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    Predefinito Disinformazione pollista: la paura di Berlusconi fa 46

    EUROPA 22-09-2004

    La paura di Berlusconi fa 46




    Non hanno aspettato neanche un giorno dal rientro di Prodi come leader della federazione dell'Ulivo e della coalizione. Subito è scattata la manovra: offuscate la sua immagine; fatelo passare per perdente; dite che in realtà quelli forti nel centrosinistra sono altri; insinuate il dubbio che lui possa mollare, sia insicuro, indebolito; comunque, che è l'uomo che sbilancia a sinistra l'Ulivo.
    L'operazione comandata da Berlusconi è partita da tre lati. Il primo è stato, ieri un attacco diretto del giornale di famiglia, con un editoriale di Renzo Foa che, in sostanza, sostiene che il vero moderato, il vero uomo di governo e di buona amministrazione, il vero avversario che la destra deve temere è Walter Veltroni. Comico, su un giornale che ha passato l'estate a denunciare i paurosi sprechi e scandali (secondo loro) del Comune di Roma. Smaccato, nelle intenzioni.
    Soprattutto se lo leggiamo insieme all'articolo di un altro portavoce dei messaggi di palazzo Grazioli, Augusto Minzolini sulla Stampa. Che così descrive l'ottimo umore di Berlusconi di questi tempi: che bello, hanno scelto Prodi. Che davanti a me è un perdente. Che nel centrosinistra non è più l'uomo dell'unità ma è l'uomo della divisione. Che garantisce i comunisti ma non i moderati. Meno male, fa dire Berlusconi a Minzolini: sai che guai se candidati dellUlivo fossero Veltroni o Rutelli?
    Trucchi infantili. Minzolini evoca poi (come fosse "fonte neutrale") il terzo lato dell'attacco, L'ultimo numero di Panorama (cui lui collabora) tutto dedicato a smantellare Prodi. Titolo a tutta pagina: "Viale del tramonto".
    C'è una gran puzza di bruciato in questa solerzia antiprodiana. E infatti, a palazzo Chigi stanno proprio friggendo: i sondaggi che hanno in mano non danno affatto Berlusconi al 46 per cento di fiducia personale (cifra accreditata dalla Stampa negli ultimi giorni). Lo danno invece inchiodato al 36, col suo governo appena al 39. Saldamente collocato negli ultimi posti di una classifica di fiducia nei leader politici che dice poco sulle reali intenzioni di voto ma comunque vede il premier sopravanzato da tutti i leader del centrosinistra e del centrodestra. Quanto al duello con Prodi, davvero non c'è gara. Ma in senso opposto.
    C'è un dato che tutti i leader del centrosinistra conoscono da mesi, e che andrebbe tenuto in considerazione quando si lanciano i ballon d'essai su cambi di cavallo, ambizioni personali e complotti. Romano Prodi è il candidato vincente contro Silvio Berlusconi. Punto. Per una volta, politica, logica e opinione pubblica convergono. Ed è ancora da conoscersi il leader politico che, avendo a disposizione la possibilità di vincere, sceglie il suicidio: non si stanno comportando così quelli del centrodestra, non lo faranno neanche quelli del centrosinistra.
    Alla fine della scorsa settimana, un sondaggio Ipsos-Ap Biscom sosteneva che gli italiani, interrogati su chi sarebbe il miglior inquilino di palazzo Chigi, si schierano così: 50 per cento risponde Prodi, 30 Berlusconi. Scremando gli elettori che hanno già deciso se votare centrosinistra o centrodestra, rimane un 56 per cento davvero indeciso, un 36 per cento orientato su Prodi e solo l'8 sull'attuale prernier.
    Questi sono i dati del raffronto fra i due, in attesa che Berlusconi faccia pubblicare i sondaggi che mostra in giro. Sono cifre che si aggiungono, per inciso, alle opinioni di voto che vedono tuttora il centrosinistra in testa.
    Per chi sia rimasto turbato dalla recente litigiosità nell'Ulivo, sarà di conforto sapere che di tutto ciò agli italiani arriva ed è arrivato ben poco. Naturalmente Prodi ha pagato in termini di consenso personale la "scesa in campo" per le Europee: senza un profilo super partes ha perso il relativo favore di elettori del centrodestra, ma è rimasto comunque 15 punti sopra Berlusconi.
    Il fatto è che gli italiani non drogati di cronache di Palazzo vedono Prodi così: come uno che è stato tradito (nel '98); che non ha potuto finire il proprio lavoro; che nel frattempo ne ha fatto un altro di prestigio internazionale e di orgoglio per l'Italia (la controversia sugli anni a Bruxelles non è seguita dall'elettore medio); che in Europa ha compiuto operazioni importanti (l'allargamento); e che infine si appoggia su un sistema di valori molto solido.
    Per alcuni aspetti, la figura di Prodi ora evoca quella del Berlusconi post-ribaltone: comunque meritevole di una seconda chance. Che nemesi per il Cavaliere...
    Detto questo, e data per scontata la leadership di Prodi malgrado la disinformacia, rimangono gli altri elementi del quadro.
    11 primo - questo sì aiuta a spiegare un po' dell'agitazione estiva - è che Prodi è l'uomo per battere per Berlusconi e per governare, ma non è "sentito" dagli italiani come il leader del futuro. Il secondo è che il personaggio del centrosinistra più alto nella fiducia degli italiani è effettivamente Veltroni: per i motivi (che lui stesso conosce e coltiva) che premiano i bravi sindaci che rimangono fuori dalla mischia, neanche percepiti come uomini di parte. La stessa posizione di Rutelli nel 2000, salvo il fatto che allora non c'era Prodi in campo.
    Nei vari quartier generali dell'Ulivo queste tendenze d'opinione sono ben note. Lasciano molto spazio alle opzioni strategiche di ciascuno. Ma nessuno spazio a dubbi su cosa si debba fare nei prossimi due anni. (s. me.)

  2. #2
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    L'Opinione delle Libertà, 21.09.04

    Sondaggi catastrofici per l’Ulivo

    di Biagio Marzo


    I dirigenti dell’Ulivo sono in piena attività per tentare di rattoppare gli strappi di questi ultimi tempi. Oltretutto, sono preoccupati che la vittoria elettorale non sia poi scontata come con molta iattanza avevano previsto. Siccome hanno venduto la pelle dell’orso Berlusconi prima che fosse catturato, ora si trovano in forte ambasce perché non riescono a far quadrare il cerchio. Prova ne sia che gli ultimi sondaggi danno la maggioranza al 46,5% e altrettanto all’opposizione, compresa Rifondazione comunista. Pari e patta, in breve.

    Questo significa che la CdL ha guadagnato punti a scapito dell’Ulivo, nonostante il soccorso rosso del partito di Bertinotti. Un testa a testa impensabile fino a pochi giorni addietro. Semmai si dovesse parlare di miracolo, questo si è verificato, perché Berlusconi ha cambiato linea politica. Non più il muro contro muro tra maggioranza e opposizione, bensì il dialogo. Basti ricordare la riunione svoltasi a Palazzo Chigi subito dopo il rapimento delle due connazionali in Iraq, per capire come pensiero e parole sono cambiate. Allora si parlò di clima di unità nazionale.

    Tuttavia, la fortuna gira favorevolmente per Berlusconi che ha incassato, in poco tempo, un altro successo: l’astensione sul senato federale della federazione Prodi. Addirittura ha diviso i Ds, mettendoli l’uno contro l’altro. Per esempio, Gavino Angius, capogruppo dei senatori Ds, ha litigato di brutto con Luciano Violante, capogruppo Ds a Montecitorio. E, per ultimo, c’è il referendum sulla fecondazione assistita sul quale l’Ulivo è lacerato: Prodi è contrario, D’Alema l’ha firmato. Non c’è che dire, il premier è baciato dalla fortuna. Una fortuna sfacciata.

    Sotto la cenere fassiniana ci sono parecchi carboni accessi. Al prossimo congresso della Quercia, che si svolgerà a Milano, le trombe non suoneranno la marcia trionfale dell’Aida per Piero Fassino. Anzi tutt’altro, visto che il segretario nazionale (Fassino) è favorevole alla federazione e alle primarie, il presidente (D’Alema) sostiene l’idea della federazione ma non quella delle primarie, la minoranza (Mussi e Salvi) è in dissenso sia per l’una sia per le altre. Mentre la Margherita bisticciava animosamente, la Quercia sotto sotto godeva, facendo male i propri calcoli, non aveva messo in conto che i problemi sarebbero sorti all’interno, di lì a poco.

    Sta di fatto che i Ds sono ancora in mezzo al guado, non avendo voluto sciogliere i nodi al congresso di Pesaro. A ragion veduta, si può dire che si sono allontanati dallo spirito di quel congresso, dal momento che rivendicano con forza le proprie radici comuniste. Tant’è che Fassino rispolvera Togliatti, padre fondatore della Repubblica italiana, e D’Alema indica in Berlinguer un lungimirante politico che, per sommi capi, aveva visto in anticipo la fine della Prima repubblica.

    Forse ciò è vero (quello che ha scritto nell’ultima fatica letteraria D’Alema), tuttavia non previde il crollo del comunismo realizzato, quindi la fine dell’Urss e dei paesi comunisti dell’Est. Comunque fu presbite sul caso Italia e miope sulla questione comunista. Lo storicismo dei Ds è duro a morire. Per di più, domina il togliattismo che ne ha fatto uso e abuso: i fatti passati sono piegati alle esigenze politiche del momento. D’Alema docet. Oltretutto, alla Festa dell’Unità di Genova, il popolo comunista e post comunista ha dimostrato pour cause il forte legame alla propria storia: quando Fassino ha citato il nome di Berlinguer è scattato come un sol uomo in uno scrosciante applauso.

    Nulla di strano, basterebbe che dicessero chiaramente che sono legati alla tradizione comunista, senza più nascondersi dietro l’usbergo che il comunismo italiano era una cosa “diversa” rispetto al comunismo internazionale, oppure schernirsi di essere “figli di un Dio minore”. Accettata la loro origine non dovrebbero prendersela più di tanto se accusati dagli avversari di conservare nel dna alcuni, diciamo così, “tic” ereditati dal Pci e dalla Terza internazionale. Ultimamente, persino l’alleato per eccellenza, Francesco Rutelli, ha rammentato loro di brandire come una Durlindana l’egemonismo gramsciano.

    I nodi da sciogliere sono tanti dentro la Quercia, la Margherita e nell’Ulivo. Fatto sta che dopo la sconfitta elettorale del 13 maggio del 2001 non c’è stata alcuna analisi approfondita sulle cause dell’insuccesso. Alla prova dei fatti, i dirigenti dell’opposizione speravano che dopo il periodo dei girotondi tutto si aggiustasse e andasse per il meglio. Una pia illusione. Insomma, hanno preso lucciole per lanterne. I problemi erano politici e restano politici.
    Paradossalmente, di là dalla linea più bipartisan, Berlusconi non ha alcun merito per la crisi dell’Ulivo. A dire il vero, ha solo dalla sua parte, in questo momento, la fortuna.


    Biagio Marzo

  3. #3
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    L`Avanti 15/9/94

    I SONDAGGI SONO A FAVORE DEL CAVALIERE
    Berlusconi in ripresa Mannheimer conferma




    «A volte ritornano»: in un editoriale pubblicato in prima pagina, il Riformista lancia - sin dal titolo - un avvertimento al centrosinistra, che prima delle vacanze «aveva già cominciato con intempestivo entusiasmo le prove generali del governo» (di lì nascono le fibrillazioni emerse negli ultimi giorni in seno all’opposizione, aggiunge il quotidiano arancione, lamentando che nell’Ulivo sia già in corso la gara «per i dicasteri da conquistare»). In realtà – scrive il Velino – il clima politico è cambiato, non solo per George W. Bush, lanciato nei sondaggi dalla convention repubblicana, ma anche per Silvio Berlusconi, che grazie all’accordo della maggioranza sulle riforme istituzionali supererà «l’ultimo macigno che lo divide dalla scadenza del 2006», preconizza il quotidiano diretto da Antonio Polito. «In più, paradossalmente e tragicamente, l’evolvere della situazione internazionale porta acqua al suo mulino», prosegue l’editoriale, invitando l’Ulivo a «ricominciare daccapo».
    Interpellato dal Velino, Renato Mannheimer, direttore dell’istituto demoscopico Ispo, dice che l’analisi di Polito «potrebbe essere giusta», sebbene non vi siano al momento sondaggi che confermino quest’impressione. «Anche a me sembra che Berlusconi abbia ripreso fiato - continua Mannheimer - ma si tratta solo di sensazioni ricavate a contatto con l’ambiente politico romano». Le tendenze dell’opinione pubblica cambiano lentamente, sottolinea Mannheimer, «e per il momento non ci sono sondaggi che confermino l’ipotesi di un cambiamento pro Berlusconi». Un segnale indirettamente favorevole al premier proviene però dal campo dell’opposizione: il direttore dell’Ispo ricorda che un recente sondaggio, da lui presentato sul Corriere della Sera, ha registrato un calo di fiducia nei confronti del centrosinistra tale da rendere Berlusconi più forte «per demeriti altrui». Il premier è avvantaggiato anche dal fatto che le polemiche sorte all’interno di Forza Italia sull’organizzazione che il partito dovrebbe assumere e sulle finalità di una sezione italiana del Ppe guidata dagli azzurri di Berlusconi non sono decisive agli occhi degli elettori. «Il premier - conclude Mannheimer - vince o perde la propria scommessa politica sul realizzare ciò che ha promesso in campagna elettorale». «Silvio Berlusconi era forte prima ed è forte adesso. Non ci sono stati cambiamenti significativi».
    Il sondaggista Nicola Piepoli, invece, non crede che durante le vacanze estive i rapporti di forza tra Casa delle libertà e Ulivo abbiano subito rilevanti cambiamenti. «I trend sono quelli che sono, non si scappa», dice Piepoli, che non dà troppo peso alla tesi (sostenuta dal Riformista) secondo cui durante le vacanze l’impressione di una sinistra rampante e di un centrodestra arrancante - non solo in Italia, ma anche in Francia e Stati Uniti - si sarebbe sostanzialmente ribaltata. «Forse erano gli esponenti dell’opposizione italiana a considerarsi forti», chiosa il fondatore dell’Istituto Piepoli. Piuttosto, un fenomeno ben noto agli esperti di ricerche di opinione fa sì che dopo le vacanze, i sondaggi rivelino un grado di fiducia verso tutti gli esponenti politici più basso rispetto a quello che si registrava prima delle ferie: «La gente torna al lavoro un po’ incazzata - questo avviene non solo in Italia, ma anche in Germania, Grecia, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Francia e così via». Piepoli non crede neppure che i punti di vista contrastanti emersi all’interno di Forza Italia sul futuro del partito e sulla prospettiva di una sezione italiana del Ppe possano danneggiare il premier: «Berlusconi è indifferente alle beghe. D’altra parte, è sull’organizzazione - e non sulle beghe - che si decide la vittoria o la sconfitta di una forza politica». Per «organizzazione» il direttore dell’istituto Piepoli intende, in ambito politico, «il contatto con gli elettori, il livello di iniziativa nei loro confronti e la capacità di rispondere alle esigenze della comunità». Fare non basta, «bisogna anche riuscire a comunicarlo: ci sono maestri in questo campo, il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ne è un esempio». Sul fronte della comunicazione politica Forza Italia e il governo potrebbero essere più incisivi? «Forse sì», risponde Piepoli.

  4. #4
    Silvioleo
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    prima cosa devi psiegarci come mai se silvio è cosi'messo male dalle vostre parti si alza piu'di una voce preoccupata...che non li leggono loro i sondaggi tuoi???detto questo mi sembra normale che si faccia una campagna mediatica x smontare l'avversario e galvanizzare i propri elettori,il csx forse non fa altrettanto?

  5. #5
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    In Origine Postato da silvioleo
    prima cosa devi psiegarci come mai se silvio è cosi'messo male dalle vostre parti si alza piu'di una voce preoccupata...che non li leggono loro i sondaggi tuoi???detto questo mi sembra normale che si faccia una campagna mediatica x smontare l'avversario e galvanizzare i propri elettori,il csx forse non fa altrettanto?
    Hey, ma dove sono tutti ste fantomatici sondaggi citati a ripetizione dai pollisti che danno Berlusconi in ripresa? Perchè non ce li fanno vedere?

    Adesso dicono che la CDL è in ripresa, è al 46,5% come l'Ulivo, pari e patta. Quindi ammettono che le europee le hanno perse (infatti hanno preso il 43,4%, ma con abili giuochi di prestigio erano riusciti a mascherare mediaticamente la batosta).

    Amici pollisti, date sempre ragione al Brunik con qualche mese di ritardo, non sarebbe il caso di adeguarsi più prontamente?

    Per la campagna mediatica, è normalissimo. Sanno fare solo questo. Due anni fa si diceva che il paese andava benissimo verso un nuovo miracolo economico (abbiamo visto), un anno di questi tempi fa si puntava molto sui crimini telekom di Mortadella.

  6. #6
    Silvioleo
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    In Origine Postato da brunik
    Hey, ma dove sono tutti ste fantomatici sondaggi citati a ripetizione dai pollisti che danno Berlusconi in ripresa? Perchè non ce li fanno vedere?

    Adesso dicono che la CDL è in ripresa, è al 46,5% come l'Ulivo, pari e patta. Quindi ammettono che le europee le hanno perse (infatti hanno preso il 43,4%, ma con abili giuochi di prestigio erano riusciti a mascherare mediaticamente la batosta).

    Amici pollisti, date sempre ragione al Brunik con qualche mese di ritardo, non sarebbe il caso di adeguarsi più prontamente?

    Per la campagna mediatica, è normalissimo. Sanno fare solo questo. Due anni fa si diceva che il paese andava benissimo verso un nuovo miracolo economico (abbiamo visto), un anno di questi tempi fa si puntava molto sui crimini telekom di Mortadella.
    il 43,4 dipende da come consideri psi e sgarbi,dopo le europee lo psi ha rotto con la cdl x le suppletive e dopo lo scontro alla camera,ma credo che nel computo delle europee,visto la lettura politica che poi se ne da',non potesse essere tolto dallo schieramento di cdx,cosi'come sgarbi...quali trucchi hai visto ancora oggi non è dato sapere...comunque avete preso un seggio in piu' alle europee e vinto bene alle amministrative,mi pare nessuno lo abbia negato,io perlomeno no....oggi la cdl è in crescita al proporzionale,dove invece la spinta del csx pare placarsi,ed è indietro al maggioritario,sul cui dato pero'pesa molto l'indecisione dei moderati,quindi il ritardo c'è ma la percentuale del 15%mi pare dica poco ecco....o meglio è chiaro che non sono quelli i rapporti di forza se si votasse oggi....

  7. #7
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    In Origine Postato da silvioleo
    il 43,4 dipende da come consideri psi e sgarbi,dopo le europee lo psi ha rotto con la cdl x le suppletive e dopo lo scontro alla camera,ma credo che nel computo delle europee,visto la lettura politica che poi se ne da',non potesse essere tolto dallo schieramento di cdx,cosi'come sgarbi...quali trucchi hai visto ancora oggi non è dato sapere...comunque avete preso un seggio in piu' alle europee e vinto bene alle amministrative,mi pare nessuno lo abbia negato,io perlomeno no....oggi la cdl è in crescita al proporzionale,dove invece la spinta del csx pare placarsi,ed è indietro al maggioritario,sul cui dato pero'pesa molto l'indecisione dei moderati,quindi il ritardo c'è ma la percentuale del 15%mi pare dica poco ecco....o meglio è chiaro che non sono quelli i rapporti di forza se si votasse oggi....
    E daje, sempre gli stessi discorsi mi tocca ripetere.

    I Socialisti Uniti e il "Partito della Bellezza" avevano rotto già prima delle europee e si presentavano come "indipendenti" dai poli, era un artificio propagandistico quello di includerli nella CDL.

    I socialisti uniti puntavano al voto degli elettori dello SDI scontenti del listone (riuscendovi, peraltro, visto che hanno preso il 2% alle Europee come Socialisti Uniti e l'1% alle provinciali come NPSI alleato alla destra).

    Il "Partito della bellezza" puntava a prendere i voti qualunquisti che nel 99 avevano votato la Bonino.


    Certo, se uno le cose non vuole vederle non le vede, ma è un altro discorso. Forza Italia ha perso l'8% e gli altri sono rimasti come prima e non ne hanno approfittato, mi sembrava evidente la batosta.





    Documento della lista Pri-Liberal Sgarbi: la futura collocazione in Europa, i temi che verranno sviluppati, il superamento laici-cattolici/Il "Partito della Ragione" di Giovanni Spadolini si allea col "Partito della Bellezza". Un appello agli elettori che ritengono che nessuno dei due poli abbia mantenuto le sue promesse

    [*]3. A chi chiedere il voto

    Oltre che agli iscritti ed ai simpatizzanti del PRI e del Movimento Liberal Sgarbi, in ragione della tematica specifica che intendiamo sviluppare, il nostro appello va in primo luogo a coloro che, indipendentemente dalle loro scelte politiche generali, di centro-sinistra o di centro-destra, ritengono che il patrimonio storico, artistico, ambientale e paesaggistico italiano costituisca un valore assoluto che va difeso e promosso in Italia e in Europa.

    L'appello si rivolge inoltre agli elettori che nelle ultime elezioni hanno votato per i due poli e che debbono constatare che né l'uno né l'altro schieramento ha mantenuto fino in fondo i suoi impegni e le sue promesse sia di politica generale, sia nel campo specifico delle politiche culturali. A destra, risulta evidente una incertezza nell'azione del Governo e, spesso, una paralisi decisionale. A sinistra si avverte lo scivolamento di questo schieramento su posizioni sempre più massimalistiche e populistiche.

    Ci rivolgiamo poi con attenzione particolare a quella parte crescente di elettorato che cogliendo l'improduttività dell'attuale fase della vita politica italiana tende a rifugiarsi nell'astensione e nel non-voto. A questa componente, che spesso comprende gli elettori più giovani, intendiamo offrire attraverso il nostro impegno politico e programmatico un voto chiaramente e nettamente utile.

    Un risultato elettorale significativo nelle elezioni europee per il Partito della Ragione e della Bellezza, riverbererebbe i suoi effetti sulle ormai vicine scadenze elettorali nazionali, sulle elezioni regionali del 2005 e le elezioni politiche generali del 2006. Di fronte a un risultato significativo, ambedue gli schieramenti saranno disponibili verso le proposte specifiche e le posizioni politiche più generali espresse da questo nuovo raggruppamento che è solidamente collocato al centro della vita politica italiana.

  8. #8
    Silvioleo
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    lo so che si presentavano come indipendenti i socialisti....ma il fatto è che tu dei dati delle europee dai una lettura politica...e se fai questo non puoi non tenere conto che allora il nuovo psi appoggiava ancora la cdl....de michelis sulle reti rai dopo le elezioni che parlava di rievedere il patto siglato nel 2001 e che PARTECIPA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI me lo son sognato io?è la lettura che è distorta...che poi lo psi andasse da solo lo si sa....ma poi scusa allora se guardi a cosa succede nel parlamento europeo x leggere il voto, cosa mi dici di coloro che,votati nel listone,vanno poi a sedere accanto a tajani?come li conti quelli allora?li conti guardando dove stanno in italia...e xche'x lo psi no?

  9. #9
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    Queste parole sui due poli appicicaticci e da cui ci si dovrebbe distinguere le dicono tutte le forze "di confine", ad esempio Mastella, che però rimane nel csx. Chiara Moroni, del N. PSI partecipa regolarmente ai vetici di maggioranza sulle riforme istituzionali, non mi pare poca cosa!! E per le supplettive si erano incavolati solo per la Zanicchi in Emilia, poi fregata.
    Io quindi li calcolerei dentro, i socialisti, sia alle europee, sia ora, infatti il 46,5% è buono, ma con i socialisti, se ora sono esclusi, si sale al 48% almeno.

  10. #10
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    In Origine Postato da iannis
    Queste parole sui due poli appicicaticci e da cui ci si dovrebbe distinguere le dicono tutte le forze "di confine", ad esempio Mastella, che però rimane nel csx. Chiara Moroni, del N. PSI partecipa regolarmente ai vetici di maggioranza sulle riforme istituzionali, non mi pare poca cosa!! E per le supplettive si erano incavolati solo per la Zanicchi in Emilia, poi fregata.
    Io quindi li calcolerei dentro, i socialisti, sia alle europee, sia ora, infatti il 46,5% è buono, ma con i socialisti, se ora sono esclusi, si sale al 48% almeno.
    E daje con sto PSI.

    Quelli che l'hanno votato l'hanno votato perchè non stava nella CDL, altrimenti prendeva il suo 1% e non il 2% strappando voti allo SDI e quindi alla Lista Prodi. E' quello che conta. Loro l'hanno detto e ridetto che non volevano essere considerati nella CDL, hanno scritto anche lettere di protesta con i giornali che li mettevano nel centrodestra, ma niente da fare: i pollisti si accaparrano sempre i loro voti per far numero e sventolare la favola del pareggio.

    Perchè altrimenti il NPSI avrebbe preso alle provinciali il suo tradizionale 1%? Perchè erano nel centrodestra. Molti socialisti pare che non vogliano proprio starci, in ste cacchio di centrodestrra. Ma i pollisti dicono che votano Berlusconi, pensa te come si tenta sempre di ingannare la gente.

 

 
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