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Discussione: Federalcentralismo?

  1. #1
    PADANIA NEL CUORE
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    Predefinito federalcentralismo

    Oggi il Sole 23 Ore, quotidiano economico di confindustria ,riporta un articolo così richiamato in prima pagina:
    devolution: molte modifiche al testo iniziale,varie materie tornano allo stato,via (nel senso di tolta) l'autonomia differenziata,rafforzato l'interesse nazionale.
    In parole povere peggiorata e di molto la blanda apertura fatta dal centro sinistra sotto pressione delle scadenze elettorali.
    In più: la trattativa al ribasso continua.( pag. 6 "scuola federale,la sicilia frena").
    La Padania oggi riporta articoli che esaltano il lavoro compiuto da Calderoli ed i risultati conseguiti.(Castelli a Milano).
    Se metteva un articolo con le misure delle veline faceva una figura migliore.
    In compenso raccolgono le firme contro il Burka.
    Fino a quando durerà questa situazione? A chi è in mano il movimento?
    Hanno idea del disastro elettorale a cui vanno incontro o forse è esattamente quello che vogliono?
    TIOCH FAID AR LA'

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  2. #2
    PADANIA NEL CUORE
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    Ovvioamente il 23 Ore anzichè 24 è ironico
    TIOCH FAID AR LA'

  3. #3
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    Predefinito

    Il fatto che alcune materie siano tornate sotto l'ala dello Stato non deve trarre in inganno, come non deve trarre in inganno l'atteggiamento "morbido" di Calderoli che cerca di mediare con le istanze giacobine degli alleati/avversari. Se adottasse la prassi del muro contro muro probabilmente non porteremmo a casa nulla, perchè anche gli altri partiti hanno un elettorato a cui rispondere e un'immagine di forza da perseguire. Le competenze fondamentali che devono essere assegnate alle regioni rimangono comunque scuola e sanità. Su quelle, che rappresentano l'ossatura del welfare, non si deve transigere. Alla fin fine il discorso è sempre il solito: con il 3,9% cosa si poteva pensare di portare a casa? Giocare al masochismo non fa bene a nessuno, non credo che potendo far di più la Lega si tirerebbe indietro. Le leggi nascono dal contesto politico che si crea, e questo non è per diverse ragioni favorevole. Io sarei propenso a vedere la devolution come una prima pietra, un primo passo verso quote sempre maggiori di libertà. Vedremo nei prossimi lustri come si potrà fare a guadagnare ulteriormente terreno. Bisogna capire che non siamo più negli anni novanta del secolo scorso, che non vi è più in ballo l'ingresso nell'Unione europea, che la Lega non è più un partito politicamente "vergine" essendo da decenni in parlamento, che lo scenario internazionale è predominante rispetto a quello interno, che l'immigrazione non è più quella meridionale ma quella islamica.
    Fare i barricaderos è bello ma non paga. Gridare alla secessione è bello ma ci vorrebbero 16 milioni di padani incazzati e pronti a tutto. Non diciamo che l'occasione c'è stata ed è stata persa: l'occasione non c'è mai stata perchè la pancia è stata sempre piena. Allora bisogna essere realisti e perseguire la politica dei piccoli passi, delle riforme, che è quella che chiede anche un Nord ormai tacito e compassato.

  4. #4
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    Predefinito PIANO PIANO

    SONO D'ACCORDO CHE IL MURO CONTRO MURO NON SERVE A NIENTE.

    TRANNE SE AVESSIMO IL 50 PER CENTO IN PADANIA.

    ALLA FINE CE LA FAREMO.

  5. #5
    PADANIA NEL CUORE
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    Belle parole. da parroco di periferia.
    accontentatevi,non rompete, mediate e meditate;quei pazzi che volevano la secessione , dimenticateli; fra alcuni lustri::15, forse 30 anni chissà).
    Tecnica da untuosi democristiani.
    Nessuno pretende tutto subito; si pretende di mantenere credibilità da parte di chi ha avuto fiducia nel movimento (ex movimento)
    Quando questa schifezza passerà, dopo altri 500 cedimenti e concessioni,i i venditori di tappeti utilizzeranno tutti i media a loro disposizione per prendersi il merito della riforma ( temperata in un mare di terronaggine e disonestà non di buon senso).
    La lega non esisterà più perchè nessuna persona di cervello e cuore potrà più credere alle parole degli attuali dirigenti .
    (autentici spergiuri)
    La militanza sarà persa, le motivazioni azzerate ed i cialtroni potranno confluire nel PPE .
    Perchè è questo l'obiettivo.
    Non ho mai creduto a spazi indipendentisti al di fuori della Lega.
    Ora comincio a crederci.
    Rispetto l'opinione altrui ma dissento profondamente.
    TIOCH FAID AR LA'

  6. #6
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    Eleichem, sai da chi e' firmato l'articolo sul 23 Ore?

  7. #7
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    In origine postato da Beli Mawyr
    L'articolo è a firma di Luca Ostellino.
    Ma non e' quello che venerdi' mattina ad una precisa
    domanda di Cainarca " Cosa ne pensa di questa riforma
    federalista? " ha risposto, piu' o meno, " mah! aspettiamo
    per ora non me la sento di dare una valutazione positiva
    o negativa "!

  8. #8
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    Permettetemi un breve inquadramento storico :

    il Federalismo si sviluppo’ storicamente all’interno di una dinamica corrente fra il principio della Difesa e quello della Giustizia

    Vi è una connessione fra la materia della “difesa” e quella della “giustizia” , connessione che potremmo esprimere così : come l’esigenza di una comune difesa contro nemici esterni fu storicamente all’origine del patto federativo fra stati territorialmente contigui , e sorse allora la Federazione , così allo stesso modo - ma specularmente - una diversa percezione sulla “giustizia” costituisce il vincolo all’evoluzione del processo verso una piena fusione dentro ad un unico stato

    Dunque , almeno sul piano storico , “difesa” e “giustizia” sono i due contrappesi della bilancia dello stato federale

    Esplicitiamo il concetto di “giustizia” : intendo tutto un complesso di règole , usi , consuetudini , riti e costumanze che sono il frutto di un “comune sentire” di un popolo , della sua coscienza collettiva , così come si è conformata in virtù del rapporto con il territorio , in primo luogo , ed ha prodotto una certa caratteristica identita’ sociale , economica , culturale , e - infine - etnica ; identita’ che - insieme con il territorio cui è inscindibilmente legata - è differente da popolo a popolo

    La giustizia non è il corpo di leggi stabilite da un Imperatore , un re , o da un parlamento democraticamente eletto : la giustizia è la soluzione che ogni popolo si dà intorno all’eterno problema che ruota intorno alle polarità bene/male , giusto/sbagliato

    In conclusione, la giustizia è l’espressione più autentica dell’identita’ psicologica di un popolo

    Morale : in uno stato autenticamente federale la materia “giustizia” dovrà scindersi su due livelli ; un livello statale , che riflettera’ gli aspetti maggiormente connessi a quella che è l’identita’ di un popolo (diritto di famiglia , delle successioni , dei contratti , della proprieta’ fondiaria etc. , e inoltre gli aspetti di più rilevante impatto emotivo della repressione penale) ; e un livello federale competente per gli aspetti meno connessi all’identita’ medesima

    Così , sul piano del diritto penale uno stesso reato , ad esempio l’omicidio , potrà essere punito più o meno severamente , secondo le diverse sensibilita’ delle singole Comunita’ statuali ; o addirittura potrà essere definito diversamente : ad esempio la soppressione del consenziente nel caso di eutanasia in alcune Comunita’ statuali potrà essere punito sotto il titolo dell’ omicidio , in altre no

    In pratica , all’Autorita’ federale residuera’ la incriminazione di tutte le condotte idonee a minare il fondamento della stessa Autorita’ , più tutta la materia del diritto penale commerciale comune (la materia commerciale , per propria intrinseca vocazione , ha sempre richiesto la maggior armonizzazione possibile , ed anche storicamente si sviluppò in modo piuttosto allineato fra le grandi aree di influenza legislativa dell’Europa)

    Un doppio binario , dunque , statale e federale , con le opportune norme di collegamento , atte a dirìmere i conflitti di competenza ; sul versante dell’organizzazione degli uffici giudiziari , vi sara’ - come negli U.S.A. - una magistratura statale e una federale , un ufficio del pubblico ministero statale e un ufficio del p.m. federale , con le rispettive norme procedurali

    Senza doppio binario in tema di giustizia non vi è federalismo , si resta nel regionalismo !

  9. #9
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    Ho letto una grande verita' piu' sopra: in fondo la pensiamo tutti allo stesso modo. Ma allora, a che serve la Lega, se abbiamo affossato la speranza di ottenere la Padania, se Delaware, in modo correttissimo, spiega non come sganciarsi dall' italia, ma come potrebbe essere un' eventuale (mai promessa) riforma del codice panale in senso federalista ?
    E' questo tutto quello che ci rimane?
    Cosa ci rimarra' quando la Lega avra' l' 1 %?
    Quando non avra' piu' careghe e i caregari (80%) si saranno trasferiti in FI o nel casino che ne seguira'?

    Capisco che i topi sono i primi ad abbandonare la nave...ma se tutti siamo d' accordo che questa gente o tradisce o distrugge, mi sembra che chi si ostina a restarci, piu' che eroico e' un perditempo.

    Una domanda cosi' buttata li': che ve ne sembra del Partito dei Sindaci, fondato ieri da Damiani? Non e' forse piu' vicino al progetto originario (federalismo, Euroregioni) che quello che e' rimasto della Lega?

    Per la difesa dagli Islamici sono competenti (si dice per dire) AN e gli altri partiti italiani, dato che ci costringe ad ammettere la legittimita' di quella repubblica che non vogliamo qui e la comunanza d' interessi con i terroni.

    Chi fa la crociata anti-islamica (e solo quella) fa il gioco dei terroni, degli itaglioni... Nel senso che unisce quello che la Natura ha diviso per far fronte al "nemico comune".

    Saluti Padani

  10. #10
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    In origine postato da Delaware
    Permettetemi un breve inquadramento storico :

    il Federalismo si sviluppo’ storicamente all’interno di una dinamica corrente fra il principio della Difesa e quello della Giustizia

    Vi è una connessione fra la materia della “difesa” e quella della “giustizia” , connessione che potremmo esprimere così : come l’esigenza di una comune difesa contro nemici esterni fu storicamente all’origine del patto federativo fra stati territorialmente contigui , e sorse allora la Federazione , così allo stesso modo - ma specularmente - una diversa percezione sulla “giustizia” costituisce il vincolo all’evoluzione del processo verso una piena fusione dentro ad un unico stato

    Dunque , almeno sul piano storico , “difesa” e “giustizia” sono i due contrappesi della bilancia dello stato federale

    Esplicitiamo il concetto di “giustizia” : intendo tutto un complesso di règole , usi , consuetudini , riti e costumanze che sono il frutto di un “comune sentire” di un popolo , della sua coscienza collettiva , così come si è conformata in virtù del rapporto con il territorio , in primo luogo , ed ha prodotto una certa caratteristica identita’ sociale , economica , culturale , e - infine - etnica ; identita’ che - insieme con il territorio cui è inscindibilmente legata - è differente da popolo a popolo

    La giustizia non è il corpo di leggi stabilite da un Imperatore , un re , o da un parlamento democraticamente eletto : la giustizia è la soluzione che ogni popolo si dà intorno all’eterno problema che ruota intorno alle polarità bene/male , giusto/sbagliato

    In conclusione, la giustizia è l’espressione più autentica dell’identita’ psicologica di un popolo

    Morale : in uno stato autenticamente federale la materia “giustizia” dovrà scindersi su due livelli ; un livello statale , che riflettera’ gli aspetti maggiormente connessi a quella che è l’identita’ di un popolo (diritto di famiglia , delle successioni , dei contratti , della proprieta’ fondiaria etc. , e inoltre gli aspetti di più rilevante impatto emotivo della repressione penale) ; e un livello federale competente per gli aspetti meno connessi all’identita’ medesima

    Così , sul piano del diritto penale uno stesso reato , ad esempio l’omicidio , potrà essere punito più o meno severamente , secondo le diverse sensibilita’ delle singole Comunita’ statuali ; o addirittura potrà essere definito diversamente : ad esempio la soppressione del consenziente nel caso di eutanasia in alcune Comunita’ statuali potrà essere punito sotto il titolo dell’ omicidio , in altre no

    In pratica , all’Autorita’ federale residuera’ la incriminazione di tutte le condotte idonee a minare il fondamento della stessa Autorita’ , più tutta la materia del diritto penale commerciale comune (la materia commerciale , per propria intrinseca vocazione , ha sempre richiesto la maggior armonizzazione possibile , ed anche storicamente si sviluppò in modo piuttosto allineato fra le grandi aree di influenza legislativa dell’Europa)

    Un doppio binario , dunque , statale e federale , con le opportune norme di collegamento , atte a dirìmere i conflitti di competenza ; sul versante dell’organizzazione degli uffici giudiziari , vi sara’ - come negli U.S.A. - una magistratura statale e una federale , un ufficio del pubblico ministero statale e un ufficio del p.m. federale , con le rispettive norme procedurali

    Senza doppio binario in tema di giustizia non vi è federalismo , si resta nel regionalismo !
    In Svizzera il doppio binario non esiste più, e già da diverso tempo esisteva solo a livello procedurale. Ciò che è rimasto di competenza cantonale è l'organizzazione e la gestione dei tribunali. Certo benedirei, nell'eventualità, un federalismo giurisdizionale, ma le discriminanti per fortuna non sono così nette. Ad esempio sottolineerei l'importanza di devolvere la pubblica istruzione che, lasciata allo Stato centrale, ha tradizionalmente costruito il "senso" della presunta italianità, discriminando le nostre identità e impedendo a regioni ed enti locali di individuare il proprio ruolo culturale all'interno della modernità.
    L'Italia non potrà tuttavia mai essere un paese pienamente federalista. Perchè ciò avvenga bisognerebbe restituire sovranità alle regioni, lasciar loro redigere proprie costituzioni e contemporaneamente far si che prenda vita un potere costituente federale. Con una nota importante: la possibilità per ogni regione di sottrarsi a questo "destino" e la possibilità di realizzare federazioni diverse da quella italiana. L'eventuale costituzione, ammesso che la Padania decidesse di "entrare" nuovamente in Italia, dovrà elencare le competenze dello Stato, e non quelle delle regioni a cui spetteranno tutti i compiti residuali, che svolgeranno attraverso una piena autonomia impositiva. Va da sé che gli Stati membri dovranno partecipare alla revisione della Carta costituzionale, la quale dovrà soprattutto essere sprovvista di poteri diretti federali nei confronti dei territori degli Stati membri. Il progetto di una seconda camera federale, la possibilità per le regioni di concludere accordi internazionali, la partecipazione alla formazione di organi di giustizia costituzionale, una autonomia fiscale di qualche tipo renderebbero l'italia un paese a cavallo tra regionalismo e federalismo. Un brodino, insomma. Ma non sputiamoci sopra.

 

 
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