Straw: Darfur, un’occasione per riformare l’ONU. Il ministro degli esteri inglese lancia la sua ricetta per riformare le Nazioni unite
Sul versante internazionale, ha avuto un’eco importante la proposta di Straw sulla riforma del Consiglio di Sicurezza, proprio al fine di evitare crisi come quella attuale nel Darfur: “Dobbiamo essere in grado di agire prima, non appena la minaccia compare, e la nostra azione deve essere sostenuta e credibile”, ha affermato sulle pagine di un quotidiano inglese. Non e’ la prima volta che la riforma dell’organo esecutivo delle Nazioni Unite compare all’ordine del giorno, ma nell’ultimo decennio non e’ mai stata presa una decisione finale. Una commissione indipendente dovra’ sottoporre al Segretario Generale, Kofi Annan, le proposte avanzate da diverse parti (tra cui la richiesta italiana per un maggiore peso politico del nostro paese). Il governo inglese preparera’ una richiesta formale all’estensione dei poteri d’intervento del Consiglio in situazioni di emergenza umanitaria. Straw ha affermato che le minacce alla pace mondiale si sono moltiplicate negli ultimi anni: rovescio di un governo democraticamente eletto, terrorismo, violazioni dei diritti umani su larga scala, catastrofi umanitarie e violazioni delle convenzioni sul possesso di tecnologia nucleare, devono ora “rientrare stabilmente tra i compiti del Consiglio e far scattare un intervento della comunita’ internazionale entro i confini nazionali”, ha dichiarato Straw. “Non e’ piu’ accettabile che situazioni come quelle nel Darfur, o in passato Ruanda e Kosovo, siano considerate come affare nazionale. I governi hanno responsabilita’ verso i propri cittadini. Per questo motivo non possiamo permettere che Khartoum consideri la crisi in Darfur come una faccenda domestica che non deve interessare l’opinione pubblica mondiale”. Il riferimento e’ al famigerato articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e Straw insiste affinche’ gli sia data un’interpretazione piu’ estensiva, “al passo coi tempi”, mentre maggiori responsabilita’ andrebbero conferite al Segretario Generale, come stabilito dal piu’ volte trascurato articolo 99.
Le proposte di Straw
Straw ha avanzato due proposte importanti, una per la risoluzione della crisi nel Darfur e l’altra per una riforma sostanziale del Consiglio di Sicurezza, in modo da renderlo pronto ad emergenze simili che si verificheranno nel futuro. Per il Darfur, Straw ha confermato la sua opinione che il principale responsabile della crisi sia il governo di Khartoum. Sul ristretto circolo di famiglie arabe al potere bisogna quindi insistere per porre fine alle atrocita’, minacciandole di ritorsioni che andrebbero a colpire esclusivamente i loro interessi senza intaccare le speranze della popolazione. Il ministro britannico e’ convinto che un ulteriore intervento volto a isolare Khartoum sarebbe positivo, dato che il regime sta ormai risentendo pesantemente delle sanzioni economiche che colpiscono il paese e un ritorno nella comunita’ internazionale sembra prioritaria nell’attuale agenda politica. Inoltre andrebbe da subito testata la buona volonta’ del regime, facendo pressione sull’aumento del contingente dell’UA dagli odierni 385 effettivi a piu’ di 4.000, con compiti piu’ precisamente di polizia per infondere sicurezza nei piu’ di 1 milione di rifugiati.




Rispondi Citando
