Visualizza Risultati Sondaggio: Alla scoperta del Popolo della Libertà. Tu con chi stai?

Partecipanti
16. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Berluscones (Dell'Utri)

    3 18.75%
  • Liberali (Brunetta)

    1 6.25%
  • Liberal-conservatori (Quagliariello)

    3 18.75%
  • Cristiano-democratici (Formigoni)

    1 6.25%
  • Socialisti (Sacconi)

    0 0%
  • Libertari (Della Vedova)

    3 18.75%
  • Finiani (Fini)

    0 0%
  • Moderati (La Russa)

    1 6.25%
  • Destra sociale (Alemanno)

    2 12.50%
  • Nessuna

    2 12.50%
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 52
  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Alla scoperta del Popolo della Libertà
    Cinque aree, venti correnti. Tu con chi stai?



    Ufficialmente nel Popolo della Libertà non vi sono correnti. Tuttavia, come ha messo in luce i quotidiamo Il Riformista qualche tempo fa, nel monolite berlusconiano è possibile individuare ben 5 aree distinte e più di 20 tra gruppi e sotto-correnti organizzate.



    1) “AREA” AN

    - MODERATI

    Fondazione Italia Protagonista, dei berluscones La Russa e Gasparri;

    - NUOVA DESTRA

    FareFuturo, laboratorio culturale del Fini pensiero

    Area Matteoli-Urso, meno organizzata, ma che comunque controlla un bel po’ di eletti sul territorio

    - DESTRA SOCIALE

    Fondazione Nuova Italia di Alemanno, ovvero il correntone social del PDL, in dialogo con Formigoni e la Compagnia delle Opere da un lato, e la galassia socialista del ministro Sacconi dall’altro. Tra le presenze di spicco Barbara Saltamartini e Francesco Biava (circoli sul territorio), Alfredo Mantovano (rapporti con l’area cattolica).

    - DESTRA

    Movimento per l’Italia, di Daniela Santanchè.
    Destra Libertaria


    2) AREA “AZZURRA”

    - SOCIALDEMOCRATICI

    Fondazione Craxi, guidata da Stefania, punto di riferimento di molti ex socialisti, con i circoli “Amici della Fondazione Craxi” (presidente onorario Maurizio Sacconi)

    Nuovo PSI, di Caldoro

    Gruppo lombardo di Ciccio Colucci, con l’associazione “Noi riformatori azzurri”

    - LIBERALI

    Fondazione Free Foundation di Renato Brunetta, d'impronta liberale

    Irco-cervo di Fabrizio Cicchetto, trimestrale che porta avanti una linea lib-lab

    - LIBERALCONSERVATORI

    Fondazione Magna Carta, di Gaetano Quagliariello, sintesi tra liberalismo e pensiero teo-con.


    3) AREA DEMOCRISTIANA

    Gruppo di Pizza
    Gruppo di Rotondi
    Gruppo di Baccini
    Alleanza di Centro, di Pionati

    Comunione e Liberazione, la vera corrente organizzata del PDL (Formigoni, Lupi, Abelli)


    4) CACICCHI FUORI CONTROLLO

    Michele Iorio, presidente del Molise che si è messo a flirtare con Di Pietro in nome dell’orgoglio molisano.


    5) FEDELISSIMI BERLUSCONIANI

    Circoli del Buongoverno di Dell’Utri
    Circoli della Libertà della Brambilla
    Club della Libertà di Mario Valducci
    Ultima modifica di Florian; 03-11-09 alle 09:27

  2. #2
    Final Yuga ◒ ◐ ◑ ◓
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    occidente putrescente
    Messaggi
    4,662
     Likes dati
    28
     Like avuti
    133
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Io sto con Silvio, tutto il resto è obiettivamente spazzatura
    «Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
    Paolo Sizzi

  3. #3
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Alla scoperta delle Fondazioni Culturali del PDL


    FareFuturo

    Fondazione Magna Carta

    Fondazione Nuova Italia

    Fondazione ResPublica

    FreeFoundation

    Fondazione Italia Protagonista

    Fondazione Craxi

    Riformisti Europei

    Libertiamo

    Comunione e Liberazione
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:08

  4. #4
    Cancellato
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    33,660
     Likes dati
    16,851
     Like avuti
    5,129
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Citazione Originariamente Scritto da Schwerpunkt Visualizza Messaggio
    Io sto con Silvio, tutto il resto è obiettivamente spazzatura
    .
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:26

  5. #5
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    FAREFUTURO


    Siamo Farefuturo perché:

    …. sfidiamo il “presentismo”
    L’egemonia del presente domina lo spazio del dibattito del nostro Paese. Soffriamo di un pericoloso schiacciamento sull’immediato del “tempo storico”: la cultura del sondaggio diventa l’unica premessa per azioni, strategie, leadership; il “mark to market” diventa sistema decisionale e cifra delle politiche pubbliche e delle scelte private. Farefuturo vuole promuovere una rinnovata cultura strategica. Non abbiamo paura di affermare che l’Italia contemporanea ha bisogno di elaborare una chiara visione della nazione. Di immaginare una politica capace, attraverso decisioni alte e partecipate, di pensare le ricadute di ogni singola scelta sulle generazioni futura. Di una politica aliena dall’immobilismo in ogni campo, dalle politiche demografiche all’innovazione amministrativa, dall’energia alla mobilità sociale, dalla strategia per la famiglia alle opere pubbliche. Di una politica in grado di sconfiggere la cultura del “consumo immediato” egoistico e la paura indotta dai media. Superare la logica del “giorno per giorno” che vuole la trasformazione dei cittadini in mero consumatori e li proietta in un meccanismo anestetizzante fatto di “moltiplicatori dell’attimo”.

    … costruiamo una cittadinanza del ventunesimo secolo
    L’appartenenza alla nazione non discende esclusivamente da un retroterra etnico o religioso, in special modo in Italia, terra di incroci e contaminazioni tra l’Europa e il Mediterraneo, nazione dalle mille culture e tradizioni. Piuttosto, al tempo contemporaneo, l’appartenenza alla nazione è un atto volontario di amore verso il paese nel quale si è nati o che si è scelto come propria Patria. In questo senso la nazione è per noi la sintesi fra una leitkultur, una cultura prevalente che è risultato di secoli di storia, e una dimensione “universalistica”, che rimanda a valori che la nostra cultura considera appunto universali quali la libertà e la dignità dell’individuo. Far sentire, conseguentemente, l’Italia come Patria anche a coloro che vengono da Paesi lontani, facendoli partecipi attivamente e lealmente alla vita collettiva, ai valori della Repubblica, agli obiettivi di fondo della nostra società, alla nostra lingua, alle nostre leggi ed anche alla nostra storia. Promuovere un’educazione alla cittadinanza così intesa, a partire dalla scuola pubblica, che nei decenni della storia repubblicana ha progressivamente e colpevolmente abdicato a questa funzione. “Nuovi” e “vecchi” italiani possono ritrovarsi uniti nella valorizzazione delle reti di solidarietà civica, motore di capitale sociale, nella nuova prassi della cittadinanza; compito delle istituzioni pubbliche, senza timori, senza cedimenti al lato disgregante dei localismi, è quello di favorire una pedagogia della cittadinanza come grammatica dell’appartenenza alla Nazione.

    … crediamo in una “laicità positiva”
    Superare la “laicité de combat” che giudica le religioni una minaccia per lo Stato e le priva di ogni ruolo pubblico ma al contempo combattere l’attitudine confessionalista che tende ad invischiare le autorità religiose in questioni di politica nazionale dove è la sovranità popolare l’unica fonte legittima di decisione. È naturalmente necessario permettere alla religione, alle religioni, di svolgere il proprio ruolo di risposta alle domande sulla vita, sul suo “perché”, evitando di intrappolarla nella scelta del “come”, che spetta alla politica e alle istituzioni pubbliche. Priorità della laicità positiva deve essere combattere la degenerazione nichilista del relativismo culturale e morale, l’errata convinzione che libertà significhi la supremazia assoluta dei diritti, l’assenza di doveri e finanche di regole. La libertà è minacciata nel momento in cui nel suo nome si teorizza la presunta impossibilità di definire ciò che è giusto e ciò che non lo è.

    … propugniamo un “nuovo femminismo”
    A fronte di uno stereotipo femminile mortificante, centrato sull’apparenza della futilità e la mercificazione del corpo, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale), e che risulta spesso diseducativo per le nuove generazioni, Farefuturo vuole promuovere una “rivoluzione della dignità” centrata sull’insostituibile ruolo sociale della donna, sul valore originale della sensibilità e dell’ingegno, su una vera politica delle pari opportunità, sulla riscoperta anche del ruolo materno. Superando ogni pregiudizio ideologico, rifiutando l’attitudine a certi barocchismi solo apparentemente ossequiosi ma in fondo mortificanti, rimuovendo ogni ostacolo alla conciliazione lavoro-maternità.

    … ci riconosciamo in un Euroatlantismo dei diritti
    Il nostro paese non deve rinunciare a portare il proprio contributo nella battaglia che il mondo occidentale ha fatto propria a cavallo fra il XX ed il XXI secolo: essere promotore della cultura dei diritti umani e della dignità della persona come simbolo e obiettivo dell’impegno nelle relazioni internazionali. I problemi nazionali non si risolvono esportandoli (ad esempio dalle nostre coste ai campi di detenzione in Libia). Affermiamo il peso e la forza di 20 secoli di diritto e di oltre 50 anni di integrazione europea facendoci promotori di una condivisa politica dei diritti umani come cifra delle aspirazioni euro-atlantiche.


    http://www.farefuturofondazione.it/ff/default.asp
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:07

  6. #6
    The Original
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    4,055
     Likes dati
    54
     Like avuti
    78
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Area Liberale, sto con Brunetta.
    Ultima modifica di Carrie; 02-11-09 alle 14:53
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  7. #7
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    Fondazione Magna Carta


    La Fondazione Magna Carta - costituita nel 2004, riconosciuta personalità giuridica nel 2006, si propone quale struttura capace di elaborare concreti progetti, autonomi dalla politica ufficiale, finalizzati alla modernizzazione del Paese sul modello degli esempi anglosassoni di think-tank.

    Magna Carta è una Fondazione dedicata alla ricerca e alla elaborazione di proposte di riforma in sei grandi aree tematiche: la riforma dello Stato, la politica estera, l’economia e il welfare, la biopolitica, l’educazione, la famiglia e l’integrazione e infine la ricerca e l’innovazione. A un comitato scientifico composto da eminenti personalità ed esperti riconosciuti è affidato il compito di elaborare testi e ipotesi di studio. A coordinare i lavori di ogni singolo ambito di ricerca è il Centro studi, organo tecnico e di elaborazione scientifica della Fondazione, al quale è anche demandato il ruolo di predisporre ricerche e proposte legislative veicolando all’esterno il lavoro di elaborazione svolto da Magna Carta.

    Il riferimento culturale della Fondazione è al liberalismo conservatore espresso dalla tradizione anglosassone. L’idea di fondo racchiusa nella forza evocativa del nome "Magna Carta" sta nella possibilità di un approccio liberale che non sia pregiudizialmente ostile verso la modernizzazione ma che, al contempo, ritenga la tradizione un patrimonio da non disperdere. In Italia il termine “conservatore” è stato a lungo bandito perché considerato "politicamente scorretto", e solo di recente è stato rivalutato. Anche per questo si è verificato un paradosso: i fautori di un liberalismo di tipo conservatore sono coloro che stanno innovando più profondamente la cultura politica del Paese.

    Intorno a Magna Carta si sono raccolte energie intellettuali che hanno interpretato la collaborazione con la Fondazione una scelta di libertà interiore che non pregiudica né un approccio critico, né tanto meno la libertà di pensiero. In un Paese nel quale durante il periodo repubblicano la cultura politicamente impegnata è stata a lungo monopolio di una parte sola, il formarsi, l’irrobustirsi, il durare di questa enclave non va considerato privo di significato. Magna Carta è nata nel 2004 e può considerarsi anche la conseguenza dello shock provocato dall’11 settembre; della necessità, cioè, di rinnovare la cultura politica alla luce delle fratture che da quel momento in poi hanno segnato il nuovo secolo. Possiamo affermare che questa tensione – più forte delle contingenze politiche, positive o negative che siano – non è andata dispersa. Essa resta alla base dell’attività di ricerca condotta su vari temi, come i nuovi contesti e i nuovi equilibri internazionali, la ristrutturazione delle politiche di welfare, la questione dell’identità e i processi di integrazione tra persone e culture, il politicizzarsi di problematiche che richiamano il significato della vita in tutti i suoi stadi e che per questo iniziamo a chiamare “biopolitica”. Tutte tematiche intorno alle quali si sono prodotti studi, approfondimenti, iniziative spesso connesse tra di loro che hanno consentito alla Fondazione di inscrivere la propria azione nel solco più profondo del tempo presente.

    L’attività della Fondazione Magna Carta si caratterizza con precisi riferimenti culturali e “valoriali” ma è aperta a tutti coloro che, proveniendo da aree diverse, senza rinunciare alla loro identità siano disponibili ad un confronto leale. L’apertura, prima ancora che una pratica politica, è per Magna Carta un’attitudine culturale, testimoniata dalla varietà e dalla ricchezza dei nomi che compongono i cinque comitati permanenti relativi alle aree tematiche, attorno alle quali si sviluppa una parte dell’attività della Fondazione.

    Magna Carta è tutto questo. E' una comunità che ha l’ambizione di proporre soluzioni ai problemi originati dal mutare della società, e con autorevolezza porle all’ordine del giorno del dibattito politico.


    http://www.magna-carta.it/
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:06

  8. #8
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    NUOVA ITALIA


    Rendere concreto un sogno.

    Dare continuità e compimento alle aspirazioni più profonde che hanno animato le alterne vicende della nostra comunità nazionale: costruire una “nuova Italia” in cui il rinnovamento sociale e politico si leghi ad un’autentica tensione morale e spirituale, stabilire un ponte tra la nostra forma nazionale e il grande retaggio di storia e civiltà che si legano al nome di Roma.

    Dalla prefigurazione poetica di Dante Alighieri al comune retaggio della lingua, di cultura e di religione, dalla parte più nobile ed autentica del Risorgimento ai fermenti politici e culturali del ‘900 prima delle degenerazioni totalitarie, dallo sforzo della ricostruzione di una società democratica fino al tentativo - ancora incompiuto - di edificare una nuova Repubblica libera dalle lacerazioni ideologiche, c’è una identità italiana che deve essere rilanciata verso il futuro. Un’identità nazionale che non si deve spegnere ma deve contribuire in modo positivo e determinante all’integrazione europea.

    La Fondazione Nuova Italia vuole incidere culturalmente in questo momento cruciale in cui la nostra comunità nazionale è chiamata dai processi di globalizzazione e dall’integrazione europea ad operare una rapida e profonda modernizzazione. L’obiettivo è governare questo cambiamento, per evitare che abbia esiti di omologazione e di sradicamento, per renderlo, invece, strumento di affermazione della parte migliore della nostra identità nazionale.

    Questo significa costruire la “nuova Italia” del terzo millennio.

    Il Presidente
    Gianni Alemanno



    http://www.fondazionenuovaitalia.org/
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:05

  9. #9
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    RES PUBLICA


    La nostra visione

    Esistono due visioni fondamentali e diverse di cosa è lo Stato, la Res Publica della modernità.

    Nella prima visione, quella comune all’autoritarismo di destra ed alla tradizione socialista, lo Stato ha una natura e dei fini propri, superiori a quelli degli individui. Questi ultimi acquisiscono dignità di cittadini grazie ed in funzione dello Stato. Tutti i diritti che essi possiedono, da quelli civili a quelli di proprietà, sono sempre e soltanto dei droits octroyés, concessi e quindi revocabili in base ad una logica che è quella del “bene” dello Stato. In questa visione le Costituzioni hanno sempre come scopo primario quello di organizzare i poteri dello Stato, da quello legislativo a quello esecutivo a quello giudiziario. Questa visione si è congiunta con l’idea del dominio assoluto delle maggioranze politiche. Tutti i diritti individuali discendono da un atto di volontà di queste ultime, e sono da esse sempre limitabili e revocabili. Tra livello costituzionale e livello politico non vi è una differenza qualitativa, di principio e di regole, ma semplicemente una differenza quantitativa. Le Costituzioni servono così a rendere funzionalmente efficace ed internamente coerente l’esercizio del potere derivante dal sostegno maggioritario. E la politica finisce con l’assorbire tutta l’area delle istituzioni.

    Nella seconda visione, che è invece coerente con la concezione politica del cattolicesimo, più in generale del cristianesimo, e poi tipica del liberalismo, lo Stato trae la propria origine e la propria giustificazione dai diritti degli individui. Il suo scopo è quello di proteggerli e di promuoverli, attraverso la creazione di un’area di azione collettiva che permette di produrre quei “beni pubblici” dai quali traggono benefici tutti i cittadini, senza eccezioni. In questa visione le Costituzioni definiscono le norme e le procedure che proteggono e promuovono i diritti individuali, che non sono generati dalle Costituzioni ma le precedono, tanto sul piano morale quanto su quello giuridico. Sia la creazione dei poteri dello Stato, sia il loro esercizio, si giustificano in quanto si dimostrano essere strumenti adeguati per proteggere e promuovere i diritti nelle diverse circostanze storiche. Tra piano costituzionale e piano politico vi è una differenza qualitativa, che discende dalla differenza essenziale che vi è tra interessi generali ed interessi che sono propri di una parte di cittadini, fosse pur essa una parte maggioritaria.

    La cultura dello Stato che noi vogliamo diffondere deriva da questa seconda visione. Lo Stato è quindi l’insieme dei valori e degli interessi che accomuna tutti i cittadini. Non deve essere né il luogo geometrico dello scambio corporativistico di interessi, né lo strumento della prevaricazione delle maggioranze sulle minoranze. Uno Stato di questo tipo perde la sua legittimazione di fronte all’opinione pubblica, perché esso non viene percepito come al di sopra degli interessi di parte, ma come strumento dei più forti a danno dei più deboli, tanto politicamente quanto economicamente. E perde anche la sua capacità di decisione nelle questioni che sono veramente di interesse generale, perché si trasforma in controparte degli interessi settoriali, e la sua azione viene guidata dal solo criterio della raccolta del consenso elettorale.
    Il nostro obiettivo è uno Stato moderno, forte ed autorevole che, nel rispetto e nella promozione dei diritti dei cittadini, sappia garantire le istituzioni e le politiche indispensabili per lo sviluppo dell’economia, del lavoro, e della società nel suo complesso. Questa è la Res Publica che vogliamo contribuire a costruire per l’Italia e per l’Europa dei nostri giorni.

    La Missione della Fondazione

    Le mutazioni in atto condizionano le categorie politiche ereditate dal Novecento. Se la realtà cambia, anche la politica deve cambiare. Se la politica resta ferma, prima o poi sarà la realtà a cambiarla. La forte intensità ideologica novecentesca è finita. Si apre una nuova fase che non può basarsi solo sul reset delle vecchie ideologie.
    Se è vero che il tempo presente non è tempo di grande produzione culturale, è però anche vero che il peso specifico della cultura residua è vistosamente cresciuto. Rarefacendosi l’atmosfera culturale, cultura e politica sono sempre più a ridosso e la prima esercita un peso crescente sulla seconda.

    La Fondazione è un luogo di dibattito e di confronto. Fornisce strumenti di comunicazione per aggregare la componente liberale presente tanto nell’area laica quanto nell’area cattolica. Grande è la nostra attenzione nei confronti di tutti coloro che, pur appartenendo alla storia culturale e civile di molti di noi, sono ancora incerti nella ambiguità della politica italiana dei nostri giorni. Rispettosa ma netta è invece la nostra contrapposizione all’area della sinistra.

    La Fondazione propone un progetto a medio e lungo termine, aperto nella scelta dei temi da affrontare. Questo lavoro non darebbe apprezzabili frutti se non avesse alle spalle una ben definita area politica. Nell’attuale fase bipolare della democrazia italiana è aperta la nostra simpatia per il polo di centro-destra che più compiutamente rappresenta la tradizione liberale e cristiano-liberale e più coerentemente si collega alle forze politiche che, in tutta Europa, sono alternative a quel che resta dell’ideologia socialista.

    La Fondazione progetta le sue attività secondo un misto equilibrato di dottrina e prassi. Il limite della dottrina italiana è infatti quello di essere spesso stata astratta e dogmatica. Il limite della prassi è quello di basarsi su di una limitata conoscenza dei meccanismi generali di funzionamento della società. La Fondazione è il luogo in cui si crea un “mercato comune” tra teoria e prassi: teoria temprata e sperimentata dalla prassi. E viceversa.

    La chiarezza di posizione non vuol dire confusione di ruoli con la politica. E tuttavia la politica che si fa nei partiti e nelle istituzioni non ha sempre tempo per riflettere e per sperimentare. Raramente c’è spazio per esercitare un libero confronto con idee e proposte diverse. La politica ha infatti il vincolo doveroso della responsabilità verso il Paese anche quando vorrebbe avanzare idee innovative non ancora mature o accettate.
    La Fondazione ha invece il tempo e lo spazio necessari: nessuno le pone vincoli che non siano quelli della coerenza con la propria matrice ideale e civile. Res Publica ha il compito di preparare e formare al momento dell’azione politica partendo da una chiara impostazione dei valori, con autonomia ma non con disimpegno intellettualistico.

    La Fondazione, nella sua libertà, è nella condizione per servire la politica. Lo fa ponendosi il vincolo di una indipendenza che si conquista con la serietà scientifica dei contenuti e con il rigore del modo di operare.

    L’attività scientifica della Fondazione

    La Fondazione promuove la diffusione della cultura politica con un’azione di sensibilizzazione rivolta alle diverse realtà culturali, sociali ed economiche, collaborando con le università, gli ordini professionali, le associazioni di categoria. Inoltre, la Fondazione realizza progetti operativi in grado di dare risposte e soluzioni ai piccoli e ai grandi problemi di tutti i cittadini.
    I risultati delle ricerche, sia resi disponibili online, sia pubblicati in rapporti e volumi, vengono presentati tanto in seminari rivolti agli specialisti, quanto in convegni aperti al pubblico.

    I rapporti con le altre Fondazioni

    Per noi la dimensione europea ed internazionale ha un valore fondamentale proprio per la costruzione della nuova Res Publica del nostro Paese. Per quanto riguarda le relazioni internazionali la Fondazione ha creato rapporti di lavoro di carattere permanente con analoghe istituzioni europee ed americane.

    Res Publica è inoltre partner di European Ideas Network, la rete delle fondazioni e think tank sostenuta dal gruppo del Partito Popolare Europeo – Democratici Europei (Ppe-De) del Parlamento Europeo.


    http://www.fondazionerespublica.org/
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:04

  10. #10
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla scoperta del Popolo della Libertà

    FREE FOUNDATION


    FreeFoundation e’ una vera officina delle idee e di cultura popolare alternativa alla sinistra, la sua attività editoriale ha prodotto con libero (24 manuali di conversazione politica), con “il giornale” (2 manuali di politica tascabile) e uno con panorama per un totale di 27 pubblicazioni in due anni)

    Nasce a Roma nel 2000

    Orientata verso le tematiche economiche e politiche

    Presieduta in origine dal ministro Renato Brunetta e dal ministro Franco Frattini

    La Fondazione, diretta e presieduta da Renato Brunetta, fino al momento della sua nomina a ministro, è uno strumento di servizio rivolto a quanti in Italia operano per promuovere una moderna economia di mercato, nel quadro di uno stato autorevole e leggero, ispirato ai principi di sussidiarietà e federalismo


    http://www.freefoundation.com/
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 15:03

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Popolo della Libertà: fedeli alla linea
    Di UgoDePayens nel forum Conservatorismo
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 02-05-10, 10:32
  2. Commenti alla costituente del Popolo della Libertà
    Di Ronnie nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 23-04-08, 19:40
  3. Commenti alla costituente del Popolo della Libertà
    Di Templares nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 74
    Ultimo Messaggio: 05-04-08, 23:29
  4. Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 04-04-08, 00:46
  5. Commenti di BNI alla costituzione del Popolo della Libertà su Camera
    Di C@scista nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 01-04-08, 15:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito