Un’azienda forte per scommettere sull’hub Malpensa
di Giuseppe Bencini
In questi giorni, relativamente alle vicende Alitalia, sono state espresse opinioni diverse sul possibile futuro della compagnia, sul ruolo dei due principali aeroporti italiani, Fiumicino e Malpensa, e sul modello di sviluppo da adottare per il settore del traffico aereo in Italia.
Un grande aeroporto intercontinentale è necessario in Italia se si vuole avere la possibilità di accedere direttamente dal nostro Paese alle grandi rotte a lungo raggio (Nord America e Far East), evitando il passaggio attraverso altri aeroporti europei con tutti i maggiori tempi di collegamento che tale soluzione comporta. Al tempo stesso un grande aeroporto intercontinentale non può che essere un hub come è dimostrato dall’esperienza mondiale. Il fatto che il modello hub si sia affermato rispetto al modello point to point non è un caso ma dipende da una serie di ragioni precise.
Innanzitutto, per i voli intercontinentali si utilizzano aeromobili di grandi dimensioni per offrire prezzi adeguati alle aspettative del mercato. Inoltre, per soddisfare le esigenze di un segmento di mercato fondamentale, quale è la clientela business, questi voli devono avere frequenze almeno giornaliere. Ne consegue che per avere un adeguato load factor non è sufficiente il bacino commerciale locale. Anche le aree geografiche economicamente più rilevanti non possono offrire mediamente che il 50% dei passeggeri necessari a riempire gli aerei. Ne risulta quindi che in tali aeroporti il restante 50% arriva dal traffico di interconnessione di breve e medio raggio.
Ovviamente il modello point to point ha una sua validità, oltre che per il traffico business come Linate dimostra, anche per il traffico low cost e il traffico charter che hanno entrambi un proprio mercato economicamente importante e con un grande potenziale di sviluppo. Ma se l’obiettivo è dotare l’Italia di un grande aeroporto intercontinentale questo non può che essere un hub e un hub necessita di una forte compagnia di riferimento perché servono know-how, esperienza, capacità di coordinamento e una flotta adeguata. Al momento nel nostro Paese l’unica compagnia in grado di costruire una rete capace di alimentare un hub è Alitalia e in questa prospettiva la sua salvezza assume sicuramente connotati strategici per il futuro del trasporto aereo italiano.
Malpensa è un aeroporto che nonostante la crisi del settore e la crisi di Alitalia ha ottenuto risultati molto importanti. Il sistema aeroportuale milanese nel 1997, prima dell’apertura di Malpensa, ha registrato un traffico di 18 milioni di passeggeri. Per la fine del 2004 se ne prevedono circa 28 milioni, con un incremento quindi superiore al 50%, facendo così registrare il più alto tasso di crescita a livello europeo di questo periodo. Malpensa ha inoltre dimostrato la sua capacità di attrarre nuove compagnie: negli ultimi 18 mesi sono ben 30 per un totale di 49 nuove destinazioni a conferma dell’attrattività del mercato cui Malpensa si riferisce. Inoltre questo conferma che non esiste un’occupazione arbitraria da parte di Alitalia degli slot sui quali, infatti, non esistono diritti di proprietà. Se non vengono utilizzati l’ente regolatore, l’Assoclearance, deve assegnarli, qualora ne venga fatta richiesta, ad altre compagnie e c’è la massima disponibilità da parte di Sea, come del Comune di Milano e della Regione Lombardia per appoggiare tale richiesta; e analogo principio vale anche per i collegamenti intercontinentali regolati da accordi bilaterali.
Questo non significa che non sia altamente auspicabile che la crisi di Alitalia si risolva positivamente. Questa rimane la strada più veloce perché Malpensa possa raggiungere i propri obiettivi nell’interesse del Paese, ma siamo convinti che il mercato premierà, come sta già facendo, il più giovane aeroporto europeo.
Per tale ragione abbiamo pianificato interventi finanziari importanti per lo sviluppo di Malpensa. Infatti nei prossimi cinque anni, Sea investirà 640 milioni di euro per potenziare le strutture dell’aeroporto.
* Presidente Sea Aeroporti di Milano
11 settembre 2004
Il Sole 24 Ore




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