Blair annuncia una “nuova rivoluzione industriale verde”
Sarà la priorità, insieme al problema dell’Africa, della presidenza britannica del G8
Data di pubblicazione:
16/09/2004
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Intervento di Tony Blair
Il 14 settembre, intervenendo a Londra ad una tavola rotonda, il Primo ministro inglese, Tony Blair, ha tracciato le linee politiche dei prossimi interventi della Gran Bretagna sul tema dei cambiamenti climatici, lanciando un messaggio sull’urgenza del problema e sulla necessità di agire subito.
“Dobbiamo sviluppare una nuova rivoluzione industriale verde”, cambiando i nostri comportamenti verso uno stile che sia “ambientalmente sostenibile”, ha detto Blair.
Il premier inglese non crede che gli Usa cambieranno posizione sul Protocollo di Kyoto ma, senza sottovalutare le difficoltà, punta sulla presidenza del G8, che il prossimo anno spetterà alla Gran Bretagna, per fare dei cambiamenti climatici la priorità in agenda, insieme alla questione dell’Africa.
Blair ha sintetizzato il proprio pensiero, affermando che, “se ciò che la scienza ci dice sui cambiamenti climatici è corretto, le conseguenze saranno catastrofiche. I dati scientifici, quasi certamente, sono corretti. Recenti esperienze c’insegnano che è possibile conciliare la riduzione delle emissioni con la crescita economica. Ulteriori investimenti nella scienza e nella tecnologia, nonché nei settori produttivi ad esse collegati, possono aiutare la conciliazione di sostenibilità e sviluppo”.
La questione dei cambiamenti climatici vede sotto i riflettori soprattutto le industrie ad alto consumo di energia ma Blair ha sottolineato anche la necessità di una collaborazione tra venditori e produttori di beni e servizi, per ridurne l’impatto. “Desidero vedere il giorno in cui i consumatori potranno aspettarsi che la responsabilità ambientale sia un elemento fondamentale dei prodotti che comprano, così come lo sono ora la salubrità e la sicurezza”.
Blair ha quindi annunciato un intervento sulle emissioni inquinanti degli aerei, sinora non considerate a livello internazionale nel mercato delle emissioni di gas serra e che, solo in Gran Bretagna, ne rappresentano un quarto del totale. La Gran Bretagna porrà con decisione il problema durante il suo semestre di presidenza dell’Unione Europea.
“Siamo stati avvertiti”, ha concluso il premier britannico. “Sulla maggior parte delle questioni, chiediamo ai bambini di ascoltare i loro genitori. Sui cambiamenti climatici, sono i genitori che dovrebbero ascoltare i loro bambini. Ora è il momento di cominciare”.




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