Che le elezioni previste per il prossimo gennaio 2005 in Iraq siano soltanto la solita bufala demagogico-propagandistica americana, lo dimostra ciò che è già accaduto a Nassyriya alcuni giorni fa. Laggiù è stato rinnovato un fantomatico "Consiglio comunale". Le urne sono rimaste aperte 9 ore (8-17) ed è stato permesso di votare soltanto a 110.000 cittadini su 600.000 potenziali aventi diritto.
Il bizzarro metodo di attribuzione del diritto di voto, in base a quanto stabilito dalla normativa degli invasori stranieri, prevede infatti che possano votare solo 2 membri per famiglia! Oltretutto le famiglie, non esistendo più registri anagrafici, sono state individuate attraverso le "ration card" (cioè le tessere del razionamento).
E' evidente la totale mancanza dei principi basilari della "liberaldemocrazia", che dovrebbero avere la massima espressione proprio nell' esercizio di voto.
Ma del resto, di che stupirsi? Il "nuovo" Iraq sta nascendo sotto il protettorato degli Usa, il mitico "Paese della Statua della Libertà", dove per poter votare è necessario andare personalmente a registrarsi alle liste elettorali, dichiarando se si simpatizza per i "repubblicani" o per i "democratici" o per gli "indipendenti". Non a caso questo meccanismo ha permesso al fratello di Bush- governatore della Florida- di escludere, alle ultime elezioni del 2000, l' elettorato di colore antirepubblicano!
Ma torniamo a Nassyriya. Il portavoce delle truppe di occupazione italiane, da Camp Mittica, non ha fornito alcun dato certo sull' affluenza alle urne, ma ha rassicurato che è stata "buona". Quanto ai risultati dello spoglio, bisognerà aspettare ancora a lungo, una settimana o forse più...




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