Congresso DS Martedì 14 settembre a Roma per parlare al paese

''Il Berlusconismo è in crisi, ma non è battuto''

Martedì 14 settembre alle 10,30 alla Sala delle Colonne di Palazzo Marini, a Roma, si terrà il primo confronto pubblico sul documento "Per un congresso DS aperto che parli al Paese" pubblicato il 1 settembre scorso sull'Unità.
Il tema è stato già posto alla Direzione del 15 luglio, poi in un'intervista di Sergio Cofferati, poi ripreso dal documento, ma finora non ha ricevuto risposte soddisfacenti. L'incontro di martedì prossimo, al quale parteciperà il segretario Piero Fassino, serve ad avere un confronto effettivo in una sede pubblica su un tema che a noi ventidue firmatari di quel documento pare di estrema importanza.
Il congresso della principale forza politica della coalizione di centrosinistra non può limitarsi a celebrare il rito consunto della conta tutta interna tra vecchie opzioni contrapposte.
Stiamo vivendo un momento drammatico sul piano internazionale, la strage di Beslan e il rapimento delle volontarie italiane a Baghdad dimostrano come il terrorismo può essere battuto solo contrastando la logica della guerra e lavorando per una nuova cultura di pace. In Italia il berlusconismo è in crisi, ma sarebbe un grave errore considerarlo battuto, senza costruire una forte opposizione alla Finanziaria e al tentativo di stravolgere la Costituzione.
Il congresso deve dunque essere una occasione di grande apertura all'esterno, ponendoci l'obiettivo di coinvolgere i tanti nuovi elettori, soprattutto giovani e donne, che hanno animato i movimenti per la pace, i diritti del lavoro, la difesa della democrazia, i diritti civili e guardano a noi con fiducia pur non essendo iscritti al partito.
Ciò si potrà verificare solo a una condizione: mettendo al centro del Congresso il nostro Progetto per l'Italia, chiamando iscritti ed elettori a partecipare ad un grande momento di elaborazione libera e collettiva.
Se il congresso si svolgerà con la procedura di Pesaro esso finirà nel momento stesso in cui verranno presentate le mozioni, poiché per il resto si tratterà solo di chiedere l'adesione degli iscritti a questa o a quella. E a differenza di Pesaro oggi non è in discussione chi deve guidare il partito, come hanno dichiarato gli esponenti della sinistra nella Direzione del 15 luglio scorso.
Occorrono modalità diverse per non riproporre meccanicamente la dialettica di Pesaro e per verificare le convergenze e le divergenze effettive sui temi di oggi, senza suggestioni unanimistiche. La divisione tra riformisti e radicali ad esempio, con i progetti speculari del Partito riformista e della Federazione delle sinistre a cui noi firmatari del documento siamo contrari, saranno sicuramente motivo di differenziazione.
Prima viene la volontà politica, poi il Regolamento del Congresso. Non è vero che lo Statuto impedisce modalità congressuali diverse dalle mozioni contrapposte. Martedì ci interessa verificare se maggioranza e minoranza DS sono disponibili ad accettare la sfida ad un confronto libero e aperto, poi potranno venire le proposte regolamentari conseguenti.

[Walter Vitali]