«Oggi la Turchia bussa alla porta dell’Europa e l’Unione non può continuare ad ignorarla. Non si va da nessuna parte se non c'è disponibilità al cambiamento e alla trasformazione sociale«. La sponsorizzazione al governo di Ankara è arrivata dal gran maestro della Massoneria del Grande oriente d’Italia, Gustavo Raffi, durante la conferenza “L'Europa che non c'è” organizzata dal Grande oriente d’Italia, nell’ambito delle manifestazioni per l'equinozio d’autunno, data di apertura dei lavori delle logge.
«Il rifiuto e la generalizzazione -ha aggiunto il gran maestro della Massoneria italiana - possono allargare la componente della diffidenza nei confronti del diverso. Solo il dialogo può sconfiggere questa paura. Bisogna prestare attenzione alle voci moderate che talvolta restano inascoltate. La scuola è il luogo di confronto, sede della formazione degli individui, in cui si deve affermare anche la libertà religiosa. Se si creano corsie privilegiate o si parla di quote e di scuole diverse per cristiani, musulmani o ebrei, si apre una breccia insanabile nell’ordinamento». E ha concluso: «L'integrazione non è omologazione. E’ capacità di trovare percorsi comuni e questo deve essere l’obiettivo che tutti devono perseguire, se si vuole concorrere alla costruzione dell’Europa». Di cui, appunto, devono far parte anche i mussulmani turchi.
Una esortazione in perfetto stile “ecumenico” e mondialista, tipica della propaganda massonica. E dei poteri forti, che sognano una società sempre più globalizzata e dominata dalle strategie delle lobbies. E dietro le pressioni dei gruppi economici americani per l’ingresso della Turchia in Europa si intravedono favolosi interessi. Quegli stessi interessi che gli studiosi delle questioni di geopolitica collegano all’esplosione del terrorismo ceceno. Le guerre cecene, infatti, hanno “prodotto” l’oleodotto Baku-Ceyhan, che attraversa Georgia e Turchia, bypassando la Russia. Se non ci fosse stato il conflitto in Cecenia l’oleodotto sarebbe stato già pronto e sarebbe passato per Groznij.
Alcuni osservatori ipotizzano un aiuto dei servizi segreti turchi al terrorismo ceceno, collaborazione finalizzata a colpire gli interessi russi e a favorire quei “signori del petrolio” che si nascondo dietro molte guerre. E’ solo un caso che anche la massoneria, strumento dei poteri forti, voglia premiare la Turchia?
[Data pubblicazione: 22/09/2004]




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