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  1. #1
    Obama for president
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    Predefinito Fecondazione assistita, con la legge l'Italia torna al reato di adulterio

    CORSI E RICORSI. QUANDO IL LEGISLATORE NON È AL PASSO COI TEMPI
    Fecondazione assistita, con la legge l'Italia torna al reato di adulterio
    Nel '59 a Padova una donna venne condannata perché ricorse all'eterologa



    Correva l'anno 1959. Una sventurata veniva condannata dal Tribunale di Padova dopo che il proprio marito l'aveva querelata accusandola di adulterio. L'adulterio allora era un reato, punito con la reclusione fino a un anno, se occasionale, invece, fino a due anni, se si trattava di relazione adulterina. In realtà, fino a questo punto sarebbe tutto normale, considerato che il reato di adulterio è stato dichiarato incostituzionale solo nel 1968 e il reato di relazione adulterina addirittura l'anno dopo. Le cronache giudiziarie del tempo, tuttavia, riferiscono che la donna fu condannata perché si era fatta fecondare in laboratorio con il seme di un donatore, secondo la tecnica cosiddetta di fecondazione eterologa. I giudici avevano ritenuto che sussisteva, in ogni caso, la responsabilità penale della donna, nonostante la particolare modalità del “tradimento”, in quanto lo Stato aveva il compito di garantire l'ordine giuridico matrimoniale, contro il perturbamento derivante dalla condotta della moglie. La Corte di cassazione nel 1964 annullò opportunamente tale sentenza di condanna, affermando che la fecondazione artificiale non costituiva adulterio, perché mancava il soddisfacimento dei sensi e degli appetiti sessuali, trattandosi di un'operazione di laboratorio che non può certamente definirsi eccitante.
    Oggi la protagonista di questo singolare caso giudiziario non sarebbe più punibile per adulterio, ma per effetto dell'entrata in vigore della nuova legge sulla procreazione assistita subirebbe, comunque, l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 300 mila a 600 mila euro per aver utilizzato a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia.
    Ancora in tema di fecondazione eterologa e di adulterio. Nel 1994 il Tribunale di Cremona, in un altrettanto celebre caso, riteneva legittima la richiesta di disconoscimento di paternità, in applicazione della norma che lo consente per i figli nati da rapporti adulterini, anche nei confronti di un bambino nato in seguito a un trattamento di fecondazione artificiale eterologa. Ciò si verificava nonostante che la coppia avesse deciso tale trattamento di comune accordo dopo che il marito era venuto a conoscenza della propria sterilità. La Corte di Cassazione cinque anni dopo, con la sentenza n.2315/99, essendo chiamata a trattare della medesima questione giuridica, ha affermato, invece, il principio della «responsabilità per la procreazione», ovvero di «autoresponsabilità», statuendo di conseguenza che il consenso alla fecondazione eterologa non può essere revocato, e, quindi non si può disconoscere successivamente la paternità. Si apre la strada alla tesi che il rapporto di filiazione legittima prescinde da un rapporto biologico connesso. Ma, con la recente legge che sancisce il divieto di fecondazione eterologa, questi principi rischiano di trovare la giusta collocazione oramai solo nella storia del diritto.
    Inoltre, nel 1998 una donna rimasta vedova mentre con il marito aveva in corso un trattamento di fecondazione assistita si rivolgeva al Tribunale di Palermo lamentando che il centro medico presso cui la coppia era in cura si era rifiutato per motivi deontologici di procedere ad ulteriori tentativi di inseminazione artificiale dopo la morte del marito. Il Tribunale accoglieva il ricorso e ordinava ai medici di effettuare il transfer degli embrioni, che erano stati dapprima congelati, nell'utero della donna. La motivazione posta alla base della decisione non manca di alcune connotazioni sociologiche. Non esiste, secondo i giudici palermitani, un unico modello familiare fondato sulla compresenza di entrambi i genitori, qualora si pensi alle innumerevoli famiglie monoparentali prodottesi a seguito di separazioni fra coniugi. Nel gennaio del 2003 il Tribunale di Firenze ha ribadito tale principio.
    Ciononostante, secondo la recente legge in materia, oggi è vietato applicare tecniche di procreazione assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi a pena della sanzione amministrativa pecuniaria da 200 mila a 400 mila euro.
    I casi riportati sono emblematici di come i giudici hanno interpretato l'evoluzione che la morale comune ha subito nel corso degli anni in una materia così delicata come quella in esame, dove le implicazioni etiche sono rilevanti, ma il giurista-interprete, è comunque, chiamato ad applicare regole che devono tener conto del contemperamento degli interessi in gioco, senza indulgere ad acritiche adesioni verso le maggioranze o a partigiane statuizioni fiancheggiatrici di posizioni minoritarie. Diversamente si è comportato, il legislatore, in occasione dell'approvazione della nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita, perché non ha assolto a quei compiti essenziali cui è chiamato il giurista, secondo i dettami indicati da Guido Alpa, intervenuto nel 1996 nel celebre dibattito sul manifesto di bioetica laica, a sostegno delle tesi espresse dai redattori del documento. Secondo tali dettami, occorre identificare i valori della collettività, redigere regole che valgono per tutti, dovendo necessariamente contemperare i valori della maggioranza con quelli della minoranza. Di conseguenza, le scelte sulla salute e sulla vita devono essere affidate all'individuo ed è necessario rispettare le convinzioni religiose e soprattutto rispettare la qualità della vita.
    Tuttavia, sarebbe il caso di ripensare, nell'ambito della tematica sempre più avvolgente del “biodiritto”, ad un uso più corretto di quel principio di precauzione, richiamato anche da Guido Giorello. Secondo tale principio in certi settori della vita sociale si può interdire un'attività quando mancano prove scientifiche sul fatto che la condotta di cui si discute non sia dannosa. Si potrebbe, invece, ritenere che il principio in esame debba operare solo in presenza di pericoli plausibili, anche se non provati, come ad esempio i rischi da campi elettromagnetici, senza assumere un'espressione liberticida rispetto alla migliore esplicazione dei diritti personali dell'individuo che la scienza consente in dipendenza dei progressi compiuti, come nel caso della fecondazione assistita.

  2. #2
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Che belli questi post, benfy...danno davvero l'idea della bella sinistra riformista del futuro...

    com'è la storia che i legislatori si devono adeguare ai tempi? non starai diventando berlusconiano?

  3. #3
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    ma io sono moderato il compagno riformista blair ha esteso l'aborto alla 24 settimana e ha consentito la clonazione terapeutica.

    fonte dell'articolo:www.ilriformista.it

  4. #4
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    FECONDAZIONE
    L'Occidente è stanco ma la legge è medievale




    L'Occidente sarà pure stanco, ma non è che per svegliarsi deve diventare crudele. La sentenza di Catania, che di fatto obbliga una donna a impiantare un embrione potenzialmente talassemico, dimostra solo che la legge su cui è basata è proprio come l'aveva definita il New York Times: «medievale». Avevano dunque ragioni i radicali, che si sono impegnati ad abrogarla per via referendaria; aveva ragione il centrosinistra, che ha votato contro ma ha tentennato sul referendum; aveva torto il centrodestra, che ha cancellato la sua residua anima liberale per inseguire non la Chiesa, che è cosa grande e complessa, ma il favore delle gerarchie, e aveva torto Rutelli che per quel favore si è venduto l'anima.
    La legge va cambiata, non c'è dubbio, è una questione di civiltà, di modernità, di libertà. Come? La via giudiziaria sembra difficile, a giudicare dalla sentenza di Catania. Però bisogna comunque perseguirla. Ci sarà prima o poi un giudice (speriamo non a Berlino) che solleverà eccezione di legittimità costituzionale. E vogliamo proprio vedere se la Consulta potrà ritenere costituzionale l'obbligo di impianto di un embrione malato nell'utero di una donna. Ma la via giudiziaria non riforma, al massimo cassa. Per riformare sarebbe necessario un referendum del tipo che il Riformista propose all'indomani dell'approvazione della legge: una consultazione che proponga l'abrogazione degli articoli che violano civiltà, modernità e libertà, lasciando in piedi la legge, che può benissimo sopravvivere a queste amputazioni, e anzi se ne gioverebbe. I radicali, dal canto loro, stanno raccogliendo firme per l'abrogazione totale della legge, hanno fatto in fretta e non hanno aspettato la sinistra, e hanno scelto uno strumento che si espone al rischio di essere criticato perché lascerebbe un vuoto legislativo, facendo tornare la situazione italiana al far west in cui era (anche se abbiamo molti dubbi che il far west fosse peggio del lager in cui siamo adesso). La loro raccolta di firme va comunque sostenuta, perché se avrà successo smuoverà anche chi oggi tentenna.
    In Italia fu la sinistra dei diritti civili, trent'anni fa, a dare la sveglia alla sinistra politica e a portarla fuori dai suoi recinti tradizionali. La fecondazione assistita è un'ottima ragione per riprovarci. A meno che la sinistra, come l'Occidente, non sia stanca anch'essa.

  5. #5
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da benfy
    ma io sono moderato il compagno riformista blair ha esteso l'aborto alla 24 settimana e ha consentito la clonazione terapeutica.

    fonte dell'articolo:www.ilriformista.it
    SEI MESI, SEI MESI e senza motivo, solo per gusto personale
    mi voglio trattenere ma sto incontrando serissime difficoltà.
    Leggi un po' come si abortisce un feto di SEI MESI

    There has been much confusion and misinformation about the term "Partial Birth Abortion" and what it means. The type of abortion that is being referred to by this term is an Intact D&E. Here is how one physician, who has done the procedure more than 1,000 times, described it in "Dilation and Extraction for Late Second Trimester Abortion," by Martin Haskell, M.D., National Abortion Federation, 1992:


    "With a lower [fetal] extremity in the vagina, the surgeon uses his fingers to deliver the opposite lower extremity, then the torso, the shoulders and the upper extremities. The skull lodges at the internal cervical os [the opening to the uterus]. Usually there is not enough dilation for it to pass through. The fetus is oriented dorsum or spine up. At this point, the right-handed surgeon slides the fingers of the left hand along the back of the fetus and "hooks" the shoulders of the fetus with the index and ring fingers (palm down).... [T]he surgeon takes a pair of blunt curved Metzenbaum scissors in the right hand. He carefully advances the tip, curved down, along the spine and under his middle finger until he feels it contact the base of the skull under the tip of his middle finger.... [T]he surgeon then forces the scissors into the base of the skull or into the foramen magnum. Having safely entered the skull, he spreads the scissors to enlarge the opening. The surgeon removes the scissors and introduces a suction catheter into this hole and evacuates the skull contents."




    --------------------------------------------------------------------------------
    Formerly pro-choice Nurse Brenda Pratt Shafer uses less technical language to describe the partial birth abortion she witnessed while in training to work at The Women's Center where abortions are performed. From the sworn testimony of Brenda Pratt Shafer, RN

    "I stood at the doctor’s side and watched him perform a partial-birth abortion on a woman who was six months pregnant. The baby’s heartbeat was clearly visible on the ultrasound screen. The doctor delivered the baby’s body and arms, everything but his little head. The baby’s body was moving. His little fingers were clasping together. He was kicking his feet. The doctor took a pair of scissors and inserted them into the back of the baby’s head, and the baby’s arms jerked out in a flinch, a startle reaction, like a baby does when he thinks that he might fall. Then the doctor opened the scissors up. Then he stuck the high-powered suction tube into the hole and sucked the baby’s brains out. Now the baby was completely limp. I never went back to the clinic. But I am still haunted by the face of that little boy. It was the most perfect, angelic face I have ever seen."


    Nurse Shafer had strong pro-choice beliefs until she viewed this procedure.





    Tenterò di non postare ulteriormente in questo 3d.
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  6. #6
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    In Origine Postato da Fenicio
    SEI MESI, SEI MESI e senza motivo, solo per gusto personale
    mi voglio trattenere ma sto incontrando serissime difficoltà.
    Leggi un po' come si abortisce un feto di SEI MESI

    E' raccapricciante. Sei mesi è una pura follia!
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #7
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    Attenzione:
    Per suscitare emozioni e seminare confusione, gli antiabortisti presentano sovente immagini di feti molto ingrandite e ad uno stadio avanzato dello sviluppo.



    Fino alla quinta settimana dopo la fecondazione (7 settimane di gravidanza) un'interruzione di gravidanza è possibile tramite il metodo medicamentoso (Mifegyne/RU 486). A questo stadio di gestazione l'embrione misura fra i 2 e i 8 millimetri; non ha ancora una forma umana.

    In Svizzera, circa il 85% delle interruzioni sono effettuate fra la sesta e la decima settimana di gravidanza (4 a 8 settimane dopo la fecondazione). L'embrione misura a questo momento fra 5 mm e 2 centimetri; inizia appena ad avere una forma umana.

    Falso:
    "le conoscenze scientifiche forniscono la prova che l'embrione è un uomo"

    La biologia ci permette oggi di descrivere esattamente quello che succede nei diversi stadi di sviluppo dell'embrione. Per contro, quali sono le caratteristiche dell'essere umano, qual è il valore morale della vita embrionale se paragonato con altri valori, queste sono tutte domande etiche e filosofiche alle quali la scienza non può rispondere.

    Informazioni più dettagliate sullo sviluppo dell'embrione (in francese)


    --------------------------------------------------------------------------------

    Complicazioni e postumi
    Studi realizzati su diverse migliaia di donne mostrano chiaramente che il tasso di complicazioni dell'interruzione della gravidanza è minimo:

    Per gli interventi effettuati nei primi mesi della gravidanza, il rischio si situa sotto l'1%.
    Il rischio è nettamente inferiore a quello del parto, unica alternativa.
    Nessuna prova è stata stabilita per quanto riguarda l'aumento della sterilità, tanto meno per l'aumentato rischio nelle gravidanze successive, né in rapporto a un tasso superiore di cancro del seno nelle donne che si sono sottoposte precedentemente a un'IVG.
    Non vi è neppure una maggior incidenza di disturbi psicologici nelle donne che si sono sottoposte a un'IVG. Se alcune donne possono percepire tristezza e rimorso, la maggior parte di loro provano una sensazione di sollievo dopo l'intervento. Tempo dopo, continuano a pensare che la loro decisione era fondata, anche se per alcune è stata una decisione difficile da prendere. La "sindrome post aborto" (PAS) è un'invenzione degli ambienti antiabortisti.
    (Disturbi psicologici - informazioni in francese)
    Le donne che sono state costrette a mettere al mondo un bambino contro la propria volontà, come pure i bambini indesiderati, soffrono più spesso di disturbi psichici e psicosomatici, delle donne che hanno abortito o dei bambini desiderati.
    Falso:
    "l'aborto ha conseguenze gravi per la salute fisica e psichica della donna"

  8. #8
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  9. #9
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    comunque il tema era la fecondazione assistita non vedo che c'entra l'aborto.



 

 

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