….ma zoppica
Adriano Sofri è un amico fraterno, dobbiamo a lui la messa in minuscolo della parola occidente e altri splendenti esempi di retorica classica, interni al dramma contemporaneo e alla guerra tra islam e occidente.
Ma, come nel caso di un altro amico, André Glucksmann, talvolta la retorica vaneggia.
Putin è erede della tragica vocazione russa allo sterminio dei ceceni, speculare sotto gli zar, sotto Stalin e sotto di lui alla tragica vocazione cecena al martirio indipendentista: russi e ceceni si odiano e si ammazzano da secoli e, come scriviamo sotto, è responsabilità di Putin definire un piano per uscire altrimenti che con la perseveranza nella catastrofe da questa tragedia storica e politica, visto che la mezza porzione di democrazia che Putin ci offre dopo la caduta del comunismo va messa alla prova del budino.
Ma questo non c’entra con l’uso sostitutivo dell’odio per Putin, penoso Ersatz dell’odio per Bush Blair e Berlusconi, in funzione della rimozione violenta della realtà, cioè l’islamizzazione a tappe forzate del martirio ceceno, divenuto uno dei fronti nichilisti della guerra religiosa islamica contro l’occidente e concretamente contro la vita dei passeggeri della metropolitana di Mosca, contro il volo dei passeggeri dell’Aeroflot, contro il volo dei bambini dell’Ossezia nel primo giorno di scuola.
Putin, caro Adriano, non poteva inginocchiarsi e farsi ostaggio dei rapitori dei bambini, e loro giustizieri, senza tradire l’unico mandato (hobbesiano o no, non importa) che dia senso all’esistenza del potere nel mondo: proteggere la vita dei cittadini.
Dandogliela platealmente vinta, prostrandosi religiosamente ai piedi della guerra religiosa e offrendosi in sacrificio in cambio dei ragazzini, Putin sarebbe diventato il loro piccolo padre angelico, e al tempo stesso avrebbe reso orfani milioni di bambini esposti alla vittoria del ricatto.
Le idee belle spesso sono fuori della realtà e della verità, che sono brutte.
Verità che fa qualche passo avanti, se Dio vuole, visto che Roger Cohen nel NYT di domenica e Angelo Panebianco nel Corriere di ieri hanno cominciato a scrivere parole fredde e ragionevoli, politicamente belle, su questa incredibile settimana di furia islamica e di fanatismo dialogante dell’occidente diviso e afflitto da un conveniente, amabile, pacifico torpore.
Ferrara su il Foglio del 7 settembre
saluti




Rispondi Citando
