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    Predefinito "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"



    116° Conferenza di formazione militante a cura della Comunità Antagonista Padana dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

    Mercoledì 22 Settembre 2010
    ore 15.30
    Università Cattolica del Sacro Cuore
    Aula "Robert Brasillach - Alberto da Giussano"
    Edificio Antonianum - II piano
    Largo Agostino Gemelli 1
    Milano

    Tema
    “Roma 20 settembre 1870: tra invasione e Rivoluzione "

    Relatori
    Davide Canavesi
    Piergiorgio Seveso


    Ultima modifica di Guelfo Nero; 16-09-10 alle 13:18

  2. #2
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    Predefinito Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 73/10 del 17 settembre 2010, Stimmate di San Francesco

    Carnevale brecciaiolo

    Col termine brecciaiolo i romani fedeli al Papa additarono ironicamente i sostenitori dell’occupazione di Roma, simbolizzata dalla breccia di Porta Pia.
    Pubblichiamo una breve rassegna stampa del carnevale brecciaiolo organizzato per quest’anno (da notare che i più acculturati, per dare più enfasi all’avvenimento, invece di 20 settembre preferiscono scrivere XX settembre).
    Inutile ricordare che per l’occupazione di Roma fu scelta la data del 20 settembre, equinozio d’autunno e inizio dell’anno massonico.

    Grand’Oriente d’Italia
    Manifesto del Gran Maestro Gustavo Raffi per la ricorrenza del XX Settembre 2010 - Sono trascorsi un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia e centoquarant'anni da Porta Pia. Tanti, nella vita di una nazione moderna. Eppure, mai come ora, i cittadini si sentono impauriti dal futuro, sfiduciati, preoccupati: il clima è ben diverso dal 1960, quando il Paese era ancora una giovane democrazia in pieno boom economico. Che cosa ci manca? Il Grande Oriente d'Italia lo dice da tempo: il senso laico del dovere e della responsabilità. ... Gli Italiani hanno bisogno di sapere che esistono persone oneste e disinteressate, in grado di farsi carico degli immani problemi di una nazione in caduta libera. E' successo altre volte, nella nostra storia. Ci sono stati uomini, durante il Risorgimento, che hanno governato a Roma, tornandosene più poveri di quando vi erano arrivati. Per molti di loro si aprirono poi le porte dell'esilio e di un'esistenza spesso triste e miserevole. Essi sapevano benissimo ciò che li aspettava, eppure lo fecero lo stesso, perché, semplicemente, credevano occorresse dare l'esempio. Il Paese ha bisogno di questa laica purezza d'intenti: laica, perché determinata dall'esclusivo servizio alla collettività, dal senso del dovere, da una doverosa percezione dei propri limiti, da un uso appassionato della ragione. Il Grande Oriente d'Italia cerca di raccoglierli, questi individui apparentemente così estranei al mondo che li circonda, perché sa che essi sono una riserva di energie preziose per la democrazia: si rinnova così la continuità ideale ed etica con il tempo glorioso dell'adolescenza della Nazione. D'altronde, non c'è che un modo per ricordare davvero il Risorgimento: mostrarsene degni!
    Roma, Villa 'Il Vascello', 20 settembre 2010
    (Fonte: Roma 20 settembre 2010 - Manifesto del Gran Maestro Gustavo Raffi per la ricorrenza del XX Settembre 2010. )

    UAAR
    Il circolo UAAR di Roma sarà presente con un proprio stand alla festa dell'Unità dei Comunisti … dal 17 al 19 settembre. Stante la prossimità con le celebrazioni del XX settembre, nel corso delle serate saranno raccolte sottoscrizioni per una petizione che chiede che una via di Roma sia dedicata ai patrioti Angelo Targhini e Leonida Montanari (condannati a morte e decapitati dallo Stato Pontificio nel 1825) e Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti (condannati a morte e decapitati dallo Stato Pontificio nel 1868).
    (Fonte: L’UAAR per il XX settembre - UAAR Ultimissime )

    Radicali
    Contro ogni fondamentalismo dell'illibertà, della violenza, della frattura tra la coscienza e la scienza. Per un nuovo Risorgimento laico e liberale.
    Cosa è necessario celebrare. Il 20 settembre 1870, data della Breccia di Porta Pia e della liberazione di Roma dal potere pontificio, segna l’inizio di una nuova libertà di pensiero, di coscienza e di religione che si offre al popolo italiano ed europeo. (…) Ad essere battuta, il 20 settembre, fu l'ultima trincea della più assolutista e forcaiola concezione del potere e della società, che coagulava intorno a sé ogni sorta di ostilità alla civiltà moderna.
    Promotori, aderenti, partecipanti:
    Radicali Italiani - Associazione Radicale Certi Diritti - Anticlericale.net - Gruppo Consiliare Lista Bonino Pannella - Federalisti Europei alla Regione Lazio - Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni - Associazione Luca Coscioni - Associazione Radicali Roma - Arcigay Nazionale - Uaar Roma - Uaar nazionale - Critica Liberale - Radio Radicale - Associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno - Psi, Federazione Romana - Federazione dei Giovani Socialisti - Lettera Internazionale, Rivista europea - Associazione Libera Uscita - Lega Italiana Divorzio Breve - Cgil - Nuovi Diritti - Forum Donne Socialiste - Rete Laica Bologna – ItaliaLaica, giornale dei laici italiani - Associazione Democrazia Laici - Associazione democratica Giuditta Tavani Arquati - Federazione dei Verdi del Lazio -Fondazione Massimo Consoli - Gajamente Critical Forum Lgbtq - PeaceWaves International Network - Quaderni Radicali, bimestrale politico Radicale - Democrazia Atea - CRIDES- Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola - Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma - Associazione Sabina Radicale - Lega Arcobaleno, Federazione di Associazioni impegnate sui problemi della disabilità e dell'handicap – Era, Associazione Radicale Esperantista - Associazione I Garibaldini del terzo millennio - European Consumer - Coordinamento Radicali Maremma - Associazione Radicale Libera Pisa - Gay Lib
    (Fonte: Per la vera commemorazione del XX Settembre! | Radicali italiani )

    Ass. Libero Pensiero Giordano Bruno (con tanto di Marcia reale!):
    http://www.youtube.com/watch?v=rk_mr2J15RE

    E dalla breccia del Concilio nella Chiesa è entrato il bersagliere Bertone…
    Tre giorni di festa per ricordare la Breccia di Porta Pia, attraverso cui il 20 settembre 1870 le truppe del generale Cadorna entrarono a Roma e misero fine allo stato pontificio, aprendo la strada alla proclamazione di Roma capitale d'Italia: dal 18 al 20 settembre Roma si immerge nella sua storia con una serie di eventi, concerti e mostre. Il momento simbolicamente più forte sarà la riapertura di Porta Pia: dopo aver deposto una corona di fiori per i caduti, lunedì 20 settembre alle 10 del mattino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, alla presenza del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone (storicamente una prima volta per il Vaticano), inaugureranno il monumento al termine dei lavori di restauro e visiteranno assieme il Museo.
    (Apcom del 15 settembre 2010)

    __________________________

    Il materiale da noi pubblicato è liberamente diffondibile, è gradita la citazione della fonte: Centro Studi Giuseppe Federici

    Archivio dei comunicati: Centro Studi Giuseppe Federici

  3. #3
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    Predefinito Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    Ultima modifica di Luca; 16-12-12 alle 18:34

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    Predefinito Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"



    Davide Canavesi ha fornito, in uno stile colloquiale e accattivante, una sintetica ed esaustiva trattazione delle principali tappe che portarono all’invasione di Roma da parte dei Piemontesi, con il commento di fonti coeve quali Patrik O’ Clery , Anton Maria Bonetti, Padre Secondo Franco, Teodoro Salzillo, Paolo Mencacci e la “Civiltà cattolica” dell’epoca (con particolare attenzione agli interventi di Padre Curci). Concomitantemente alla conferenza, la Comunità Antagonista Padana ha esposto una ricca cartellonistica per commemorare i caduti pontifici nella “breccia di Porta Pia” e nel decennio che precedette la conquista dello Stato della Chiesa da parte del Piemonte.
    Ultima modifica di Luca; 16-12-12 alle 18:32

  5. #5
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    Predefinito Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    20 settembre 1870: REQUIEM
    PER UNO “STATO ITALIANO”

    Le baionette dei bersaglieri che entrarono per la breccia di Porta Pia il 20 settembre di 140 anni fa non portarono solamente la definitiva affermazione della monarchia unitaria italiana ma anche la morte dell’ultimo stato della penisola veramente indipendente sia dalla tirannia sabauda che dalla subordinazione ad altre monarchie europee. Aldilà di ogni motivazione religiosa, lo Stato Pontificio era sicuramente la più antica organizzazione territoriale presente in area italica dato che poteva far discendere la sua nascita alla donazione del castello di Sutri (728) da parte del sovrano longobardo Liutprando. Davanti agli oltre mille anni di vita dello Stato Pontificio il secolo e mezzo di esistenza di uno stato italiano unitario è una pura bazzecola, eppure questa pulce storica (o forse è meglio dire scarafaggio) non solo continua a proporre dogmaticamente la presunta positività della sua esistenza ma si permette di oltraggiare in contesti ufficiali la memoria storica dello Stato della Chiesa, così come di tutti i legittimi stati che precedettero l’espansione piemontese nella penisola. Non staremo qui a ricordare le bellezze artistiche e gli apici culturali che ancora oggi danno lustro ai territori sottoposti al governo papalino, rispetto ai quali le opere degli ultimi centocinquarant’anni (siano esse il tronfio Vittoriale o il delirante Maxxi di Zaha Hadid ) non sono che una mal realizzata cloaca, e nemmeno il valore della presenza politica stabilizzatrice e pacificatrice nella penisola di uno stato che allo stesso tempo era localizzato e ambiva all’universalità della Fede cattolica, parlando a tutti i sovrani da una sede più elevata. Ci limitiamo unicamente a rivendicare l’esattezza della memoria storica riguardo la conquista di Roma. Per la Città Santa, più che per ogni altro stato conquistato dai Savoia, non si può che mettere in evidenza la violazione delle norme del diritto internazionale e naturale dato che il governo italiano e i suoi mercenari in camicia rossa, dopo vari tentativi semiufficiali malriusciti, attuarono un’invasione deliberata dei territori di uno stato pienamente sovrano e legalmente riconosciuto da ogni punto di vista. Con la conquista di Roma il faro della civiltà europea venne offuscato da una dominazione violenta e criminosa che, pur attribuendo al Papa tutte le garanzie possibili, sorvegliava attentamente le stanze del Vaticano e ogni movimento del Pontefice con un’organizzazione degna dei moderni servizi segreti. Il sogno di una terza Roma, dopo quella imperiale e quella papalina, profetizzata dai repubblicani e attuata dai Savoia prese però presto le fattezze di un incubo: Roma divenne sede di una classe dirigente borghese avida e cialtronesca che, sin dallo scandalo della Banca Romana, non ha fatto che tramutare l’amore dei popoli italiani nei suoi confronti in un aspro rancore anticentralista . Hanno così trovato conferma le parole del grande romanziere Dostoevskji che, rammentando la creazione di un’Italia unita, affermò che l’opera del conte di Cavour non aveva fatto altro che creare “un piccolo regno di second’ordine, prono al più logoro principio borghese” rinunciando invece ad un’idea universale che aveva informato il mondo, cioè “l’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l’idea dell’unione di tutto il mondo”, che aveva proprio la Città Santa come suo centro propagatore.

  6. #6
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    Predefinito Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"


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    Predefinito Re: Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    Ultima modifica di Guelfo Nero; 06-08-12 alle 20:40

  8. #8
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    Thumbs up Re: Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    20 settembre 2016, oggi ricordiamo l’infausto anniversario della “breccia di Porta Pia” avvenuta il 20 settembre 1870: Viva la Roma cattolica e lo Stato Pontificio, Viva i veri e legittimi Vicari di NS Gesù Cristo, Viva Pio IX l’ultimo Papa-Re!













    Articoli da "Agere Contra", "Centro Studi Giuseppe Federici", "Radio Spada" ed altri:





    Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870

    Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870 « www.agerecontra.it
    Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870 « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/pre...09/pionono.jpg



    Federici Blog |
    Pio IX e il 20 settembre 1870
    http://federiciblog.altervista.org/2...tembre-1870-3/
    I caduti papalini del 20 settembre 1870
    http://federiciblog.altervista.org/2...ettembre-1870/
    Un fiore per i soldati del Papa Re
    http://federiciblog.altervista.org/2...i-del-papa-re/


    Roma immortale | Federici Blog
    http://federiciblog.altervista.org/2...oma-immortale/

    :: Centro Studi Giuseppe Federici - Per una nuova Insorgenza ::
    :: Centro Studi Giuseppe Federici - Per una nuova Insorgenza ::


    :: Centro Studi Giuseppe Federici - Per una nuova Insorgenza ::
    Inno Pontificio
    Inno della truppa Pontificia a Pio IX (1867)

    NOI VOGLIAM DIO! 1962 ? 2012: il Concilio contro la fede, i cattolici contro il Concilio. | Federici Blog
    "NOI VOGLIAM DIO! 1962 - 2012: il Concilio contro la fede, i cattolici contro il Concilio"
    https://www.youtube.com/watch?v=epvVowQRQjo
    “INTERVISTA A DON FRANCESCO RICOSSA
    https://www.youtube.com/watch?v=qTgem_L9gzA
    1° i cattolici contro lo Stato massonico: L'OPERA DEI CONGRESSI 1870-1904
    https://www.youtube.com/watch?v=KhhdhSaGDSU

    https://www.youtube.com/watch?v=WPou37YTW5s
    Pascendi Dominici Gregis
    Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii


    Associazione legittimista Trono e Altare: Un evento consigliato dall' Associazione legittimista Trono e Altare: VII Giornata per la Regalità sociale di Cristo (Modena 13 ottobre 2012)

    Pio IX e il 20 settembre 1870
    Associazione legittimista Trono e Altare: Pio IX e il 20 settembre 1870





    Il guanto di sfida del Beato Pio IX | Radio Spada





    « Con quanta cura e pastorale vigilanza i Romani Pontefici Predecessori Nostri, eseguendo l’ufficio loro commesso dal medesimo Cristo Signore nella persona del Beatissimo Pietro Principe degli Apostoli e il carico di pascere gli agnelli e le pecore, Non abbiano mai tralasciato di nutrire diligentemente l’universal gregge del Signore con le parole della fede, e di imbeverlo della salutare dottrina, e di rimuovere dai pascoli attossicati, a tutti ed a Voi in modo speciale, o Venerabili Fratelli, è chiaro il manifesto. Ed in vero i predetti Nostri Predecessori dell’augusta Religione cattolica, della verità e della giustizia difensori e vindici, ebbero più a cuore quanto, con le loro sapientissime Lettere e Costituzioni scoprire e condannar tutte le eresie e gli errori, i quali contrariando la divina nostra fede, la dottrina della cattolica Chiesa, l’onestà dei costumi e la eterna salute degli uomini, spesso eccitarono gravi tempeste, e funestarono in miserabil modo la cristiana e civile repubblica. »

    {Beato Pio IX, incipit dell’Enciclica Qaunta Cura}

    di Lorenzo Roselli
    Credo di poter affermare senza remore alcuna che il Beato Pio IX sia il papa d’epoca contemporanea a cui sono più devoto.
    Fermo, intransigente, quasi sprezzante verso ogni forma di compromesso con il “mondo moderno”, quello a cui oggi si chiede a gran voce il Cristianesimo sottostia, ma al contempo paternalmente docile con l’uomo in tutte le sue caduche inclinazioni.
    Volle intensamente l’Italia, ma non alle condizioni infami che gli chiedevano i liberali. Sentiva una necessità impellente di giustizia sociale nella politica del suo tempo, ma riteneva retoriche ed inconsistenti le vie con cui Mazzini auspicava di ottenerla.
    Papa Pio IX era un “papa del popolo”: uno che detestava la borghesia e la nobiltà, per ragioni caratteriali più che politiche. Preferiva la compagnia dei fedeli di baso lignaggio a cui quasi mai negava un’udienza privata. Fondò scuole, ospedali, mense per gli indigenti e persino un sistema sociale per l’assegnazione degli alloggi , che però non vide mai luce a causa della guerra con i Savoia. Viveva in ristrettezza pur di non negare un pasto quotidiano al più misero degli abitanti di Roma, tramite il Circolo San Pietro da lui fondato, riuscendo così nella straordinaria impresa di essere un ottimo statista e un grandissimo pontefice.
    Il suo “Non possumus, non volumus” riecheggia nelle menti di molti suoi estimatori, così come il suo ardore crociato nel difendere l’autonomia politica della Chiesa cattolica. Eppure, quando i piemontesi avevano ormai cinto d’assedio le Mura Leonine ordinò al comandante degli Zuavi Hermann Kanzler di non sparare un solo colpo affinché <<nessuna vita umana fosse sacrificata per questa ignobile farsa>>; un solo colpo in aria, a simbolo della violenza in atto, sarebbe dovuto partire dalle fila pontificie. Kanzler per orgoglio non obbedì e caduti da ambo le parti vi furono quel 20 settembre.
    E anche questo “crimine” gli fu imputato quando un’orda di sciacalli assaltò il suo corteo funebre che terminò bruscamente nella Basilica di San Lorenzo al Verano in cui è tutt’ora tumulato.
    La lunga e sofferta vita del Sommo Pontefice Pio IX, votata alla lotta contro la Modernità, contro l’ineluttabile come talvolta amano sostenere storici insigni come autori di sussidiari scolastici, non è stata vana.
    Il Papa marchigiano cone le sue gesta pregne di amore sconfinato per la Chiesa e i suoi fedeli, specie i più diseredati, innestò coraggio ai suoi successori: molti di noi conoscono l’operato della associazioni integriste a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.
    Il suo Sillabo ispirò quelle che saranno le grandi Encicliche Sociali che arricchiranno il Magistero della Chiesa cattolica; del resto, fu proprio Pio IX a favorire lungamente l’operato del padre gesuita Luigi Tapparelli d’Azeglio che pose le basi di quella che sarà la Dottrina Sociale Cristiana traducendo il tomismo in teoria politica, tra le pagine della Civiltà Cattolica.
    Pio IX vide la modernità liberale, la comprese, ne riconobbe in profondo le contraddizioni sociali ancorate nell’empio intento dissolutore nei confronti della civiltà cristiana. Ma non si tirò indietro, anzi: a questo universo a lui estraneo e avverso gettò un guanto di sfida.
    Questo gesto figurato (ma non troppo) più di altri, rappresenta in se stesso quella che viene definita “l’incompatibilità irrisolvibile” tra la nostra Chiesa e i valori di un mondo che ci è distante, nonostante gli innumerevoli tentativi di tendergli la mano.
    Nell’attuale contenzioso vivo nel nostro Paese sulle unioni civili, il Family Day e tanti altri fuochi di paia accesi negli ultimi decenni anche ben più gravi (si pensi alla legalizzazione aborto) possiamo renderci conto quanto era nell’errore chi ha ritenuto di poter tirarsi indietro dalla battaglia culturale.
    Dietro ai proclami di libertà che caratterizzano i nostri avversari, si cela nulla più che malcelata tolleranza.
    La stessa che sfocia nell’ateismo di stato francese, nel divieto di obiezione di coscienza e nella recondita ambizione espressa qualche giorno fa dal filosofo Umberto Galimberti di una religione vissuta esclusivamente nel privato, senza “disturbanti” manifestazioni pubbliche della stessa.
    Ma a questo punto la scelta sta a noi: andare incontro al “progresso ineluttabile” sperando in qualche modo di sopravvivere o raccogliere invece il guanto di sfida del Beato Pio IX, nella piena consapevolezza di attirarci la maledizione di chi oggi conta, di chi si sente dalla parte giusta della storia… Ma anche di avere alle nostre spalle le schiere di santi e Nostro Signore."



    La Squadra e?l Compasso che fecer l?italia: un ricordo del 20 settembre | Radio Spada
    “Radio Spada non poteva lasciar cadere nell’oblio il 146° anniversario dell’occupazione sacrilega di Roma, compiuta dalla truppa italiana (rectius sabauda) il 20 settembre 1870, in spregio alle leggi divine ed umane, nè dimenticare coloro che in quella ed altre occasioni difesero il trono di Pietro che è il trono di Cristo, donando vita e giovinezza per la più nobile e più pura delle cause. Molte parole ci vengono alle labbra per chi ha reso possibile tutto questo: parole di disprezzo e di infamia. Una sola cosa ci permetterete di dire, sine ira ac studio: la Breccia di Porta Pia rappresenta non un punto di arrivo ma un punto di passaggio verso nuovi e più insidiosi assedi cui venne sottoposta la Chiesa cattolica. Infatti l’assedio continuò anche dall’interno, prima attraverso un acquiescente clero liberaleggiante e incline alla “Conciliazione” negli anni ottanta e novanta del diciannovesimo secolo (ricordiamo gli episcopati di Bonomelli, Scalabrini, Nazari di Calabiana e altri ancora), poi attraverso il sottile veleno dell’invasione modernista negli anni dieci (sempre attraverso episcopati ora deboli, ora compiacenti come quelli, ad esempio, di Maffi, Radini Tedeschi o Ferrari a Milano), poi ancora attraverso una seconda ondata neomodernistica degli anni quaranta e cinquanta del Novecento (tipica di un certo episcopato francese, tedesco e genericamente mitteleuropeo), intronizzatasi stabilmente negli anni Sessanta in Vaticano. In tale tregenda scegliamo però di utilizzare un registro lieve e poetico per ricordare questi eventi: una poesia che, pubblicata a Genova ne “Il Canzoniere di un clericale” del 1890 con lo pseudonimo di Leonzio Piper, fu scritta in realtà da un giovane sacerdote, Don Giacomo Pastori, giornalista intransigente, antiunitario e poi antimodernista.
    L’Italia, bella e sana quando era “espressione geografica” divisa in molti stati, si mostra ora pietrificata con i suoi abitanti del passato (i grandi) e del presente (il popolino ripiegato su se stesso, impoverito e immiserito nel suo continuo tentativo di soddisfare i bisogni primari), nel momento che le logge massoniche l’hanno unificata con la frode e il maneggio politico. Quando gli stranieri vengono a chiedere notizie della sua antica e multiforme grandezza, l’Italia e gli “italiani” risultano muti, fusi nel bronzo, imprigionati nel marmo, sepolti nella pietra di un passato glorioso ma archiviato. Al loro posto parlano la Squadra e il Compasso ovvero le lobby e le logge culturali e politiche del risorgimento e di una unificazione italiana, fatta senza popolo e contro il popolo.”







    Il prof. Massimo Viglione sul 20 settembre 1870 tra oggi ed ieri:


    “Massimo Viglione ha aggiunto 2 nuove foto.
    «Così si perviene al 20 settembre 1870: forse il più piccolo fatto d’armi del Risorgimento; certamente il più grande avvenimento della civiltà umana. Risorgimento: opera della Massoneria! XX Settembre: gloria della Massoneria».
    Tutti coloro che, giustamente, si lamentano del mondo di oggi; coloro che che difendono la famiglia naturale e i bambini, combattono contro l'ideologia omosessualista e genderista; coloro che si infuriano per l'invasione immigrazionista; coloro che denunciano l'immenso complotto della finanza internazionale in tutti i suoi risvolti, anche monetari; coloro che propongono e si battono per alternative politiche serie e tradizionali alla situazione odierna; coloro che odiano la UE, avendo capito bene il suo ruolo e odiano i padroni della UE; coloro che denunciano il grande piano della dissoluzione mondialista; tutti coloro che semplicemente soffrono per la decadenza generale del presente; soprattutto, tutti coloro che soffrono e denunciano la spaventosa crisi teologica, morale, dottrinale e liturgica della Chiesa odierna; tutti costoro, o almeno la stragrande maggioranza di ognuno dei settori elencati (eccetto in parte l'ultimo), non pensa al 20 settembre 1870.
    Anzi, ritiene che chi lo ricorda ancora sia in fondo il solito disadattato, che perde tempo ed energie inutilmente su fatti accaduti quasi 150 anni fa, anziché impegnarsi sui problemi del presente.
    Beh, tutti costoro non hanno capito che proprio questo lontano evento - anche un po' fastidioso in quanto ci pone in contrasto con lo Stato italiano (e ovviamente questo non è cosa da veri e seri moderati) e pure con il clero odierno che oggi è totalmente schierato con gli invasori di allora - è la causa di tutti i mali che per cui loro soffrono e che combattono. Tutti quelli elencati, nessuno escluso, alcuni in maniera indiretta, altri in maniera diretta, altri in direttissima.
    E' qui la svolta della storia della modernità, al di là del mero fatto della caduta dello Stato Pontificio che di per sé potrebbe essere un evento non così grande come la Rivoluzione Francese o la Prima Guerra Mondiale. Ma questo è un errore pacchiano e ingenuo di prospettiva, privo di senso storico.
    E, infatti, la Massoneria non commise allora, né commette oggi - in quanto ancora oggi, immancabilmente, il 20 settembre va a Porta Pia a ricordare l'evento, il che dimostra esattamente quello che io sto sostenendo - questo pacchiano e ingenuo errore.
    Se fossimo stati presenti in quel giorno a Roma, dovevamo schierarci: o con gli "italiani" invasori (il "progresso" democratico e liberale), o con la Chiesa di sempre (la Verità), oppure stare fermi e zitti e andare col vincitore. Ebbene, voi tutti non avete capito la metafora del 20 settembre: il 20 settembre... è oggi!
    In tutti i sensi.
    E io mi schiero con chi 146 anni fa ha perduto. Per il momento. E combatto contro chi ha vinto. Per il momento.
    Non è questione di mero patetico nostalgismo. Se penso a chi sarebbe in mano oggi lo Stato Pontificio... per carità di Dio!!! E' questione infinitamente più grande: è questione di scelta di campo storica e metastorica,religiosa e politica, nel senso più ampio possibile dell'ultimo concetto.
    Se oggi ci troviamo come ci troviamo in tutti i settori della vita pubblica e privata, è anche perché è caduta Porta Pia. Ecco il perché, irreversibile, della mia scelta: perché Porta Pia continua a cadere ogni giorno. E ogni giorno dobbiamo scegliere e schierarci.
    Esattamente come fanno i nemici della Chiesa, che oggi sono a Porta Pia a commemorare la loro vittoria. Anzi, le loro vittorie.”

    Commento di Marcello Ferrante su “Radio Spada”:

    “Il trionfo della massoneria internazionale. Il primo a passare la breccia, con un carretto trainato da un cane chiamato Pio IX e carico di bibbie protestanti, fu un convertito all’eresia. Anche da questo episodio si vede un odio che accomuna gli scismatici e i grembiulini nei confronti del cattolicesimo. E adesso si va in Svezia a celebrare l’anniversario di uno scisma!”




    Commenti di Carlo di Pietro sul 20 settembre:



    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore

    Oggi vorrei ricordare il lutto del 20 settembre con questa riflessione. Il 15 settembre 2010 Ratzinger, da buon vile, festeggiava la Breccia di Porta Pia in anticipo e durante la sua udienza del mercoledì dedicata a Santa Chiara. Durante il suo discorso salutava i bersaglieri, augurava loro ogni bene ed indossava il cappello piumato. Si potrà obiettare: cosa c'è di male? Ebbene noi conosciamo abbastanza l'astuzia del teologo tedesco, da giovane soprannominato "il serpente", difatti il 20 settembre del 2010 manderà a prostituirsi a Porta Pia il suo Segretario di Stato: Tarcisio Bertone. Con accanto lo stalinista amico della CIA e "presidente" Giorgio Napolitano, Bertone persino irrideva Dio dicendo: "Assisti e illumina i suoi (dell'Italia) governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune". Come se non sapesse che latrina massonica fu, era ed è la politica italiana. La propaganda e messa in scena pensata da Ratzinger era così marcata che addirittura i suoi amici della massoneria dovano recitare la parte degli offesi. Raffi, il capomassone locale, ci andava giù pesante: "La partecipazione di gerarchie ecclesiastiche è uno scempio che va fermato: è come se al 25 aprile andassero anche i repubblichini. E a noi Alemanno ci ha invitato solo dopo un nostro comunicato". Giorgio Napolitano concludeva trionfante che la presenza di Bertone a Porta Pia "ha un significato di conferma del rispetto della Chiesa, della Santa Sede per Roma capitale". Chi dimentica è complice!
    W CRISTO RE, W IL PAPA RE!

    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    OVVIAMENTE LE LORO "PREGHIERE" NON SONO STATE MAI ESAUDITE.
    Non è necessario conoscere approfonditamente il Magistero della Chiesa per capire che le giornate di Assisi sono delle bestemmie contro Gesù Cristo, basta il Catechismo per la Prima Comunione, oppure si può guardare ai fatti. Le loro "preghiere" non sono mai state esaudite, anzi di anno in anno i castighi di Dio aumentano senza tregua.
    Pontificava già il nostro primo Papa san Pietro: Fuerunt vero et pseudo prophetae in populo, sicut et in vobis erunt magistri mendaces, qui introducent sectas perditionis et eum, qui emit eos, Dominatorem negantes superducent sibi celerem perditionem. Et multi sequentur eorum luxurias, propter quos via veritatis blasphemabitur; et in avaritia fictis verbis de vobis negotiabuntur. Quibus iudicium iam olim non cessat, et perditio eorum non dormitat - Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato.
    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Come si fa a non essere preoccupati? Dopo questo ennesimo oltraggio (e buffonata), come minimo il Padre Eterno ci manda altre 2 guerre e 8 terremoti. Bergoglio ha avuto pure la faccia tosta di dichiarare che la pace è santa, quindi che la guerra santa (e giusta) sarebbe dannata.
    Nolite arbitrari quia venerim mittere pacem in terram; non veni pacem mittere sed gladium
    Qui la condanna di Dio e della Chiesa alle giornate di Assisi:
    https://w2.vatican.va/content/pius-x...um-animos.html
    Fabio Pizzimenti la spada che intende GESù è interiore ?
    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore Non solo. Anche esteriore. Materiale e spirituale. Portò la guerra anche nelle famiglie ed altrove. Tutto ha il giusto senso.
    Fabio Pizzimenti Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore guerra contro la carne, lo spirito del mondo, al peccato.
    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore Dunque tutte le guerre giuste combattute in difesa di Gesù? Si va dalla semplice, ma a volte durissima guerra in casa, fino alle grandi guerre fra le nazioni e gli imperi cattolici contro gli eretici, gli apostati e gli infedeli. E così via! Gesù ha dimostrato e mostrato la scelta da fare: o con Lui o contro. Santa notte.”








    Edizioni Solfanelli - Centro Studi Giuseppe Federici: In nome del Papa-Re
    Edizioni Solfanelli - Centro Studi Giuseppe Federici: In nome del Papa-Re





    “IN NOME DEL PAPA-RE
    L’esercito di Pio IX (1860-1870)
    1860: le vicende risorgimentali stanno volgendo al termine e gli occhi di tutti sono puntati su Roma, destinata a diventare la capitale della nuova Italia. Nel disperato tentativo di salvaguardare il potere temporale pontificio, migliaia di giovani accorrono da ogni parte d’Europa per arruolarsi nell’esercito di Pio IX. Dalla primavera del 1860 sino al settembre del 1870 furono quasi quindicimila i soldati volontari dell’ultimo Papa-Re, destinati a scrivere una pagina della nostra storia purtroppo dimenticata. Mobilitati dai comitati diocesani formatisi in ogni nazione, si presentarono nella Roma del tramonto papalino giovani di ogni estrazione sociale: contadini e studenti universitari, figli del popolo e cadetti della più blasonata aristocrazia europea, tra cui i principi Pietro Aldobrandini, Paolo Borghese, Francesco Ruspoli, Vittorio Odescalchi, Carlo Chigi Albani della Rovere, tutti della nobiltà romana; il principe Alfonso di Borbone-Sicilia, fratello del re Francesco II; il principe Alfonso Carlo di Borbone d’Austria-Este, successivamente pretendente carlista al trono spagnolo; il barone Athanase de Charette, discendente dell’omonimo eroe vandeano. Tra i romagnoli si segnalarono il marchese Zappi di Imola, i conti Filippo e Gustavo di Carpegna, il patrizio Odoardo Corbucci di San Giovanni in Marignano, il conte Emaldi di Lugo. Questo saggio intende ridare un volto a questi crociati del XIX secolo che manifestarono in modo eroico il profondo amore che ogni cattolico dovrebbe avere per la Sede di Pietro. È la vicenda di una generazione che, di fronte ai cambiamenti epocali provocati dalle rivoluzioni massoniche, rimase fedele alla concezione cavalleresca dell’esistenza, in nome del Papa-Re.”


















    https://forum.termometropolitico.it/...ontificio.html
    Cantoeprego - Noi vogliam Dio
    “Noi vogliam Dio, Vergin Maria,
    benigna ascolta il nostro dir;
    Noi t'invochiamo, o Madre pia;
    dei figli tuoi compi il desir.
    Deh! benedici o Madre, al grido della fé,
    Noi vogliam Dio ch'è nostro Padre,
    noi vogliam Dio ch'è nostro Re.
    Noi vogliam Dio ch'è nostro Padre,
    noi vogliam Dio ch'è nostro Re.
    Noi vogliam Dio nella famiglie,
    dei nostri cari in mezzo al cuor;
    sian forti i figli, caste le figlie:
    tutti l'infiammi di Dio l'amor.
    Noi vogliam Dio in ogni scuola,
    perché la nostra gioventù
    la legge apprenda e la parola
    della sapienza del buon Gesù.
    Noi vogliam Dio nel nostro lavoro,
    perché giustizia, pace e amor
    sian della vita il nostro decoro
    e regni sempre su noi il Signor.”

    NOI VOGLIAM DIO
    http://www.musicaliturgica.altervist...ogliam_dio.pdf










    P. S. Santi e ricorrenze del 20 settembre...






    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    20 SETTEMBRE 2016: SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI
    Martirio e vita cristiana.
    La Passione di sant'Eustachio narra che fu chiuso con la moglie e due figli, dentro un grosso bue di bronzo arroventato. In tale modo avrebbe raggiunto la palma del martirio. Il racconto di questa Passione dagli storici non è accettato e noi ci fermeremo sopra un passo di san Cipriano relativo al martirio.
    "Dio non promette ricompensa soltanto a coloro che sostengono il martirio, ma anche a coloro che conservano la fede integra e pura, perché ogni cristiano, che lascerà ciò che possiede, per seguire Gesù Cristo, sarà elevato al rango dei martiri. Lo dice nell' Apocalisse: 'Vidi le anime di quelli che sono morti rendendo testimonianza a Gesù e alla parola di Dio e non hanno adorato la bestia, né la sua immagine, e son vissuti e hanno regnato con Gesù Cristo'. Egli dice che non solo quelli che hanno sofferto la morte vivranno e regneranno con Gesù Cristo, ma tutti quelli che resteranno fermi nella fede, conserveranno il timor di Dio, non obbediranno agli ordini della bestia, né l'adoreranno. Chi non si impegnerebbe, per giungere ad una gloria così splendente, per divenire l'amico di Dio e godere con Cristo alla fine di questa vita?
    Questo il tema che deve occupare la nostra mente, questo dobbiamo meditare giorno e notte. Se la persecuzione trova un soldato di Gesù ben disposto dai suoi alti pensieri, un cuore così armato per il combattimento non sarà mai sopraffatto e, se Dio lo chiama prima che la persecuzione venga, una fede così ben preparata per il martirio non resterà senza ricompensa, perché Dio, che è giudice giusto, non guarda il tempo e, se in tempo di persecuzione premia il coraggio, in tempo di pace premia la virtù e la buona volontà". (San Cipriano, Esortazione al martirio).
    Preghiera.
    Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria ... Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell'inferno e salvatela.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1095-1096.”







    “Il 20 settembre 530 San Bonifacio II viene esaltato al Sommo Pontificato”

    “20 settembre 1870 -2016: 146° Anniversario della sacrilega invasione della città santa di Roma e distruzione dello Stato dello Chiesa”



    "20 settembre 2016: VIGILIA di San Matteo apostolo"








    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Eterno Padre, intendo onorare i santi Eustachio e famiglia Martiri, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Eustachio e famiglia Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”












    http://www.sodalitium.biz/santeustachio/
    "20 settembre, Sant’Eustachio Martire.

    “Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria … Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell’inferno e salvatela” (Dom Gueranger)


    .



    Sant’Eustachio è uno dei quattordici santi ausiliatori, invocati dal popolo cristiano in casi di particolari necessità."

















    Luca, Sursum Corda!

    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  9. #9
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    Lightbulb Re: Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    20 SETTEMBRE 2017: mercoledì delle Quattro Tempora di settembre (digiuno e astinenza), VIGILIA di San Matteo apostolo, SANT’EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI…
    Viva lo Stato Pontificio, Viva Pio IX, Viva l’ultimo Papa-Re!




    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Eustachio e famiglia Martiri, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Eustachio e famiglia Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Sant'Eustachio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santeustachio/
    “20 settembre, Sant’Eustachio Martire.

    “A Roma la passione dei santi Martiri Eustachio e Teopista sua moglie, coi due figli Agapito e Teopisto, i quali, sotto l’impe¬ratore Adriano, condannati alle fiere, ma per divino aiuto rimasti illesi, da ultimo, chiusi in un bue di bronzo infuocato, compirono il martirio”.
    “Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria … Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell’inferno e salvatela” (Dom Gueranger).”






    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    “20 Septembre : Saint Eustache et ses Compagnons, Martyrs († 120).”



    “Mercredi 20, Vendredi 22 et Samedi 23 Septembre : Quatre-Temps de Pentecôte JEÛNE ET ABSTINENCE.”






    “20, 22 e 23 settembre: Quattro Tempora di settembre ---> digiuno e astinenza.”
    https://www.radiospada.org/2016/09/l...-di-settembre/
    https://www.radiospada.org/2014/03/l...cco-le-regole/



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “20 SETTEMBRE 2017: SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI.”




    "20 settembre 2017: VIGILIA di San Matteo apostolo."
    “Il 20 settembre 530 San Bonifacio II viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “20 settembre 1870 -2017: 147° Anniversario della sacrilega invasione della città santa di Roma e distruzione dello Stato dello Chiesa.”

    “Il destino di Roma, nella elezione divina di una città fra tutte come sede del Pastore dell’unico ovile di Cristo, è il destino dell’unità umana,invocata dal Redentore, alla vigilia della sua passione e del suo trionfo [...]. E noi Cristiani [...] nella immagine dell’antica Roma idolatra, che si fa madre dei popoli e fa suoi figli e cittadini i figli stessi dei barbari, - fecisti patriam diversis gentibus unam (Cl. Rutilio Namaziano, De Reditu, I, I, c. I, 63) -, riconosciamo l’anticipata visione della Roma Cristiana, madre di tutte le Chiese e patria comune di tutti i figli di Dio, preordinati dalle acque del battesimo e dalla grazia rigeneratrice a cittadini di quella superna Roma onde Cristo è Romano (Purg., XXXII, 102). (Cardinale Eugenio Pacelli)”






    https://www.radiospada.org/2017/09/g...ettembre-2017/
    “Gesta Romanorum: XX settembre 1870 – XX settembre 2017 di Alessandro Luciani

    20 settembre 1870, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, tutti stringevano nelle loro mani il remington in dotazione con incise le chiavi di San Pietro, quasi come fosse un sostegno al quale aggrapparsi. Tutti erano lì, forse molti erano inadeguati, ma tutti erano pronti ad affrontare ciò che cannoneggiava le mura aureliane. In mezzo a quei ranghi non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano.
    Poi un boato e le truppe piemontesi oltrepassano Porta Pia, la battaglia ha quindi inizio mentre ai confini della civiltà si ergono ancora una volta un gruppo di uomini cattolici, romani, anche se non tutti “italiani”… «Fermi ognuno al proprio posto, premendo con gli scudi, combattevano senza prendere il respiro e senza guardarsi indietro; […] avevano come obiettivo l’estrema stanchezza o la notte» (Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 38.)
    La breccia sulla quale combatterono quegli uomini non era solo materiale ma anche metafisica: la Roma cristiana, massima sede della Chiesa di Dio, veniva violata e occupata dai suoi nemici, accoliti del tricolore giacobino, i quali con un atto di violenza criminale strapparono al Romano Pontefice la sua indipendenza, la sua autorità civile, il suo impero, al quale anche i Cesari si sottomettevano volontariamente.
    L’Imperatore Costantino infatti con la fondazione di Costantinopoli lasciò Roma a Papa San Silvestro I, al medesimo Pontefice e ai suoi successori lasciò le insegne imperiali, i calzari rossi simbolo della dignità imperiale (che solo l’Imperatore poteva indossare) e dodici pretoriani armati di fasci littori, a disposizione – secondo la tradizione e le leggi di Roma – solo di chi deteneva il potere di impero. E’ dunque così che Costantino professa davanti alla neonata Cristianità un principio fondamentale: la sovranità civile, oltre che spirituale e dottrinale, del Papa, Pontefice Massimo, Re-sacerdote di Roma. Costantino non cede attraverso un atto giuridico e scritto al Papa la sua autorità civile ma vi si sottomette, poiché il Pontefice Romano è sulla terra l’origine di ogni giurisdizione e la sua autorità temporale non è determinata dalle concessioni dei sovrani del mondo ma proviene da Dio stesso, unica e comune origine dell’autorità civile e di quella spirituale (cfr Rm XIII, 1). Questo principio, rigettato dalla modernità e dallo Stato sabaudo, porta l’esercito piemontese sedicente “italiano” a cannoneggiare le mura aureliane e a disconoscere con le sue azioni che il Dio del quale il Papa è vicario sulla terra sia lo stesso che concede ai sovrani il diritto di regnare, non un altro.
    Ecco dunque il principio della modernità civile e dello “Stato italiano” e laico: la Gnosi. Fu quest’ultima a fare la breccia di Porta Pia, che fu prima di tutto breccia dell’odio contro Dio e la Sua Chiesa nei cuori di chi la fece, breccia antesignana di quella vaticana del Conciliabolo Vaticano II operata dalle medesime forze liberali e gnostiche. Così come la gnosi ,sotto la cui bandiera combatteva e combatte tutt’ora lo stato italiano/piemontese, mutò la concezione dell’autorità civile, così la stessa gnosi conciliare muterà la concezione della sua origine che è Dio: Egli infatti dopo la seconda breccia non è più esterno all’uomo, ma interno. Dio infatti, secondo la nuova dottrina vaticana, non è più dentro il Tabernacolo dell’altare, realmente presente, ma realmente presente dentro ogni uomo (la liturgia bugninian-montiniana stessa ce lo lascia intendere): da qui procede la logica conseguenza della libertà religiosa, dell’ecumenismo, della salvezza anche fuori dalla Chiesa, del Modernismo e dunque della breccia della città terrena – quella dell’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio – nella città di Dio – quella dell’amore di Dio fino al disprezzo di sé – ,una breccia di cui quella di Porta Pia era una premessa, un passaggio necessario e non il fine ultimo.
    20 settembre 2017, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, altri forse inadeguati, ma tutti pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano. Quegli uomini siamo noi, tutti al confine della romanità e avanguardia della verità in difesa della Cattedra di San Pietro, siamo al confine della nostra anima nella quale la città dell’uomo vorrebbe far breccia, siamo giovani e vecchi, forse inadeguati, ma cattolici e romani. Non tutti quelli che sono con noi sono nati nella città di Roma, ma tutti sono romani, a differenza di chi sbandiera tricolori giacobini indossando camice rosse o nere, di chi apre brecce o le celebra dopo circa un secolo e mezzo.
    Siamo pochi, direte, però «Se pensate che è il numero quello che conta, allora neppure l’intera Grecia basterebbe, perché è poca cosa in confronto alla loro massa. Se invece conta il coraggio, allora anche questi pochi uomini sono sufficienti» (Plutarco, Apophthegmata Laconica).”






    Per ulteriori approfondimenti:

    https://www.radiospada.org/tag/zuavi/
    https://www.radiospada.org/2016/03/i...-beato-pio-ix/
    https://www.radiospada.org/2015/09/d...s-pio-ix-1870/

    https://www.radiospada.org/2014/09/x...e-il-disonore/
    https://www.radiospada.org/2015/09/m...-xx-settembre/
    https://www.radiospada.org/2012/09/l...-20-settembre/
    https://www.radiospada.org/2015/09/2...-della-chiesa/

    https://www.radiospada.org/2015/09/g...ing-1808-1892/
    “S.E.R. Cardinal Henry Edward Manning, arcivescovo di Westminster (1808-1892), prete anglicano sposato e poi vedovo nel 1837, si avvicinò progressivamente al cattolicesimo e dopo un colloquio con Pio IX, il 6 aprile 1851 abiurò lo scisma anglicano e fu riordinato sacerdote poco dopo il 14 giugno 1851. Figura assolutamente centrale nella rinascita del cattolicesimo romano e della sua gerarchia in Inghilterra, fedelissimo di Papa Pio IX, divenne arcivescovo di Westminster nel 1865. Diventato principe della Chiesa nel 1875, partecipò al conclave che elesse Leone XIII nel 1878. Cardinale nel 1875, è una delle figure più luminose del cardinalato ottocentesco. Di lui ci siamo lungamente occupati in alcune conferenze e ci occuperemo ancora con nuovi interventi. A conclusione di questa telegrafica nota biografica, riportiamo alcuni estrattii da un discorso tenuto al Concilio Vaticano il 25 maggio 1870 a favore della definizione dell’Infallibilità pontificia, vera cifra dell’episcopato e del cardinalato manninghiano.”
    [Qui Radio Spada] Henry E. Manning, una stella del cardinalato ottocentesco | Radio Spada
    [QUI RADIO SPADA] La necessità storica e teologica del potere temporale dei Papi | Radio Spada
    http://radiospada.org/2015/04/qui-ra...rale-dei-papi/





    L?orazione originale di Papa Leone XIII a San Michele: una profezia circa la futura apostasia a Roma « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=29589

    20/09: la Roma papalina e la Roma brecciaiola « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=29586
    http://www.agerecontra.it/public/pre..._sanpietro.png

    Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870 « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=25211
    Oggi il Cattolicesimo è in lutto nazionale: Pio IX e il 20 settembre 1870 « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/pre...09/pionono.jpg




    Edizioni Solfanelli - Centro Studi Giuseppe Federici: In nome del Papa-Re
    http://www.edizionisolfanelli.it/innomedelpapare.htm


    Associazione legittimista Trono e Altare: Audio-documentario sul Risorgimento di Gilberto Oneto
    Associazione legittimista Trono e Altare: Discorsi della Società Nazionale per la Confederazione Italiana




    Un finanziamento della massoneria britannica dietro l'avventura dei Mille
    Massoneria/ Grande Oriente celebra il XX Settembre e l'Equinozio
    Grande Oriente celebra il 20 Sett. e l'Equinozio
    20 Settembre: niente da festeggiare!
    “20 SETTEMBRE: NIENTE DA FESTEGGIARE! Fonte: http://www.associazionelatorre.comAssociazione Culturale "La Torre" - Sempre dalla parte della vita - Mai contro natura

    Tragica la ricorrenza del 20 settembre 1870: le truppe anticattoliche invadevano lo Stato Pontificio decretando la fine del potere temporale del Papa. Si trattò di un'operazione di conquista militare voluta dalla banca Rotschild e dalla massoneria inglese, il cui carattere anticattolico trasuda da ogni episodio.
    Il 20 settembre del 1870 i Bersaglieri del Regno d’Italia entravano a Roma invadendo lo Stato Pontificio.
    Giungeva così a compimento una delle pagine più buie del più vergognoso “risorgimento” italiano.
    La “breccia di Porta Pia” consentì alle truppe italiane di invadere la Roma Pontificia. Il 20 settembre (equinozio d’autunno ed inizio dell’anno massonico) del 1870 veniva sancito —di fatto— la fine del potere temporale del Papa.
    Si trattò di un’operazione di conquista militare voluta dalla banca Rotschild e dalla massoneria inglese, il cui carattere anticattolico trasuda da ogni episodio. Lo si evince, ad esempio, dalla circostanza che il primo ad entrare in Roma —dietro i bersaglieri— fu Luigi Ciari, facchino e pastore protestante che trasportava un carretto zeppo di bibbie eretiche trainato da un cane che rispondeva al nome di Pionono. Centotrentanove anni di retorica patriottarda e di menzogne partorite dalle officine massoniche, non possono negare la realtà dei fatti: il 20 settembre rimane una delle date più tragiche nella storia della Chiesa Cattolica con cui è stata sancita l’occupazione militare ed ideologica del cuore della Cristianità da parte delle Massonerie. A riprova di ciò stanno le parole del Gran Maestro, Adriano Lemmi —“Risorgimento: opera della Massoneria! Venti settembre: opera della Massoneria!”— come un sigillo di garanzia del lavoro dei “grembiulini”. Tutto il risorgimento è, infatti, ammantato da un unico filo conduttore: attaccare e distruggere (se fosse mai possibile…) la Chiesa di Cristo, le Sue leggi ed il Papato. Disegno sbandierato dall’asmatico ladro di cavalli e schiavista Peppino Garibaldi che in una sua missiva indirizzata al conte Giuseppe Napoleone Ricciardi, in adesione all’anticoncilio ecumenico da inaugurarsi a Napoli in concomitanza con il “Concilio Vaticano I”, riportava: “Rovesciare il mostro papale, edificare sulle sue rovine la ragione e il vero”. Un caso? Dal 1848 in poi, l’intera legislazione prodotta dal parlamento subalpino prima, e da quello del regno d’Italia poi, avrà come compito esclusivo quello di colpire il potere temporale del Papa come preludio alla spoliazione di quello spirituale: la legge Siccardi, la legge Rattazzi e le successive leggi “democratiche” colpiranno e sopprimeranno le corporazioni religiose (cattoliche) ritenute unilateralmente inutili dal governo. Confisca dei beni da parte dello Stato, espropri e spoliazioni avranno come conseguenza naturale l’allontanamento forzato di decine di migliaia di religiosi e l’arresto di dozzine di vescovi. Contro la Chiesa Cattolica, i Suoi ministri e le Sue opere, una persecuzione in pieno stile che provocherà lacerazioni sociali ed economiche tuttora aperte. Illuminanti ed attuali appaiono le parole pronunciate da Pio IX, l’ultimo Papa-Re la cui salma non venne risparmiata dalla satanica violenza del pattume settario, nell’allocuzione del 6 gennaio 1875: “Benedite Signore questa Penisola, che quando era divisa in più Stati era unita con la fede; ma ora che si dice politicamente unita, é seminata di templi protestanti, di scuole eterodosse, e di simili istituzioni che hanno la missione di dividere l'Italia nella fede, nel culto, nella religione, per dar luogo alle istituzioni di Satana”.
    Costoro – tuttavia – non si illudano e si mettano l’anima in pace. Settari, eretici, scismatici e deicidi non vinceranno poiché “i nemici di Dio spariscono e la Chiesa resta (…) saremo tribolati ma non vinti”. (S. S. Pio IX)
    Portae inferi non prevalebunt!”




    “Sodalitum” è la rivista cattolica più fedele all’ultimo Papa-Re Pio IX e al Papato in quanto tale; denuncia ancora in modo coerente ed intransigente il “Risorgimento italiano” e la “breccia di Porta Pia” del 20 settembre 1870 come opera della contro-chiesa giudaico-massonica e non certo come preteso dono della “Provvidenza” a beneficio della Chiesa, come vorrebbero la “nuova pastorale” ed il “nuovo magistero” della setta vaticanosecondista e dei suoi finti “papi” che hanno contraddetto tutti i veri Pontefici fino a Pio XII…



    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/61.pdf
    “(…) l’Italia, che la divina Provvidenza ha voluto come sede del Vicario di Cristo e della sua Chiesa, e che però proprio in quel periodo ha subito quell’attacco violento iniziato col cosiddetto “risorgimento” italiano. Risorgimento che fu invece anti-italiano perché anti-cattolico, e che ha iniziato quel processo di scristianizzazione o apostasia del nostro Paese che dura e peggiora ancor oggi.
    Per questo non solo di storia – più o meno polverosa – si tratta; perché la battaglia di oggi altro non è che il proseguimento di quella di ieri.
    Due generazioni di cattolici si strinsero a difesa della Chiesa in quei frangenti. Attorno a Pio IX e Leone XIII, i cattolici cattolici furono detti “intransigenti” in Italia, “ultramontani” in Francia. “Cattolici cattolici”, dico, perché essi erano solo ed unicamente cattolici: né cattolici liberali, né cattolici democratici, né cattolici socialisti né cattolici nazionalisti. Quando le costituzioni o le legislazioni degli Stati si fecero laiche (ovvero atee di fatto), quando la breccia di porta Pia e la presa di Roma distrussero l’ultimo Stato veramente cattolico che era anche quello cattolico per eccellenza, i cattolici si trovarono in una situazione inedita. La croce non trionfava più, trionfava la massoneria, ed il militante cattolico per il fatto stesso era considerato un sovversivo dello Stato, e questo non solo in paesi infedeli o protestanti, ma anche nei paesi che vantavano una bimillenaria tradizione cattolica, ed una popolazione quasi interamente tale. Bisogna dirlo e ricordarlo: chi riorganizzò il movimento cattolico, chi diede vita all’azione cattolica, chi fondò e diffuse la stampa cattolica, le banche popolari e una miriade di opere sociali, non furono i cattolici liberali, non furono i cattolici democratici, non furono i cattolici moderati e transigenti, ma i veri cattolici intransigenti, i cattolici del Sillabo, gli avversari risoluti della rivoluzione: quelli cioè che oggi sono totalmente esclusi e messi al margine dal movimento che si dice (o si diceva) cattolico.
    Due periodi, quindi, saranno esaminati. Il primo va pressappoco dal 1864, con la pubblicazione del Sillabo, ovvero “sommario dei principali errori dell’età nostra”, fino alla fine del pontificato di Leone XIII (1903). È l’epoca dell’intransigenza e della “Questione Romana”, della lotta della Chiesa contro lo Stato liberale ben presto dominato dalla Massoneria. L’ultima proposizione condannata del Sillabo presenta – a contrario – il programma di questi cattolici: “Il Romano pontefice NON può e NON deve col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà venire a patti e conciliazione”. È questo il sunto del programma intransigente.
    Il 17 settembre 1867, a Bologna, nasce per opera di Mario Fani e Giovanni Acquaderni la “Società della Gioventù Cattolica Italiana” col motto “preghiera, azione, sacrificio”. La data della fondazione non è casuale: è quella dell’anniversario della battaglia di Castelfidardo, quando, nel 1860, presso Loreto, le truppe papali si scontrarono con quelle italiane; fu una sconfitta, è vero, ma anche l’inizio di quella “crociata” che vide volontari cattolici del mondo intero (e, in primis, italiani) prendere le armi per la Chiesa ed il Papa. Molti di loro (come lo stesso Fani, o nel 1870, Sacchetti) saranno tra i protagonisti del primo movimento cattolico. (…)
    Questo numero di Sodalitium vuol rinnovare il programma di San Pio X: restaurare tutto in Cristo. Ai lettori cattolici della nostra rivista vogliamo ricordare il glorioso passato perché si impegnino, oggi, nel riprendere la bandiera di Cristo Re, e non bandiere ambigue che non ci appartengono.
    Ai giovani di Azione Cattolica o dei cosiddetti movimenti sorti dopo il Concilio, queste pagine potrebbero essere un modo per riscoprire le proprie vere origini e rendersi conto del fatto che l’attuale movimento cattolico è passato al nemico. Ai giovani che si credono in rivolta contro il mondo moderno, ma che seguono maestri che in realtà vengono da quelle Logge massoniche che hanno fatto il mondo moderno, forse perché della Chiesa e del cattolicesimo vedono solo contraffazioni e rovine, proponiamo queste pagine perché scoprano in quella cattolica la vera e unica Tradizione. A noi, redattori di Sodalitium, la soddisfazione di aver reso omaggio a san Pio X e a quanti si sono battuti al suo fianco, per Cristo Re, per la sua Chiesa e per la Cristianità, consci che non si tratta di battaglie di un polveroso passato, ma di una impresa che ancora si combatte, oggi, con i nostri poveri mezzi, certamente, ma anche con l’aiuto di Dio. Noi non abbiamo cambiato bandiera!
    Exurge Domine, et judica causam tuam!”


    http://www.sodalitium.biz/opportunei...e_pdf/oi06.pdf
    “Il 20 settembre, nell’infausto anniversario della Breccia di Porta Pia, il “Centro studi Federici” ha diffuso un comunicato stampa e patrocinato una Messa di requiem, in suffragio dei Caduti Pontifici, che è stata celebrata all’oratorio San Gregorio.”


    "XX settembre 2017 - centoquarantasette anni fa l'occupazione di Roma (settembre 2017)"
    XX settembre 2017 - centoquarantasette anni fa l'occupazione di Roma
    “Riportiamo l'articolo seguente diffuso dal Centro Studi Federici, che ricorda l'occupazione di Roma da parte delle truppe piemontesi, avvenuta nel 1870 e che causò - strana coincidenza! - l'interruzione del Concilio Vativano I, convocato da Papa Pio IX per condannare gli errori moderni. In calce riportiamo l'elenco dei caduti pontifici, anch'esso diffuso dal Centro Studi Federici.”
    I caduti pontifici del 20 settembre 1870 - Centro Studi Giuseppe Federici
    La Roma papalina e la Roma brecciaiola - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/l...a-brecciaiola/



    "La verità della tomba di San Pietro - Intervento di Margherita Guarducci (giugno 2017)"
    La verità della tomba di San Pietro - Intervento di Margherita Guarducci
    La tomba di san Pietro - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/la-tomba-san-pietro/





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    https://forum.termometropolitico.it/...l-papa-re.html




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: Rif: "Roma 20 settembre 1870: tra invasione e rivoluzione"

    20 SETTEMBRE 2018: VIGILIA di San Matteo apostolo, Centenario dell’impressione delle Stimmate di Padre Pio (20 settembre 1918); SANT’EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI…
    Viva lo Stato Pontificio, Viva Pio IX, Viva l’ultimo Papa-Re!




    «20 SETTEMBRE SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 20 settembre. Sant'Eustachio e Compagni, martiri

    «21 SETTEMBRE SAN MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA.»
    Guéranger, L'anno liturgico - San Matteo, Apostolo ed Evangelista




    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    "SANT'EUSTACHIO E COMPAGNI
    Martiri.
    Doppio.
    Paramenti rossi.
    http://www.unavoce-ve.it/pg-20set.htm
    «La leggenda, scrive il Card. Schuster (Liber Sacramentorum, Vol. VIII, p. 261), ha deformato assai stranamente questo celebre vescovo d'Antiochia, le cui lodi furono già intessute da san Giovanni Crisostomo e da Severo, ed il culto del quale, al dir di Prudenzio, nel secolo IV era divenuto popolarissimo anche in Occidente. Eustachio, o meglio Eustazio, morì in esilio a Traianopoli in Tracia; ma nel 484, il vescovo Calandione ne fece ricondurre le ossa ad Antiochia.
    Un altro Santo di questo nome viene ricordato nel Geronimiano il 16 luglio; e finalmente un terzo, che fa parte d'un gruppo di Martiri così detti di Sebaste, venerati in Roma il 13 dicembre.
    Tra questi vari Martiri è intervenuta non poca confusione: e il forte vescovo d'Antiochia finì per divenire attraverso la leggenda, valoroso capitano e buon padre di famiglia, con moglie e figli, anch'essi Martiri entro un toro infocato».
    Eustachio, che da pagano si chiamava Placido, fu un soldato Romano martirizzato assieme alla sua famiglia - la moglie Teopista e i figli Teopisto e Agapio - al tempo dell’Imperatore Adriano. Furono arsi all’interno di un bue di bronzo arroventato. Secondo la tradizione la sua conversione avvenne a caccia: inseguiva un cervo di rara bellezza e grandezza e quando questo si fermò sopra una rupe e si volse verso di lui, aveva tra le corna una croce luminosa e sopra la figura di Cristo che gli disse: “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”. Sant'Eustachio è uno dei quattordici Santi Ausiliatori.
    • Eustachio, nominato anche Placido, celebre fra i Romani per nascita, ricchezze e gloria militare, meritò, sotto l'imperatore Traiano, il titolo di maestro della milizia. Esercitandosi un giorno a caccia e inseguendo un cervo di straordinaria grandezza che fuggiva, fermatosi all'improvviso l'animale, egli vide fra le sue corna un'immagine grandiosa e splendente di Cristo Signore confitto in croce. Sentendosi incitato da questa voce alla preda della vita immortale, diede il nome alla milizia cristiana insieme colla sposa Teopista e i due piccoli figli Agapito e Teopisto.
    Ritornato bentosto, come gli aveva ordinato il Signore, sul posto della visione avuta, sentì predirsi da lui quanto avrebbe dovuto soffrire quindinnanzi per la sua gloria. Poco dopo sostenne con pazienza ammirabile incredibili calamità sì da essere ridotto in breve tempo alla più squallida miseria. Costretto a fuggire di nascosto, con strazio si vide miseramente rapire nel viaggio prima la moglie, e poi anche i figli. Oppresso da tante prove, dimorò per lungo tempo nascosto in una lontana regione, finché confortato da una voce celeste e richiamato da Traiano per una nuova guerra, fu di nuovo messo a capo delle truppe.
    In quella spedizione ricuperati inaspettatamente i figli insieme colla moglie, entrò in Roma vincitore tra le acclamazioni di tutti. Ma di lì a poco ricevuto ordine di sacrificare ai falsi dèi per la riportata vittoria, si rifiutò energicamente. Dopo essersi cercato invano con vari mezzi di fargli rinnegare la fede di Cristo, venne esposto colla moglie e coi figli ai leoni. Ma questi si mantennero mansueti, onde l'imperatore irritato, fece rinchiudere quelli in un toro di bronzo arroventato, donde, terminando il martirio al canto delle divine lodi, se ne volarono alla felicità eterna il 20 di Settembre. I loro corpi sepolti religiosamente dai fedeli, vennero poi ritrovati intatti e trasferiti nella chiesa eretta sotto il loro nome.
    SANTA MESSA
    • Omelia di sant'Ambrogio vescovo.
    Libro 5 su Luca, cap. 6, dopo l'inizio.
    Fate bene attenzione a tutto, al modo in cui sale con i discepoli e discende alle folle. In che modo infatti la folla poteva vedere Cristo se non in basso? Non lo segue sulle altezze, non sale ai vertici. Pertanto dove discende, trova gli infermi: sulle altezze infatti non ci possono essere infermi. Indi anche Matteo insegna che i debilitati furono sanati nei luoghi inferiori. Prima difatti va sanato ciascuno in modo che possa ascendere al monte pian piano con le forze che crescono; e quindi sana ciascuno nei luoghi inferiori, cioè, li richiama dalla lussuria, rimuove il danno della cecità. È sceso alle nostre ferite: affinché, con un certo uso ed abbondanza della sua natura, ci faccia essere compartecipi del regno dei cieli.
    Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. San Luca pose soltanto quattro beatitudini del Signore, mentre san Matteo otto: ma in quelle otto ci stanno queste quattro, ed in queste quattro quelle otto. Questi infatti ha come abbracciato le quattro virtù cardinali: quello in quelle otto ha rivelato un numero mistico. Infatti molti Salmi hanno l'iscrizione "per l'ottava": e ricevi ordine di metterti in grado di partecipare in qualche modo a queste otto beatitudini. Come infatti l'ottava è la perfezione della nostra speranza, così l'ottava è la somma delle virtù.

    Ma prima guardiamo a quelle che sono più grandi. Beati, disse, i poveri, perché vostro è il regno di Dio. Entrambi gli evangelisti posero questa beatitudine. Infatti è la prima in ordine, è una madre e la generazione delle virtù: poiché chi avrà disprezzato le cose del mondo, egli meriterà la vita eterna: né può alcuno meritare il regno dei cieli, che, oppresso dal desiderio del mondo, non ha la capacità di emergere."
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rtiri.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ec&oe=5C2B9F05





    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELLA DEDICAZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO, PATRONO DELLA CITTÀ E DEL REGNO DI NAPOLI. (20 - 28 Settembre).

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    Primo giorno.
    Gloriosissimo arcangelo San Michele, che pieno di fede, di umiltà, di riconoscenza, d'amore, lungi dall'aderire alle suggestioni del ribelle Lucifero, o di intimidirvi alla vista degl'innumerabili suoi seguaci, sorgeste anzi pel primo contro di lui, ed animando alla difesa della causa di Dio tutto il restante della Corte celeste, ne riportaste la più completa vittoria, ottenetemi, vi prego, la grazia di scoprire tutte le insidie, e resistere a tutti gli assalti di questi angeli delle tenebre, affinché, trionfando a vostra imitazione dei loro sforzi, meriti di risplendere un giorno sopra quei seggi di gloria da cui furono essi precipitati per non risalirvi mai più.
    Gloria Patri.
    ℣. Ora pro nobis, sancte Michaël Archangele.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Da nobis, omnipotens Deus, beati Michaëlis Archangeli honore ad summa proficere; ut cujus in terris gloriam prædicamus, ejus quoque precibus adjuvemur in cœlis.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, o San Michele Arcangelo.
    ℞. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    Concedi a noi, Onnipotente Dio, di progredire alle cose somme in onore di San Michele Arcangelo; come noi predichiamo la sua gloria in terra, noi siamo sostenuti anche dalle sue preci in cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.]
    Giaculatoria a San Michele Arcangelo.
    O glorioso, o forte
    Arcangiol San Michele,
    Siatemi in vita e in morte
    Proteggitor fedele. »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...35&oe=5C19E6F3






    «VIGILIA DI SAN MATTEO
    Apostolo ed Evangelista.

    Paramenti violacei.
    Galileo di nascita, Matteo prima della conversione, si chiamava Levi ed era pubblicano. Questa professione, che consisteva nell'esigere le imposte per i Romani, era molto odiosa ai Giudei, ai quali ricordava la loro sudditanza. Generalmente duro ed avaro, il pubblicano era considerato dai Farisei come il tipo del peccatore. Così la Chiesa fa risaltare la parte di Gesù come medico delle anime, che egli chiamava alla penitenza (Vangelo).
    SANTA MESSA
    • Omelia di sant'Ambrogio Vescovo.
    Libro 5 Commento al cap. 5 di Luca dopo il principio.

    Tutto è misterioso in questa vocazione del pubblicano, che Gesù invita a seguirlo non tanto col moto del corpo, quanto col movimento dell'anima. Così costui, la cui avarizia e durezza facevano per l'innanzi volgere a proprio profitto il salario dei mercenari, la fatica e il pericolo dei marinai, chiamato con una parola, abbandonò i propri beni, lui, che rubava i beni altrui; e lasciando quel miserabile banco, cammina col passo fermo della volontà al seguito del Signore. E gli prepara ancora un gran banchetto; perché chi riceve Cristo nella casa del suo cuore, si nutre di quanto v'ha di più delicato e si sazia pienamente di delizie.
    P.S. La commemorazione della Vigilia di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, è già presente nel link della Santa Messa di sant'Eustachio e Compagni, Martiri.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ac&oe=5C278C7E








    Sant'Eustachio - Sodalitium
    «20 settembre, Sant’Eustachio Martire.

    “A Roma la passione dei santi Martiri Eustachio e Teopista sua moglie, coi due figli Agapito e Teopisto, i quali, sotto l’imperatore Adriano, condannati alle fiere, ma per divino aiuto rimasti illesi, da ultimo, chiusi in un bue di bronzo infuocato, compirono il martirio”.
    “Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria … Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell’inferno e salvatela” (Dom Gueranger).” .»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x226.jpg







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Eustachio e famiglia Martiri, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Eustachio e famiglia Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»





    http://www.radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “20 SETTEMBRE 2018: SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI.
    Martirio e vita cristiana.

    La Passione di sant'Eustachio narra che fu chiuso con la moglie e due figli, dentro un grosso bue di bronzo arroventato. In tale modo avrebbe raggiunto la palma del martirio. Il racconto di questa Passione dagli storici non è accettato e noi ci fermeremo sopra un passo di san Cipriano relativo al martirio.
    "Dio non promette ricompensa soltanto a coloro che sostengono il martirio, ma anche a coloro che conservano la fede integra e pura, perché ogni cristiano, che lascerà ciò che possiede, per seguire Gesù Cristo, sarà elevato al rango dei martiri. Lo dice nell' Apocalisse: 'Vidi le anime di quelli che sono morti rendendo testimonianza a Gesù e alla parola di Dio e non hanno adorato la bestia, né la sua immagine, e son vissuti e hanno regnato con Gesù Cristo'. Egli dice che non solo quelli che hanno sofferto la morte vivranno e regneranno con Gesù Cristo, ma tutti quelli che resteranno fermi nella fede, conserveranno il timor di Dio, non obbediranno agli ordini della bestia, né l'adoreranno. Chi non si impegnerebbe, per giungere ad una gloria così splendente, per divenire l'amico di Dio e godere con Cristo alla fine di questa vita?
    Questo il tema che deve occupare la nostra mente, questo dobbiamo meditare giorno e notte. Se la persecuzione trova un soldato di Gesù ben disposto dai suoi alti pensieri, un cuore così armato per il combattimento non sarà mai sopraffatto e, se Dio lo chiama prima che la persecuzione venga, una fede così ben preparata per il martirio non resterà senza ricompensa, perché Dio, che è giudice giusto, non guarda il tempo e, se in tempo di persecuzione premia il coraggio, in tempo di pace premia la virtù e la buona volontà". (San Cipriano, Esortazione al martirio).
    Preghiera.

    Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria ... Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell'inferno e salvatela.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1095-1096.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...03&oe=5C2C654E





    “Il destino di Roma, nella elezione divina di una città fra tutte come sede del Pastore dell’unico ovile di Cristo, è il destino dell’unità umana,invocata dal Redentore, alla vigilia della sua passione e del suo trionfo [...]. E noi Cristiani [...] nella immagine dell’antica Roma idolatra, che si fa madre dei popoli e fa suoi figli e cittadini i figli stessi dei barbari, - fecisti patriam diversis gentibus unam (Cl. Rutilio Namaziano, De Reditu, I, I, c. I, 63) -, riconosciamo l’anticipata visione della Roma Cristiana, madre di tutte le Chiese e patria comune di tutti i figli di Dio, preordinati dalle acque del battesimo e dalla grazia rigeneratrice a cittadini di quella superna Roma onde Cristo è Romano (Purg., XXXII, 102). (Cardinale Eugenio Pacelli)”

    "20 settembre 2018: VIGILIA di San Matteo apostolo."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2b&oe=5C2ACF99





    “Centenario dell’impressione delle Stimmate di Padre Pio (20 settembre 1918).

    «Non posso immaginare quali sostanze permettano di tenere aperte le ferite per cinquant'anni, impedendone la naturale evoluzione [...] Più si studia l'anatomia e la fisiopatologia delle lesioni, più ci si rende conto che una ferita non può rimanere aperta com'è accaduto invece per le stimmate di Padre Pio, senza complicazioni, senza conseguenze per i muscoli, i nervi, i tendini. Le dita del frate stimmatizzato erano sempre affusolate, rosee e pulite: con ferite che trapassavano il palmo e sbucavano sul dorso della mano, avrebbe dovuto avere le dita gonfie, tumefatte, rosse, e con un’importante impotenza funzionale. Chi subisce lesioni come quelle, ha le dita rattrappite con sensibilità alterata. Per Padre Pio, invece, le evidenze contrastano con la presentazione e l’evoluzione di una ferita così ampia, quale ne sia stata la causa iniziale. Questo è ciò che dice la scienza».
    (Professor Ezio Fulcheri, docente di anatomia patologica all'università di Genova e di paleopatologia all'università di Torino)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...52&oe=5C63161B





    “Il 20 settembre 530 San Bonifacio II viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    “19, 21 e 22 settembre: Quattro Tempora di settembre ---> digiuno e astinenza.”
    https://www.radiospada.org/2016/09/l...-di-settembre/
    https://www.radiospada.org/2014/03/l...cco-le-regole/


    “Era il 19 settembre 1870.
    Le truppe italiane avevano completato l’investimento della città eterna, e l’ultimo atto del dramma cominciato nel 1859 stava per recitarsi; il sacrifizio stava per consumarsi. Sempre fedeli alla nostra divisa, noi speravamo contro ogni speranza, domandavamo a Dio un miracolo! Io aveva ricevuto il comando alla porta di S. Giovanni in Laterano, quando fui avvertito che il Santo Padre entrava alla Scala Santa.Non esagero: sembravami che intorno alla fronte del nostro augusto Pontefice risplendesse l’aureola dei Santi e dei Martiri. Ognuno aveva coscienza che stesse per compiersi alcun che di straordinario. Giunto all’ultimo gradino dopo essersi curvato a baciare la Croce che segna la traccia del Sangue del Salvatore, il Santo Padre, levando le braccia come Mosè alla vista della terra di Canaan, rivolse questa preghiera al Dio degli eserciti: «O tu, gran Dio, mio Salvatore, tu di cui io sono il servo dei servi, tu di cui io sono l’umile rappresentante, tu supplico, per questo prezioso Sangue, caduto al tuo divin Figlio in questi luoghi stessi, e del quale io sono il supremo dispensatore; ti supplico, pei tormenti, pel supplizio del tuo divin Figlio che salì volontariamente questa scala di obbrobrio, per offrirsi in olocausto dinanzi a Cesare, dinanzi a quel popolo che lo insultava e pel quale andava a morire sopra una croce infame , oh! ti prego, abbi pietà del tuo popolo e della tua Chiesa, tua diletta figlia. Sospendi il tuo corruccio, la tua giusta ira. Non permettere a mani infami di venire a contaminare la tua dimora. Perdona al mio popolo, che è tuo, che ha fatta rossa del suo sangue questa terra benedetta. E se una vittima si richiede, o mio Dio! prendi il tuo indegno servo, il tuo indegno rappresentante! Pietà, mio Dio! pietà, te ne prego; mi checché avvenga, sia fatta la tua santa volontà!». Noi tutti piangevamo. Mai più non assisterò ad una scena tanto sublime e straziante ad un tempo. Aspettai il Santo Padre sulla porta, e, avendo fatto schierare i miei in ordine di battaglia, pregai il Pontefice di benedirci... Le donne del popolo gli afferravano le mani, sì avvinghiavano alla sua sottana, gridando: «Coraggio, Santo Padre coraggio!»
    (Da: Pio IX ad Imola e Roma. Memorie inedite di Francesco Minocchieri, pubblicate ed illustrate a cura di Antomaria Bonetti, Napoli 1892, Stab. Tip. Librario di A. & Salv. Festa, pagg.178-185)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...67&oe=5C2107EE

    “20 settembre 1870 -2018: 148° Anniversario della sacrilega invasione della città santa di Roma e distruzione dello Stato dello Chiesa. Anche Radio Spada abbruna le sue bandiere.”

    https://www.radiospada.org/2018/09/n...one-dei-buoni/

    «Il 18 settembre 1858, 160 anni fa, Giuseppe Sarto riceveva l’Ordinazione sacerdotale nel Duomo di Castelfranco V.to dalle mani di mons. A. Farina, Vescovo di Treviso. Nel 1908, in occasione del suo Giubileo sacerdotale, l’umile figlio di Riese divenuto Papa col nome di Pio X rivolgeva una memorabile esortazione al clero cattolico.
    Il documento, scritto di suo pugno, è l’espressione della sua anima sacerdotale. “Possano le parole ardenti del santo Pontefice, per undici anni Vicario di Cristo sulla terra, ristorare, rafforzare e rendere permanenti nei cuori di tutti i sacerdoti gli insegnamenti fondamentali contenuti in questa parole” (Card. Bourne, Arcivescovo di Westminster). »
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=960&ssl=1
    «HAERENT ANIMO
    ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA PIO X
    AL CLERO CATTOLICO
    IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DEL SUO SACERDOZIO.»


    “Gesta Romanorum: XX settembre 1870 – XX settembre 2017 di Alessandro Luciani.

    20 settembre 1870, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, tutti stringevano nelle loro mani il remington in dotazione con incise le chiavi di San Pietro, quasi come fosse un sostegno al quale aggrapparsi. Tutti erano lì, forse molti erano inadeguati, ma tutti erano pronti ad affrontare ciò che cannoneggiava le mura aureliane. In mezzo a quei ranghi non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano.
    Poi un boato e le truppe piemontesi oltrepassano Porta Pia, la battaglia ha quindi inizio mentre ai confini della civiltà si ergono ancora una volta un gruppo di uomini cattolici, romani, anche se non tutti “italiani”… «Fermi ognuno al proprio posto, premendo con gli scudi, combattevano senza prendere il respiro e senza guardarsi indietro; […] avevano come obiettivo l’estrema stanchezza o la notte» (Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 38.)
    La breccia sulla quale combatterono quegli uomini non era solo materiale ma anche metafisica: la Roma cristiana, massima sede della Chiesa di Dio, veniva violata e occupata dai suoi nemici, accoliti del tricolore giacobino, i quali con un atto di violenza criminale strapparono al Romano Pontefice la sua indipendenza, la sua autorità civile, il suo impero, al quale anche i Cesari si sottomettevano volontariamente.
    L’Imperatore Costantino infatti con la fondazione di Costantinopoli lasciò Roma a Papa San Silvestro I, al medesimo Pontefice e ai suoi successori lasciò le insegne imperiali, i calzari rossi simbolo della dignità imperiale (che solo l’Imperatore poteva indossare) e dodici pretoriani armati di fasci littori, a disposizione – secondo la tradizione e le leggi di Roma – solo di chi deteneva il potere di impero. E’ dunque così che Costantino professa davanti alla neonata Cristianità un principio fondamentale: la sovranità civile, oltre che spirituale e dottrinale, del Papa, Pontefice Massimo, Re-sacerdote di Roma. Costantino non cede attraverso un atto giuridico e scritto al Papa la sua autorità civile ma vi si sottomette, poiché il Pontefice Romano è sulla terra l’origine di ogni giurisdizione e la sua autorità temporale non è determinata dalle concessioni dei sovrani del mondo ma proviene da Dio stesso, unica e comune origine dell’autorità civile e di quella spirituale (cfr Rm XIII, 1). Questo principio, rigettato dalla modernità e dallo Stato sabaudo, porta l’esercito piemontese sedicente “italiano” a cannoneggiare le mura aureliane e a disconoscere con le sue azioni che il Dio del quale il Papa è vicario sulla terra sia lo stesso che concede ai sovrani il diritto di regnare, non un altro.
    Ecco dunque il principio della modernità civile e dello “Stato italiano” e laico: la Gnosi. Fu quest’ultima a fare la breccia di Porta Pia, che fu prima di tutto breccia dell’odio contro Dio e la Sua Chiesa nei cuori di chi la fece, breccia antesignana di quella vaticana del Conciliabolo Vaticano II operata dalle medesime forze liberali e gnostiche. Così come la gnosi ,sotto la cui bandiera combatteva e combatte tutt’ora lo stato italiano/piemontese, mutò la concezione dell’autorità civile, così la stessa gnosi conciliare muterà la concezione della sua origine che è Dio: Egli infatti dopo la seconda breccia non è più esterno all’uomo, ma interno. Dio infatti, secondo la nuova dottrina vaticana, non è più dentro il Tabernacolo dell’altare, realmente presente, ma realmente presente dentro ogni uomo (la liturgia bugninian-montiniana stessa ce lo lascia intendere): da qui procede la logica conseguenza della libertà religiosa, dell’ecumenismo, della salvezza anche fuori dalla Chiesa, del Modernismo e dunque della breccia della città terrena – quella dell’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio – nella città di Dio – quella dell’amore di Dio fino al disprezzo di sé – ,una breccia di cui quella di Porta Pia era una premessa, un passaggio necessario e non il fine ultimo.
    20 settembre 2017, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, altri forse inadeguati, ma tutti pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano. Quegli uomini siamo noi, tutti al confine della romanità e avanguardia della verità in difesa della Cattedra di San Pietro, siamo al confine della nostra anima nella quale la città dell’uomo vorrebbe far breccia, siamo giovani e vecchi, forse inadeguati, ma cattolici e romani. Non tutti quelli che sono con noi sono nati nella città di Roma, ma tutti sono romani, a differenza di chi sbandiera tricolori giacobini indossando camice rosse o nere, di chi apre brecce o le celebra dopo circa un secolo e mezzo.
    Siamo pochi, direte, però «Se pensate che è il numero quello che conta, allora neppure l’intera Grecia basterebbe, perché è poca cosa in confronto alla loro massa. Se invece conta il coraggio, allora anche questi pochi uomini sono sufficienti» (Plutarco, Apophthegmata Laconica).”
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=980&ssl=1

    https://www.radiospada.org/tag/zuavi/

    https://www.radiospada.org/2018/09/2...a-papa-pio-ix/

    «Nota di Radio Spada: da quando siamo nati, nel 2012, commemoriamo ogni anno anche su Radio Spada l’orribile anniversario della breccia di Porta Pia. Anniversario che le obnubilazioni e le pie illusioni concordatarie prima e la melassa omicida del democratismo cristiano avevano contributo a far dimenticare ai cattolici nelle nostre terre. In questo la crisi della Chiesa è stata fatto “provvidenziale” perchè ha permesso ai pochi cattolici fedeli di “riappropriarsi” della gloriosa storia dello stato pontificio e della sua estrema resistenza all’invasione piemontese, nonchè di “rileggerla” alla luce dei tragici fatti “ecclesiali” successivi. Non sappiamo se un futuro Papa riaprirà la Questione romana, sia come problema dell’unità italiana, sia come questione di diritto internazionale: di certo possiamo sin d’ora sperarlo e auspicarlo e pregare perchè ciò avvenga. Viva il Papa Re! (Piergiorgio Seveso – Presidente di Radio Spada).»
    «Lettera degli indiani Coeur d’Alene, datata 1871, indirizzata a Pio IX dopo la Breccia di Porta Pia. (a cura di Charlie Banyangumuka)
    “Clementissimo Padre non è temerarietà, ma amore quello che ci spinge a scriverVi. Noi siamo, è vero, la più infima di tutte le tribù indiane, mentre Voi siete il più grande fra gli uomini viventi. Ma Voi siete stato il primo ad aver gettato uno sguardo di compassione su di noi. Sì, Padre Santo, ancora trenta inverni fa noi eravamo un popolo selvaggio, miserabile sia nell’anima che nel corpo, fino a che Voi non ci mandaste il grande Saio Nero, Padre De Smet che, grazie al Battesimo, ci fece diventare figli di Dio. Noi eravamo ciechi e Voi lo mandaste ad aprirci gli occhi. Molti di noi brancolavano ancora nelle tenebre, quando Padre De Smet partì da noi; allora Voi mandaste un altro Saio Nero, il nostro buon Padre Nicholas Point, che venne quaggiù, visse insieme a noi e ci destò, guidandoci sul sentiero che conduce al Paradiso. E quanti altri Padri non ci avete dato per insegnare a noi e ai nostri figli la legge di Dio e per renderci Cristiani migliori? Perciò, Padre Santo, avendo sentito che Voi Vi trovate ora nell’afflizione, vogliamo ringraziarvi della Vostra carità ed esprimerVi il nostro grande amore e il nostro intenso dolore nell’apprendere che alcuni vostri malvagi figli seguitano a causarVi sofferenze, dopo avervi privato della Vostra stessa casa. Sebbene siamo soltanto dei poveri indiani, ignari delle politezze della vita, consideriamo però questo comportamento come un crimine. Solo 50 anni fa eravamo ancora dei selvaggi; ma mai avremmo osato comportarci così, sapendo che la dignità e l’autorità del Papa provengono da Cristo. Per questa ragione non abbiamo mancato di pregare e seguiteremo a pregare per Voi, Padre Santo e per l’intera Chiesa, con tutto l’ardore di cui dei poveri indiani sono capaci. Di più: convenuti dai nostri diversi accampamenti nella chiesa della Missione, per nove giorni abbiamo recitato molte preghiere e praticato atti di virtù che abbiamo offerto per Voi al Sacro Cuore di Gesù. Questa mattina abbiamo conteggiato le nostre pratiche e devozioni e trovato ch’esse assommavano al numero di 120.527. Stimandolo insufficiente, abbiamo offerto i nostri stessi cuori per il nostro eccellentissimo Padre, il Papa, nella certa fiducia che questa nostra offerta non sarà rigettata. Disponiamo anche di un certo numero di soldati, non addestrati per la guerra, ma per mantenere l’ordine nei nostri accampamenti. Se questi uomini possono essere di aiuto al servizio del Papa, noi li offriamo con gioia ed essi si chiamano Blackrobe, in inglese. La veste nera ecclesiastica portata dal gesuita Padre De Smet, come da altri religiosi, sacerdoti diocesani e da alcuni ordini di suore, doveva evidentemente fare grande impressione sugli animi semplici di questi nativi, non meno della santità di vita e dello spirito di sacrificio dei Missionari. Essi si stimeranno fortunati di poter versare il loro sangue e di offrire le proprie vite per il nostro buon Padre, Pio IX. E ora, possiamo parteciparVi i nostri timori e i nostri dubbi? I venditori di whisky si approssimano ogni giorno. Noi temiamo di tradire il nostro Salvatore e di ritrarre i cuori che Gli avevamo donato. Aiutateci e rafforzate la nostra volontà con le Vostre preghiere. Ma i nostri cari figli sono ancora più da compatire, perché essi sono maggiormente esposti al pericolo. Non tanto i nostri figli maschi, che hanno autentici padri nei Sai Neri [i religiosi gesuiti], quanto le nostre figlie, che non hanno finora madri gentili [le suore] che si prendano cura di loro. Noi abbiamo chiesto spesso Sai Neri del loro stesso sesso [cioè delle religiose], ma le nostre voci sono troppo flebili per essere udite e siamo troppo poveri per poter fare di più, oltre che chiedere. Questi sono i sentimenti che scaturiscono dai nostri cuori; ma siccome noi, poveri indiani, siamo soliti attribuire poco valore all’espressione di sentimenti, se questi non sono accompagnati anche da doni materiali, ecco che abbiamo raccolto dollari e piccole monete di cui farVi dono, onde esibirVi, quale misura della nostra sincerità, un frammento della nostra stessa carne. Nonostante la nostra povertà e con grande nostra sorpresa, abbiamo potuto raccogliere 110 dollari . E ora, Padre Santo, permetteteci ancora una volta di aprirVi i nostri cuori. Oh, quanto saremmo felici, malgrado la nostra indegnità, di poter ricevere una parola dalle vostre labbra, una parola che aiuterà noi, le nostre spose e i nostri figli a trovare accesso al Sacro Cuore di Gesù!”
    Lettera degli indiani Coeur d’Alene, datata 1871, indirizzata a Pio IX dopo la Breccia di Porta Pia.»





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    La tomba di san Pietro - Centro Studi Giuseppe Federici
    I caduti pontifici del 20 settembre 1870 - Centro Studi Giuseppe Federici
    La Roma papalina e la Roma brecciaiola - Centro Studi Giuseppe Federici
    Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici - Centro Studi Giuseppe Federici
    “20 settembre 2018 Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici.
    http://www.centrostudifederici.org/w...aa2532b8_b.png
    Come ogni anno rendiamo omaggio ai soldati pontifici che si immolarono a Roma nella battaglia del 20 settembre 1870 per la difesa dei diritti della Chiesa. (…)
    Raccomandiamo al Signore le anime dei caduti dei due schieramenti: Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.



    https://www.agerecontra.it/2016/09/o...ettembre-1870/
    http://www.agerecontra.it/wp-content...09/pionono.jpg




    https://www.agerecontra.it/2017/09/l...stasia-a-roma/


    ttp://www.edizionisolfanelli.it/innomedelpapare.htm




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    “Mercredi 19, Vendredi 21 et Samedi 22 Septembre 2018: Quatre-Temps de Pentecôte JEÛNE ET ABSTINENCE.”
    Note sur le jeûne - Sodalitium
    http://www.sodalitium.eu/note-sur-le-jeune/

    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...saint-eustache
    “20 Septembre : Saint Eustache et ses Compagnons, Martyrs († 120).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_eustache.jpg








    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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