Come si temeva, è finita in tragedia. Centinaia di innocenti sterminati, bambini, donne, uomini inermi hanno perso la loro vita.
La guerra è una cosa terribile. Io non mi sento neppure di dover condannare il terrorismo ceceno. Il terrorismo è una reazione odiosa e incivile ad un'azione altrettanto odiosa e incivile. Perché l'occupazione russa della Cecenia, non è altro che questo. Come quella degli Stati Uniti in Iraq.
La disperazione e l'incapacità di fronteggiare le aggressioni belliche ad armi pari (perché ovviamente il pesce grosso affronta sempre quello piccolo e indifeso), portano a forme di lotta che noi non possiamo far altro che registrare come barbare, spietate, animalesche.
Bisogna riflettere a lungo sullo scempio creato dai reggenti di questi anni: Bush e Putin in particolare, spalleggiati dai cortigiani Blair e Berlusconi. Si sono mossi come elefanti nella cristalleria mondiale, noncuranti dei danni che creano. Perché tanto, riscattano i soldi dell'assicurazione del negozio (almeno così ci insegna Moore).
Putin oggi fa sfoggio una volta ancora del suo cinismo disumano.
Dopo la sciagura del Kursk, in cui ha deliberatamente lasciato morire un intero equipaggio che poteva essere tempestivamente soccorso, per non far trapelare chissà quali segreti militari; dopo l'intervento nel teatro di Mosca, dove ha gasato centinaia di ostaggi suoi connazionali, per fermare i terroristi; oggi ha usato le maniere forti, sapendo di provocare l'ennesima mattanza d'innocenti. L'importante è che l'occupazione cecena non subisca arresti.
Al posto di Berlusconi, che si lancia in dichiarazioni su cose che nemmeno conosce o di cui al massimo non gl'importa nulla, a Putin toglierei il saluto.




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