20 settembre 2016, oggi ricordiamo l’infausto anniversario della “breccia di Porta Pia” avvenuta il 20 settembre 1870: Viva la Roma cattolica e lo Stato Pontificio, Viva i veri e legittimi Vicari di NS Gesù Cristo, Viva Pio IX l’ultimo Papa-Re!

Articoli da "Agere Contra", "Centro Studi Giuseppe Federici", "Radio Spada" ed altri:
Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870
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Federici Blog |
Pio IX e il 20 settembre 1870
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I caduti papalini del 20 settembre 1870
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Un fiore per i soldati del Papa Re
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Roma immortale | Federici Blog
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:: Centro Studi Giuseppe Federici - Per una nuova Insorgenza ::
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Inno Pontificio
Inno della truppa Pontificia a Pio IX (1867)
NOI VOGLIAM DIO! 1962 ? 2012: il Concilio contro la fede, i cattolici contro il Concilio. | Federici Blog
"NOI VOGLIAM DIO! 1962 - 2012: il Concilio contro la fede, i cattolici contro il Concilio"
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“INTERVISTA A DON FRANCESCO RICOSSA
https://www.youtube.com/watch?v=qTgem_L9gzA
1° i cattolici contro lo Stato massonico: L'OPERA DEI CONGRESSI 1870-1904
https://www.youtube.com/watch?v=KhhdhSaGDSU
https://www.youtube.com/watch?v=WPou37YTW5s”
Pascendi Dominici Gregis
Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
Associazione legittimista Trono e Altare: Un evento consigliato dall' Associazione legittimista Trono e Altare: VII Giornata per la Regalità sociale di Cristo (Modena 13 ottobre 2012)
Pio IX e il 20 settembre 1870
Associazione legittimista Trono e Altare: Pio IX e il 20 settembre 1870
Il guanto di sfida del Beato Pio IX | Radio Spada

« Con quanta cura e pastorale vigilanza i Romani Pontefici Predecessori Nostri, eseguendo l’ufficio loro commesso dal medesimo Cristo Signore nella persona del Beatissimo Pietro Principe degli Apostoli e il carico di pascere gli agnelli e le pecore, Non abbiano mai tralasciato di nutrire diligentemente l’universal gregge del Signore con le parole della fede, e di imbeverlo della salutare dottrina, e di rimuovere dai pascoli attossicati, a tutti ed a Voi in modo speciale, o Venerabili Fratelli, è chiaro il manifesto. Ed in vero i predetti Nostri Predecessori dell’augusta Religione cattolica, della verità e della giustizia difensori e vindici, ebbero più a cuore quanto, con le loro sapientissime Lettere e Costituzioni scoprire e condannar tutte le eresie e gli errori, i quali contrariando la divina nostra fede, la dottrina della cattolica Chiesa, l’onestà dei costumi e la eterna salute degli uomini, spesso eccitarono gravi tempeste, e funestarono in miserabil modo la cristiana e civile repubblica. »
{Beato Pio IX, incipit dell’Enciclica Qaunta Cura}
di Lorenzo Roselli
Credo di poter affermare senza remore alcuna che il Beato Pio IX sia il papa d’epoca contemporanea a cui sono più devoto.
Fermo, intransigente, quasi sprezzante verso ogni forma di compromesso con il “mondo moderno”, quello a cui oggi si chiede a gran voce il Cristianesimo sottostia, ma al contempo paternalmente docile con l’uomo in tutte le sue caduche inclinazioni.
Volle intensamente l’Italia, ma non alle condizioni infami che gli chiedevano i liberali. Sentiva una necessità impellente di giustizia sociale nella politica del suo tempo, ma riteneva retoriche ed inconsistenti le vie con cui Mazzini auspicava di ottenerla.
Papa Pio IX era un “papa del popolo”: uno che detestava la borghesia e la nobiltà, per ragioni caratteriali più che politiche. Preferiva la compagnia dei fedeli di baso lignaggio a cui quasi mai negava un’udienza privata. Fondò scuole, ospedali, mense per gli indigenti e persino un sistema sociale per l’assegnazione degli alloggi , che però non vide mai luce a causa della guerra con i Savoia. Viveva in ristrettezza pur di non negare un pasto quotidiano al più misero degli abitanti di Roma, tramite il Circolo San Pietro da lui fondato, riuscendo così nella straordinaria impresa di essere un ottimo statista e un grandissimo pontefice.
Il suo “Non possumus, non volumus” riecheggia nelle menti di molti suoi estimatori, così come il suo ardore crociato nel difendere l’autonomia politica della Chiesa cattolica. Eppure, quando i piemontesi avevano ormai cinto d’assedio le Mura Leonine ordinò al comandante degli Zuavi Hermann Kanzler di non sparare un solo colpo affinché <<nessuna vita umana fosse sacrificata per questa ignobile farsa>>; un solo colpo in aria, a simbolo della violenza in atto, sarebbe dovuto partire dalle fila pontificie. Kanzler per orgoglio non obbedì e caduti da ambo le parti vi furono quel 20 settembre.
E anche questo “crimine” gli fu imputato quando un’orda di sciacalli assaltò il suo corteo funebre che terminò bruscamente nella Basilica di San Lorenzo al Verano in cui è tutt’ora tumulato.
La lunga e sofferta vita del Sommo Pontefice Pio IX, votata alla lotta contro la Modernità, contro l’ineluttabile come talvolta amano sostenere storici insigni come autori di sussidiari scolastici, non è stata vana.
Il Papa marchigiano cone le sue gesta pregne di amore sconfinato per la Chiesa e i suoi fedeli, specie i più diseredati, innestò coraggio ai suoi successori: molti di noi conoscono l’operato della associazioni integriste a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.
Il suo Sillabo ispirò quelle che saranno le grandi Encicliche Sociali che arricchiranno il Magistero della Chiesa cattolica; del resto, fu proprio Pio IX a favorire lungamente l’operato del padre gesuita Luigi Tapparelli d’Azeglio che pose le basi di quella che sarà la Dottrina Sociale Cristiana traducendo il tomismo in teoria politica, tra le pagine della Civiltà Cattolica.
Pio IX vide la modernità liberale, la comprese, ne riconobbe in profondo le contraddizioni sociali ancorate nell’empio intento dissolutore nei confronti della civiltà cristiana. Ma non si tirò indietro, anzi: a questo universo a lui estraneo e avverso gettò un guanto di sfida.
Questo gesto figurato (ma non troppo) più di altri, rappresenta in se stesso quella che viene definita “l’incompatibilità irrisolvibile” tra la nostra Chiesa e i valori di un mondo che ci è distante, nonostante gli innumerevoli tentativi di tendergli la mano.
Nell’attuale contenzioso vivo nel nostro Paese sulle unioni civili, il Family Day e tanti altri fuochi di paia accesi negli ultimi decenni anche ben più gravi (si pensi alla legalizzazione aborto) possiamo renderci conto quanto era nell’errore chi ha ritenuto di poter tirarsi indietro dalla battaglia culturale.
Dietro ai proclami di libertà che caratterizzano i nostri avversari, si cela nulla più che malcelata tolleranza.
La stessa che sfocia nell’ateismo di stato francese, nel divieto di obiezione di coscienza e nella recondita ambizione espressa qualche giorno fa dal filosofo Umberto Galimberti di una religione vissuta esclusivamente nel privato, senza “disturbanti” manifestazioni pubbliche della stessa.
Ma a questo punto la scelta sta a noi: andare incontro al “progresso ineluttabile” sperando in qualche modo di sopravvivere o raccogliere invece il guanto di sfida del Beato Pio IX, nella piena consapevolezza di attirarci la maledizione di chi oggi conta, di chi si sente dalla parte giusta della storia… Ma anche di avere alle nostre spalle le schiere di santi e Nostro Signore."
La Squadra e?l Compasso che fecer l?italia: un ricordo del 20 settembre | Radio Spada
“Radio Spada non poteva lasciar cadere nell’oblio il 146° anniversario dell’occupazione sacrilega di Roma, compiuta dalla truppa italiana (rectius sabauda) il 20 settembre 1870, in spregio alle leggi divine ed umane, nè dimenticare coloro che in quella ed altre occasioni difesero il trono di Pietro che è il trono di Cristo, donando vita e giovinezza per la più nobile e più pura delle cause. Molte parole ci vengono alle labbra per chi ha reso possibile tutto questo: parole di disprezzo e di infamia. Una sola cosa ci permetterete di dire, sine ira ac studio: la Breccia di Porta Pia rappresenta non un punto di arrivo ma un punto di passaggio verso nuovi e più insidiosi assedi cui venne sottoposta la Chiesa cattolica. Infatti l’assedio continuò anche dall’interno, prima attraverso un acquiescente clero liberaleggiante e incline alla “Conciliazione” negli anni ottanta e novanta del diciannovesimo secolo (ricordiamo gli episcopati di Bonomelli, Scalabrini, Nazari di Calabiana e altri ancora), poi attraverso il sottile veleno dell’invasione modernista negli anni dieci (sempre attraverso episcopati ora deboli, ora compiacenti come quelli, ad esempio, di Maffi, Radini Tedeschi o Ferrari a Milano), poi ancora attraverso una seconda ondata neomodernistica degli anni quaranta e cinquanta del Novecento (tipica di un certo episcopato francese, tedesco e genericamente mitteleuropeo), intronizzatasi stabilmente negli anni Sessanta in Vaticano. In tale tregenda scegliamo però di utilizzare un registro lieve e poetico per ricordare questi eventi: una poesia che, pubblicata a Genova ne “Il Canzoniere di un clericale” del 1890 con lo pseudonimo di Leonzio Piper, fu scritta in realtà da un giovane sacerdote, Don Giacomo Pastori, giornalista intransigente, antiunitario e poi antimodernista.
L’Italia, bella e sana quando era “espressione geografica” divisa in molti stati, si mostra ora pietrificata con i suoi abitanti del passato (i grandi) e del presente (il popolino ripiegato su se stesso, impoverito e immiserito nel suo continuo tentativo di soddisfare i bisogni primari), nel momento che le logge massoniche l’hanno unificata con la frode e il maneggio politico. Quando gli stranieri vengono a chiedere notizie della sua antica e multiforme grandezza, l’Italia e gli “italiani” risultano muti, fusi nel bronzo, imprigionati nel marmo, sepolti nella pietra di un passato glorioso ma archiviato. Al loro posto parlano la Squadra e il Compasso ovvero le lobby e le logge culturali e politiche del risorgimento e di una unificazione italiana, fatta senza popolo e contro il popolo.”
Il prof. Massimo Viglione sul 20 settembre 1870 tra oggi ed ieri:
“Massimo Viglione ha aggiunto 2 nuove foto.
«Così si perviene al 20 settembre 1870: forse il più piccolo fatto d’armi del Risorgimento; certamente il più grande avvenimento della civiltà umana. Risorgimento: opera della Massoneria! XX Settembre: gloria della Massoneria».
Tutti coloro che, giustamente, si lamentano del mondo di oggi; coloro che che difendono la famiglia naturale e i bambini, combattono contro l'ideologia omosessualista e genderista; coloro che si infuriano per l'invasione immigrazionista; coloro che denunciano l'immenso complotto della finanza internazionale in tutti i suoi risvolti, anche monetari; coloro che propongono e si battono per alternative politiche serie e tradizionali alla situazione odierna; coloro che odiano la UE, avendo capito bene il suo ruolo e odiano i padroni della UE; coloro che denunciano il grande piano della dissoluzione mondialista; tutti coloro che semplicemente soffrono per la decadenza generale del presente; soprattutto, tutti coloro che soffrono e denunciano la spaventosa crisi teologica, morale, dottrinale e liturgica della Chiesa odierna; tutti costoro, o almeno la stragrande maggioranza di ognuno dei settori elencati (eccetto in parte l'ultimo), non pensa al 20 settembre 1870.
Anzi, ritiene che chi lo ricorda ancora sia in fondo il solito disadattato, che perde tempo ed energie inutilmente su fatti accaduti quasi 150 anni fa, anziché impegnarsi sui problemi del presente.
Beh, tutti costoro non hanno capito che proprio questo lontano evento - anche un po' fastidioso in quanto ci pone in contrasto con lo Stato italiano (e ovviamente questo non è cosa da veri e seri moderati) e pure con il clero odierno che oggi è totalmente schierato con gli invasori di allora - è la causa di tutti i mali che per cui loro soffrono e che combattono. Tutti quelli elencati, nessuno escluso, alcuni in maniera indiretta, altri in maniera diretta, altri in direttissima.
E' qui la svolta della storia della modernità, al di là del mero fatto della caduta dello Stato Pontificio che di per sé potrebbe essere un evento non così grande come la Rivoluzione Francese o la Prima Guerra Mondiale. Ma questo è un errore pacchiano e ingenuo di prospettiva, privo di senso storico.
E, infatti, la Massoneria non commise allora, né commette oggi - in quanto ancora oggi, immancabilmente, il 20 settembre va a Porta Pia a ricordare l'evento, il che dimostra esattamente quello che io sto sostenendo - questo pacchiano e ingenuo errore.
Se fossimo stati presenti in quel giorno a Roma, dovevamo schierarci: o con gli "italiani" invasori (il "progresso" democratico e liberale), o con la Chiesa di sempre (la Verità), oppure stare fermi e zitti e andare col vincitore. Ebbene, voi tutti non avete capito la metafora del 20 settembre: il 20 settembre... è oggi!
In tutti i sensi.
E io mi schiero con chi 146 anni fa ha perduto. Per il momento. E combatto contro chi ha vinto. Per il momento.
Non è questione di mero patetico nostalgismo. Se penso a chi sarebbe in mano oggi lo Stato Pontificio... per carità di Dio!!! E' questione infinitamente più grande: è questione di scelta di campo storica e metastorica,religiosa e politica, nel senso più ampio possibile dell'ultimo concetto.
Se oggi ci troviamo come ci troviamo in tutti i settori della vita pubblica e privata, è anche perché è caduta Porta Pia. Ecco il perché, irreversibile, della mia scelta: perché Porta Pia continua a cadere ogni giorno. E ogni giorno dobbiamo scegliere e schierarci.
Esattamente come fanno i nemici della Chiesa, che oggi sono a Porta Pia a commemorare la loro vittoria. Anzi, le loro vittorie.”
Commento di Marcello Ferrante su “Radio Spada”:
“Il trionfo della massoneria internazionale. Il primo a passare la breccia, con un carretto trainato da un cane chiamato Pio IX e carico di bibbie protestanti, fu un convertito all’eresia. Anche da questo episodio si vede un odio che accomuna gli scismatici e i grembiulini nei confronti del cattolicesimo. E adesso si va in Svezia a celebrare l’anniversario di uno scisma!”
Commenti di Carlo di Pietro sul 20 settembre:
“Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
Oggi vorrei ricordare il lutto del 20 settembre con questa riflessione. Il 15 settembre 2010 Ratzinger, da buon vile, festeggiava la Breccia di Porta Pia in anticipo e durante la sua udienza del mercoledì dedicata a Santa Chiara. Durante il suo discorso salutava i bersaglieri, augurava loro ogni bene ed indossava il cappello piumato. Si potrà obiettare: cosa c'è di male? Ebbene noi conosciamo abbastanza l'astuzia del teologo tedesco, da giovane soprannominato "il serpente", difatti il 20 settembre del 2010 manderà a prostituirsi a Porta Pia il suo Segretario di Stato: Tarcisio Bertone. Con accanto lo stalinista amico della CIA e "presidente" Giorgio Napolitano, Bertone persino irrideva Dio dicendo: "Assisti e illumina i suoi (dell'Italia) governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune". Come se non sapesse che latrina massonica fu, era ed è la politica italiana. La propaganda e messa in scena pensata da Ratzinger era così marcata che addirittura i suoi amici della massoneria dovano recitare la parte degli offesi. Raffi, il capomassone locale, ci andava giù pesante: "La partecipazione di gerarchie ecclesiastiche è uno scempio che va fermato: è come se al 25 aprile andassero anche i repubblichini. E a noi Alemanno ci ha invitato solo dopo un nostro comunicato". Giorgio Napolitano concludeva trionfante che la presenza di Bertone a Porta Pia "ha un significato di conferma del rispetto della Chiesa, della Santa Sede per Roma capitale". Chi dimentica è complice!
W CRISTO RE, W IL PAPA RE!
Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
OVVIAMENTE LE LORO "PREGHIERE" NON SONO STATE MAI ESAUDITE.
Non è necessario conoscere approfonditamente il Magistero della Chiesa per capire che le giornate di Assisi sono delle bestemmie contro Gesù Cristo, basta il Catechismo per la Prima Comunione, oppure si può guardare ai fatti. Le loro "preghiere" non sono mai state esaudite, anzi di anno in anno i castighi di Dio aumentano senza tregua.
Pontificava già il nostro primo Papa san Pietro: Fuerunt vero et pseudo prophetae in populo, sicut et in vobis erunt magistri mendaces, qui introducent sectas perditionis et eum, qui emit eos, Dominatorem negantes superducent sibi celerem perditionem. Et multi sequentur eorum luxurias, propter quos via veritatis blasphemabitur; et in avaritia fictis verbis de vobis negotiabuntur. Quibus iudicium iam olim non cessat, et perditio eorum non dormitat - Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato.
Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
Come si fa a non essere preoccupati? Dopo questo ennesimo oltraggio (e buffonata), come minimo il Padre Eterno ci manda altre 2 guerre e 8 terremoti. Bergoglio ha avuto pure la faccia tosta di dichiarare che la pace è santa, quindi che la guerra santa (e giusta) sarebbe dannata.
Nolite arbitrari quia venerim mittere pacem in terram; non veni pacem mittere sed gladium
Qui la condanna di Dio e della Chiesa alle giornate di Assisi:
https://w2.vatican.va/content/pius-x...um-animos.html
Fabio Pizzimenti la spada che intende GESù è interiore ?
Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore Non solo. Anche esteriore. Materiale e spirituale. Portò la guerra anche nelle famiglie ed altrove. Tutto ha il giusto senso.
Fabio Pizzimenti Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore guerra contro la carne, lo spirito del mondo, al peccato.
Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore Dunque tutte le guerre giuste combattute in difesa di Gesù? Si va dalla semplice, ma a volte durissima guerra in casa, fino alle grandi guerre fra le nazioni e gli imperi cattolici contro gli eretici, gli apostati e gli infedeli. E così via! Gesù ha dimostrato e mostrato la scelta da fare: o con Lui o contro. Santa notte.”
Edizioni Solfanelli - Centro Studi Giuseppe Federici: In nome del Papa-Re
Edizioni Solfanelli - Centro Studi Giuseppe Federici: In nome del Papa-Re

“IN NOME DEL PAPA-RE
L’esercito di Pio IX (1860-1870)
1860: le vicende risorgimentali stanno volgendo al termine e gli occhi di tutti sono puntati su Roma, destinata a diventare la capitale della nuova Italia. Nel disperato tentativo di salvaguardare il potere temporale pontificio, migliaia di giovani accorrono da ogni parte d’Europa per arruolarsi nell’esercito di Pio IX. Dalla primavera del 1860 sino al settembre del 1870 furono quasi quindicimila i soldati volontari dell’ultimo Papa-Re, destinati a scrivere una pagina della nostra storia purtroppo dimenticata. Mobilitati dai comitati diocesani formatisi in ogni nazione, si presentarono nella Roma del tramonto papalino giovani di ogni estrazione sociale: contadini e studenti universitari, figli del popolo e cadetti della più blasonata aristocrazia europea, tra cui i principi Pietro Aldobrandini, Paolo Borghese, Francesco Ruspoli, Vittorio Odescalchi, Carlo Chigi Albani della Rovere, tutti della nobiltà romana; il principe Alfonso di Borbone-Sicilia, fratello del re Francesco II; il principe Alfonso Carlo di Borbone d’Austria-Este, successivamente pretendente carlista al trono spagnolo; il barone Athanase de Charette, discendente dell’omonimo eroe vandeano. Tra i romagnoli si segnalarono il marchese Zappi di Imola, i conti Filippo e Gustavo di Carpegna, il patrizio Odoardo Corbucci di San Giovanni in Marignano, il conte Emaldi di Lugo. Questo saggio intende ridare un volto a questi crociati del XIX secolo che manifestarono in modo eroico il profondo amore che ogni cattolico dovrebbe avere per la Sede di Pietro. È la vicenda di una generazione che, di fronte ai cambiamenti epocali provocati dalle rivoluzioni massoniche, rimase fedele alla concezione cavalleresca dell’esistenza, in nome del Papa-Re.”

https://forum.termometropolitico.it/...ontificio.html
Cantoeprego - Noi vogliam Dio
“Noi vogliam Dio, Vergin Maria,
benigna ascolta il nostro dir;
Noi t'invochiamo, o Madre pia;
dei figli tuoi compi il desir.
Deh! benedici o Madre, al grido della fé,
Noi vogliam Dio ch'è nostro Padre,
noi vogliam Dio ch'è nostro Re.
Noi vogliam Dio ch'è nostro Padre,
noi vogliam Dio ch'è nostro Re.
Noi vogliam Dio nella famiglie,
dei nostri cari in mezzo al cuor;
sian forti i figli, caste le figlie:
tutti l'infiammi di Dio l'amor.
Noi vogliam Dio in ogni scuola,
perché la nostra gioventù
la legge apprenda e la parola
della sapienza del buon Gesù.
Noi vogliam Dio nel nostro lavoro,
perché giustizia, pace e amor
sian della vita il nostro decoro
e regni sempre su noi il Signor.”
NOI VOGLIAM DIO
http://www.musicaliturgica.altervist...ogliam_dio.pdf
P. S. Santi e ricorrenze del 20 settembre...
Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
“20 SETTEMBRE 2016: SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI
Martirio e vita cristiana.
La Passione di sant'Eustachio narra che fu chiuso con la moglie e due figli, dentro un grosso bue di bronzo arroventato. In tale modo avrebbe raggiunto la palma del martirio. Il racconto di questa Passione dagli storici non è accettato e noi ci fermeremo sopra un passo di san Cipriano relativo al martirio.
"Dio non promette ricompensa soltanto a coloro che sostengono il martirio, ma anche a coloro che conservano la fede integra e pura, perché ogni cristiano, che lascerà ciò che possiede, per seguire Gesù Cristo, sarà elevato al rango dei martiri. Lo dice nell' Apocalisse: 'Vidi le anime di quelli che sono morti rendendo testimonianza a Gesù e alla parola di Dio e non hanno adorato la bestia, né la sua immagine, e son vissuti e hanno regnato con Gesù Cristo'. Egli dice che non solo quelli che hanno sofferto la morte vivranno e regneranno con Gesù Cristo, ma tutti quelli che resteranno fermi nella fede, conserveranno il timor di Dio, non obbediranno agli ordini della bestia, né l'adoreranno. Chi non si impegnerebbe, per giungere ad una gloria così splendente, per divenire l'amico di Dio e godere con Cristo alla fine di questa vita?
Questo il tema che deve occupare la nostra mente, questo dobbiamo meditare giorno e notte. Se la persecuzione trova un soldato di Gesù ben disposto dai suoi alti pensieri, un cuore così armato per il combattimento non sarà mai sopraffatto e, se Dio lo chiama prima che la persecuzione venga, una fede così ben preparata per il martirio non resterà senza ricompensa, perché Dio, che è giudice giusto, non guarda il tempo e, se in tempo di persecuzione premia il coraggio, in tempo di pace premia la virtù e la buona volontà". (San Cipriano, Esortazione al martirio).
Preghiera.
Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria ... Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell'inferno e salvatela.
da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1095-1096.”

“Il 20 settembre 530 San Bonifacio II viene esaltato al Sommo Pontificato”
“20 settembre 1870 -2016: 146° Anniversario della sacrilega invasione della città santa di Roma e distruzione dello Stato dello Chiesa”
"20 settembre 2016: VIGILIA di San Matteo apostolo"

“Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
Preghiera al Santo del giorno.
In nómine Patris
et Fílii
et Spíritus Sancti.
Eterno Padre, intendo onorare i santi Eustachio e famiglia Martiri, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Eustachio e famiglia Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

http://www.sodalitium.biz/santeustachio/
"20 settembre, Sant’Eustachio Martire.
“Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria … Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell’inferno e salvatela” (Dom Gueranger)
.
Sant’Eustachio è uno dei quattordici santi ausiliatori, invocati dal popolo cristiano in casi di particolari necessità."

Luca, Sursum Corda!