Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito I fucilati ed i fucilatori della Grande Guerra

    http://www.avvenire.it/
    STORIA
    Un libro ricostruisce i numerosi casi di giustizia sommaria durante la Grande Guerra. Una pagina nera dell'esercito italiano
    Al muro, senza processo
    Militari e civili furono passati per le armi senza che le loro colpe fossero accertateSecondo gli inediti emersi dagli archivi furono almeno 300
    le esecuzioni sul campo
    Di Francesco Dal Mas
    L'altra faccia della guerra. Quella delle fucilazioni sommarie, di militari e di civili, senza nemmeno passare attraverso i pur improvvisati tribunali. Una faccia tanto più crudele per la sua "funzione pedagogica". Almeno così l'intendevano i comandi dell'esercito. Parliamo della Prima guerra mondiale e bastano poche testimonianze a confermarlo. È il 22 marzo 1917. Siamo sul Carso, nei pressi del Ciglione di Savogna d'Isonzo. Viene comandato il cambio delle truppe in trincea. Due soldati del 38° reggimento della brigata "Ravenna" vengono trovati a dormire in baracca. «Nessuno ci ha svegliati» dicono ai carabinieri dell'ispezione, che fanno rapporto. Il generale di divisione lo ascolta ed esclama: «Ebbene, siano legati ad un muricciolo e fucilati sul posto». «All'ordine di fucilazione sul posto - riferisce il capitano Alfredo Caloro, all'epoca dei fatti aiutante di campo del comandante di brigata - uno di quei due soldati, che io ricordo alla poca luce della sera, dai baffi grossi, anziano, forse della classe '78-'79, esclamò: "Ma perché, cosa ho fatto che mi volete fucilare? Ho sette figli"». Queste grida turbarono i carabinieri stessi che lo accompagnavano, per cui ci fu un momento di perplessità. Il generale di divisione - racconta sempre Caloro - in questo momento di perplessità disse: «Avete sentito, carabinieri, fate finire questo cicaleccio (testuale); siano fucilati e subito, gli ordini sono ordini». Partirono allora dei colpi all'impazzata contro questi due soldati. Questi colpi erano seguiti da grida di dolore atrocissime». Tribunali? Processi? Zero.
    Idersko, 4 giugno 1915. Per atti ostili contro la forza di occupazione, vengono fucilati 6 civili. Tutti di nazionalità slovena. Alcuni riescono a scampare all'esecuzione, ma vengono condotti a Caporetto e da qui a Cividale, dove sono giudicati da un tribunale miliare che, non riuscendo a dimostrare la loro colpa, li assolve. Non tornano, però, al loro paese: vengono deportati in Sardegna, qualcuno anche a Li pari. È la sorte, per esempio, di Ivan Ruta, residente a Nero. Che muore in esilio per le privazioni cui sono sottoposti i confinati. I sei figli di Ivan, dal canto loro, muoiono di stenti. La famiglia era stata smembrata: non solo Ivan, ma anche suo padre ed un fratello furono deportati in Sardegna.
    Di testimonianze come queste è ricco il libro di Marco Pluviano e Irene Guerrini, Le fucilazioni sommarie nella Prima guerra mondiale (pagine 320, euro 15,00), edito da Gaspari con prefazione di Giorgio Rochat. Una documentazione inedita raccolta nell'archivio dell'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito e nell'archivio centrale dello Stato. Decisiva la relazione sulle esecuzioni predisposta nel 1919 dall'avvocato generale militare Donato Tommasi, su incarico del mnistero della Guerra. «Il risultato di queste ricerche - fa sintesi Rochat - è un totale di circa trecento fucilati sul campo, in circostanze diverse, talora in chiara violazione delle pur ampie istruzioni di Cadorna. In tempo di guerra la vita dei soldati valeva ben poco. Il totale dei soldati italiani fucilati nella Grande guerra sale così ad oltre mille, 750 per condanne dei tribunali, trecento senza processo per mano dei loro ufficiali. Sarebbero da aggiungere i soldati abbattuti nel vivo dei combattimenti, secondo i draconiani ordini di Cadorna» Ma perché le fucilazioni sommarie sono passate in second'ordine? «Cosa sono alcune centinaia di soldati fucilati senza processo e 750 giustiziati a seguito di sentenza - si chiedono, con ironica amarezza, Marco Pluviano e Irene Guerrini - se confrontati con la cifra mostruosa dei circa 650 mila militari italiani morti e dei cinque milioni e mezzo di uomini mobilitati?».
    Già il 24 maggio del 1915 Luigi Cadorna stabilisce le direttive della repressione degli eventuali fenomeni di indisciplina, Repressione che deve ispirarsi anche a una «salutare esemplarità». Cadorna è infatti convinto che «la disciplina è la fiamma spirituale della vittoria», ovvero c he «vincono le truppe più disciplinate, non le meglio istruite». Perfino Cadorna, nel '17, sembra pentirsene. «Oggi faccio la terza e più energica protesta contro la debole politica interna - scrive in una lettera privata - che permette le sobillazioni lasciando poi a me la piacevole cura di far fucilare (...). Io non ho nessuna voglia di fare il Nerone. È una vergogna». La severità dei tribunali, tra l'altro, non si limitò, come puntualizzano Pluviano e Guerirni, all'erogazione della pena di morte (729 fucilazioni in Italia, contro le 600 della Francia, le 330 della Gran Bretagna, le 55 della Germania). I militari rinviati a giudizio furono 262.481 e il 63 per cento subì una condanna. Furono comminati 15.345 ergastoli, dei quali 15.096 per diserzione.
    Prosit


  2. #2
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    Predefinito Decimazioni.guerra 15-18

    Un bel libro da leggere e':

    UN ANNO SULL' ALTIPIANO di Emilio Lussu.


    PS: Un mio zio mi testimonio' ujna decimazione che lo aveva schivato inquanto lui non era il nr 10 nella conta,
    .

    I soldati venivano schierati e i nr 10 o multipli veniva passati per le armi come ammonizione agli altri nel caso di rifiuti ad avanzare sotto il fuoco nemico. codardia collettiva etc.etc.Tutto a discrezione degli ufficiali.

    Un bel film al riguardo e': ORIZZONTI DI GLORIA con Kirk Douglas
    regia di Stanley Kubrick.

  3. #3
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    Predefinito Re: Decimazioni.guerra 15-18

    In Origine postato da Ferruccio
    Un bel libro da leggere e':

    UN ANNO SULL' ALTIPIANO di Emilio Lussu.


    Cui si ispiro' F. Rosi per il suo "Uomini Contro" del 1970. Agghiacciante il modo in cui gli ufficiali sanzionano la fucilazione, manuale alla mano, disquisendo se si fosse "di fronte al nemico" o "in presenza del nemico".
    una democrazia GOVERNA la paura. Un regime la DIFFONDE

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Decimazioni.guerra 15-18

    In Origine postato da maurinal
    Cui si ispiro' F. Rosi per il suo "Uomini Contro" del 1970. Agghiacciante il modo in cui gli ufficiali sanzionano la fucilazione, manuale alla mano, disquisendo se si fosse "di fronte al nemico" o "in presenza del nemico".
    Di generale Leone come descritto nel libro e nel film nell'Esercito Italiano ve ne erano parecchi.

    Da ragazzo la guida alpina Sepp Innerkofler di Sesto di Pusteria
    presente il 26 Maggio ai primi attacchin di fanteria italiana dalla forcella Lavaredo mi riferi' che suo padre gli disse dopo il macello che ne era seguito : gli italiani sono comandati da dei pazzi criminali.

    Tre attacchi italiani senza preparazione di artiglieria e totalmente allo scoperto che loro gli austriaci avevano falciato inesorabilmente ma inorriditi di tale disprezzo del comando italiano per la vita dei suoi soldati mandati allo sbaraglio.
    ----------------
    Decimazione. tutti in fila: uno , due , tre ,.quatto ,cinque ( il cinque fuori ! ) - sei , sette, otto, nove , dieci ( il dieci fuori ) e via cosi'.

    so anch'io che dopo ci fu Caporetto ! I generali piemontesi avevano distrutto l'esercito italianio, non gli austriaci !

  5. #5
    a mia insaputa
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    Predefinito segnalo.

    Di particolare interesse anche
    LA FUCILAZIONE DELL'ALPINO ORTIS.
    Ed. Mursia



    Se vedòm!
    Se vedòm!

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Decimazioni.guerra 15-18

    [i]In Origine postato da Ferruccio
    so anch'io che dopo ci fu Caporetto ! I generali piemontesi avevano distrutto l'esercito italianio, non gli austriaci ! [/B]



    c'hai ragione, purtroppo
    Prosit


 

 

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