Da Corrispondenza romana, l'agenzia di stampa del Centro Lepanto
POLITICA: per Fini la politica di aiuto agli oratori è dettata da principi costituzionali
(Corrispondenza romana) Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, Gianfranco Fini, invitato al Convegno nazionale dell'Azione Cattolica tenutosi a Loreto il 3 settembre scorso, ha svolto una relazione su "La funzione sociale ed educativa degli oratori".
L'organizzazione confessionale, all'interno della manifestazione, ha infatti voluto dedicare un momento di analisi all'importante legge 206 del 1 agosto 2003 con la quale lo Stato italiano riconosce il ruolo sociale degli "oratori", una legge sostenuta proprio dal Vicepremier.
L'on. Fini, nell'apertura del suo discorso ha voluto innanzitutto rimarcare la "strategia che l'Azione Cattolica va sviluppando per mettere a punto un "progetto formativo", che sia in grado di trasferire nel quotidiano "la testimonianza concreta del proprio impegno ecclesiale". Questo, per essere efficace, deve avere, secondo Fini, un momento particolarmente significativo "nel dialogo con le istituzioni, che è da sempre proprio dell'associazionismo cattolico".
Un impegno storico che ha portato il Governo, consapevole "dell'alto ruolo educativo che la Chiesa italiana ha esercitato nei secoli a favore dei giovani", a sostenere la legge n. 206 del 2003 che introduce benefici fiscali a favore degli oratori, in conseguenza della "funzione educativa e sociale" da essi svolta mediante le attività finalizzate allo sviluppo individuale e sociale di minori ed adolescenti.
Per il Vicepremier gli oratori sono veri e propri "laboratori di sperimentazione comunicativa, di dialogo, di condivisione, di grandi valori spirituali, il che costituisce senza dubbio un valore che le istituzioni devono, nel pieno rispetto del pluralismo delle coscienze, saper salvaguardare e potenziare".
Il meritato riconoscimento della funzione sociale degli oratori è importante perché consente finalmente di comprendere gli stessi tra i soggetti attivi del "sistema integrato di interventi e servizi sociali" previsti dalla legge quadro 328/2000 (che non menzionava espressamente gli oratori parrocchiali), e perché permette agli oratori di partecipare ai progetti degli enti territoriali per la promozione dell'infanzia e dell'adolescenza, previsti dalla legge 285/1997.
La legge statale, a cui sono già seguite altre iniziative a livello regionale, prima fra tutte la Regione Lazio, è importante per un segnale inequivocabile che le istituzioni danno nella promozione di interventi educativi e sociali per la prevenzione del disagio giovanile che "si muovono nel solco di un fondamentale principio costituzionale, quello della sussidiarietà, per cui i cittadini sono i veri protagonisti delle attività di interesse sociale e le regioni, le province, i comuni e lo Stato sono chiamati a cooperare attivamente con loro", non solo rispettandone la ovvia libertà di agire, ma anche sostenendole sotto il profilo economico.
il riconoscimento legislativo della funzione sociale degli oratori costituisce - ha concluso il vicepremier Fini - una forma di attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale introdotto dall'art. 118 della Costituzione". (CR 870/04 del 18/09/04)




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