Perugia

Maschia Peroscia, il tuo Grifon che rampa
in cor m'entrò col rostro e con l'artiglio,

onde tutto il mio sangue acro e vermiglio
delle immortali tue vendette avvampa.

Certo segnato fui della tua stampa
un dì, tra ferro e fuoco io fui tuo figlio:
ancor vivo, quel fecemi il Bonfiglio,
là sul muro ove Totila s'accampa.

Le catene spezzai nelle tue strade,
precipitai gli uccisi per isfregio
dalle tue torri, usai spiedo e roncone.

Brillar vidi tra il rugghio delle spade
il mio sogno di re nell'occhio regio
di Braccio Fortebraccio da Montone.

Il Vate