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    Post salute e destino della Stirpe

    brano tratto dal discorso di Benito Mussolini alla Camera del 27 maggio 1927, conosciuto come "Discorso dell'Ascensione".

    Commento: a differenza dei politicanti di oggi che se ne strafregano della Sirpe italiana, che lasciano allegramente indebolire ed inquinare da elementi allogeni, Mussolini affrontava a viso aperto i problemi sociali e geopolitici della salute e del destino degli italiani.

    -----------------------

    Bisogna [...] vigilare il destino della razza, bisogna curare la razza, a cominciare dalla maternità e dall'infanzia. A questo tende l'Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia, voluta dall'onorevole Federzoni (e non è questo uno dei suoi ultimi meriti durante il suo passaggio al ministero dell'Interno); Opera nazionale che oggi è diretta, con un fervore che ha dell'apostolato, dal nostro collega Blanc. Fatta la legge, organizzata l'Opera per la Maternità e l'Infanzia nel suo Comitato centrale, - che era troppo numeroso, ragione per cui venne sciolto, - e nei suoi Comitati provinciali, bisogna finanziare quest'Opera.

    Esistono nel paese 5.700 istituzioni che si occupano della maternità e dell'infanzia, ma non hanno denaro sufficente.

    Di qui la tassa sui celibi, alla quale forse in un lontano domani potrebbe fare seguito la tassa sui matrimoni infecondi. Questa tassa dà dai 40 ai 50 milioni; ma voi credete realmente che io abbia voluto questa tassa soltanto a questo scopo? Ho approfittato di questa tassa per dare una frustata demografica alla Nazione. Questo vi può sorprendere; qualcuno di voi può dire: «Ma come, ce n'era bisogno?» Ce n'è bisogno. Qualche inintelligente dice: «Siamo in troppi». Gli intelligenti rispondono: «Siamo in pochi». Affermo che, dato non fondamentale ma pregiudiziale della potenza politica, e quindi economica e morale delle Nazioni, è la loro potenza demografica. Parliamoci chiaro: che cosa sono 40 milioni d'Italiani di fronte a 90 milioni di Tedeschi e a 200 milioni di Slavi? Volgiamoci a Occidente: che cosa sono 40 milioni di Italiani di fronte a 40 milioni di Francesi, più i 90 milioni di abitanti delle Colonie, o di fronte ai 46 milioni di Inglesi, più i 450 milioni che stanno nelle Colonie?

    Signori, l'Italia, per contare qualche cosa, deve affacciarsi sulla soglia della seconda metà di questo secolo con una popolazione non inferiore ai 60 milioni di abitanti. Voi direte: Come vivranno nel territorio? Lo stesso ragionamento, molto probabilmente, si faceva nel 1815, quando in Italia vivevano soltanto 16 milioni di Italiani. Forse anche allora si credeva impossibile che nello stesso territorio avessero potuto trovare, con un livello di vita infinitamente superiore, alloggio e nutrimento i 40 milioni di Italiani di oggidì. Da cinque anni noi andiamo dicendo che la popolazione italiana straripa. Non è vero! Il fiume non straripa più, sta rientrando abbastanza rapidamente nel suo alveo.

    Tutte le Nazioni e tutti gli imperi hanno sentito il morso della loro decadenza, quando hanno visto diminuire il numero delle loro nascite. Che cosa è la pace romana di Augusto? La pace romana di Augusto è una facciata brillante, dietro la quale già fermentavano i segni della decadenza. Ed in tutto l'ultimo secolo della seconda Repubblica, da Giulio Cesare, che mandò i suoi legionari muniti di tre figli nelle terre fertili del Mezzogiorno, alle leggi di Augusto, agli ordines maritandi, l'angoscia è evidente. Fino a Traiano tutta la storia di Roma, nell'ultimo secolo della Repubblica e dal primo al terzo secolo dell'Impero è dominata da questa angoscia: l'Impero non si teneva più, perché doveva farsi difendere dai mercenari.

    Problema: queste leggi sono efficaci? Queste leggi sono efficaci, se sono tempestive. Le leggi sono come le medicine: date ad un organismo che è ancora capace di qualche reazione, giovano; date ad un organismo vicino alla decomposizione, ne affrettano, per le loro congestioni fatali, la fine. Non si può discutere se le leggi di Augusto abbiano avuto efficacia. Tacito diceva di no; Bertillon, dopo 20 secoli, diceva di sì, in un suo libro molto interessante, dedicato allo spopolamento della Francia. Comunque, sta di fatto che il destino delle Nazioni è legato alla loro potenza demografica. Quand'è che la Francia domina il mondo? Quando poche famiglie di baroni normanni erano così numerose che bastavano a comporre un esercito. Quando, durante il periodo brillante della Monarchia, la Francia aveva questa orgogliosa divisa: «Égale à plusieurs» e quando, accanto ai 25 o 30 milioni di Francesi, non c'erano che pochi milioni di Tedeschi, pochi milioni di Italiani, pochi milioni di Spagnoli. Se vogliamo intendere qualche cosa di quello che è successo negli ultimi 50 anni di storia europea, dobbiamo pensare che la Francia, dal '70 ad oggi è aumentata di 2 milioni di abitanti, la Germania di 24, l'Italia di 16.

    Andiamo ancora nel profondo di questo problema che mi interessa. Qualcuno ritiene, - altro luogo comune che oggi si demolisce, - che la Francia sia la Nazione a più basso livello demografico che vi sia in Europa. Non è vero. La Francia si è stabilizzata sul 18 per mille di natalità da circa 15 anni. Non solo, ma in certi dipartimenti francesi vi è un risveglio della natalità. La nazione che tiene il primato in questa triste faccenda è la Svezia, che è al 17 per 1000, mentre la Danimarca è al 21, la Norvegia al 19 e la Germania è in piena decadenza demografica; dal 35 per 1000, è discesa al 20. Mancano due punti e sarà al livello della Francia.

    Anche l'Inghilterra non è in condizioni brillanti. Nel 1926 il suo livello di natalità è stato il più basso d'Europa: 16,7 per 1000. Delle nazioni europee, quella che tiene la palma è la Bulgaria, coi 40 per 1000, poi vengono altre nazioni con livelli diversi, e finalmente vale la pena di occuparsi d'Italia. Il quinquennio di massima natalità fu tra il 1881 e il 1885, con 38 nati vivi su 1000; il massimo fu nel 1886, con 39. Da allora siamo andati discendendo, cioè dal 39 a 35 per 1000 siamo discesi oggi al 27. È vero che di altrettanto sono diminuite le morti; ma l'ideale sarebbe: massimo di natalità, minimo di mortalità. Molte regioni d'Italia sono già al disotto del 27 per 1000. Le regioni che stanno al disopra sono la Basilicata, ed io le tributo il mio plauso sincero, perché essa dimostra la sua virtù e la sua forza. Evidentemente la Basilicata non è ancora sufficientemente infetta da tutte le correnti perniciose della civiltà contemporanea. Vengono poi la Puglia, la Sardegna, le Marche, l'Umbria, il Lazio. Ma le regioni che si tengono sul 27 per 1000 sono l'Emilia e la Sicilia; al disotto la Lombardia, la Toscana, il Piemonte, la Liguria, le Venezie Tridentina e Giulia.

  2. #2
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    Mi commuovo nel sentire questi discorsi! Davvero!
    In un'Italia che sta andando verso il tramonto della sua storia, delle sue tradizioni, della sua essenza come popolo e razza europea... un uomo così non c'è! Di un uomo così c'è bisogno urgente, di qualcuno che affronti chiaro e deciso il compito di salvaguardare il futuro dei Nostri bambini e delle generazioni future affinchè trovino un'Italia da proteggere, di cui esser fieri, di cui sentirsi veramente parte come figli e discepoli!

    Ma oggi... nell'orgia delle culture e delle identità che si annientano a vicenda, queste parole suonano folli, razziste, finte, inutili.
    Oggi... solo Noi possiamo difendere queste parole affinchè il sole ritorni a splendere, affinchè i Nostri figli abbiano la rivoluzione Italiana che meritano!

    Camerati... a Noi!

  3. #3
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    gli islamocomunisti del forum accusano chi usa le stesse argomentazioni usate dal DUCE in questo suo discorso, di essere un clericoreazionario.
    Ora che possono leggere che questi argomenti non sono inventiva nostra, ma erano il fulcro della politica del DUCE (mi sa che ignoravano questo celebre discorso) cosa diranno? Che il Duce era clericoreazionario?

    Aspettiamo le loro risposte.

    Nel frattempo come ho avuto già modo di spiegare, per me non è importante ACCRESCERE la popolazione numericamente, bensì RINGIOVANIRLA.
    Siamo la popolazione con l'età media più alta, addirittura in alcuni comuni in provincia di Brescia ho letto che non vi sono figli da più di 20 anni.
    Ci apprestiamo a divenire un paese popolato dal 90% da ultra 70enni. Ciò è un suicidio perché con tale invecchiamento dovranno gioco forza entrare nelle forze dell'ordine, forze armate, vigili del fuoco, ospedali... gli allogeni.
    E non solo... il problema è anche di ordine pubblico.
    Con una popolazione via via più vecchia gli allogeni saranno sempre più arroganti.

    Un esempio che mi capita proprio sotto mano...
    qualche giorno addietro un gruppuscolo di albanesi ha tentato (fortunatamente non riuscito) di derubare la casa di una signora a qualche isolato dal mio.
    Tra l'altro questa signora si dice che sia poverissima, ma gli albanesi hanno colpito lei perché dopo aver studiato il territorio si erano avveduti che fosse una vecchietta indifesa (fortuna che grazie all'aiuto di passanti si è riuscito a sventare il furto).
    Oppure alla fermata dell'autobus...
    vidi che vi era un negro che adocchiava una ragazza...
    prima c'erano dei giovani e il negraccio si guardava bene dal molestarla...
    ma poi quando andammo tutti via e la ragazza era rimasta solo con degli anziani, vidi dall'autobus che il negro subito attaccò bottone.
    Questo perché quando si vedono circondati da vecchi deboli si sentono padroni di casa.

    Servono GIOVANI GIOVANI GIOVANI!

  4. #4
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    Una seria politica demografica non può che andare a braccetto con l'edificazione di uno Stato sociale forte che sostenga le famiglie ed incentivi il fare figli.
    Per caso adesso c'è in Italia un'istituzione che si possa paragonare minimamente all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia?
    Affrontare il problema della denatalità degli italiani non può prescindere da un'analisi delle cause prime del fenomeno.

    Giampaolo Cufino
    Giampaolo Cufino

  5. #5
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    Contrarissimo ad ogni politica demografica.
    L'Italia coi suoi 57 e passa milioni di abitanti è sovrappopolata e, in un paese con un forte tasso di disoccupazione e non tanto elevato benessere economico nelle fasce medio basse, fare più figli non migliora le cose, ma le peggiora. Al massimo si potrebbe fare una politica demografica mirata, ad esempio dando aiuti nelle regioni/provincie/comuni che si stanno spopolando seriamente. Ma vi prego, non andate a Portici (11.000 ab./Km²) a dire che devono fare più figli. Per il resto non credo che l'Italia sia in crisi demografica ma che, al contrario e fortunatamente, stia raggiungengo una densità ottimale.

  6. #6
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    Certo, aspettiamo i figli degli immigrati.
    Se no, come si fa?

    Eheheh...
    -----------------------------------------------
    Mne's toboy Horosho (Haiducii)

    Na menya ty ne serdis', nare nare na na
    Uhodit' ne toropis' nare nare na na
    Na sekundu zaderzhis' nare nare na na
    Mne s toboyu zashibis' nare nare na na
    Nare nare na na…

    Ha ha, ha ha, ha ha
    Ha ha, ha ha, ha ha...


    Ne govori "Net", ne govori "Da"
    Ya poteryat' tebya boyus' navsegda
    Ty nuzhna tak, mal'chishka mne
    S toboyu robkoyu na nezhnom pleche

    Znakomy my, tol’ko pyt’ minut
    A ty molchish', skraesh' kak tebya zovut
    Vsyu zhizn' iskal, i vot nashel
    molchish’ tu kotoroj **** ***

    Na menya ty ne serdis', nare nare na na
    Uhodit' ne toropis' nare nare na na
    Na sekundu zaderzhis' nare nare na na
    Mne s toboyu zashibis' nare nare na na (x2)

    Nare nare na na...

    Ha ha, ha ha, ha ha
    Ha ha, ha ha, ha ha...

    Ne govori "Net", ne govori "Da"
    Vljubilsya kak devchonka ya v tvoi glaza
    Chitaju v nih takoj prostoj otvet
    So mnoj obtshat’sya u tebja zhelaniya net

    Ya ne ochu, tebja teryat’
    Lyubov’ moyu smogu tebe ya dokazat’
    I ni na shag, ne otojdu
    ya tselyh pyat’ minut tebya uzhe lyublyu


    Na menya ty ne serdis', nare nare na na
    Uhodit' ne toropis' nare nare na na
    Na sekundu zaderzhis' nare nare na na
    Mne s toboyu zashibis' nare nare na na (x2)

    Nare nare na na...

    Ha ha, ha ha, ha ha
    Ha ha, ha ha, ha ha...

  7. #7
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    concordo con Drieu, non è necessaria un'ulteriore espansione demografica (al max si possono raggiungere i 70 milioni, dopo si dovrebbe far emigrare tutto l'eccedente), ma è urgentemente necessario un ringiovanimento della Stirpe.

    Le nobili e forti parole di Mussolini sono un monito ed un esempio per questa miserabile classe politica che ci governa immemore delle nostre radici, cieca di fronte al Destino e fredda di fronte ai problemi della Stirpe.

    La meta principale di ogni politico degno di tal nome dovrebbe essere quella di preservare e rafforzare la Nazione, non di distruggerla o lasciarla perire.

    saluti

  8. #8
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    Predefinito Re: salute e destino della Stirpe

    In origine postato da Felix
    brano tratto dal discorso di Benito Mussolini alla Camera del 27 maggio 1927, conosciuto come "Discorso dell'Ascensione".

    Commento: a differenza dei politicanti di oggi che se ne strafregano della Sirpe italiana, che lasciano allegramente indebolire ed inquinare da elementi allogeni, Mussolini affrontava a viso aperto i problemi sociali e geopolitici della salute e del destino degli italiani.

    -----------------------

    Bisogna [...] vigilare il destino della razza, bisogna curare la razza, a cominciare dalla maternità e dall'infanzia. A questo tende l'Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia, voluta dall'onorevole Federzoni (e non è questo uno dei suoi ultimi meriti durante il suo passaggio al ministero dell'Interno); Opera nazionale che oggi è diretta, con un fervore che ha dell'apostolato, dal nostro collega Blanc. Fatta la legge, organizzata l'Opera per la Maternità e l'Infanzia nel suo Comitato centrale, - che era troppo numeroso, ragione per cui venne sciolto, - e nei suoi Comitati provinciali, bisogna finanziare quest'Opera.

    Esistono nel paese 5.700 istituzioni che si occupano della maternità e dell'infanzia, ma non hanno denaro sufficente.

    Di qui la tassa sui celibi, alla quale forse in un lontano domani potrebbe fare seguito la tassa sui matrimoni infecondi. Questa tassa dà dai 40 ai 50 milioni; ma voi credete realmente che io abbia voluto questa tassa soltanto a questo scopo? Ho approfittato di questa tassa per dare una frustata demografica alla Nazione. Questo vi può sorprendere; qualcuno di voi può dire: «Ma come, ce n'era bisogno?» Ce n'è bisogno. Qualche inintelligente dice: «Siamo in troppi». Gli intelligenti rispondono: «Siamo in pochi». Affermo che, dato non fondamentale ma pregiudiziale della potenza politica, e quindi economica e morale delle Nazioni, è la loro potenza demografica. Parliamoci chiaro: che cosa sono 40 milioni d'Italiani di fronte a 90 milioni di Tedeschi e a 200 milioni di Slavi? Volgiamoci a Occidente: che cosa sono 40 milioni di Italiani di fronte a 40 milioni di Francesi, più i 90 milioni di abitanti delle Colonie, o di fronte ai 46 milioni di Inglesi, più i 450 milioni che stanno nelle Colonie?

    Signori, l'Italia, per contare qualche cosa, deve affacciarsi sulla soglia della seconda metà di questo secolo con una popolazione non inferiore ai 60 milioni di abitanti. Voi direte: Come vivranno nel territorio? Lo stesso ragionamento, molto probabilmente, si faceva nel 1815, quando in Italia vivevano soltanto 16 milioni di Italiani. Forse anche allora si credeva impossibile che nello stesso territorio avessero potuto trovare, con un livello di vita infinitamente superiore, alloggio e nutrimento i 40 milioni di Italiani di oggidì. Da cinque anni noi andiamo dicendo che la popolazione italiana straripa. Non è vero! Il fiume non straripa più, sta rientrando abbastanza rapidamente nel suo alveo.

    Tutte le Nazioni e tutti gli imperi hanno sentito il morso della loro decadenza, quando hanno visto diminuire il numero delle loro nascite. Che cosa è la pace romana di Augusto? La pace romana di Augusto è una facciata brillante, dietro la quale già fermentavano i segni della decadenza. Ed in tutto l'ultimo secolo della seconda Repubblica, da Giulio Cesare, che mandò i suoi legionari muniti di tre figli nelle terre fertili del Mezzogiorno, alle leggi di Augusto, agli ordines maritandi, l'angoscia è evidente. Fino a Traiano tutta la storia di Roma, nell'ultimo secolo della Repubblica e dal primo al terzo secolo dell'Impero è dominata da questa angoscia: l'Impero non si teneva più, perché doveva farsi difendere dai mercenari.

    Problema: queste leggi sono efficaci? Queste leggi sono efficaci, se sono tempestive. Le leggi sono come le medicine: date ad un organismo che è ancora capace di qualche reazione, giovano; date ad un organismo vicino alla decomposizione, ne affrettano, per le loro congestioni fatali, la fine. Non si può discutere se le leggi di Augusto abbiano avuto efficacia. Tacito diceva di no; Bertillon, dopo 20 secoli, diceva di sì, in un suo libro molto interessante, dedicato allo spopolamento della Francia. Comunque, sta di fatto che il destino delle Nazioni è legato alla loro potenza demografica. Quand'è che la Francia domina il mondo? Quando poche famiglie di baroni normanni erano così numerose che bastavano a comporre un esercito. Quando, durante il periodo brillante della Monarchia, la Francia aveva questa orgogliosa divisa: «Égale à plusieurs» e quando, accanto ai 25 o 30 milioni di Francesi, non c'erano che pochi milioni di Tedeschi, pochi milioni di Italiani, pochi milioni di Spagnoli. Se vogliamo intendere qualche cosa di quello che è successo negli ultimi 50 anni di storia europea, dobbiamo pensare che la Francia, dal '70 ad oggi è aumentata di 2 milioni di abitanti, la Germania di 24, l'Italia di 16.

    Andiamo ancora nel profondo di questo problema che mi interessa. Qualcuno ritiene, - altro luogo comune che oggi si demolisce, - che la Francia sia la Nazione a più basso livello demografico che vi sia in Europa. Non è vero. La Francia si è stabilizzata sul 18 per mille di natalità da circa 15 anni. Non solo, ma in certi dipartimenti francesi vi è un risveglio della natalità. La nazione che tiene il primato in questa triste faccenda è la Svezia, che è al 17 per 1000, mentre la Danimarca è al 21, la Norvegia al 19 e la Germania è in piena decadenza demografica; dal 35 per 1000, è discesa al 20. Mancano due punti e sarà al livello della Francia.

    Anche l'Inghilterra non è in condizioni brillanti. Nel 1926 il suo livello di natalità è stato il più basso d'Europa: 16,7 per 1000. Delle nazioni europee, quella che tiene la palma è la Bulgaria, coi 40 per 1000, poi vengono altre nazioni con livelli diversi, e finalmente vale la pena di occuparsi d'Italia. Il quinquennio di massima natalità fu tra il 1881 e il 1885, con 38 nati vivi su 1000; il massimo fu nel 1886, con 39. Da allora siamo andati discendendo, cioè dal 39 a 35 per 1000 siamo discesi oggi al 27. È vero che di altrettanto sono diminuite le morti; ma l'ideale sarebbe: massimo di natalità, minimo di mortalità. Molte regioni d'Italia sono già al disotto del 27 per 1000. Le regioni che stanno al disopra sono la Basilicata, ed io le tributo il mio plauso sincero, perché essa dimostra la sua virtù e la sua forza. Evidentemente la Basilicata non è ancora sufficientemente infetta da tutte le correnti perniciose della civiltà contemporanea. Vengono poi la Puglia, la Sardegna, le Marche, l'Umbria, il Lazio. Ma le regioni che si tengono sul 27 per 1000 sono l'Emilia e la Sicilia; al disotto la Lombardia, la Toscana, il Piemonte, la Liguria, le Venezie Tridentina e Giulia.
    ONORE AL DUCE

  9. #9
    Cuore Nero
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    In origine postato da fuego
    Vero...un uomo così non c'è...
    Non c'è un uomo che in nome della salvezza della stirpe mandò a morire centinania di migliaia di connazionali, della sua stessa stirpe.
    E ridusse i suoi connazionali a un branco di straccioni affamati.

    rauss!

  10. #10
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    In origine postato da cornelio
    Una seria politica demografica non può che andare a braccetto con l'edificazione di uno Stato sociale forte che sostenga le famiglie ed incentivi il fare figli.
    Per caso adesso c'è in Italia un'istituzione che si possa paragonare minimamente all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia?
    Affrontare il problema della denatalità degli italiani non può prescindere da un'analisi delle cause prime del fenomeno.

    Giampaolo Cufino
    Indubbiamente. E' che va sradicato un intero sistema dalle sue radici, e non è certo opera facile. Certo è che se mai si comincia...
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

 

 
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