Ciao Giuni.
Ciao Giuni.


hai fatto bene ad aprire 'sto 3d, geometra...![]()
che bellissima canzone era quella! e che voce...![]()
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Nata a Palermo e cresciuta in una famiglia dove la musica lirica era l'incontrastata regina, Giuni Russo ha iniziato giovanissima a coltivare il canto e a studiare composizione, raffinando precocemente il suo grande talento naturale. Dotata di una potenza vocale, duttile e di estreme possibilità espressive, ha prestoi attirato l'interesse di critici e discografici. Il grande successo lo raggiunge nel 1982 con il brano Un'estate al mare che tocca i vertici delle classifiche e la fa conoscere al pubblico più vasto. Ma il percorso più interessanrte della sua vocalità e della sua curiosità musicale, emerge lo stesso anno con Energie, l'album scritto insieme a Franco Battiato con cui inizia, con un coraggio spesso controcorrente, un cammino di studio e di ricerca verso una musica sicuramente più impegnata e "impegnativa".
Le successive incisioni da Vox dell'83 ad Album dell'87 rivelano un'artista in continuo divenire, capace di fondere la cantabilità più facile dei suoi numerosi hit (Good good bye, Sere d'agosto, Limonata cha cha, Mediterranea, Alghero, Adrenalina) con uno sperimentalismo vocale e strumentale particolarmente anomalo nel panorama della nostra musica "leggera".
Personaggio inquieto, portato istintivamente a giocare con repertori trasversali e con segnali artisticamente spericolati grazie alle sue performance vocali, Giuni Russo arriva nell'88 con l'album A casa di Ida Rubistein a segnare la svolta, in cui con piglio nuovo e sperimentale, originale e sorprendente, esegue arie e romanze notissime di Bellini, Donizzetti e Verdi: un repertorio che conferma la naturale vocazione di Giuni alle contaminazioni musicali più all'avanguardia "Non ci sono confini: la musica è musica", avverte l'artista. E riprendendo la sua ricerca esperimenta altre sonorità, altre culture. Dalla word-music arabeggiante di Amala (1992) al "cabaret" di Petrolini di Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994).
Il resto è storia recente: Giuni allarga ulteriormente le sue esperienze, collabora con scrittori e poeti, studia antichi testi sacri, offre generosamente la sua voce al palcoscenico e, nel '97 si esibisce in uno straordinario Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia, cantando versi di Borges a fianco di un attore del calibro di Giorgio Albertazzi. "Il futuro è in movimento", assicura Giuni Russo. "Ciò che mi aspetta è nella mia anima e nella musica alla quale mi abbandono come esperienza totale: senza confine".
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La ricordo in quella che è stata probabilmente la sua ultima apparizione ufficiale, Sanremo 2002. Si esibì nelle prime due serate con un copricapo, nell'ultima mostrò la testa senza capelli (evidentemente a causa delle cure del tumore) con sopra un tatuaggio.
Spettacolarizzare gli handicap è una cosa che solo i grandi artisti sanno fare.
Riposi in pace.


La ricordo anch'io cosi'.


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un grande talento poco apprezzato, ahimè.
ciao Giuni.
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