Una provocazione.....legittima.
" Regioni rosse e i soldi per i terroristi.
di Israel Ben Baruk
A sentire le Regioni governate dalla sinistra i soldi per i servizi sociali ai propri cittadini mancano a causa delle restrizioni del Governo ma ad analizzare meglio i loro bilanci si scopre che possono tagliare i fondi per i pensionati o gli asili nido ma per i terroristi i soldi ci sono sempre.Possono raddoppiare l’Ici o qualche altra diavoleria a carico dei pacifici cittadini italiani ma i soldi da destinare a chi li aspetta per comperare armi e seminare terrore non mancano mai.
Apprendiamo da Il Giornale del 16 settembre scorso a proposito della Regione Emil.ia Romagna: “…a quanto ammonti il totale di tali investimenti(sic) non è ancora dato sapere, ma nero su bianco sono i 532.700 euro stanziati per la Palestina nel triennio che va dal 2002 al 2004, e altrettanti 532.500 sono già stati iscritti a bilancio per il periodo fino al 2006.
A cosa servono questi soldi?
le motivazioni degli investimenti in Palestina sono quasi tutte nobili, almeno sulla carta. Qualche esempio? La realizzazione di due spazi per portatori di handicap a Hebron, del costo di 120 milioni di vecchie lire; il finanziamento di una banca del sangue a Gaza, costo 50 milioni di lire, il sostegno allo sviluppo di piccole imprese femminili a Nablus e nella striscia di Gaza, costo 100 milioni.
Il problema però, scrive Il Giornale è che, come denuncia un interpellanza del consigliere di Forza Italia Fabio Filippi,
poco o nulla si sa dell'effettivo utilizzo di questo denaro e sulla concreta realizzazione di questi progetti. Un fatto non irrilevante se parliamo di aree di crisi e ad alto rischio terrorismo.
Altra iniziativa altrettanto squallida è quella assunta dalla imperterrita UE. Ignorando deliberatamente la corruzione che imperversa sempre in seno alla direzione palestinese, l'Unione Europea si ostina a versare delle somme considerevoli all'Autorità Palestinese nel quadro dell'assistenza che le accorda.
E' così che la somma di 26 milioni di euro è stata trasferita giovedì [29 luglio] nelle casse dell'Autorità Palestinese. Il quotidiano israeliano Maariv, che riporta questa informazione, sottolinea che si tratta di un primo versamento di una somma totale di 250 milioni di euro che l'Unione Europea si è impegnata ad accordare nel corso dell'anno 2004. Una somma equivalente è stata versata l'anno scorso. Ufficialmente il denaro è destinato a un fondo per un programma di riforme economiche creato dalla Banca mondiale.
Nel comunicato pubblicato giovedì dall'Unione Europea è specificato che "la popolazione palestinese di Giudea-Samaria e della striscia di Gaza soffre sempre di una seria recessione economica e che il livello di vita si è nettamente abbassato".
Secondo l'annuncio pubblicato dall'Unione Europea, 65 milioni di euro dovrebbero servire all'applicazione di riforme economiche, 22 milioni per i servizi sociali, 7,5 milioni per il "piano di pace" e 5 milioni per l'assistenza tecnica in vista della messa in atto delle riforme.
Inoltre, 60 milioni saranno versati all'UNWRA, tra i quali 29 milioni per gli aiuti umanitari, 10 milioni per l'acquisto di derrate alimentari, e il resto sarà ripartito tra diversi progetti.
Ma è difficile sapere se il denaro sarà realmente utilizzato per fini umanitari o sarà recuperato dai funzionari palestinesi, che fino ad oggi non hanno esitato ad attingere abbondantemente dalle casse, usando per i loro bisogni personali le somme che dovevano servire a migliorare la vita quotidiana della popolazione palestinese.
I dirigenti palestinesi, accusati di corruzione, naturalmente hanno rigettato tutte queste accuse, affermando che tutto è stato realizzato in modo regolamentare. L'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Javier Solana, ricevuto la settimana scorsa dal Primo Ministro israeliano, non aveva apprezzato le critiche mosse dal suo ospite. E aveva aggiunto: "Noi saremo coinvolti nel processo, che lo vogliate o no!"
Per ora un dato certo è che i parlamentari europei, anche italiani, della sinistra hanno bocciato una proposta dell'aula per monitorare la destinazione del fiume di soldi. Gli stessi tromboni che strillano in continuazione contro Israele non vogliono proprio sapere cosa fanno i terroristi con i loro soldi. E fin qui la notizia ma la considerazione a margine è che neppure si vergognano.
Dal Messaggero del 19 ottobre apprendiamo invece che L' Associazione nazionale dei Comuni, le Regioni e le Province partecipano con il ministero degli Esteri ad un progetto per la Palestina, «Le ali della colomba», che stanzia 25 milioni a sostegno dello sviluppo della democrazia locale e dei servizi essenziali in alcune città palestinesi. Gli obiettivi del progetto sono stati illustrati dal sindaco Sturani, che per conto dell'Anci ha preso parte ad una missione nei territori palestinesi insieme al sottosegretario agli Esteri Mantica, all'assessore dell'Umbria Grassi e ad Adriana Poli Bortone. «Un viaggio impegnativo, per l'impatto con le ricadute drammatiche del conflitto israelo-palestinese», ha detto Sturani, personalmente «choccato» dalla vista del muro in costruzione per separare Israele dai territori occupati. La delegazione italiana ha inaugurato un grande laboratorio di analisi a Ramallah, in programma un gemellaggio con una cittadina palestinese.
Altra perla ci viene dal Corrire adriatico della stesso giorno.
Riflessioni di un breve viaggio in Palestina. Potrebbe essere il titolo di un ipotetico resoconto scritto della missione che il sindaco Sturani ha compiuto nei territori palestinesi. E' un'idea per il sindaco di Ancona che potrebbe seguire a ruota quello di Roma, Walter Veltroni, autore di un libercolo (che Sturani ha letto in aereo verso la Palestina) su una sua missione argentina. Il viaggio ha colpito profondamente Sturani, partito come alfiere dell'Anci ma senza dimenticare la rappresentanza di Ancona. Il capoluogo avrà infatti un ponte, pur se simbolico, grazie ad un gemellaggio con la città di Beit Sahour. Più ampio, ovviamente, il collegamento con la Palestina nella missione della delegazione italiana ed il viaggio di Sturani è rientrato nell'ambito del progetto (cui partecipano il ministero degli Esteri, le Regioni, le Province e l'Anci) denominato "Le ali della colomba", che stanzia 25 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture nel Paese e per il sostegno allo sviluppo democratico. La delegazione ha visitato le zone calde dei territori, scortata dai carabinieri dell'ambasciata. Scioccante vedere in prima persona, e non dalla tv, la reale situazione. Sturani è rimasto particolarmente colpito dal "muro ingiustificabile" che divide in due tutto quanto, "anche l'università". "E' come - dice Sturani - se a piazza Cavour avessimo un muro alto nove metri". Impressionanti i check point. Controlli accuratissimi nella logica israeliana di "legittima sicurezza - dice Sturani - anche se non si possono dimenticare i diritti di quattro milioni di palestinesi".
www.ebraismoedintorni.it
Shalom




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