TERRORISMO: ITALIA STUDIA DISPOSITIVO ANTI-DIROTTAMENTO

Un dispositivo elettronico che potrebbe impedire il dirottamento degli aerei in stile 11 settembre. E' allo studio del Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo (Cisa) della Presidenza del Consiglio. Lo si è appreso da fonti informate. L'idea è partita da un ufficiale ingegnere dell'Aeronautica militare che, stimolato dal dibattito sui pericoli alla sicurezza aerea dopo l'11 settembre, ha pensato di realizzare un software di volo che dovrebbe impedire di portare il velivolo fuori da certi settori di volo, per dirigerlo contro obiettivi, come accadde nei cieli dell'America due anni fa. Secondo le fonti, il dispositivo, una volta attivato, non può essere annullato se non da persone che ne conoscano alla perfezione i meccanismi.
L'idea è stata portata all'attenzione del Comitato interministeriale pochi mesi fa, all'inizio dell'estate, e dovrà ora esserne valutata la fattibilità e l'efficacia. Il dispositivo, che non ha ancora un nome in codice, se approvato, potrebbe poi essere portato dalla Farnesina all'attenzione dei competenti organi internazionali.
L'eventuale futura adozione del dispositivo anti-dirottamento, una volta verificatene l'efficacia, si andrebbe a sommare a una serie di provvedimenti volti a impedire che velivoli civili possano essere utilizzati come strumenti per commettere attentati kamikaze. Già è stata disposta la blindatura delle cabine di pilotaggio e sono state elaborate procedure più drastiche per gli aerei dirottati che mostrino il chiaro intento di scagliarsi contro obiettivi. Più perplessità suscita in Europa, invece, l'idea americana dello "Sky Marhall", cioè la presenza a bordo di ogni aereo di personale armato. Molti osservatori considerano questo progetto costoso, pericoloso e inefficace. Tuttavia, se gli Stati Uniti decideranno di adottare questa via nei loro cieli, i vettori europei dovranno adeguarsi.

Fonte: AirNews.it - 24/09/2004