Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Arturo ci parla di sinistra: " Sinistra triquetra est"



    "Arturo, dov'è il bagno?"
    "In fondo a sinistra"

  2. #2
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    E' anche troppo gentile nei confronti di questa sinistra

  3. #3
    Golia
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    In origine postato da Manuel
    E' anche troppo gentile nei confronti di questa sinistra
    Questa sinistra è una vera fogna.

  4. #4
    Sospeso/a
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    La sinistra in declino

    di Arturo Diaconale

    All’indomani delle elezioni europee e dello scampolo di amministrative di giugno, sembrava che la sinistra fosse sulla cresta dell’onda, che il governo di centro destra si trovasse sull’orlo del fallimento, che la fine della legislatura fosse ormai alle porte e che Silvio Berlusconi, esaurita la propria parabola avesse come unica preoccupazione la preparazione della propria fuga all’estero. Ovviamente per scongiurare l’ipotesi prospettatagli a suo tempo da Massimo D’Alema di finire a chiedere l’elemosina agli angoli delle strade. Passata la pausa estiva, però, la ripresa autunnale si apre in uno scenario completamente diverso.

    Il Cavaliere appare in decisa risalita e pronto ad affrontare senza eccessivi patemi d’animo la lunga campagna elettorale che si apre nelle prossime settimane per concludersi solo con le politiche del 2006. Al tempo stesso il centro sinistra figura in caduta libera. Non solo a causa delle desolanti polemiche interne che sono seguite al fallimento del “triciclo” e sono culminate nei giorni scorsi con la giubilazione della leadership di Romano Prodi da parte di Francesco Rutelli e di Clemente Mastella. Ma, soprattutto, con la dimostrazione di inquietante pochezza messa clamorosamente in mostra dai personaggi di maggiore spicco dello schieramento dell’opposizione.

    Gli esempi di tale pochezza si sprecano. Ma i principali sono quelli offerti dalle recentissime interviste di Massimo D’Alema e di Romano Prodi. Il Presidente del Ds, evidentemente preoccupato delle possibilità di ripresa del centro destra, ha pateticamente chiesto l’abbinamento delle politiche con le regionali sostenendo che la richiesta è motivata dal fatto che nell’ultimo anno di legislatura il governo non potrà fare granché.

    L’ex presidente della Commissione Ue ha proposto a sua volta un programma comune dell’Ulivo fondato su grandi idee innovative ma si è guardato bene dall’indicare una sola di tali idee. Ed ha lasciato al noto innovatore Sergio Cofferati il compito di annunciare che questo fantomatico programma sarà pronto nei prossimi mesi. D’Alema scambia la legislatura con una fisarmonica da aprire e chiudere a seconda della propria musica. Prodi tenta di colmare il vuoto di idee innovatrici della sinistra con l’aria fritta. Entrambi rappresentano la dimostrazione vivente che questo centro sinistra non è in grado di governare ed è destinato a perdere anche a dispetto delle carenze e degli errori del centro destra. Il ché è un bene per Berlusconi ma è un guaio per il paese. Una opposizione che non sa fare il proprio mestiere rischia di deresponsabilizzare la maggioranza. Figuriamoci poi se la maggioranza in questione è quella attuale!

    Arturo Diaconale

  5. #5
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    povera sinistretta illiberale

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " Mani in alto a sinistra

    Su terrorismo e guerra, D’Alema e compagni si sono già arresi...
    Il centrodestra era in crisi all’inizio dell’estate e il centrosinistra lo è alla vigilia dell’autunno. Ridotta all’osso questa è l’opinione di Ezio Mauro, direttore de la Repubblica, e di Michele Salvati, editorialista del Corriere della Sera. Se la mia intrusione fra i due autorevoli giornalisti non è offensiva, condivido. Però conviene precisare. Condivido la sintesi; non l’analisi. Quanto accadde nella Casa delle libertà durante la ridicola, inutile, anzi controproducente verifica lo ricorda chiunque segua abitualmente la politica. An chiedeva collegialità; l’Udc chiedeva la stessa cosa ma ne sottintendeva altre; Tremonti fu costretto a dimettersi, Buttiglione scalpitava per una seggiola di commissario europeo e Follini minacciava di andare chissà dove senza sapere dove. Insomma una rissa in piena regola ma fuori da ogni regola. Gli elettori osservavano allibiti e non comprendevano. La maggioranza era numericamente solida; il programma da realizzare non era in discussione; perché litigare? In assenza di risposte convincenti, dominava la delusione in chi aveva votato Berlusconi e soci minori. Tra l’altro la coalizione aveva appena perso le elezioni continentali e il suo morale era basso. Ci si aspettava da Forza Italia, An e Udc una reazione comune e, invece, fu lotta fratricida per la felicità dell’Ulivo ritrovatosi nel Listone (sopravvalutato) di Romano Prodi. Sembrava che il governo fosse alla canna dell’ossigeno. Poi il solleone ne asciugò le piaghe; il terrorismo islamico occupò la scena e l’opposizione, allo scopo di segnalare la propria vitalità, non trovò di meglio che ironizzare sulla bandana del premier nel buon ritiro sardo. Sintomo di debolezza; un foulard sul capo, pure bruttino, non è argomento da cavalcare per sgambettare chi guida il Paese. Una sinistra più attenta al look del presidente del Consiglio che ai problemi italiani rivela solo il proprio smarrimento. Le vacanze adesso volgono al termine, Roma comincia a ripopolarsi di senatori e deputati, ed ecco il ribaltone. La Casa delle libertà non è più in crisi; ora sta male l’Ulivo i cui leader si beccano come i capponi di Renzo. Motivo? Prodi e Rutelli non si pigliano. Veltroni ha rialzato la cresta e aspira a candidarsi al posto del professore. Le azioni dell’ opposizione calano come quelle di Parmalat. Il Cavaliere viceversa recupera nei sondaggi il 4%. E pensare che in fondo non è successo nulla. Soltanto robetta. Aldilà delle questioncelle di routine, la sinistra è allo sbando per le ragioni di sempre. È bravissima nella demolizione del lavoro altrui, ma totalmente incapace di predisporre un progetto alternativo. Esempio. Sequestrano le Simone. Destra e avversari avvertono la necessità di incontrarsi allo stesso tavolo e di trovare un’intesa sull’obiettivo: liberare gli ostaggi. Apprezzabile. Ma come liberarli? Il governo è favorevole a trattative sottobanco, però nessuna concessione ai banditi. La minoranza ha idee diverse; propone la cessazione dei bombardamenti. (...) segue a pagina 2 (...) Siamo agli antipodi. Diciamolo francamente: quella di Bertinotti non è una soluzione bensì una dichiarazione di resa. Sospendere i bombardamenti quando si è sotto ricatto significa soggiacere al ricatto stesso e alzare bandiera bianca: cari terroristi vi diamo quello che volete. In altre parole. La sinistra (consapevolmente o no) è portata a considerare i fondamentalisti assassini degli interlocutori legittimi. E questo non va giù a molti nostri connazionali i quali magari sono perplessi sul movente della guerra, però hanno una percezione netta: compiere un passo verso di loro equivale a giudicare il terrorismo uno strumento convenzionale di lotta. Praticamente i diessini, i comunisti italiani e i rifondazionisti mentre sono certi che le armi e la fermezza non consentono di ottenere risultati, sono incapaci di suggerire altri strumenti idonei. Facile dire: così non va, è tutto sbagliato e da rifare. Ma voi, compagni, avete dei consigli seri? Inorridite se Berlusconi spera di abbassare le tasse. Dovrebbe forse aumentarle? Inorridite se spinge le riforme istituzionali, però voi al potere avete fatto altrettanto. Inorridite, inorridite sempre. Se tuttavia anziché inorridire dimostraste che avete programmi meno vaghi di quelli enunciati non sareste in crisi. Sareste un’opportunità. Non lo siete e Silvio r ingrazia. P.S.: Dacia Maraini ieri sul Corriere della Sera mi ha tirato le orecchie. Ha scritto: Feltri è l’unico in Italia a non comprendere l’utilità del sacrificio delle due Simone andate in Iraq ad aiutare disinteressatamente i bambini. Non è vero, non l’ho mai detto. Ho capito perfettamente lo spirito che ha spinto le ragazze laggiù, figuriamoci, sono perfino disposto ad applaudirle. Però non condivido la loro scelta, anzi, la condanno. Si va a fare del bene dove è possibile farne. Oggi inve ce, a guerra purtroppo ancora in corso, portare aiuti a Bagdad equivale a ingenerare negli islamici estremisti il sospetto di volerne contagiare la civiltà, o inciviltà, dipende dai punti di vista. Le Simone sono vittime del pacifismo, non ho dubbi, perché i musulmani nella loro cultura ammettono solo amici e nemici come si evince dalla storia e dalla cronaca. I pacifisti sono occidentali e gli occidentali sono infedeli, degni di decapitazione e di morte. Non tener conto di questo significa essere ingenui, imprudenti. Come le Simone. Un particolare. Ho quattro figli e per fortuna non ho mai dovuto schiaffeggiarli. Ma se manifestassero il proposito di recarsi in Iraq cercherei di impedirglielo a costo di prenderli a schiaffi. La vita vale una sberla.
    "

    Non c'è solo arturo.....

    Saluti liberali

  6. #6
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    Ezio è il direttore di MenzognaContinua, non un coiones....

  7. #7
    SENATORE di POL
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    con la capoccia rasata e una bella camicia bruna (e fascia rossa svasticata al braccio) starebbe a meraviglia...

    Shalom

  8. #8
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    In origine postato da Pieffebi
    povera sinistretta illiberale

    Non c'è solo arturo.....

    Saluti liberali
    Ci sono anch'io.

    GIOCALONE: PRESENTE!

 

 

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