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    Iterum rudit leo
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    Predefinito Fecondazione assistita: disinformazione radicale

    Guarito con le staminali: successo «avvelenato»

    I fratellini del bimbo furono concepiti e selezionati in provetta
    Radicali e ds chiedono le dimissioni di Sirchia

    Da Roma Pier Luigi Fornari


    Polemica di lana caprina sulle modalità con cui è stata comunicata la
    notizia del bimbo talassemico guarito con le cellule staminali del
    sangue placentare di due fratelli. A suonare la grancassa radicali e
    sinistre, ma anche l'ala liberal di Fi, capeggiata dal ministro per le
    Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo. Il bersaglio è il ministro
    della Salute, Girolamo Sirchia, di cui i radicali e ds chiedono le
    dimissioni per aver «nascosto la verità».
    Si tratta di un'operazione di disinformatia in pieno stile, portata
    avanti dai sostenitori del referendum contro la legge sulla procreazione
    assistita, o comunque di una sua modifica. Si cerca infatti di
    ingenerare nell'opinione pubblica l'idea che il bambino sia stato
    risanato unicamente grazie al fatto che per far nascere i due gemelli è
    stata praticata in Turchia la selezione genetica e diagnosi preimpianto
    su 12 embrioni, come è stato rivelato solo ieri. Si tratta invece di un
    particolare del tutto secondario rispetto all'importantissima conferma
    scientifica venuta dalla guarigione. E cioè che per operare tali
    interventi non è necessario l'uso di cellule staminali embrionali
    (vietato dalla legge 40), ma bastano quelle ombelicali adulte,
    contraddicendo la tesi numero uno della cordata Pannella-Turco.
    E di fatti il Policlinico San Matteo di Pavia mette che in chiaro che il
    risultato ottenuto «non è dipendente dal fatto che i due gemellini
    donatori fossero stati ottenuti con tecniche di procreazione assistita e
    selezionati con diagnosi genetica». Infatti, anche senza queste
    procedure, insistono i ricercatori una coppia di genitori portatori di
    «talassemia» ha «il 75% di possibilità di generare naturalmente figli
    sani». Inoltre l'omissione dei particolari sulla nascita dei gemelli
    dipende da un'espressa richiesta della madre.
    Circostanze puntualmente ribadite da Sirchia. «L'evento scientificamente
    importante - mette in chiaro il ministero in una nota - e clinicamente
    rilevante è costituito dal fatto che, per la prima volta al mondo, è
    stato dimostrato che le cellule staminali di origine placentare
    replicate in vitro sono clinicamente efficaci nell'uomo, consentendo
    così alla donazione di sangue placentare di essere utilizzabile non solo
    nel bambino, ma anche nell'adulto (cosa oggi impossibile), ampliando in
    questo modo la possibilità di guarigione dei pazienti affetti da
    malattie del sangue». La modalità in cui è avvenuta la nascita dei
    gemelli «non è un requisito indispensabile per il risultato scientifico
    ottenuto, che è realizzabile sia pur con probabilità inferiori, con
    donatori nati a seguito di fecondazione naturale». Il ministero
    puntualizza poi che Sirchia non era stato informato di tali particolari,
    perché la coppia aveva chiesto il rispetto della privacy.
    «Polemiche puramente strumentali», concorda l'udc Luca Volonté.
    «L'evento storico» è la dimostrazione «inconfutabile» dell'applicabilità
    delle cellule staminali del cordone ombelicale, sottolinea l"azzurro",
    Antonio Tomassini, autore di una proposta di modifica della legge 40,
    esprimendo però «apprezzamento», per quelle che definisce le «aperture»
    di Fassino e D'Alema.

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  2. #2
    Iterum rudit leo
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    Predefinito

    Dunque confermi che sia falso quello che propagandano Prestigiacomo e compagnia belante e cioè che con l'attuale legge non sarebbe stato possibile curare il bambino in questione.

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Originally posted by fuego
    Tu ovviamente faresti figli a vagonate....nell'attesa che nasca il figlio sano...per curare tutti gli altri...
    No, io farei nascere dei figli (Dio concedendolo) per amore loro, perchè è bene che essi vengano introdotti alla vita, non certo come "materia prima" per curarne altri.

  4. #4
    Iterum rudit leo
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    Intervista al professor Giuseppe Noia,
    ostetrico-ginecologo e docente di
    Medicina

    Qualcuno tenta di confondere il dibattito sulle cellule staminali

    ROMA, giovedì, 9 settembre 2004 (ZENIT.org).- A suscitare grande entusiasmo
    di recente è stata la notizia, diffusa il 7 settembre dal Policlinico San
    Matteo di Pavia e dal Policlinico di Milano, secondo cui Luca un bambino di
    cinque anni è guarito dalla talassemia grazie all'utilizzo di cellule
    staminali adulte prelevate dal cordone ombelicale delle due sorelline.

    Il giorno dopo la notizia è stata però al centro di numerose polemiche
    perché le due gemelline donatrici risultano essere nate con tecniche di
    inseminazione assistita e selezione degli embrioni, non previste dalla legge
    italiana.

    Per cercare di comprendere la novità della notizia al di là delle polemiche,
    ZENIT ha intervistato il professor Giuseppe Noia, ostetrico-ginecologo al
    Policlinico Gemelli e docente di Medicina dell'età prenatale all'Università
    Cattolica del Sacro Cuore.

    Cosa ci dice del polverone mediatico sollevato da questa notizia?

    Prof. Giuseppe Noia: Come la stampa ha trattato questo caso è un esempio
    classico di manipolazione semantica e culturale, perché invece di andare a
    mettere in evidenza che è stata guarita una malattia genetica curabile ma
    non guaribile come la talassemia, si è dato importanza ad aspetti ideologici
    e di interesse politico.

    L'aspetto scientifico straordinario è che, come ha detto il Ministro della
    Salute Girolamo Sirchia, si tratta del primo caso di guarigione con una
    tecnica che ha utilizzato cellule staminali adulte.

    I mezzi di comunicazione non hanno presentato il dato scientifico, bensì
    enfatizzato l'aspetto ideologico e politico tirando fuori la storia secondo
    cui le cellule staminali erano state prese dalle due sorelline nate con una
    diagnosi preimpianto.

    Il dato scientifico e medico è notevole, perché si tratta di cellule
    staminali del cordone ombelicale che sono state espanse. In questo caso
    abbiamo una conferma della validità curativa delle cellule staminali adulte
    (così vengono considerate quelle del cordone ombelicale, ndr) con la novità
    di essere riusciti a espanderle e a raggiungere una guarigione in pochissimo
    tempo.

    Perché critica i mass media?

    Prof. Giuseppe Noia: Perché hanno manipolato il concetto ed il significato
    della guarigione. Perché hanno utilizzato il successo non in riferimento all
    'utilizzo di cellule staminali adulte, ma in riferimento alla derivazione di
    quest'ultime dai cordoni ombelicale di due bambini selezionati con la
    diagnosi del preimpianto. E tutto questo per affermare che con l'attuale
    legge la selezione preimpianto non si può fare.

    In questo modo un grande risultato medico è stato ridotto ad una polemica
    mossa da interessi politici finalizzati contro la legge vigente in materia
    di fecondazione assistita. Tanto più che le bambine potevano nascere sane
    anche senza selezione.

    Cosa intende dire?

    Prof. Giuseppe Noia: Guardi, ho appena ricevuto un messaggio da una mamma di
    nome Ivonne, la quale mi dice che la sua bambina è perfettamente sana. E' la
    storia di una coppia che ha scoperto la gravidanza in un momento
    particolare. Ed ha accolto la vita.

    E' stata diagnosticata la malformazione, la bambina aveva il 30/40 per cento
    di possibilità che nascesse cromosomopatica, cioè tipo Down. Ivonne e suo
    marito hanno deciso di andare avanti e dopo la nascita la mappa cromosomica
    della bambina è risultata sana. Sono oltre 4.500 i parti che ho seguito e
    portato avanti, e di storie come questa ne ho tantissime da raccontare.

    Ha mai pensato di raccogliere e raccontare queste storie?

    Prof. Giuseppe Noia: Sto lavorando con 15 donne di bambini considerati
    terminali. In molti casi la mentalità corrente non fa proprio alcuno sforzo
    nel pensare a possibilità terapeutiche. Mentre l'evoluzione della conoscenza
    ha fatto sì che feti un tempo considerati terminali, oggi potessero essere
    curati.

    L'accidia intellettuale non cerca cure per questi bambini: è più facile
    eliminarli!

    In alcuni casi però non esistono cure e conoscenze per salvare i nascituri.
    Cosa si fa in questi casi?

    Prof. Giuseppe Noia: Ci sono gravidanze con l'esito sicuramente terminale,
    cioè per conoscenza e per storia naturale sono quei bambini che muoiono
    sicuramente prima o dopo la nascita. In questi casi propongo l'
    accompagnamento dei bambini, anche se l'esito è terminale.

    Mi aiuta molto l'esempio di Maria che sapeva bene che suo Figlio sarebbe
    morto, ma per la salvezza del mondo. Qualcuno mi ha accusato dicendo che in
    questo modo queste mamme avranno un trauma psicologico.

    Ma un conto è subire la perdita sapendo di aver dato amore, un'altra cosa è
    subire la stessa perdita sapendo che hai tolto amore a tuo figlio. Purché
    malformato o anencefalo, quello è e rimane tuo figlio.

  5. #5
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    fuego : Ovviamente non da nessuna risposta alla obiezione!

    A quale obiezione?

    fuego : Il medico cattolico non nega la maggiore efficacia delle cellule staminali embrionali

    Cellule che vengono studiate da diversi anni in molti paesi e non hanno fornito alcun risultato, al contrario delle staminali adulte. L'efficacia delle cellule embrionali è solo un dogma radicale, senza alcuna attinenza con la realtà.

  6. #6
    Iterum rudit leo
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    Originally posted by fuego
    (tra cui Veronesi e Levi Montalcini)
    "Intellettuali" organici alla sinistra. La loro opinione è pertanto irrilevante.

  7. #7
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    cristiano radicale..

    altro ossimoro.

  8. #8
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    Predefinito Fecondazione, bugie radicali di Carlo Casini

    Se ci sarà il referendum solo il valore della vita potrà dissolvere le ombre della menzogna

    Per capire cosa sta accadendo sui mezzi d’informazione riguardo alla legge sulla procreazione artificiale bisogna andare indietro negli anni. Un episodio che mi riguarda personalmente può chiarire molte cose. Per tutta la campagna referendaria per abolire la legge liberalizzatrice sull’aborto il Corriere della Sera sostenne quotidianamente fin dalla sua prima pagina che la legge era umana e giusta perché consentiva di interrompere la gravidanza in casi estremi e particolari.

    La tesi era falsa. 4.200.208 è il numero complessivo degli aborti effettuati con il timbro della legge, tra il 5 giugno 1978 (data dl entrata in vigore della legge) e il 31 dicembre 2002 (data fino alla quale si conoscono i dati ufficiali del Ministero della Salute). È impossibile che un numero così grande di esseri umani (Roma e Milano insieme hanno una popolazione di uguale grandezza!) sia stato eliminato in casi «estremi e particolari». Ma era utile per convincere i «moderati» sulla bontà della legge. Ed era una tesi elaborata a tavolino ed imposta con la forza del potere. Ho la prova di quel che scrivo.

    Prima che iniziasse la campagna referendaria mi recai con la compianta on. Vittoria Quarenghi dal direttore del Corriere, Franco Di Bella. Facemmo quello che il direttore chiamò un «patto». «L’aborto non è il divorzio – disse -. Perciò garantiremo la par condicio, pubblicheremo solo tre articoli a favore e tre contro la legge».

    Qualche giorno dopo, a esplicita richiesta del Corriere scrissi e inviai il mio articolo dove sostenevo la tesi (vera) che la legge non consentiva l’aborto in casi «estremi e particolari», ma nei primi tre mesi di gravidanza, sempre e a semplice richiesta della donna. Quell’articolo non è mai stato pubblicato. Il patto «tre contro tre» non fu rispettato: la proporzione fu 100 contro 0. Alle mie, ripetute richieste di chiarimento alla fine fu risposto: «On. Casini, non insista. Non sia ingenuo. Qualcuno ha deciso».

    «Qualcuno» aveva deciso, anche a costo di sacrificare la verità e il pluralismo, che la legge era «buona».

    Ora, in una situazione opposta, qualcuno ha deciso che la legge 40/2004, quella sulla procreazione artificiale, è «atroce oscurantista, inapplicabile». Il volantino con cui il Partito Radicale caldeggia le sottoscrizioni per giungere ad un referendum abrogativo è pieno di forzature, omissioni, insincerità, strumentalizzazioni (Luca Coscioni ne è la prima vittima!).

    Ma ora ci si è messa anche la grande stampa.

    La decisione del giudici di Catania è logica e coerente. Diciamo una buona decisione. Ma deve apparire - per decisione di «qualcuno» - assurda e disumana. Certo: sarebbe assurdo e disumano legare una donna e inserire con la forza, in utero un embrione «malato». Ma dove sta scritto questo nella legge? Come si fa a sapere se un embrione di poche cellule è malato? Perché tacere sul fatto che per saperlo (tra l’altro senza la certezza assoluta e quindi con il rischio di sopprimere un figlio sano) si eliminano anche molti privi di anomalie o si producono in essi malformazioni con la stessa diagnosi pre-impianto? Non è «atroce» l’idea che per scoprire ed uccidere un figlio malato si è disposti ad eliminare non pochi altri figli anche se sani? Più ancora: non è atroce l’idea che eliminando i malati si guariscono le malattie?

    Chi è il «Qualcuno» che ha deciso e perché proprio ora? Qual è l’obiettivo pratico perseguito? Ho l’impressione che anche il caso giudiziario di Catania sia stato costruito ad arte nella speranza di portare le legge dinanzi alla Corte Costituzionale. L’insuccesso dell’operazione ha determinato tanto livore. Nel sottofondo c’è la raccolta di firme per il referendum radicale, che ha bisogno di essere pompata con elementi emotivi. Ma credo che l’«obiettivo pratico» più immediato sia anche il provvedimento con cui il Ministero della Sanità dovrà approvare entro il 10 giugno le «linee guida», cioè le regole applicative della L. 40/2004. «Qualcuno» vuole forzare i limiti della legge che il Ministro potrebbe correggere stravolgendone i contenuti. Bugie. Ma che importa? Sono utili. Ma chi è «Qualcuno»? A prescindere dai volti è evidente l’alleanza che si è determinata tra gli interessi economici e l’ideologia radicale. È comprensibile che i primi siano insofferenti di ogni limite e che per la seconda sia insopportabile che del figlio concepito si parli, appunto, come figlio, e non come di una cosa che può essere gettata via a piacere. Che la bugia radicale sia, alla fine, quella dominante sui media risulta evidente dallo stesso linguaggio usato: l’essere umano è divenuto prima pre-embrione, poi pre-zigote, poi «ovulo fecondato». Infine semplicemente «ovulo». È o non è una menzogna? A ben guardare è quella più estrema. Ma essa investe il punto decisivo, l’unico punto che conta. Essa investe il nostro unico argomento. L’uomo non è mai una cosa. L’uomo è sempre rivestito di una dignità così grande da non essere misurabile e perciò) fondamento del principio di non discriminazione. Se ci sarà un referendum su questo verterà il confronto. Una discussione che sull’aborto ha potuto essere evitata non potrà essere censurata. Solo «nostro unico argomento», il valore della vita di ogni essere appartenente al genere umano, può dissolvere le ombre della menzogna.

    © Avvenire, 3 giugno 2004

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  9. #9
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    Predefinito Casini: è giusto vietare la selezione degli embrioni - da Milano Marina Corradi

    «Leggo in un editoriale su "Repubblica" intitolato "Legge crudele" che un giudice ha negato "il diritto di selezionare gli ovuli per evitare che ne venisse impiantato uno malato". Per la verità, la diagnosi pre-impianto non riguarda affatto gli ovuli, ma gli embrioni, che sono cosa alquanto diversa, e credo che almeno su questa realtà oggettiva ci si potrebbe intendere» dice l'onorevole Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, fra i sostenitori della legge sulla fecondazione assistita.

    Perché la legge vieta la diagnosi pre-impianto, anche nel caso di genitori portatori di gravi malattie genetiche?

    «La vieta nell'ottica di evitare qualsiasi tipo di selezione eugenetica, così come la soppressione di embrioni. Del resto la diagnosi pre-impianto, per analoghe preoccupazioni, è espressamente proibita in Svizzera, Austria e - non a caso - in Germania. Di fatto, si tratta di una procedura tutt'altro che priva di rischi per il nascituro. Dall'embrione giunto allo stadio di otto cellule, previa la perforazione della membrana che lo avvolge, ne vengono prelevate due. L'embrione che ha subito questa biopsia è tuttavia un embrione ferito, e in un numero non irrilevante di casi muore prima del trasferimento in utero, anche se sano. Anche quando arriva allo stadio di sviluppo successivo le sue possibilità di impianto sono minori. Inoltre la diagnosi pre-impianto ha un elevato margine di errore, tra il 5 e il 10%, così che si distruggono come malati embrioni sani. In sostanza dunque, per selezionare potenziali soggetti malati, se ne distruggono molti di più perfettamente vitali: è anche questo ciò che la legge vuole impedire».

    Molte perplessità sussistono però sull'obbligo di impianto, a prescindere dalla volontà della madre.

    «È evidente che non esiste alcun obbligo sanzionabile, che nessuna donna può essere costretta a una maternità che non vuole, se al momento dell'impianto quel figlio non lo vuole più. In questi casi, immagino che con le linee di attuazione si arriverà al congelamento dell'embrione».

    Ma ai portatori di grave malattie, che domandino quell'esame, che vogliano quella «garanzia» per un figlio, cosa risponderebbe?

    «Che il test che chiedono per il figlio comporta facilmente la morte per un embrione sano. Che le malattie genetiche conosciute sono 10mila, e sono molto poche quelle diagnosticabili. Che questa pretesa assoluta di un figlio sano purtroppo è fuori dalla realtà. E che comunque non può essere pagata a qualsiasi prezzo. Non è crudele la legge, è crudele la scelta che si vorrebbe fare, buttando via quelli, ad occhio, meno riusciti». Sarà forse per questo che in Germania, memori di vecchi fantasmi, la diagnosi pre-impianto è vietata dalla legge.

    © Avvenire, 27 maggio 2004

    FONTE

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by krentak
    "Intellettuali" organici alla sinistra. La loro opinione è pertanto irrilevante.
    Più che destra o sinistra, che è una categoria non rilevante a questi fini (dal momento che vi sono anche voci di destra contrarie alla legge), preferirei distinguere tra cattolici credenti e gli altri, i "laici(-sti)", come tali faziosamente orientati.

 

 
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