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  1. #1
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    Predefinito Ucciso A Bologna L'economista Marco Biagi

    ROMA - E' stato ucciso a Bologna l'economista Marco Biagi, consulente del ministero del Lavoro. Lo ha reso noto il portavoce del ministro Maroni, riferendo che la notizia e' stata comunicata telefonicamente dal prefetto di Bologna al ministero del Lavoro. Non si conoscono al momento altri particolari. Marco Biagi, nato a Bologna nel 1950, era professore di diritto del lavoro nell' Universita' di Modena ed era uno degli autori del 'libro bianco sul lavoro' del Ministero.
    19/03/2002 21:46

  2. #2
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    Predefinito Consulente di Maroni ucciso in un agguato

    BOLOGNA - E' stato ucciso questa sera a Bologna, a colpi d'arma da fuoco, l'economista Marco Biagi. Esperto di diritto del lavoro, Biagi era consulente del ministro del Welfare Roberto Maroni. A comunicarlo al ministro è stato il prefetto di Bologna. Biagi aveva partecipato alla redazione del "Libro Bianco" sul lavoro. Ancora ignoti molti particolari dell'agguato.
    Biagi sarebbe stato ucciso alle 20.35 mentre tornava a casa in bicicletta a Bologna. Una o due persone in moto si sarebbero avvicinate al professore esplodendo alcuni colpi di pistola:: una dinamica che fa pensare a un agguato di stampo terroristico. Inquietanti le analogie con l'omicidio D'Antona.
    La telefonata del prefetto di Bologna con la notizia dell'omicidio ha raggiunto il ministro delle Welfare Maroni proprio al termine della registrazione della trasmissione "Porta a Porta". Gli ospiti di Bruno Vespa sono ora riuniti in una piccola sala sgomenti e sotto chock. A via Teulada è accorso anche il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi. Sempre a Via Teulada stanno giungendo anche funzionari della Digos.

    Due persone, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero avvicinate al professore esplodendogli contro vari colpi di pistola
    Biagi, nato a Bologna nel 1950, era docente di dirito del lavoro all'Università di Modena. Ed era anche collaboratore del "Sole-24 ore". Oltre al "libro bianco" di Maroni, di recente aveva scritto, insieme a Tiziano Treu, un libro sulle politiche del lavoro.

    Qualche giorno fa, il consulente aveva firmato, insieme ad altri intellettuali vicini alla Casa delle libertà, un appello sulla riforma dell'articolo 18. Tra gli altri firmatari, Renato Brunetta, iuliano Cazzola, Giampaolo Galli, Stefano Micossi, Luigi Paganetto, Mario Arcelli, Innocenzo Cipolletta, Enrico Cisnetto, Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, Antonio Pedone e Antonio Socci.

  3. #3
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    Predefinito

    Un atto infame. Una vita stroncata dalla follia terroristica, per l'ennesima volta!

    W lo Stato Democratico! In galera i terroristi!!!

  4. #4
    email non funzionante
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    Predefinito

    Verranno subito proclamate dai sindacati due ore di sciopero per protesta contro il barbaro assassinio di chiara marca fascista, mentre i partiti aderenti all'Ulivo organizzeranno un girotondo attorno al ministero del Lavoro, con la sentita partecipazione della intellighentia italica, richiamata dal salone del libro di Parigi.
    saluti

  5. #5
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    Predefinito MARCO BIAGI: MARONI, SONO SCONVOLTO

    Roma 19 mar. - (Adnkronos) - '' Sono sconvolto. Il pensiero affettuoso e commosso va alla moglie e ai figli di Marco Biagi, vittime come lui, innocenti di una violenza cieca e bestiale. Non voglio aggiungere altro''. Questo le prime parole del ministro del welfare, Roberto Maroni, dopo l'uccisione di Marco Biagi.

  6. #6
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    Predefinito MARCO BIAGI: BERLUSCONI SEGUE EVOLVERSI SITUAZIONE

    Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta seguendo momento per momento gli sviluppi della situazione dopo la morte dell'economista Marco Biagi, consigliere del ministro del Welfare Roberto Maroni. Il premier e' in continuo contatto con i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti che si trovano a palazzo Chigi. Nella sede del governo e' arrivato anche il responsabile delle Politiche agricole Gianni Alemanno. Il ministro dell'Interno Claudio Scajola e' partito da Washington per fare rientro a Roma. Anche il vicepremier Gianfranco Fini e' in contatto con la presidenza del Consiglio.

  7. #7
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    Predefinito alcune dichiarazioni...

    Sarà assai istruttivo riportare, [quasi tutti] rigorosamente senza commento alcuno, alcune dichiarazioni:

    Luigi Persico, procuratore Reggente di Bologna incaricato delle indagini: '...è il segnale di un attacco allo Stato. Biagi era consulente del ministero del Lavoro e sembra che domani Maroni dovesse venire a Bologna...con tutta l' attenzione che c'è sull' articolo 18, fate voi...'

    Claudio Scajola, Ministro dell'Interno, da Washington: '...è un atto gravissimo. Domani, ne riferirò al Consiglio dei Ministri e poi alla Camera e al Senato...il capo dell'antiterrorismo è già all'opera con i suoi uomini...'

    Carlo Azeglio Ciampi, Capo dello Stato, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ma fonti ufficiali hanno riferito che egli ha reagito con 'orrore e sdegno' alla notizia e ha contattato il prefetto di Bologna incaricandolo di recarsi a casa della vedova per porgerle le condoglianze...

    Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia: '...è un atto di una gravità e di una ferocia inaudita. Qualcuno ha voluto colpire il governo, si tratta di un attacco allo Stato e a una persona simbolo di un settore che il governo Berlusconi intende riformare. Non ci lasceremo intimidire...'

    Rocco Buttiglione, ministro per le Politiche Comunitarie: '...già da tempo avevo lanciato l'allarme che il terrorismo colpisce per motivi politici quando sa di ottenere un risultato e quando il dibattito politico degenera, come è accaduto in queste settimane, il terrorismo sa di poter ottenere effetti che in un clima diverso non otterrebbe mai...'

    Romano Prodi, presidente del parlamento UE: '...sono scioccato: è una notizia terribile...l'ho conosciuto come amico e ho lavorato con lui per anni...insieme condividevamo anche la passione sportiva per la bicicletta, abbiamo trascorso insieme tantissime domeniche a pedalare su per i colli di Bologna [!?...- n.d.r.]...è l'ultimo episodio di una linea oscura che ci accompagna da anni...[chiaramente ogni commento a queste affermazioni guasterebbe...- n.d.r.]'

    Tiziano Treu, ex-Ministro del Lavoro: '...è il terzo amico che mi uccidono: prima Tarantelli, poi D'Antona e oggi Marco Biagi [gli altri 'amici' di Treu sono avvisati...- n.d.r.]...Biagi era un moderato che voleva modernizzare le regole del lavoro...'

    Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania: '...il mio dolore è grande. Dopo Massimo D'Antona, adesso anche lui...'

    Gerardo D'Ambrosio, procuratore-capo della Repubblica di Milano: '...un fatto terribile e inquietante...credo che i commenti a botta calda siano azzardatissimi...nel momento in cui c'è tensione nel mondo del lavoro, sull'articolo 18, questa è una notizia che desta molte preoccupazioni. Anche per le interpretazioni date che potrebbero non essere corrette [naturalmente sarebbe assai azzardato ipotizzare la mano delle Brigate Rosse dietro questo delitto, vero dottor D'Ambrosio?...- n.d.r.]...l'unico parallelismo è che non si può abbassare la guardia nei confronti di questi e anche degli altri delitti [se lo dice lei, non ci resta che prendere atto di ciò dottor D'Ambrosio...- n.d.r.]...'

    Renato Brunetta, economista ed europarlamentare di Forza Italia: '...il filo rosso è lo stesso: Ezio Tarantelli, D'Antona, Biagi erano dei riformisti. I fondamentalisti perversi di questo paese non vogliono le riforme. I vili assassini ammazzano i riformisti. Noi eravamo amici...Tarantelli è stato ucciso perché voleva la riforma della scala mobile, D'Antona perché voleva la riforma del mercato del lavoro, così come Biagi. I conflitti sono fisiologici ma bisogna scovare le zone oscure...Biagi è stato ammazzato perché voleva riformare l'articolo 18...'

    Antonio D'Amato, presidente di Confindustria: '...una morte annunciata...'

    Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio: '...l'odio nutre la mano degli assassini...'

    Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista: '...è un evento drammatico...il terrorismo si presenta una volta di più come fenomeno violento e drammatico, che oltre a distruggere la vita umana minaccia la crecita dei movimenti e può restringere ulteriormente gli spazi democratici e rendere più difficile la partecipazione e il protagonismo delle masse...'.

    Luciano Violante, capogruppo Ds alla Camera: '...evidentemente c'è una intelligenza che vuole
    bloccare il movimento sindacale e dei lavoratori. Non si deve
    cadere in questa trappola...'

    Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera: '...sono attonito per l'omicidio di Marco Biagi che conosco dagli anni della nostra giovinezza. Mi stringo alla famiglia nel ricordo di un amico, da sempre all'opera per le riforme nel mondo del lavoro con impegno e dedizione...'

    Pier Francesco B., meglio noto come Pieffebi, moderatore del forum della CdL di politicaonline.net: '... un atto infame!... una vita stroncata dalla follia terroristica, per l'ennesima volta!...W lo Stato Democratico!...in galera i terroristi!!!...'

    cordiali saluti!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
    Sospeso/a
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    Predefinito

    Originally posted by mustang
    Verranno subito proclamate dai sindacati due ore di sciopero per protesta contro il barbaro assassinio di chiara marca fascista, mentre i partiti aderenti all'Ulivo organizzeranno un girotondo attorno al ministero del Lavoro, con la sentita partecipazione della intellighentia italica, richiamata dal salone del libro di Parigi.
    saluti
    Sei disgustoso.

  9. #9
    memoria storica di PoL
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    Predefinito per gli scettici circa i possibili autori dell'attentato...



    da Cronaca Tg.com

    Assassinio Biagi, l'ombra delle Br. Stella a cinque punte su porta di casa

    Una stella a cinque punte inscritta in un cerchio, incisa sul portone della casa del professor Marco Biagi, e su un muro a poca distanza un'altra stella e una scritta: 'Obiettivo centrato'. Potrebbero essere queste le firme degli assassini, il segno che le Brigate Rosse sono tornate a colpire. Così come fa pensare al terrorismo rosso la modalità dell'omicidio: due colpi alla nuca, il modo con cui le Br dicono 'lo abbiamo giustiziato'.
    Naturalmente, finché non arriverà una rivendicazione attendibile, la pista del terrorismo è solo una di quelle seguite dagli investigatori, ma appare decisamente la più probabile. Perché molte, moltissime sono le analogie con l'omicidio del professor Massimo D'Antona, ucciso proprio dalle Brigate Rosse tre anni fa. Quella stella a cinque punte sul portone di Biagi sembra un segno inequivocabile, una firma. Ma non è ancora stato possibile accertare se sia stata incisa subito dopo o subito prima dell'omicidio, oppure se sia un segno vecchio di mesi o di anni.Quello che è certo è che la stella, grande circa 10-15 centimetri e scoperta dai giornalisti alle quattro del mattino, è incisa malamente e il cerchio che la circonda è abbondantemente più grande: insomma, il tratto di una persona molto frettolosa, che non ha tempo da perdere.E su un muro del portico davanti al numero 14 di via Valadonica, dove Biagi è stato asassinato, i carabinieri del Ris hanno trovato anche due piccoli timbri di pochi centimetri: sotto la scritta 'Obiettivo centrato' sono disegnate due frecce che colpiscono un bersaglio di cerchi concentrici. Un indizio che gli investigatori definiscono 'interessante': il muro era stato riverniciato da poco, nessuno aveva notato i timbri nei giorni scorsi e quindi sembra proprio che le scritte siano state fatte questa notte.Sempre nei pressi del luogo dell'omicidio, gli esperti dell'antiterrorismo hanno trovato anche un'altra stella a cinque punte, incisa sul portone di legno che protegge la vetrina di un piccolo negozio a fianco del civico 14.
    Del resto, a far pensare che l'assassinio di Biagi segni il ritorno delle Br è anche un rapporto dei servizi segreti, che pochi giorni fa aveva lanciato l'allarme spiegando che il terrorismo è ancora una minaccia, e che presto le Brigate Rosse sarebero potute tornare a colpire. E assieme a loro, questa volta, anche altri gruppi che all'ideologia del terrorismo rosso si ispirano. Sintomo della rinnovata energia dei gruppi legati alle Br anche l'attentato di qualche settimana fa al Viminale: un gesto dimostrativo, certo, e probabilmente compiuto da qualcuno legato a frange estremiste dei gruppi anarchici. Ma anche un segnale inequivocabile.I carabinieri del Ris, intanto, hanno già effettuato la simulazione dell'omicidio per ricostruirne la dinamica: sotto la guida del comandante del Raggruppamento di investigazioni scientifiche di Parma, il tenente colonnello Luciano Garofano, un militare vestito con tuta bianca e copriscarpe ha simulato la posizione di Biagi, mentre un altro in piedi fra due colonne del portico a distanza di qualche passo, ha impersonato uno dei killer impugnando una pistola. Le riprese effettuate dai carabinieri serviranno quindi a capire come gli assassini hanno agito.Al vaglio degli investigatori ci sono anche le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso installate nel centro di Bologna per scoraggiare la microcriminalità: è probabile che qualche obiettivo abbia ripreso i killer in fuga.


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
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    Predefinito

    "Corriamo il rischio di ritrovarci in una situazione assai difficile, perché in realtà oggi questo omicidio riporta l’Italia in una situazione da incubo da anni ’70. attribuire la colpa alle BR mi sembra sensato.
    Questo è un aspetto ancora, certo, da approfondire, però non c’è dubbio che la memoria corre ad un altro omicidio, quello del professor Enzo Tarantelli, nel momento in cui uno studioso di sinistra proponeva una serie di soluzioni riformiste per il mondo del lavoro.
    Questo editorialista del sole24ore e professore dell’università di Modena (che è una “culla” del pensiero economico di sinistra), in sostanza paga con la sua vita un ruolo di consulenza ad un ministro del governo di centrodestra - questo è un altro aspetto assai significativo.

    Questo non vuol dire, ovviamente, chiamare in causa il movimento di Agnoletto: non vi è dubbio che non c’è rapporto tra i 300.000 di Genova e chi ha ucciso il povero professore. Però è assolutamente evidente che c’è un filo rosso – ed è rosso – che continua ad essere presente nella realtà italiana di gente armata che pensa di mettere a tacere chi propone ipotesi riformiste …qui non è stato ucciso un “liberista selvaggio”, come direbbe un membro del Correntone: è stato ucciso un riformista, semplicemente perché proponeva soluzioni “altre”, da gente che pensa solo di ragionare con la pistola.

    Questo è terribile, e dovrebbe porre delle riflessioni a chi rappresenta a suo modo un “movimento”. Ora, purtroppo la dichiarazione di Agnoletto sul parallelo tra le bombe di Piazza Fontana e l’omicidio di questa sera è tragicamente – per usare un eufemismo – inadeguata: questo è uno dei problemi con i quali non la sinistra (speriamo) ma il Governo dovrà fare i conti, perché lo sciopero generale convocato – “unitario” secondo alcuni leader sindacali, “unito” secondo altri, oggi è oggettivamente macchiato di sangue. Oggi è un problema che oggettivamente i sindacalisti dovranno risolvere.

    Il “raffinato” Bruno Trentin oggi, nel convegno sul riformismo, proponeva la riformista e raffinata tesi che chi abroga l’erticolo 18 vieta ai lavoratori di organizzarsi in sindacato; e diceva a una platea anche vasta che chi oggi si batte contro l’art.18 è chi vuole evitare che oggi nelle fabbriche ci si possa iscrivere al sindacato, perché quelli che potranno vendere i “bollini” per l’iscrizione al sindacato verranno ormai licenziati dal “padrone”. E’ un falso. E’ un falso anche secondo la CGIL . […]
    Non sto dicendo che c’è un rapporto tra questo che dice Trentin oggi all’Eliseo ad una platea assolutamente estranea a qualsiasi ipotesi di qualcosa che sia meno che legale, e quello che è successo stasera a Bologna sotto i portici alle 8,30. però è assolutamente, credo, da tener presente il fatto che questo tipo di polemica che solo i radicali hanno portato al centro del dibattito politico oggi ha prodotto anche un morto. Un morto che è stato ucciso solo per aver scritto, non per aver fatto altro. Per l’intanto una cosa è sicuramente da notare: come l’Unità Nazionale sembra essere, nei “fondi” di Pionati come in Porta a Porta, l’unica soluzione possibile, quando invece vi è chiaramente una divisione, una divisione che però può essere, come in un paese civile, risolta non a colpi di pistola ma semplicemente con il dibattito, il voto e la scelta" .

    Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale

 

 
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