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    Predefinito Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    (AP) Corea del Nord: la strategia del fatto compiuto

    (Analisi Previsionale) Con il suo primo test nucleare la Corea del Nord ha dimostrato ancora una volta di poter dettare il ritmo della crisi. La Comunità Internazionale festeggia la risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza come un forte segnale di unità, ma in realtà c’è ancora molta strada da percorrere per trovare una strategia efficace nei confronti di Pyongyang.


    dal sito Equilibri - Simply a new perspective on global affairs.


    Qual'è la vostra opinione sul recente test missilistico nord coreano?

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Penso che la Corea del Nord abbia gli stessi diritti di Usa e Israele.

    Penso che la Corea del Nord usi questi test politicamente, come tutti.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Da un punto di vista politico questi test sono un avvertimento agli occidentali ed al Giappone, visto e considerato che e' proprio in quel triangolo di mare che va dalla Nord Corea a Taiwan al Giappone che si gioca la battaglia per il controllo marittimo del sud est asiatico.
    Bisogna considerare anche che senza l'appoggio costante della Cina la Corea del Nord non potrebbe esistere.

  4. #4
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Un Bagliore nel Buio
    Evviva l'atomica della RPD di Corea!
    Alessandro Lattanzio, Catania 10/10/2006

    La rosicante canea massmediatica occidentalista, in prima fila i corifei italidioti dell'imperatore Bush II 'il demente', abbaia, ulula, si rotola per terra, e si abbandona a consimili manifestazioni canine, nell'apprendere che ora c'è una nazione, la Repubblica Democratica Popolare della Corea, che si è assicurato un futuro d'integrità e di indipendenza. Con l'esplosione di una testata nucleare della potenza di 15 Kt, Pyongyang ha dimostrato che, da ora in poi, sarà difficile aggredirla impunemente.
    Tutti (o quasi) hanno manifestato una indignazione, comicamente ipocrita (nel caso di India e Pakistan), sornione e di circostanza (nel caso di Russia, Cina e Iran), terrorizzato (nel caso del Giappone e della Corea del Sud), spregevole (nel caso di Regno Unito, Francia e Israele) e terroristico (nel caso degli USA). Hanno ragliato e belato contro, anche altri strani animali: l'Unione Europea e l'ONU, organizzazioni mafiose che hanno sempre coperto e dato legittimità ai crimini dei loro padrini yankee e sionisti. Con ripugnante somma ipocrisia, che nasconde irritazione e stizza, il Consiglio di in-Sicurezza delle Nazioni Unite ha prontamente, su schioccar delle dita di Washington, condannato 'l'atto inconsulto' della Corea Democratica. E pensare che quando lo stato canaglia Israele aggredì il Libano, lo stesso consiglio di in-Sicurezza ci mise quasi un mese, prima di squittire qualche insulsa dichiarazione sull'azione di Telaviv; risolvendosi, infine a intervenire in soccorso… dell'aggressore…
    Certo qualche 'barba finta' della redazione spionistica-propagandistica nota con il nome in codice TG-2 ha, perfino, ventilato che si tratti di una bufala. Che volete? Mica è possibile, per certi 'urlatori terroristici', ammettere che un branco di 'musi gialli', perdipiù 'comunisti', riesca a fabbricarsi un arsenale nucleare. Per diana! Questa è roba concessa solo agli Herrenvolk, a genti divinamente elette.
    Ed ecco che Kim Chong-Il diventa il mostro del quarto d'ora di odio. Kim il terrorista, Kim il sadico, Kim il beone, Kim il poligamo, Kim il… si sprecano le approfondite analisi delle agenzie della disinformazione dedite alla propalazione dell'insulso e dell'idiozia. Non una parola sulle atomiche 'buone', circa 60, che i bravi yankee tengono di riserva nei depositi 'US in Korea'. Non sono una minaccia, sono bombe nucleari democraticamente intelligenti, che quando esplodono ammazzano solo comunisti, islamo-fascisti e altri terroristi. Risparmia donne e bambini… così giurano e spergiurano le nostrane 'aquile' dell'informazione (Riotta, Lerner, Ferrara, Borrelli, Botteri, Pagliara, Berlinguer, Rossella, Mentana, Piroso, Deaglio e così via, facendo raccolta differenziata.)
    Ma a fronte di tale cascata di rumori molesti possiamo ridere a 'trentasette denti'. Sono arrabbiati, i loro mandanti e i loro ufficiali pagatori lo sono ancora di più. Il numero di nemici inermi diminuisce a vista d'occhio. Prima il Libano, poi Tehran, oggi la Korea Democratica. E questo dopo che solo ieri, la Russia, ha fatto capire che è disposta a giocare duro. I vertici SS (Sion-Statunitensi) qualche settimana fa avevano dato un preciso avvertimento mafioso a Putin, uccidendogli il vicedirettore della Banca Centrale Russa. Ieri, anche in vista dell'imminente scontro con la Georgia del teppistello preferito di Soros e di Condy Rice, Saakashvili, veniva liquidata l'agente sorosiana Politkovskaja, novella Vlassov in tinta unica Blu-Nato. La Politkovskaja stava per lanciare una ennesima campagna mediatica disinformativa antirussa, in previsione dell'attacco US-Georgia contro l'Abchazija e l'Ossetia del sud. Una quinta colonna yankee in meno. E anche i pacifinti armati d'occidente sono sistemati. Si deve guardare così la vicenda. Il resto è fuffa*.
    È chiaro che è in corso l'accelerazione degli eventi. Solo il babbionismo di sinistra-centro-destra italidiota non riesce a vederlo. E men che meno lo si intuisce nell'estrema sinistra luxurizzata al completo**. Mentre il pacifintame armato delle ONG di servizio innalzavano striscioni e effigi in osanna dell'attuale segretario generale dell'ONU, Coffee Annan, lo zio Tom della famiglia Bush (da cui è ricattato per una vecchia storia di traffici illeciti degli aiuti destinati alla Somalia), l'amministrazione Cheney già presentava il candidato sostituto alla carica del fu Annan. Un certo Ban Ky-moon, ex-ministro degli esteri della Corea del Sud (casualità del momento?) è questa proposta 'Made in USA' per la presidenza dell'ONU. Chi è costui? Un semplice devoto della Chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon***.
    E chi è il Rev. Moon? Solo il capo di una setta religiosa bizzarra, nota alle cronache italiane per le vicende del vescovo africano Milingo; ma anche nota, negli USA, per gli stretti legami tra Moon e la famiglia Bush e il mondo dell'intelligence: infatti il Washington Times, organo diretto dei servizi segreti USA, è di proprietà di sua santità Moon, come lo è, d'altronde, l'agenzia d'informazioni UPI. Inoltre Moon ha costituito anche la Lega Anticomunista Mondiale (WACL), per cui Moon fu diretto superiore di tal Silvio Berlusconi, che era il direttore della WACL-Italia. Sicuramente il pedigree di Ban Ky-moon fornisce le opportune garanzie che l'ONU continuerà a operare come ha sempre fatto: al servizio dell'imperialismo Anglo-Usraeliano. Con una offerta in più: i graditi intrattenimenti offerti dalla compagnia cantante dei nani e ballerini 'pacifinti'.

    Buonanotte a tutti.
    * Per la Politkovskaja hanno, ovviamente, versato lacrime amare persino Bush, Commissione Europea e sinistra di complemento stile Mimmo Candìto. Non mi pare che, in altre occasioni, tali amanti della libertà di parola e di informazione abbiano mai avuto nulla da ridire. Si pensi ai più di settanta giornalisti messicani assassinati l'anno scorso. Se ne è sentito parlare? Ovviamente no.
    Lì comanda la democrazia 'Coca-Cola Style' di Vicente Fox e dei suoi accoliti à la Mimmo Candìto & Friends (ovvero Rèporter Sans Frontières e altri sicari.)
    ** La dimostrazione è data dal fatto che nella mia città, Catania, si riesce a organizzare una surreale manifestazione 'antifascista': un circolo gay che guida una manifestazione di 'orgoglioso antifascismo' contro i quattro desperados di Forza Nuova, un partito fantasma che a Catania ha raccolto 160 voti… E mentre tale manifestazione di ghost-busters sciamava per la via principale, il loro 'lider minimo' Fausto incontrava il mini-duce rabbi Gianfranco. Ovviamente per condannare il passato, un passato che non hanno. E più in alto ancora ci si spartivano le ultime spoglie dell'Italia, che è ormai una espressione geografica.
    *** Vedasi qui.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Citazione Originariamente Scritto da Anton Hanga Visualizza Messaggio
    Da un punto di vista politico questi test sono un avvertimento agli occidentali ed al Giappone, visto e considerato che e' proprio in quel triangolo di mare che va dalla Nord Corea a Taiwan al Giappone che si gioca la battaglia per il controllo marittimo del sud est asiatico.
    Bisogna considerare anche che senza l'appoggio costante della Cina la Corea del Nord non potrebbe esistere.
    In effetti la Cina ha un ruolo fondamentale per la sopravvivenza, non solo militare, di Pyongyang. Che siano avvertimenti ai principali alleati di Washington nel sud-est asiatico questi test missilistici è un fatto certo come reputo pienamente legittimo che la Corea del Nord continui le sue ricerche nucleari.

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Citazione Originariamente Scritto da Combat Visualizza Messaggio
    Penso che la Corea del Nord abbia gli stessi diritti di Usa e Israele.

    Penso che la Corea del Nord usi questi test politicamente, come tutti.


    Giusto! Anche se qualcuno alle Nazioni Unite intende usare la formula dei "due pesi due misure" specie se si parla del nucleare israeliano.

    Che la Corea del Nord ha identici diritti di Stati Uniti e Israele dovrebbe essere ovvio anche per la cosiddetta comunità internazionale , purtroppo mi sembra che la nuova amministrazione Obama non differisca poi molto, interessante l'articolo presente nel forum in merito al tentativo di apertura del presidente Usa verso Tehran, per metodi e anche come strumenti (veti, minacce etc etc) dal suo predecessore.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    Un Bagliore nel Buio
    Evviva l'atomica della RPD di Corea!
    Alessandro Lattanzio, Catania 10/10/2006

    La rosicante canea massmediatica occidentalista, in prima fila i corifei italidioti dell'imperatore Bush II 'il demente', abbaia, ulula, si rotola per terra, e si abbandona a consimili manifestazioni canine, nell'apprendere che ora c'è una nazione, la Repubblica Democratica Popolare della Corea, che si è assicurato un futuro d'integrità e di indipendenza. Con l'esplosione di una testata nucleare della potenza di 15 Kt, Pyongyang ha dimostrato che, da ora in poi, sarà difficile aggredirla impunemente.
    Tutti (o quasi) hanno manifestato una indignazione, comicamente ipocrita (nel caso di India e Pakistan), sornione e di circostanza (nel caso di Russia, Cina e Iran), terrorizzato (nel caso del Giappone e della Corea del Sud), spregevole (nel caso di Regno Unito, Francia e Israele) e terroristico (nel caso degli USA). Hanno ragliato e belato contro, anche altri strani animali: l'Unione Europea e l'ONU, organizzazioni mafiose che hanno sempre coperto e dato legittimità ai crimini dei loro padrini yankee e sionisti. Con ripugnante somma ipocrisia, che nasconde irritazione e stizza, il Consiglio di in-Sicurezza delle Nazioni Unite ha prontamente, su schioccar delle dita di Washington, condannato 'l'atto inconsulto' della Corea Democratica. E pensare che quando lo stato canaglia Israele aggredì il Libano, lo stesso consiglio di in-Sicurezza ci mise quasi un mese, prima di squittire qualche insulsa dichiarazione sull'azione di Telaviv; risolvendosi, infine a intervenire in soccorso… dell'aggressore…
    Certo qualche 'barba finta' della redazione spionistica-propagandistica nota con il nome in codice TG-2 ha, perfino, ventilato che si tratti di una bufala. Che volete? Mica è possibile, per certi 'urlatori terroristici', ammettere che un branco di 'musi gialli', perdipiù 'comunisti', riesca a fabbricarsi un arsenale nucleare. Per diana! Questa è roba concessa solo agli Herrenvolk, a genti divinamente elette.
    Ed ecco che Kim Chong-Il diventa il mostro del quarto d'ora di odio. Kim il terrorista, Kim il sadico, Kim il beone, Kim il poligamo, Kim il… si sprecano le approfondite analisi delle agenzie della disinformazione dedite alla propalazione dell'insulso e dell'idiozia. Non una parola sulle atomiche 'buone', circa 60, che i bravi yankee tengono di riserva nei depositi 'US in Korea'. Non sono una minaccia, sono bombe nucleari democraticamente intelligenti, che quando esplodono ammazzano solo comunisti, islamo-fascisti e altri terroristi. Risparmia donne e bambini… così giurano e spergiurano le nostrane 'aquile' dell'informazione (Riotta, Lerner, Ferrara, Borrelli, Botteri, Pagliara, Berlinguer, Rossella, Mentana, Piroso, Deaglio e così via, facendo raccolta differenziata.)
    Ma a fronte di tale cascata di rumori molesti possiamo ridere a 'trentasette denti'. Sono arrabbiati, i loro mandanti e i loro ufficiali pagatori lo sono ancora di più. Il numero di nemici inermi diminuisce a vista d'occhio. Prima il Libano, poi Tehran, oggi la Korea Democratica. E questo dopo che solo ieri, la Russia, ha fatto capire che è disposta a giocare duro. I vertici SS (Sion-Statunitensi) qualche settimana fa avevano dato un preciso avvertimento mafioso a Putin, uccidendogli il vicedirettore della Banca Centrale Russa. Ieri, anche in vista dell'imminente scontro con la Georgia del teppistello preferito di Soros e di Condy Rice, Saakashvili, veniva liquidata l'agente sorosiana Politkovskaja, novella Vlassov in tinta unica Blu-Nato. La Politkovskaja stava per lanciare una ennesima campagna mediatica disinformativa antirussa, in previsione dell'attacco US-Georgia contro l'Abchazija e l'Ossetia del sud. Una quinta colonna yankee in meno. E anche i pacifinti armati d'occidente sono sistemati. Si deve guardare così la vicenda. Il resto è fuffa*.
    È chiaro che è in corso l'accelerazione degli eventi. Solo il babbionismo di sinistra-centro-destra italidiota non riesce a vederlo. E men che meno lo si intuisce nell'estrema sinistra luxurizzata al completo**. Mentre il pacifintame armato delle ONG di servizio innalzavano striscioni e effigi in osanna dell'attuale segretario generale dell'ONU, Coffee Annan, lo zio Tom della famiglia Bush (da cui è ricattato per una vecchia storia di traffici illeciti degli aiuti destinati alla Somalia), l'amministrazione Cheney già presentava il candidato sostituto alla carica del fu Annan. Un certo Ban Ky-moon, ex-ministro degli esteri della Corea del Sud (casualità del momento?) è questa proposta 'Made in USA' per la presidenza dell'ONU. Chi è costui? Un semplice devoto della Chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon***.
    E chi è il Rev. Moon? Solo il capo di una setta religiosa bizzarra, nota alle cronache italiane per le vicende del vescovo africano Milingo; ma anche nota, negli USA, per gli stretti legami tra Moon e la famiglia Bush e il mondo dell'intelligence: infatti il Washington Times, organo diretto dei servizi segreti USA, è di proprietà di sua santità Moon, come lo è, d'altronde, l'agenzia d'informazioni UPI. Inoltre Moon ha costituito anche la Lega Anticomunista Mondiale (WACL), per cui Moon fu diretto superiore di tal Silvio Berlusconi, che era il direttore della WACL-Italia. Sicuramente il pedigree di Ban Ky-moon fornisce le opportune garanzie che l'ONU continuerà a operare come ha sempre fatto: al servizio dell'imperialismo Anglo-Usraeliano. Con una offerta in più: i graditi intrattenimenti offerti dalla compagnia cantante dei nani e ballerini 'pacifinti'.

    Buonanotte a tutti.
    * Per la Politkovskaja hanno, ovviamente, versato lacrime amare persino Bush, Commissione Europea e sinistra di complemento stile Mimmo Candìto. Non mi pare che, in altre occasioni, tali amanti della libertà di parola e di informazione abbiano mai avuto nulla da ridire. Si pensi ai più di settanta giornalisti messicani assassinati l'anno scorso. Se ne è sentito parlare? Ovviamente no.
    Lì comanda la democrazia 'Coca-Cola Style' di Vicente Fox e dei suoi accoliti à la Mimmo Candìto & Friends (ovvero Rèporter Sans Frontières e altri sicari.)
    ** La dimostrazione è data dal fatto che nella mia città, Catania, si riesce a organizzare una surreale manifestazione 'antifascista': un circolo gay che guida una manifestazione di 'orgoglioso antifascismo' contro i quattro desperados di Forza Nuova, un partito fantasma che a Catania ha raccolto 160 voti… E mentre tale manifestazione di ghost-busters sciamava per la via principale, il loro 'lider minimo' Fausto incontrava il mini-duce rabbi Gianfranco. Ovviamente per condannare il passato, un passato che non hanno. E più in alto ancora ci si spartivano le ultime spoglie dell'Italia, che è ormai una espressione geografica.
    *** Vedasi qui.

    Gran bell'articolo.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    La Corea del Nord ha annunciato oggi la volontà di boicottare i colloqui a sei sul programma di disarmo nucleare e riavviare i piani di riarmo per protestare contro la condanna del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il razzo lanciato all’inizio di aprile.

    La dichiarazione ufficiale letta oggi sui media di Stato ha seguito di poche ore la condanna con cui il massimo organo decisionale dell’Onu ha condannato il tentativo di lancio di un razzo il 5 aprile scorso (una nuova arma, secondo i critici, un vettore di satellite ad uso civile secondo il governo coreano), sostenendo che questa azione rappresenta una violazione del divieto di condurre test missilistici e attività connesse imposto a Pyongyang.

    In una nota dell’agenzia di stampa ufficiale (KCNA), il ministero degli Esteri ha detto che la Corea del Nord “respinge fermamente” la dichiarazione del Consiglio e, in tutta risposta, minaccia (e non è la prima volta) il ritiro dai colloqui per il disarmo (definini “inutili”), annunciando anche la ripresa della produzione del plutonio ad uso militare.

    “Non vi è alcuna necessità che i colloqui a sei continuino” si legge nella nota, nella quale si aggiunge che Pyongyang “non prenderà più parte a questi negoziati e non sarà vincolato ad alcun accordo raggiunto in tale sede”

    La nota prosegue poi minacciando il “rafforzamento del deterrente nucleare per la difesa nazionale con tutti i mezzi possibili” e sottolinea che “ci si adopererà per ripristinare gli impianti nucleari dismessi… e rielaborare le barre di combustibile provenienti da reattori nucleari sperimentali.”

    La Cina, che insieme a Stati Uniti, Russia, Giappone e le due Coree, prende parte ai colloqui a sei organizzati per mettere a punto il disarmo della Corea del Nord, ha invitato “tutte le parti”, riferendosi sia a Pyongyang che agli Stati Uniti, alla calma, difendendo l’importanza dei negoziati a sei.

    http://www.internationalia.net

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    La transizione al potere è già iniziata

    di Roberto Coramusi


    COREA DEL NORD - Cosa è successo al Caro Leader della Corea del Nord? Informative dei servizi segreti di mezzo mondo rincorrono indiscrezioni rilanciate sui media globali, ma la sorte di Kim Jong-il, il padre-padrone della Repubblica Democratica Popolare, rimane avvolta ancora in un oscuro mistero. Dallo scorso agosto non si è più mostrato in pubblico, fatte salve alcune sporadiche e mai documentate eccezioni mentre passa in rassegna reggimenti dell’esercito piuttosto che alcune fabbriche disseminate lungo il confine settentrionale del paese. Di fatto, sembra iniziata la transizione che dovrà portare al potere un nuovo presidente o, come sembra più probabile, un politburo di reggenti pro-tempore che puntelli il regime di Pyongyang, mettendolo al riparo da qualsiasi tentativo di sfaldamento.

    Dopo l’ostentazione dei muscoli con il precipitare della crisi nucleare, il governo nord coreano ha vissuto momenti di altalenante condiscendenza verso i cugini del Sud e nei confronti della comunità internazionale, con gli Stati Uniti d’America in testa. Non potendo contare su un appoggio incondizionato del vicino cinese, molto più interessato alle possibilità di business che non alla conservazione ab Aeternum del “regno” di Kim, la Corea del Nord dà l’impressione di navigare a vista in politica estera, assecondando e sconfessando schizofrenicamente le richieste di apertura al resto del mondo avanzate dagli americani. Con l’insediarsi del nuovo presidente statunitense però questo atteggiamento non sarà più tollerato, non fosse altro perché Barack Obama ha tutto l’interesse a spegnere un pericoloso focolaio di crisi per concentrarsi in quella che ritiene la “madre di tutte le battaglie”: l’Afghanistan. La “tigre di carta”, così ama definire la Corea del Nord il vicepresidente Joe Biden, sarà accompagnata verso la denuclearizzazione con un sostanzioso programma di aiuti finanziari volti a rilanciare un’economia che definire derelitta è un eufemismo (il Pil si stima intorno ai 40 miliardi di dollari, nonostante il governo nord coreano non renda pubblico alcun dato, mentre il salario medio è di 2,5 dollari al mese).
    Per realizzare concretamente questo progetto si deve insediare al potere a Pyongyang una classe dirigente incline a non voler riacutizzare lo scontro con la comunità internazionale. I più grandi punti interrogativi riguardano i vertici militari che da sempre vantano un ascendente particolare nei confronti del presidente, che ne è formalmente il capo supremo. Sono i generali ad avere tutto l’interesse a mantenere alto il livello del conflitto, perlomeno verbale, grazie al quale acquisirebbero sempre più peso decisionale. Obama, nel tentativo di risolvere in tempi ragionevoli la questione nord coreana, ha già dichiarato che rilancerà il negoziato a sei con le due Coree, Russia, Giappone e Cina. E proprio a Pechino spetterà convincere l’establishment di Pyongyang a più miti consigli, magari paventandogli un piano di investimenti extra da definire durante i colloqui bilaterali con la Repubblica Popolare. È ferma intenzione di Pechino perseverare nella politica del soft power, per impedire che un’eventuale crisi con la Corea del Nord metta a repentaglio la “pax cinese” imposta all’Asia dall’enorme ricchezza accumulata dal Dragone nell’ultimo decennio. Ecco perché il piano ideato dal neo-presidente americano ha buone possibilità di essere realizzato.
    La variabile impazzita riguarda però la nuova leadership nord coreana, sia nel caso in cui Kim riesca a superare il momento difficile di salute sia che fosse costretto a cedere lo scettro. Molti osservatori – tra loro Yoon Young-kwan del South China Morning Post – sostengono che l’esperienza del comando monocratico sia così intimamente connaturata nella cultura politica del paese da rendere impossibile il successo di una governance allargata. La feluche americane e cinesi dovranno lavorare ai fianchi del regime della Corea del Nord per garantire un passaggio graduale verso un allentamento del controllo oppressivo della vita sociale, economica e politica che impedisce al paese di impostare credibili programmi di sviluppo. «Nepotismo e culto della personalità dominano la scena politica. La mancanza di un libero apparato giudiziale e di organizzazioni sociali indipendenti, come le limitazioni alla libertà di stampa estendono il dominio del Partito dei Lavoratori all’intera nazione – scriveva prima dell’estate Andrei Lankov, professore alla Kookmin University di Seoul, sulle pagine di Foreign Affairs. L’élite governativa nord coreana è convinta che l’unità sia il migliore presupposto per la sua sopravvivenza. Si continua a sostenere il leader senza pensare alla condizione (difficile) in cui versa la maggioranza dei nord coreani». Ma la possibilità che il Caro Leader possa definitivamente uscire di scena potrebbe riaprire la competizione tra le correnti del partito. Ed è tra le maglie di questa incognita, nemmeno troppo recondita, che la diplomazia internazionale deve trovare uno spiraglio in cui agire con lo scopo di neutralizzare i falchi dell’amministrazione nord coreana. La partita per la pacificazione della penisola coreana si sta giocando adesso, sbagliare una mossa ora equivale a perdere la partita.





    16.12.2008


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    Predefinito Riferimento: Corea del Nord La strategia del fatto compiuto

    Insomma sembra che si vada verso la soluzione stile Myanmar, dove non c'e' piu' un "Capo" supremo ma una giunta militare che governa collegialmente lo Stato. Vedremo... non dispongo di informazioni ulteriori a quelle gia' postate qui dentro, certo in questo caso il ruolo di Stato cuscinetto affidatogli dalla Cina sarebbe ancora piu' evidente.

 

 
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