiezioni simili al ‘cristiano rinato’ del Texas e all'obeso generale di Tel Aviv? Nessuno dei tre – a ben vedere – è esente dal dubbio di sfruttare la paura collettiva per cavarne vantaggi elettorali, o di usare le necessarie restrizioni alle libertà che la ‘guerra al terrore’ comporta, per intimare il silenzio a critici e avversari”.

    La visione del mondo che ha Blondet è nota. L’ha esposta esaurientemente in libri e commenti, ad esempio in quelli che raccoglie in www.effedieffe.com/interventi.html. Ha scritto che George W. Bush ha invaso l'Irak al solo fine di “eliminare un regime che minacciava Israele"; che la Casa Bianca “è in mano ai neo-cons che sono praticamente tutti israeliti”; che uno degli autori della strage di Madrid dell’11 marzo 2004 “sembra essere ebreo” e che la rete “islamica” fondamentalista di cui faceva parte “era infiltrata dal Mossad”, il servizio segreto israeliano.

    E a proposito dell’uccisione da parte di Israele del capo di Hamas, lo sceicco Yassim:

    “Lo sceicco Yassim aveva proposto ad Israele ‘una tregua di dieci anni’ in cambio della formazione di uno stato palestinese nella striscia di Gaza e nei territori occupati. Era un'apertura di grande importanza, l'offerta di una trattativa. Proprio per questo Israele l'ha trucidato; per poi lamentarsi che non c' è nessuno, dall'altra parte, con cui trattare. Israele non tratta, perchè si considera il Messia di se stesso e, nella dottrina talmudica, i tempi messianici ‘sono di conquista, non di trattativa e cedimento’. Israele usa gli altri essere umani come carne da maciullare, perchè glielo insegna la sua religione: per i non ebrei ‘non c'è parte nel mondo a venire’, se non quella di servi e di materiale umano da opprimere senza fine. Israele non tratta perchè non può diventare uno stato normale, con normali obblighi e normali diritti. Israele non può integrare, perchè solo la razza di Abramo è destinataria della promessa. Israele vuole essere il ghetto di tutti gli ebrei: potrebbe vivere in pace, e si costruisce attorno un muro. Israele ha paura del genere umano. Lo odia, lo disprezza, lo usa e ne ha paura. Niente calmerà mai la paura d'Israele, perchè le nasce da dentro. Dal suo sapersi radicalmente malvagia”.

    Colpisce che all’indomani della strage di Beslan – autentico undici settembre dei bambini cristiani – il quotidiano della Chiesa di Roma e d’Italia abbia affidato il suo principale commento politico a un analista così orientato.


    * * *

    Domenica 5 settembre, nello stesso giorno del silenzio di Giovanni Paolo II sulla strage di Beslan, a Milano l’eparca Feofan, vescovo ortodosso di Stavropol e Vladikavkaz nell’Ossezia, ne ha invece parlato.

    Ne ha parlato come testimone diretto. E con accenti diversi da quelli degli organi ecclesiastici sopra citati:

    “Ho chiuso gli occhi ai bambini fucilati alle spalle dai terroristi, li ho portati in braccio. Si può chiamare liberatore chi compie questi atti? Non si lotta per la libertà uccidendo bambini. Qui c’è un insegnamento per l’umanità intera: il terrorismo è un male che può colpire ovunque, a New York, a Madrid, su un autobus. E l’umanità non ha altra scelta se non unirsi per non far passare il terrorismo. Questa lotta viene prima di tutto, poi chiariremo le differenze politiche”.

    Feofan ha parlato nel primo giorno del meeting “Uomini e religioni” organizzato quest’anno a Milano, dal 5 al 7 settembre, dall’arcidiocesi e dalla Comunità di Sant’Egidio, con partecipazione numerosa di esponenti cattolici e di altre confessioni religiose.

    E con le sue parole fuori programma ha toccato il punto su cui le autorità della Chiesa cattolica appaiono più incerte e smarrite: quello del rapporto con l’islam.

    In effetti, l’interesse a proteggere le minoranze cristiane nei paesi islamici spinge le autorità della Chiesa a difendere la stabilità dei regimi autoritari in quei paesi, e ad adottare con i rappresentanti musulmani forme di dialogo molto remissivo.

    Di fronte alla sfida globale del terrorismo islamista, poi, la loro illusione è che il negare l’esistenza stessa di questa sfida – ad esempio con la continua, rituale deprecazione e negazione dello “scontro di civiltà” – cancelli la Chiesa dalla lista dei possibili bersagli.

    Il risultato è che, spesso, i dialoghi intrapresi dalle autorità della Chiesa cattolica con esponenti musulmani sono inconcludenti o, peggio, controproducenti.

    Un caso da manuale è stato l’incontro tenuto a Doha, nel Qatar, lo scorso 27-29 maggio, tra una rappresentanza vaticana e una musulmana.

    Per il Vaticano c’erano il cardinale Jean-Louis Tauran, penultimo ministro degli esteri della Santa Sede, l’arcivescovo Michael L. Fitzgerald, presidente del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, e l’arcivescovo Pier Luigi Celata, segretario dello stesso consiglio.

    Tra i musulmani c’erano l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al-Thani, il presidente dell'International Islamic Forum for Dialogue con sede a Gedda, Hamed ben Ahmad Al-Rufai, il primo imam della moschea di Al-Azhar del Cairo, Muhammad Sayyed Tantawi, e uno dei più seguiti maestri dell’islam sunnita, Youssef Al-Qaradawi.

    Agli occhi delle autorità vaticane costoro rappresenterebbero l’islam “moderato”. E le parole con esssi scambiate nel simposio l’avrebbero confermato.

    Ma la realtà, anche successiva a quell’incontro, lo smentisce in pieno. L’emiro del Qatar è patrono della tv Al Jazira, tutto l’opposto della moderazione. Tantawi ha sì incitato i musulmani di Francia a sottomettersi al divieto del velo nelle scuole, ma ha anche emesso ripetute giustificazioni dei terroristi suicidi, graduate a seconda del contesto. Al-Rufai è dirigente di spicco dei Fratelli Musulmani, l’internazionale del fondamentalismo che ha come sua sezione palestinese l’organizzazione terroristica Hamas. Al-Qaradawi, altro leader dei Fratelli Musulmani, è il più seguito esperto di sharia dagli schermi Al Jazira, e approva anche lui il “martirio in nome di Allah”, autorizzando anche le donne a farsi esplodere in missioni suicide. L’ultima sua sentenza in proposito è di pochi giorni fa. Il 2 settembre Al-Qaradawi ha chiesto la liberazione dei giornalisti francesi sequestrati in Iraq “affinché la politica estera della Francia verso i problemi arabi e musulmani diventi un esempio da seguire per gli altri paesi". Ma contemporaneamente ha definito “obbligatoria” l'uccisione in Iraq di altri civili che "aiutano i soldati e le forze di occupazione americane". Con l’avvertenza, ha precisato, che "i loro corpi non devono essere mutilati".

    Al meeting interreligioso di Milano del 5-7 settembre è accaduto lo stesso.

    Alla condanna di un singolo atto terroristico da loro geograficamente lontano – come quello di Beslan – gli esponenti musulmani mediorientali hanno giustapposto l’approvazione degli atti terroristici compiuti contro i civili in Irak e in Terra Santa.

    Questo, ad esempio, è stato il duplice registro adottato nel corso del meeting, in varie dichiarazioni, da Ahmad Al-Tayyib, rettore al Cairo dell’università di Al-Azhar, la più autorevole e influente università del mondo islamico sunnita, con 400.000 iscritti di 92 paesi.


    * * *

    Una conferma dello smarrimento ecclesiastico a fronte dell’islam è venuta da due avvenimenti che sono accaduti in questi stessi giorni a Roma e in Italia: entrambi di assoluto interesse per la Chiesa, eppure nati per iniziative del tutto esterne all’area cattolica, rimasta inattiva.

    Il primo è la pubblicazione, il 2 settembre, di un “manifesto” di condanna inequivoca del terrorismo islamista in tutte le sue forme e di solidarietà con tutte le sue vittime, “siano essi americani, europei o arabi, oppure ebrei, cristiani, musulmani e di altre religioni”, sottoscritto da decine di esponenti musulmani residenti in Italia.

    Tra i firmatari vi sono l’imam della Grande Moschea di Roma, Mahmoud Ibrahim Sheweita, il segretario generale del Centro Culturale Islamico d’Italia, Abdellah Redouane, il direttore della Lega Musulmana Mondiale-Italia ed ex ambasciatore in Arabia Saudita, Mario Scialoja, il maestro sufi Gabriele Mandel Khan, la presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia, Souad Sbar, il presidente dei Giovani Musulmani d’Italia, Khalid Chaouki, l’imam del Centro Culturale Islamico di Colle Val d’Elsa in provincia di Siena, Feras Jabareen.

    Quest’ultimo, assieme a un centinaio di altri musulmani, ha compiuto anche un digiuno di tre giorni, in solidarietà con le vittime di Beslan e contro i terroristi che le hanno uccise, da lui definiti “nuovi nazisti, come e peggio di coloro che sterminarono gli ebrei”.

    Il manifesto non è stato firmato dagli islamici che controllano la maggior parte delle moschee italiane, legati ai Fratelli Musulmani. Ma segna l’uscita allo scoperto “contro il terrorismo e per la vita”, per la prima volta, di una parte significativa dei musulmani d’Italia: questi, sì, espressione di un autentico islam moderato, col quale la Chiesa potrebbe molto più utilmente dialogare.

    Il documento ha avuto tuttavia una scarsa eco sugli organi di stampa della Chiesa, invasi da debordanti resoconti sul meeting organizzato a Milano da Sant’Egidio e su altre concomitanti mobilitazioni dell’Azione Cattolica e dei Focolarini.

    Il secondo avvenimento è la processione silenziosa di fiaccole che ha percorso Roma tra il Campidoglio e il Colosseo la sera del 6 settembre, in solidarietà con le vittime di Beslan.

    Alla fiaccolata hanno preso parte molte decine di migliaia di cittadini, tra i quali numerosi bambini (vedi foto).

    Hanno camminato fianco a fianco – anche questa una novità inusuale – l’imam della Grande Moschea di Roma, firmatario del manifesto sopra citato, il rabbino capo degli ebrei Riccardo Di Segni e il vescovo ausiliare della diocesi Luigi Moretti.

    Ma né la diocesi né le parrocchie né le associazioni cattoliche italiane hanno avuto alcuna parte nel promuovere la fiaccolata, pur ad esse straordinariamente congeniale. L’iniziativa è stata del sindaco di Roma, il laico Walter Veltroni.

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  2. #2
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    acc... da quando in qua krentak pubblica articoli che sostanzialmente criticano l'operato di GPII, degli organi di informazione ecclesiastica, inoltre riporta brani del pensiero di Blondet tutto incentrato sul complotto ebraico di dominazione mondiale?
    Mi vien quasi da pensare che l'abbia pubblicato senza leggerlo preventivamente

  3. #3
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    Ho sempre ritenuto lecito dissentire dalle posizioni espresse dai vertici della Chiesa Cattolica in quegli argomenti che non richiedono adesione di fede. Tra l'altro, le tue considerazioni sulla citazione di Blondet dimostrano che se anche l'hai letto, sicuramente non hai capito il significato dell'articolo di Magister.

  4. #4
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    Predefinito

    Trovo ingiustificate le critiche di Magister, che ricordo lavora per un settimanale poco tenero con la Chiesa: L'Espresso. In momenti terribili come questi la prima cosa è la preghiera. La preghiera per le vittime, ma anche la preghiera per i carnefici. Compito della Chiesa e quindi di ogni cristiano è fermare la spirale di odio che attanaglia questo mondo. Valgano per tutti le parole che il Cardinale Ruini pronunciò in occasione dei funerali dei caduti di Nassirya: "Non fuggiremo davanti a loro (i terroristi n.d.r.), anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci. Ma non li odieremo".

  5. #5
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    Predefinito mah !

    Troppe ipotesi preconcette su di un accaduto di tale inaudita gravità.



    All' Islam ( moderato se in concreto, alla luce del sole e senza parole d' imam preghe di levantinismi a seconda di coma gli tira il vento contro o a favore ) l' assunzione di colpa e la richiesta di perdono per l' accaduto in nome di tal presunta politica che s' illude d' essere una religione !

    Sapranno assumersi, nel giusto o nel torto, il riconoscimento di colpe commesse da propri correligionari, ignoranti o meno non importa, non è una scusa ! Di ignoranti ne abbonda ogni fede per dire che tutto il mondo come al solito è paese.

    Sapranno umilmente chiedere perdono o sussiegosamente il mondo per loro rimarrà sempre una frittata olistico-manichea dove solo pongono distinguo e sconfessioni ?

    A che serve ripetere cinque volte al giorno la parola "Pace" nelle ritualità giornaliere ?

    Quale pace è ? Quella che è data: << secondo il mondo >> ?

    Mah !
    OPUS DEI, BELLUM DOMINI, GESTA DEI.

  6. #6
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    Predefinito

    L'articolo di Magister mi sento di condividerlo in parte.
    Come non dargli ragione quando lamenta i tentativi della Chiesa cattolica di avvicinarsi all'Islam "moderato"? Un vero islamico, infatti, di per sè, non può essere "moderato", giacchè, se è rispettoso del corano, dovrà agire di conseguenza. A questo riguardo mi viene in mente un episodio emblematico. Mi pare che l'anno scorso fu pubblicato un libro di un islamico (Mohammed Kamal Mostafa), riguardante il ruolo della donna nell'Islam (La Mujer en islam). Tra le amenità del testo, si precisava che è consentito all'uomo islamico di picchiare la moglie, ovviamente sulle mani e sui piedi. Soltanto. E che la finalità dei colpi è solo quella di far soffrire psicologicamente, non umiliare e maltrattare fisicamente. Subito scoppiò un vero e proprio caso. Ricordo che furono intervistati alcuni imam "moderati" i quali espressamente affermarono che l'islam non consente MAI di picchiare la moglie. Peccato però che il corano contiene quel precetto:
    "Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande" [sura 44].
    A questo punto, mi viene il dubbio se i c.d. moderati siano veri islamici (ma come è possibile? non conoscerebbero il corano?) o si celino dietro a delle menzogne.
    Io personalmente trovo assai più verosimile la seconda ipotesi e cioè che mentino sapendo di mentire, fingendosi "moderati". Tanto è confermato dallo stesso articolo di Magister.
    Ci si dimentica assai spesso di una virtù cardinale: la prudenza.
    Il problema allora è un altro. Molti ecclesiastici sono di un'ignoranza abissale e sorretti da un vago spirito buonistico, che fa commettere delle gaffes. Ricordo, addirittura, che alcuni anni fa, proprio per questa ignoranza, si pervenne a far cantare un coro mormone in S. Pietro durante una celebrazione papale. Un monsignore, attuale dirigente del GRIS, me lo riferì, il quale mi mostrò la rivista dei mormoni, dove questi settari si vantavano di aver cantato nella Basilica vaticana durante una solenne cappella papale!!!!!! Questo perchè, senza alcuna verifica, semplicemente guidati da ignoranza crassa e superficialità, si ignorava che un coro, proveniente da Salt Lake City, non fosse "cattolico".
    Così come sono stati ignoranti allora, molti ecclesiastici lo sono anche adesso, semmai oggi con l'aggravante del buonismo, cercando di prendere contatti con l'islam "moderato", che moderato poi non è. Contenti loro ... .

  7. #7
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    Predefinito Come diceva S. Tommaso

    Ad prudentiam pertinet non solum consideratio rationis sed applicatio ad opus; quae est finis practicae rationis; nullus autem potest convenienter alteri aliquid applicari, nisi utramque cognoscat: scilicet et id quod applicandum est, et id cui applicandum est: operationes autem sunt in singularibus; et ideo necesse est quod prudens et cognoscat universalia principia rationis, et cognoscat singularia, circa quae sunt operationes.

    E Dante nel Convivio:

    Bene si pone Prudenza, cioè senno, per molti essere morale virtù, ma Aristotele enumera quella intra intellettuali; avvegna che essa sia conduttrice de le morali virtù e mostri la via per ch'elle si compongono e senza quella essere non possono.

    Donato Creti, La prudenza, Palazzo Accursio, Bologna

  8. #8
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    Predefinito Quante volte e pur ora...

    Originally posted by Augustinus
    Un vero islamico, infatti, di per sè, non può essere "moderato", giacchè, se è rispettoso del corano, dovrà agire di conseguenza.....

    ......A questo punto, mi viene il dubbio se i c.d. moderati siano veri islamici (ma come è possibile? non conoscerebbero il corano?) o si celino dietro a delle menzogne.
    Io personalmente trovo assai più verosimile la seconda ipotesi e cioè che mentino sapendo di mentire, fingendosi "moderati"........ Tanto è confermato dallo stesso articolo di Magister.
    Ci si dimentica assai spesso di una virtù cardinale: la prudenza.....

    Così come sono stati ignoranti allora, molti ecclesiastici lo sono anche adesso, semmai oggi con l'aggravante del buonismo, cercando di prendere contatti con l'islam "moderato", che moderato poi non è.

    Contenti loro ... . [/B]

    vado rimuginando le medesime idee espresse da Augustinus e quanto più, per riprova, approfondisco quanto pubblicato non da Cristiani apostati che fan precedere le loro traduzioni del corano in lingua italiana da prefazioni commissionate a blasonati nomi, oggi in voga della storiografia quali Franco Cardini ( "Il corano", Edizione integrale a cura di Hamza Roberto Piccardo, con revisione e controllo dottrinale Unione delle Comuntà ed Organizzazioni Islamiche in Italia ) ma altre edizioni con ben diverse prefazioni: " The qura'an ", Arabic Text with Corresponding English Meanings, Abulqasim Publishing House ( Al- Muntada Al-Islami ); Edito a Jeddah - Saudì Arabìa, Ramadhan 1417 - Gennaio 1997.
    Basti, per farla breve, scorrere l' indice analitico e notare a quanto ammontano le ricorrenze del termine "Jihad" nel testo coranico. Abbondante e ricco, ben più di quanto sottacciono le varie traduzioni in lingua italiana circolanti ed adulcorate alla sola seconda sura e con "letture" più o meno "spirituali".

    Comunque se lor Monsignori son contenti questo non mi tranquillizza affatto.
    OPUS DEI, BELLUM DOMINI, GESTA DEI.

  9. #9
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    Predefinito Re: Quante volte e pur ora...

    Originally posted by lidone
    vado rimuginando le medesime idee espresse da Augustinus e quanto più, per riprova, approfondisco quanto pubblicato non da Cristiani apostati che fan precedere le loro traduzioni del corano in lingua italiana da prefazioni commissionate a blasonati nomi, oggi in voga della storiografia quali Franco Cardini ( "Il corano", Edizione integrale a cura di Hamza Roberto Piccardo, con revisione e controllo dottrinale Unione delle Comuntà ed Organizzazioni Islamiche in Italia ) ma altre edizioni con ben diverse prefazioni: " The qura'an ", Arabic Text with Corresponding English Meanings, Abulqasim Publishing House ( Al- Muntada Al-Islami ); Edito a Jeddah - Saudì Arabìa, Ramadhan 1417 - Gennaio 1997.
    Basti, per farla breve, scorrere l' indice analitico e notare a quanto ammontano le ricorrenze del termine "Jihad" nel testo coranico. Abbondante e ricco, ben più di quanto sottacciono le varie traduzioni in lingua italiana circolanti ed adulcorate alla sola seconda sura e con "letture" più o meno "spirituali".

    Comunque se lor Monsignori son contenti questo non mi tranquillizza affatto.
    Ti sbagli. Anche le versioni del corano stampate da piccole case editrici non sono molto "moderati". Il problema è la grande stampa. Ricordiamoci che più conflitto sociale = maggiore controllo borghese. Che per me non ha il senso di marx, ma di "illuminato-anticlericale": credo ci siamo capiti a chi io mi riferisca.
    "

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Quante volte e pur ora...

    Originally posted by cm814
    Ti sbagli. Anche le versioni del corano stampate da piccole case editrici non sono molto "moderati". Il problema è la grande stampa. Ricordiamoci che più conflitto sociale = maggiore controllo borghese. Che per me non ha il senso di marx, ma di "illuminato-anticlericale": credo ci siamo capiti a chi io mi riferisca.
    CERTO ! COMPRENDO BENE E NON TI DO' TORTO !

    Nel loro piccolo mi pare ci provino, con camuffamenti da camaleontismo da due soldi, poi ci pensano quelli he ogni giorno leggo, tanto per tenermi "informato".

    In questi giorni.... mi è sorto un' interrogativo, "dubbio".

    Non ti hai mai sfiorato, pure a te, l' impressione che dopo la New Age, il satanismo balordo ma per questo non di certo incruento ( DEMONIACO anzi nel vero senso atroce ) stia nascendo una nuova moda che predisponga alla fascinazione verso quell' esotico che oggi è il MAOMETTANESIMO ?


    Sento e ho modo di vedere troppe APOSTASIE farcite d' ignoranza crassa, nutrite di pregiudizi che son chiacchere da donnicciule verso il Cristianesimo. Ora il nuovo OPPIO pare essere questo.

    Cosa ne pensi ?

    Un caro saluto.
    OPUS DEI, BELLUM DOMINI, GESTA DEI.

 

 
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