ITALIANE RAPITE/MISSIONE FRATTINI NON E' VIA FRANCESE (FOGLIO)
14/09/2004 - 090
Fallita illusione di Michel Barnier
Roma, 14 set. (Apcom) - Due missioni in Medioriente, lo stesso scopo (favorire la liberazione di ostaggi occidentali in Iraq), ma uno schema di azione completamente diverso. Una 'via' italiana alternativa a quella francese. E' il ragionamento sulla scorta del quale "Il Foglio" traccia un paragone tra la missione del ministro degli esteri francese Michel Barnier e quello italiano Franco Frattini.
Per Barnier, osserva il "Foglio", "il senso del tour era essenzialmente fra rimarcare la tradizionale vicinanza della Francia alle ragioni degli arabi - anche le più imprensentabili - e la sua lontananza da quelle degli americani (e degli israeliani)". Frattini, invece, si muove nel solco della strada tracciata "dal consigliere diplomatico di Palazzo Chigi Gianni Castellaneta a fronte della prima crisi degli ostaggi italiani". L'approccio filo arabo "così mediatizzato da Barnier", infatti, "l'illusione che esista una via francese in grado di ottenere la rapida liberazione degli ostaggi, rimarcando l'ostilità della Francia agli Stati Uniti, è stata purtroppo smentita".
Ecco, dunque, conclude il quotidiano di Ferrara, che "Frattini è partito per tre paesi (Kuwait, Abu Dhabi e Quatar) che hanno una caratteristica comune: sono retti da governi strettamente alleati, anche militari, degli Stati Uniti, e quindi della coalizione di cui l'Italia fa parte, ma controllano una 'filiera' di rapporti con un mondo musulmano contiguo a quello dei terroristi iracheni".
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