Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
Mandate avanti i migliori,
Costringete i vostri figli all’esilio
Per servire la miseria dei nostri dominati,
Per pararsi, in alta tenuta, davanti alla torma dei selvaggi
Riottosi da poco assoggettati.
Metà demoni, metà bambini.
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete
Per sopportare pazientemente,
Per dissimulare la paura,
Per frenare l’orgoglio,
Per sillabare cento volte finché capiscono,
Per perseguire il loro vantaggio,
Perché altri guadagnino.
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
Combattete le selvagge guerre della pace.
Riempite le bocche affamate.
Fermate le malattie.
E quando la meta pare prossima (L’obbiettivo che rincorri per loro),
Guarda la pigrizia e la follia pagana
Annichilire ogni speranza
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
Non la pompa del re
Ma la fatica del servo.
La nostalgia delle cose comuni,
Dei porti in cui non approderete,
Delle strade che non percorrerete.
Fatele con i vostri vivi
E segnatele con i vostri morti.
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
Godetevi la vecchia ricompensa:
Il disprezzo di chi avete aiutato,
L’odio di chi avete difeso.
Il grido della turba che avete faticosamente volto alla luce:
«perché la schiavitù ci avete tolta? Ha le nostre amate tenebre!»
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
E per null’altro piegate la schiena.
E non parlate troppo forte di libertà.
Per nascondere la vostra esasperazione.
Da tutto ciò che dite o sussurrate,
Fate o non fate,
I riottosi popoli silenti
Giudicheranno il vostro Dio e voi.
Il fardello dell’uomo bianco raccogliete.
Son finiti i giorni dell’infanzia,
Gli allori mietuti facilmente,
Le lodi proferite con larghezza.
Varrà ora, negli anni ingrati,
Tagliente di saggezza ottenuta a caro prezzo,
Solo il giudizio dei vostri pari
R. Kipling




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