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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Linux alla conquista delle multinazionali

    CRONACHE
    Milano, una fiera per il debutto in Italia
    Linux alla conquista delle multinazionali
    Dall’Ibm alla Nasa: nel 2006 il software dei ribelli
    verrà usato da un’azienda su quattro

    Il finlandese Linus Torvalds, fondatore di Linux (Ap)
    Il pinguino entra nel salotto buono. Il pinguino in questione non è un uccello antartico, né un maggiordomo in livrea. E’ invece il simbolo di Linux, il sistema operativo gratuito nato dal lavoro del finlandese Linus Torvalds nel lontano 1991. Una sfida raccolta ovunque da migliaia di «smanettoni», ora capace di uscire dai mondi virtuali della rete per approdare a quelli ben più concreti degli affari. La prova? Basta dare un’occhiata al Linux World Expo, fiera internazionale che debutta in Italia animando per tre giorni (da oggi a venerdì) i locali dell’hotel Crowne Plaza di Linate, alle porte di Milano. Un simbolo dell’arrivo nelle stanze dei bottoni di un progetto «libertario» come Linux. Tra gli stand, i manager in giacca e cravatta si mescoleranno con i ragazzini in t-shirt e scarpe da ginnastica, stereotipo di un certo mondo anti-Microsoft. Un mondo che in questi 13 anni ha divulgato parole come «free software» e «open source».




    Un po’ formule magiche per allontanare «il grande Satana» (il software brevettato, quello di Bill Gates innanzitutto). Un po’ sintesi di un’ideologia che garantisce la libertà di copiare, modificare e ridistribuire il codice, il «linguaggio» che sta alla base dei software. Una libertà apparentemente utopica e che invece sta trovando una felice declinazione nel mondo degli affari. Negli ultimi anni aziende, scuole e pubbliche amministrazioni hanno dimostrato di essere sempre più disposte a spostare i loro sistemi informatici nell’universo «open source» («codice aperto», termine coniato nel ’98 per far digerire il concetto di «libero» al mondo degli affari). «Il mercato sta sbocciando - dice Mario Comelli di Wireless Srl, uno degli organizzatori del World Expo -. Linux ormai è conosciuto. Secondo una nostra indagine, il 98% dei laureati nei Politecnici sa che cos’è. Ora bisogna creare un ambiente adatto al business».
    Secondo stime del 2003, il 18% dei server (i computer «nodali» di Internet) era gestito da Linux, cifra che potrebbe salire fino al 25% entro il 2006. Hanno sistemi «open source» la Nasa e persino la segretissima l’Nsa (National security Agency), il Brasile di Lula e importanti comuni tedeschi (Monaco e Francoforte). Le Nazioni Unite lo sostengono come volàno per informatizzare il Terzo mondo.



    In Italia si sono mossi il Comune di Roma e decine di enti locali, la Banca Popolare di Milano ed Eurofly. «Entro novembre, Linux sarà il sistema utilizzato da tutti i nostri impiegati» dice Giuseppe Giganti di Novell, il gruppo che distribuisce Suse, uno dei pacchetti Linux. Che cosa manca ancora all’«open source»? «Per ora - dice Comelli - non c’è un punto di riferimento esterno ai tanti hobbisti. In Italia c’è una grande creatività che rischia di essere intercettata da aziende estere». «E’ colpa dei rivenditori: in Francia i pc con installato Linux si trovano anche nei supermercati. Da noi non c’è nulla» spiega Michel Morelli, anima di ZioBudda.net , sito di riferimento del mondo Linux italiano. La risposta di Stefano Maffulli, coordinatore italiano della «Free Software Foundation», va oltre: «A scuola ti dicono: "Clicca qui, vai lì con il mouse". Le icone e il mouse sono solo interfacce che un domani cambieranno».

    Microsoft, intanto, è pronta a rispondere all’assalto. E’ anche rifacendosi alla filosofia «open source» che l’azienda ha permesso a governi e università di conoscere i codici di Windows e Office. «Questione di trasparenza - spiega il vice direttore Davide Viganò -. Ma crediamo che il modello vincente sia ancora quello del software commerciale, che dia vantaggi anche ai clienti. Sia economici, perché ci sono molti costi accessori oltre al programma stesso e anche di sicurezza». Proprio la sicurezza potrebbe essere la chiave della guerra: «Sempre più gente - racconta Maffulli -, non solo studenti o tecnici, si avvicina al software libero perché stufa di virus, di programmi traballanti, di installazioni precarie». La sfida del pinguino è lanciata.

    Paolo Ottolina


  2. #2
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  3. #3
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    Lo stavo giusto postando io... Brava pensiero cominciamo ad andare in rsync...

  4. #4
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    Originally posted by Ago
    Lo stavo giusto postando io... Brava pensiero cominciamo ad andare in rsync...
    Azz che avatar strumentalizzato
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  5. #5
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    Predefinito Re: Linux alla conquista delle multinazionali

    Originally posted by pensiero
    Un simbolo dell?arrivo nelle stanze dei bottoni di un progetto «libertario» come Linux.


    quando mai linux e la spazzatura gnu hanno avuto qualcosa di libertario

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Linux alla conquista delle multinazionali

    Originally posted by Elendil


    quando mai linux e la spazzatura gnu hanno avuto qualcosa di libertario
    Intanto la licenza gnu ha avuto il risultato di moltiplicare l'utilizzo di software open source

  7. #7
    Forumista assiduo
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    Predefinito Re: Re: Linux alla conquista delle multinazionali

    Originally posted by Elendil
    e la spazzatura gnu
    ...robette tipo gcc... chissa' cosa ci fa la spazzatura nel "base" system...

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Re: Linux alla conquista delle multinazionali

    Originally posted by Ago
    ...robette tipo gcc... chissa' cosa ci fa la spazzatura nel "base" system...
    E' assurdo farsi la guerra. Lo stack tcp/ip iniziale di Linux era copiato da quello bsd, il migliore tra quelli disponibili (lo stesso fece la M$, anche se non l'ha mai ammesso :-)) )

    Prendiamo il meglio dei due mondi. Anche perche' ormai ci sono anche tanti altri tipi di licenze, vedi quella nuova del fork di X, o di mozilla, quella delle librerie Qt...


  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Linux alla conquista delle multinazionali

    Originally posted by Ago
    ...robette tipo gcc... chissa' cosa ci fa la spazzatura nel "base" system...
    il gcc fuori dalla hw i386 è una ciofeca...

 

 

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