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Discussione: C'è uno .....

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    Predefinito C'è uno .....

    .....Chirac che dice qualcosa di umanitario, ma poi non lo fa

    Parigi. Lunedì, alla vigilia del dibattito annuale dell’Assemblea generale dell’Onu, il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac ha partecipato a New York alla presentazione del rapporto della Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione, voluto dall’Organizzazione internazionale del lavoro, e alla conferenza sull’Azione contro la fame e la povertà, coordinata dal leader brasiliano Lula da Silva e sostenuta, oltre che da Chirac, dal Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, dallo spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero e dal cileno Ricardo Lagos.
    In queste riunioni, alle quali hanno partecipato i capi di Stato di una cinquantina di paesi, si è discusso della necessità di trovare ogni anno 50 miliardi di dollari da destinare ai paesi in via di sviluppo, rispettando così gli obiettivi del summit del Millenio, tenutosi nel 2000.
    In quell’occasione la comunità internazionale si era fissata l’obiettivo di diminuire in modo consistente entro il 2015 la povertà, la fame, l’ignoranza, la malattia, la discriminazione delle donne e la distruzione dell’ambiente. Per ottenere l’aiuto economico la controparte, i dirigenti dei paesi poveri, dovevano impegnarsi a garantire una buona “governance”.
    A New York, Chirac ne ha approfittato per vestire i panni di portavoce dei diseredati del mondo:
    “L’egoismo si paga con la rivolta degli uomini. Senza aspettare che sia troppo tardi, troviamo nuovi equilibri tra il capitale e il lavoro”.
    Al di là delle parole c’è la realtà, e Lula ha proposto l’eliminazione delle sovvenzioni all’agricoltura nei paesi ricchi e una tassa sulla vendita d’armi.
    Ma su questo Chirac non è d’accordo, e si capisce, perché in Europa la Francia è il paese che più beneficia delle sovvenzioni all’agricoltura, e perchè nel palmares dei paesi esportatori di armi la Francia è al terzo posto dietro a Stati Uniti e Russia. Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2001 ha esportato armi nei paesi africani, Maghreb compreso, per un valore superiore ai 230 milioni di euro (nello stesso periodo e negli stessi paesi l’Italia ha esportato armi per meno di 13 milioni di euro).
    La Francia ha quindi preferito presentare un proprio rapporto che sostiene in particolare il principio di una tassa internazionale, una specie di Tobin tax cara ai no-global.
    Sarà un caso, ma non sono soltanto gli Stati Uniti a opporsi, ma anche la maggior parte dei paesi europei e in particolare Danimarca, Norvegia, Lussemburgo e Olanda, che rispettano l’impegno di riservare al sostegno dei paesi in via di sviluppo lo 0,7 per cento del proprio pil, mentre la virtuosa Francia di Chirac ha previsto di raggiungere quell’obiettivo solamente nel 2012.
    La solita retorica di Chirac, che sembra non tener conto che se i paesi in via di sviluppo potessero competere sui mercati ora chiusi avrebbero la possibilità di aumentare la loro presenza nel commercio internazionale e sarebbe sufficiente un aumento del 5 per cento di questa per generare redditi per 350 miliardi di dollari. Il rapporto voluto da Chirac spiega che “da più di 50 anni tutte le grandi esperienze di sviluppo economico si sono fatte sulla base di un’espansione delle esportazioni. Al contrario, non ci sono esempi di paesi che siano usciti dal sottosviluppo senza penetrare nei mercati e senza appoggiarvisi”.
    Se all’appello mancano 50 miliardi è perché la maggior parte dei paesi donatori non intende ripetere gli errori del passato.
    Tra i numerosi commenti che sulla stampa francese fanno dell’ironia sul “terzomondismo” di Chirac, uno dei più velenosi è quello di Libération, che in un articolo di ieri mostra il modo in qui oggi vengono utilizzati i fondi per gli aiuti.
    In questo caso si tratta di un ospedale costruito in Burkina Faso. Medici chirurghi del paese hanno ricevuto la formazione necessaria ma sono rimasti in Europa, dove ora lavorano in cliniche private.

    Gianluca Arrigoni su il Foglio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    ....un Bush che fa qualcosa di umanitario, ma nessuno lo dice

    Bush da tempo ha dichiarato guerra non solo al terrorismo ma anche all’Aids, per liberare dalla schiavitù della malattia 45 milioni di persone.
    Ora sono arrivati i primi dati ufficiali del suo impegno.
    Una relazione ancora parziale, presentata al Congresso, ha svelato che la Casa Bianca, attraverso le sue agenzie federali, ha già curato con i nuovi farmaci antiretrovirali 25 mila persone malate di Aids in 6 paesi dell’Africa sub sahariana e in Guyana, Haiti e Vietnam.
    A giorni il rapporto completo renderà noto il numero totale dei sieropositivi curati in altri sei paesi africani.
    La diffusione dei farmaci antiretrovirali non è l’unico obiettivo dell’ambizioso “Piano d’emergenza per il soccorso Aids” di Bush, che in cinque anni costerà 15 miliardi di dollari ai contribuenti americani.
    Entro giugno 2005 saranno 200 mila i malati che riceveranno direttamente da Washington, oppure attraverso università o associazioni non governative, i farmaci anti Aids, mentre nei prossimi anni il programma beneficierà due milioni di persone, finanzierà la prevenzione per sette milioni di africani e l’assistenza per dieci milioni di orfani di genitori uccisi dal virus. Bush ha presentato il piano al recente G8 di Savannah, in Georgia.
    Il commento di Vittorio Agnoletto, leader no-global-no-Aids-no-tutto-purché-sia-no-America, è stato: si tratta di “briciole di elemosina al posto di diritti” e di “qualche medicinale gratis per i governi consenzienti in cambio della difesa degli interessi delle multinazionali che condannano 38 milioni di persone sieropositive alla morte per non potere accedere ai farmaci”.

    Secondo: in questi giorni Bush ha presentato un piano per cancellare il cento per cento dei debiti dei paesi del Terzo Mondo. Non una parte né una quota, tutto: il cento per cento.
    Una notizia che avrebbe dovuto far scattare in piedi Lorenzo-Cancella-il-debito-Jovanotti o quantomeno il sindaco dei 2 mondi Walter Veltroni.
    Invece niente. Zero.
    La proposta di Bush va oltre il piano di riduzione del debito che di recente ha aiutato 27 paesi poveri a risparmiare 900 milioni di dollari l’anno, ma che ancora li costringe a pagarne 800 ogni dodici mesi. Il Dipartimento del Tesoro americano ha preparato la proposta cancella debito, appoggiata dal cancelliere dello Scacchiere dell’orrendo Tony Blair, per il forum multilaterale di Parigi.
    Il Tesoro ha anche aggiunto che tutti gli aiuti futuri stanziati dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale non dovranno più essere prestiti, ma sovvenzioni.
    Ieri Bush lo ha ricordato in diretta televisiva sul palco delle Nazioni Unite: i giornali lo racconteranno?
    Il Washington Post ha scritto che i paesi ricchi e le burocrazie di Fmi e Banca mondiale hanno accolto molto freddamente l’idea di Bush. In ballo ci sono miliardi di dollari e nessuno vuole rinunciarci. Bush sì. Così, alla maniera di Agnoletto, sono partite le prime critiche:
    Washington non lo fa perché ci crede, ma perché vuole migliorare la sua immagine all’estero. Altri dicono che è una misura troppo drastica, quindi ingiusta. C’è chi sostiene che l’Amministrazione americana voglia far pagare il costo alle istituzioni internazionali, mentre i francesi sospettano che sia un modo indiretto e perfido degli americani per obbligarli a rinunciare a quel debito iracheno che la Parigi-amica-dell’islam no, no, no, non vuole cancellare. Insomma, qualsiasi cosa faccia o dica Bush, anche qualcosa di sinistra, buonista e multilaterale, a spiegarlo ci deve necessariamente essere qualcosa di nascosto, un affare della Halliburton, la spartizione del mondo, l’avidità dei neocon, l’imperialismo, il petrolio o, come direbbe Agnoletto, il potere delle multinazionali.
    Terzo: l’Amministrazione Bush spende ogni anno dieci miliardi di dollari in aiuti ai paesi stranieri. Dieci miliardi di dollari ogni anno. Due anni fa, in aggiunta, Bush ha lanciato l’idea del Millenniun Challenge, un nuovo programma di finanziamenti vincolati alle politiche riformatrici che i paesi beneficiari avranno intrapreso. Bush aveva chiesto al Congresso 2 miliardi e mezzo di dollari da raddoppiare nel 2006.
    Il Senato mercoledì ha concesso soltanto la metà di quella cifra. Poco, pochissimo, diranno i critici d’Oltremare (ma solo se saranno costretti a farlo sapere).
    Loro, cioè noi, intanto finanziamo i killer di Hamas.

    Christian Rocca su il Foglio del 22 settembre

    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    In origine postato da antonio
    perche'..scusa..non bastano i bombardamenti umanitari di cui puo' menar vanto?
    ora si fa velo con la lotta all'AIDS quasi volesse farsi scusare...
    -----------------
    Alludi al "bombardamento" eseguito mirabilmente sulle Torri di N.Y?
    O a quello, più ruspante e perciò a te più gradito, fatto dalle parti delle stazioni ferroviarie madrilene?

 

 

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