...e a tutti i Direttori Sanitari delle A.S.L del Piemonte


Riguardo alle polemiche succedutesi in maniera frequente in questi ultimi mesi circa le lunghissime liste di attesa presenti presso tutte le aziende sanitarie locali piemontesi, mi permetto qualche osservazione. Le informazioni riguardo i tempi di attesa non sono sempre certe e chiare; è un problema di difficile soluzione, come in assoluto la gestione della sanità a livello locale e regionale, però probabilmente qualcuno (nelle realtà locali o a Torino?) sta nascondendosi dietro le proprie responsabilità. Leggo sulla Gazzetta Ufficiale del 27 maggio 2002 una nuova disposizione (allegato 5 D.P.C.M. 29/11/2001 su Dlgs 502/92 e L.405/2001) secondo la quale le Regioni devono stabilire i tempi di attesa dei pazienti per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche urgenti, in regime ambulatoriale e di ricovero, dandone idonea pubblicità ai cittadini.
Chiedo innanzitutto se questo è stato fatto e quali siano queste prestazioni.
Inoltre, sempre a mia lettura, mi sembra che le Regioni dovranno stabilire i criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e le modalità per una corretta gestione delle liste di produzione, al fine di garantire l'uniformità e la trasparenza delle stesse. I direttori delle ASL penso, debbano uniformarsi a tali prescrizioni, e, mi sembra, che il decreto stabilisca che l'inosservanza dei tempi massimi di attesa per il paziente "costituisca un elemento negativo da valutare ai fini dell'attribuzione della quota variabile del trattamento economico del direttore generale connesso ai risultati di gestione ottenuti".
Infine si evidenzia che le Regioni possano stabilire anche forme di incentivazioni economiche per le equipe sanitarie che assicureranno il rispetto dei tempi di attesa come inoltre si possa provvedere a strumenti idonei di "punizione" per coloro che, invece, non li rispetteranno.
Per quanto sopra comunicato chiedo con forza, anche a nome del Movimento che rappresento, risposte chiare e, per quanto possibile, rapide dall'Assessore Regionale e dai manager delle locali Aziende Sanitarie sull'eventuale applicazione della norma e eventuali soluzioni dell'annoso problema.

Sandra Molinari - Segr. Prov.le Fiamma Tricolore