e con questa siamo alla terza "professio fidei", da parte dello stesso cialtrone, in appena cinque giorni....
Per la serie:
L'ottimismooooooo èèèèè il motore della vitaaaaaaa!!!![]()
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l premier: "L'obiettivo è aumentare il potere d'aquisto"
con la riforma del fisco e il decreto blocca-prezzi
Berlusconi ottimista sul 2005
Siniscalco rassicura gli statali
Il ministro del Tesoro: "Nessuno pensa di fare
il contratto al 2% per il pubblico impiego"
ROMA - Aumentare il potere d'acquisto delle famiglie contenendo al contempo l'inflazione. Questi gli obiettivi fissati da Silvio Berlusconi per il 2005. Il premier annuncia quale sarà la politica economica del governo al termine del Consiglio dei ministri, poi si defila per "un impegno importante" (l'incontro a pranzo con Marco Follini, al quale potrebbe offrire la poltrona di vicepremier) e lascia al ministro del Tesoro Domenico Siniscalco il compito di spiegare quali saranno le azioni dell'esecutivo in materia economica.
Ma prima di lasciare Palazzo Chigi azzarda stime precise: "La nostra politica economica darà alle famiglie un incremento del potere di acquisto reale del 2,2%. Non accadeva dal 1991". Il dato, spiega il premier, deriva da un incremento spontaneo dei consumi dello 0,7% (risultante dall'aumento delle retribuzioni previsto in circa il 2,7% e dall'inflazione media al 2%), per un altro 0,7% dagli accordi per il contenimento dei prezzi e per lo 0,8% dall'attuazione del secondo modulo della riforma fiscale.
I prezzi "bloccati" e il completamento della riforma fiscale, secondo il Cavaliere, "porteranno più soldi nelle tasche dei contribuenti". Questa la ricetta del governo per "aumentare la fiducia" e "la ripresa dell'economia". Berlusconi mette in risalto l'accordo con la grande distribuzione e anticipa che l'esecutivo cercherà "il concorso delle industrie" e soprattutto ricercherà "l'accordo con le grandi marche", "principali fornitori della distribuzione". E proprio mentre il premier parla in conferenza stampa, anche Centromarca (associazione italiana dell'Industria di Marca), annuncia l'adesione all'accordo blocca-prezzi.
Quindi è il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco a prendere la parola. Siniscalco conferma che il "tema del carovita è al centro delle preoccupazioni" del governo, conferma che oggi in Consiglio dei ministri si è discusso del tetto alla crescita della spesa corrente del 2%, precisando che l'applicazione di questa regola ''implica da sola, più una una tantum di 7 miliardi da cessioni, il raggiungimento di quanto richiesto'' per la manovra 2005. Ma non chiarisce se la regola del 2% consentirà di reperire i 24 miliardi di euro indicati nel Dpef per correggere l'andamento del deficit, oppure se essa servirà anche a fornire la copertura per la riforma fiscale.
Quindi il ministro ha spazzato il campo dalle polemiche sul rinnovo del contratto del pubblico impiego che aveva suscitato più di una perplessità anche nel governo. "Nessuno - ha chiarito - pensa di fare il contratto al 2% per il pubblico impiego, il tetto vale per l'esborso complessivo". Il margine per un rinnovo più consistente verrà garantito infatti dalla "quantità" di dipendenti. "La crescita tendenziale del monte salari dello Stato è del 2% nel 2005, incorporando quel 3,7-3,8% garantito dal contratto 2003. La stima - ha spiegato Siniscalco - è fondata sulla costanza dell'occupazione: nel tendenziale ipotizziamo un nuovo assunto per ogni dipendente che va in pensione o cambia lavoro".
(17 settembre 2004)
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