Riccardino Illy, diamogli atto, non perde un colpo. Va avanti come una ruspa, non si ferma di fronte a niente per scardinare fin dalle radici ogni parvenza di buon governo regionale in Friuli Venezia Giulla. I suoi piatti forti: aiuti economici solo agli immigrati, estensione del contributi per i nuovi nati anche agli extracomunitari (che avendo parametri più bassi ottengono la fetta più grossa), blocco del fondi a molte associazioni culturali dedite allo studio della cultura locale, tappeti rossi Invece ai "ragazzi" (si fa per dire) no global... Senza contare i ripetuti incontri con l'ex innominabile Halder, governatore della Carinzia, fino a poco tempo fa dipinto come un orco da tutta la sinistra italiana, ora Invece compagno di merende preferito dal rè del caffè.
Illy procede tranquillo, si diceva la giornata di ieri è emblematica in questo senso e fa luce su quali siano le sue reali preoccupazioni, le questioni che davvero lo tengono in ansia: immigrati e centri sociali.
Partiamo dai primi, un grande classico per il governatore friulano. La giunta regionale di centrosinistra ha infatti annunciato in pompa magna la nascita di un "Osservatorio regionale per la salute dei migranti". Illy ha voluto che la relativa delibera venisse approvata ieri in quanto, come ha spiegato l'assessore regionale alla Salute e alla protezione sociale, il diessino Ezio Bel-trame, «il flusso migratorio dai Paesi extraeuropei impone di trovare risposte coerenti e organizzate rispetto alle problematiche suscitate dall'accoglienza di persone di diverse condizioni e culture. Da qui l'urgenza di garantire in tutto il Friuli-Venezia Giulia un'efficace programmazione degli interventi socio-sanitari e assistenziali».
Insomma, poco importa
che il governo italiano stia combattendo una dura battaglia internazionale per ridurre il fenomeno migratorio; poco importa che, come tutti sanno e ha sottolineato recentemente anche il presidente trevigiano Luca Zaia, "vicino di casa" di Illy, la situazione economica sia
tale da non rendere necessario l'arrivo di altra forza-lavoro straniera; non basta nemmeno che venga comunque garantita - con il senso di solidarietà e generosità tipico dei padani -un'adeguata assistenza sanitaria agli immigrati ogni qual volta ce ne sia davvero
bisogno. No: per Illy bisogni creare specifici (e costosi? organismi, per - usiamo ancora le parole di Beltrame «fornire un monitoraggi» della situazione sociale» «favorire l'attuazione di prò getti e interventi di infor mazione e sensibllizzazione», «coordinare progetti specifici di tutela", «individuare le problematiche emergenti» e bla bla, bla bla, bla bla. Ovviamente, è stato spiegato, a supporto dell'Osservatorio verranno istituiti gruppi di lavoro specifici: se ne sentiva davvero l'esigenza. Traduciamo: aria fritta venduta in confezione famiglia, ovviamente a spese del contribuente.
Ce ne sarebbe già d'avanzo per giudicare come si deve il nostro Riccardino, ma da Gorizia giunge un'altra notizia significativa, che riguarda gli altri "clienti" preferiti da Illy: i centri sociali. Si apprende infatti che si è risolta con un accordo fra gli occupanti, la Regione Friuli Venezia Giulla e il Comune di Gorizia (ovviamente in quota Ulivo) la vicenda della ex-caserma della Forestale trasformata da aprile in un centro sociale occupato. L'intesa prevede, dopo la messa in sicurezza dello stabile, la partenza di un "Progetto sperimentale di libera espressione giovanile" (?!). Insomma: lo hanno occupato, se lo tengono (proprietà privata, questa sconosciuta). «Sarà una sperimentazione interessante che verrà guardata con attenzione da tutta Italia», ha spiegato, senza timore del ridicolo, il consigliere regionale del Verdi Alessandro Metz, tra i geniali fautori dell'accordo. Il Metz poi si è anche avventurato in disquisizioni che vi risparmiamo su "progetti di autorecupero" e "principi di bioedilizia", per concludere cosi:
«Questo è un vero esempio di imprenditorialità giovanile». Che gran bestemmia, in una zona dove l'imprenditoria, quellavera, la conoscono davvero...