''Il nazismo e lo stalinismo ieri come il nuovo terrorismo oggi sono due facce della stessa medaglia: la medaglia dell'inferno in terra''. Dopo Auschwitz e le Risiere di San Saba e' il campo polacco di sterminio di Birkenau la nuova tappa del 'percorso della memoria' del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. Questa volta accompagnato da una guida di eccesione: Salomone Venezia, l'unico italiano vivente sopravvissuto alle camere a gas e ai forni di Birkenau.
Questa mattina, dall'Universita' di Cracovia, Casini aveva indicato la via del dialogo tra le religioni come l'unica vera strumento per battere il terrorismo. ''L'appello contro il terrorismo -ha detto Casini- e per il dialogo e l'integrazione reso pubblico la settimana scorsa dalle comunita' islamiche italiane conferma come contro la barbarie e l'inaudita efferratezza del terrorismo fondamentalista, lo strumento piu' efficace resta quello del dialogo''. Dialogo che per il presidente della Camera deve essere portato avanti ''con le espressioni moderate e consapevoli del mondo islamico: le prime, del resto, ad essere seriamente minacciate dal terrorismo''. ''Lo 'spirito di Assisi' che il Santo Padre ha reso uno degli elementi piu' qualificanti del suo pontificato -sottolinea Casini- toglie ogni argomento a coloro che ritengono di alimentare odio e contrapposizioni in nome di un credo religioso''.
In questo senso, Casini pone in evidenza come siano ''i fatti che hanno dimostrato come la rivendicazione di questa o quella identita' religiosa non si traduce invece seriamente in atteggiamenti di pretesa e di chiusura''. E come l'appello delle comunita' islamiche moderate italiane ne sia la prova: ''e' un appello -sottolinea- che fa del rispetto della vita e della dignita' dell'uomo la discriminante essenziale fra chi professa un credo religioso di antichissima tradizione e chi di quel credo si serve strumentalmente per alimentare logiche aberranti, rinchiuse nell'angusto periodo dell'odio fine a se stesso''.
D'altra parte, per Casini, ''dopo i drammi vissuti nel secolo dei totalitarismi, non e' pensabile che i popoli europei possano accettare politiche di emarginazione o, peggio ancora, di persecuzione della dimensione religiosa''. Ma, ''non e' nemmeno pensabile che l'Europa possa imboccare la via dell'integralismo, soprattutto in una fase in cui la cronaca pone continuamente di fronte ai nostri occhi i frutti avvelenati a cui questo errore fatale puo' condurre''.


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