Madre romana, molti reati e un soprannome: il tagliagole
Non ha mai ucciso, ma è "il più violento del Regno"
Londra, ergastolo a un sedicenne
"Quell'italiano troppo pericoloso"
Per quattro anni non potrà uscire dal carcere
nemmeno in libertà vigilata, poi si vedrà
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Elias Cecchetti
LONDRA - In Inghilterra c'è un italiano di 16 anni che deve scontare una condanna all'ergastolo. Non è un serial-killer, non ha mai ucciso nessuno, non è stato nemmeno imputato di omicidio, eppure Scotland Yard lo considera "l'adolescente più brutale e violento del Regno". A sentirlo così potrebbe sembrare un caso che necessita l'intervento di Amnesty International o di qualche altra associazione per i diritti umani; ma i dettagli della sua storia confermano, come minimo, che è un ragazzo socialmente pericoloso. Tutti i giornali britannici hanno pubblicato ieri una sua foto in primo piano: gel sui capelli, collanina al collo, un accenno di peluria sotto il naso. Il volto apparentemente normale di un adolescente. Ma da ieri è il volto di un ergastolano.
Si chiama Elias Cecchetti: padre inglese, madre romana, di cui ha preso il cognome dopo che i genitori hanno divorziato, quando era piccolo. Dopo la separazione, la donna, in ristrettezze economiche, è tornata in Italia per qualche tempo: ma non si è trovata bene, o non ha avuto fortuna, così è rientrata in Inghilterra, stabilendosi ad Hackney, un quartiere dell'East End di Londra, cruogiolo di razze e con il più alto tasso di delinquenza giovanile di tutta la capitale. Solo, introverso, preso in giro dai compagni di scuola, vittima di episodi di bullismo: questo dicono di Elias gli schedari degli assistenti sociali con cui ha avuto, molto presto, a che fare. A 11 anni, il suo primo reato: un furtarello. A 15 anni ne ha collezionati decine: furti, rapine, minacce, risse, possesso di armi improprie, percosse, assalto a pubblico ufficiale. Entra ed esce dai carceri minorili, finché un giudice ordina che gli sia messo un bracciale elettronico per controllarlo quando non è in carcere.
Porta appunto il braccialetto quando, in un parco a nord di Londra, assale a coltellate senza motivo un'insegnante di 38 anni che stava facendo jogging. La donna subisce gravi lesioni interne, ma sopravvive. Elias fugge, ferisce un vicino di casa, va a vantarsi delle sue gesta con gli amici: "Faceva la principessa del jogging, credeva di sfuggirmi, ma l'ho sistemata". I giornali riferiscono anche che il giovane italo-inglese era orgoglioso del soprannome che s'era guadagnato: "Slasher", tagliagole. Nell'emettere la sentenza, il giudice ha deciso di rendere nota la sua identità, pur trattandosi di un minorenne: "E' un individuo pericoloso, è bene che la società sappia come si chiama", ha detto il magistrato. L'ergastolo, per lui, non significa necessariamente prigione a vita: ma il tribunale ha disposto che non possa ottenere nessuna forma di libertà vigilata prima di quattro anni.
(18 settembre 2004)
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