Bossi, l’innovatore
Bisogna riconoscerlo, Bossi ha impresso un segno indelebile nella politica italiana.
No, non intendo quello marrone lasciato sul Tricolore con il quale si è pulito il kulo, e nemmeno la canottiera con la quale ha frequentato Arcore.
Diceva:”C’e l’ho duro” e noi chissà cosa ci credevamo, poi abbiamo capito che si riferiva al suo sistema coronarico. Vabbè.
L’innovazione bossiana viene dalla coopazione dei suoi accoliti. E se Berlusconi aveva portato in parlamento un numero impressionante di pregiudicati e avvocati difensori, tanto che invece che a Montecitorio, pare di essere a Regina Coeli durante l’ora di visite, Bossi fa un salto di qualità e propone per le prossime elezioni suppletive a Milano nientemeno che il suo cardiologo. Che non è la prima volta: il cardiologo che curava Bossi prima di questo è già stato eletto nel 1994, e con il medico di Berlusconi ( quello che ha detto che è praticamente immortale) e l’immarcescibile Sirchia, va già a comporre una fitta schiera di medici curanti.
C’è da riflettere.
Nel dopoguerra nel nostro paese, i sindaci che erano stati scelti tra il farmacista, l’ex federale e il padrone delle ferriere, con l’avvento del boom vennero sostituiti da un’ondata di geometri che costruirono sul territorio ogni sorta di brutture aumentando sproporzionatamente i propri introiti. Alle prime avvisaglie di maretta diventarono sindaci i commercialisti che tentarono di aggiustare i conti e quando la situazione si fece brutta, ma brutta, alla carica di sindaco arrivarono quasi miracolosamente gli avvocati.
La stessa cosa sta succedendo in parlamento dove Berlusconi portò la schiera dei venditori di fumo di pubblitalia, sostituita precipitosamente dai suoi commercialisti e avvocati difensori. Ora che la maretta sembra calmata, stanno pensando al futuro e cooptano i medici curanti, sicuri di rimanere in parlamento fino alla fibrillazione cardiaca nell’infermeria del Palazzo.
Nel frattempo, l’opposizione si divide….
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