dal Blog Thule
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Curzi infrange il tabù di via Rasella
“Non è assolutamente lecito colpire in modo indiscriminato, coinvolgendo anche i civili”
ROMA. È solo un’intervista e quindi non ha la portata del Sangue dei vinti di Giampaolo Pansa che, anche se con troppa cautela, è servito comunque a infrangere un tabù, riuscendo a far leggere qualche pagina della Repubblica sociale senza veli sugli occhi e a provocare uno choc a Sinistra, tra coloro che si sono cullati per decenni in convinzioni diventate convenzioni.
Le parole di Sandro Curzi, pubblicate da “Libero”, sono ancora troppo timide per avere effetti dirompenti ma, per certi versi, possono essere considerate un tentativo d’inversione di rotta, specie se rapportate agli ambienti di quel radicalismo storico-culturale abituato a venerare come totem le “sue” verità.
Parla di Iraq, il direttore (in uscita) di Liberazione …………..
«Purtroppo è accaduto anche nelle nostre resistenze. I gappisti romani che mettevano le bombe nel cassonetto per farlo saltare quando passava la colonna tedesca, parlo di via Rasella, certo non pensavano di provocare i 340 morti». È una sorta di ammissione. O meglio, di confessione. In pochi – fino a oggi - a sinistra avevano osato porsi domande su una delle pagine più drammatiche della storia italiana. In pochissimi avevano osato chiedersi il perché della tragedia inaccettabile delle Fosse Ardeatine.




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