In relazione alle dichiarazioni odierne di Giancarlo Cimoli, in merito al trattamento di Ryanair presso lo scalo di Pisa, questa la dichiarazione di Pier Giorgio Ballini, Amministratore delegato di SAT Spa, società di gestione dell’Aeroporto Galileo Galilei:
“Confermiamo che le sue affermazioni sono assolutamente false. A Pisa Ryanair paga infatti regolarmente sia le tasse aeroportuali che i servizi di handling.Restiamo stupiti del grande interesse che il Presidente Alitalia mostra improvvisamente per l’Aeroporto di Pisa, additato fra i principali colpevoli della crisi Alitalia, visto il costante disinvestimento - in termini di voli cancellati, destinazioni eliminate e servizi aerei declassati da MD80 a ATR - che dal 1997 in poi Alitalia ha attuato sull’Aeroporto Galilei . Nel 1997, Alitalia serviva 5 destinazioni nazionali (Alghero, Linate, Fiumicino, Catania e Palermo) e 2 internazionali ( Parigi e Londra), trasportando 570.951 passeggeri. Nel 1997, la quota di traffico di Alitalia era del 75%. Nel 2003, Alitalia ha servito da Pisa solo Fiumicino, Malpensa e Palermo, trasportando 368.214 passeggeri, con una quota del 20%. Questa riduzione costante di servizi aerei, sperimentata anche da molti altri aeroporti regionali italiani, avrebbe portato al declino e poi alla chiusura dell’Aeroporto di Pisa ( anche gli aeroporti hanno un “break even”, come tutte le imprese), con un impatto economico terribile sulla comunità toscana, che ha bisogno di servizi aerei adeguati alla sua economia e al suo turismo. Tuttavia, grazie alla liberalizzazione del trasporto aereo, altre compagnie aeree europee, low cost e non - tra queste Ryanair – hanno potuto affacciarsi nel nostro paese, riempiendo i vuoti di mercato lasciati dal Alitalia. Noi – SAT – non eravamo disponibili ad uscire dal mercato, e siamo riusciti a rilanciare l’aeroporto Galilei, che oggi ha raddoppiato il suo traffico ( due milioni di passeggeri anno), ha migliorato la sua redditività, ed ha collegato la Toscana con quasi tutti i più importanti centri europei, con servizi aerei sia IATA che low cost, in un rapporto 50%-50%. Non abbiamo impedito la concorrenza: nel 1997 solo 6 compagnie aeree di linea servivano il Galilei, oggi sono ben 13. Possiamo capire che chi ha il grande merito di aver risanato le FS possa non essere ancora entrato nelle logiche di un settore – il trasporto aereo – che non opera in regime di monopolio, ma che – nell’ambito dell’U.E. – è totalmente liberalizzato. Auspichiamo però che ci entri rapidamente, comprendendo che gli aeroporti, anche quelli regionali, sono imprese, e imprese molto importanti per le comunità che servono, e non stazioni. In merito, invito il Sig. Cimoli a un confronto pubblico su questi temi, anche nella mia qualità di Acting Chairman del FARE, il costituendo Forum degli Aeroporti Regionali Europei.”




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