Parenti….serpenti
Parenti serpenti a confronto.
Nove Colonne si pregia di offrire ai propri lettori l’anticipazione di ulteriori confronti sulla scia dell’incontro tra Paolo Mieli ed Eugenio Scalfari. Trattasi di interviste e colloqui tra giganti del giornalismo già in programmazione per tutte le serate a venire di RaiSat da mettere prossimamente in commercio come Dvd in allegato dei rispettivi giornali.
Parente l’uno di Mieli, parente l’altro di Scalfari, per la durata di quattro ore e rotti di trasmissione, sulle note di Moon River, si sono confrontati Pierluigi Battista e Paolo Guzzanti. Hanno fatto il punto sul terzismo e su Via Veneto. Guzzanti ha assicurato che la sera, andando a Via Veneto, c’era di sicuro una spia del Kgb, lui l’ha vista. Battista non ha mostrato crederci perché – ha spiegato –bisogna comprendere le ragioni degli avversari, forse la povera spia andava da Mario Pannunzio a mendicare un contratto di praticantato, Guzzanti ha ribattuto che se una cosa è rossa, lui la vede rossa la cosa, comunque ha ribadito che la stima personale rimane ma Battista deve presentarsi al giudizio della commissione Mitrokhin, altro che. Non è mancata una nota di goliardia. Guzzanti, che è bravo con le imitazioni, facendo la voce di Berlusconi, ha chiamato al telefono Carlo Rossella e gli ha detto: “Caro Carlo, mi si tenga pronto. C’è qui con me il dottor Battista e abbiamo messo a puntino la situazione delle direzioni”.
Sulle note di “They can’t take that away from me” si sono messi a confronto Carlo Rossella ed Enrico Mentana. In verità non si capisce niente perché la loro conversazione viene interrotta ripetutamente da comunicati pubblicitari di Tod’s, Acqua di Parma, Ferrari, Fiat, Pirelli e perfino prosciutto San Daniele. Sulle note di “My Way” si sono incontrati i veri due assi del giornalismo, ovvero Lucia Annunziata e Marcello Sorgi. I due hanno passato in rassegna pregi e difetti della storia dell’informazione italiana. Del deposito dei pregi hanno detto di essere loro custodi, sui difetti, invece, si sono reciprocamente detti di aver individuato da tempo l’autore, ’o malamente che ha generato il cattivo giornalismo “è Gianni Riotta”.
Parenti serpenti a confronto. Sulle note di “La bella Gigogin” s’è fatto introdurre Stefano Folli, sulle note di “E la chiamano estate…”, celebre hit di Bruno Martino, s’è fatta introdurre Antonia De Mita. Il primo, è figlio spirituale di Giovanni Spadolini, la seconda, è la figlia naturale di Ciriaco De Mita. Gli epigoni di questi due padri della Repubblica, oggi tra i massimi protagonisti del giornalismo, in sette ore di registrazione hanno passato in rassegna memorie, aneddoti e storie che fanno adesso il patrimonio culturale dell’Italia migliore. A proposito di Italia migliore, non poteva mancare il confronto Claudio Magris e Piero Citati. Sulle note dei “Soldatini passano”. Per le prime tre ore non si sono guardati, alla quarta ora si sono appena sputati, a fine registrazione, infine, si sono reciprocamente mandati a quel paese e l’evento si è chiuso lì. Tra giganti, anche gli sceicchi del giornalismo a confronto. Allam versus Allam su RaiSat. Sulle disneyane note di “Grande Alì, principe Alì”, si sono sciroppati sette ore di registrazione, gareggiando sulle sure e sui Novantanove nomi di Dio, Khaled Fouad Allam e Magdi Allam. L’unica diatriba su cui si sono trovati d’accordo è che Allam è Grande.
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