Un pannicello caldo su un principio di cancrena. E ancora tante cambiali a fronte dei nostri problemi da risolvere. Non sono pochi coloro che ritengono ormai le ricette del Governo assolutamente incapaci di trarci dal pantano in cui berlusconi ci ha cacciato.
Annunci roboanti e proclami miracolistici in un’epoca in cui tutto pare andare nella direzione opposta alle favole propinate, dalla pace in terre lontane, al costo della vita e alle tasse di casa nostra, rendono il clima in bilico tra il comico e il drammatico.
Tuttavia, scorrendo le cronache Italiane, non si può certo dire che tutto vada male; ci sono eccezioni positive che val la pena prendere in considerazione. Vola, per esempio, Mediaset di proprietà presidenziale, con un risultato corrente che supera di cinque volte quello della Rai; L’utile netto consolidato del Gruppo Mediolanum (35,5% del Presidente del Consiglio) nel primo semestre è in crescita del 40% rispetto allo scorso anno.
Insomma, gli affari del Presidente vanno a gonfie vele e non si può certo negargli effervescenza imprenditoriale e spiccatissimo senso del profitto. I nostri affari, quelli di amministratori e governati da questo nuovo corso politico vanno invece piuttosto maluccio.Vanno male per le massaie e lavoratori dipendenti, che lottano con il caro vita e la stagnazione del reddito, vanno male per gli imprenditori che vedono la produzione diminuire del 3,7% in un anno, va male per il turismo che sconta un tonfo del 40%. Va male in generale ai contribuenti, non solo e non tanto per essere stati fin qui gabbati dalle promesse non mantenute di abbassare le tasse, ma per essere stati ulteriormente “tosati” dalla mancata restituzione del surplus di tassazione che deriva dall’aumento del petrolio.
Fino al 2001 i governi di Centro Sinistra avevano optato per la restituzione ai consumatori di questo incremento di tasse; dall’avvento del governo della cosiddetta “casa delle libertà”di questo rimborso non si è più avuta notizia, solo aggiungo, “finanza creativa”di tal tremonti, noto organizzatore di esportazione di valuta nei paradisi fiscali. Non senza una certa destrezza, le mani del Governo si sono infilate nelle tasche degli Italiani, sottraendo loro circa tre miliardi di euro, finiti, senza soverchio scandalo dei liberisti, nelle casse dello Stato.
Tutti i riflettori in questi giorni sono anche puntati sulla cosiddetta devolution,( i leghisti sono irrequieti e nevrastenici, la padania giornale è un insieme di rabbia e sentimenti simili all’odio verso la Città Eterna) quel grande, tragico, pastrocchio che porta il nome di bossi e riesce a tenere sotto ricatto un Governo intero, disposto a rendersi responsabile di gravi sfregi alla unità nazionale pur di non andare incontro a crisi . Ebbene, quel pastrocchio, che interessa a nessuno se non a pochi ideologi padani, ci costerà 17 miliardi di euro: tanti quanti ne vengono tagliati dalla Finanziaria. E ancora una volta la realizzazione di fantasmi e dei miraggi leghisti la pagheremo noi, a suon di tagli, di sacrifici, di possibili crescite immolate alla “poltrona a tutti i costi”.
La massaia deve sempre più ricorrere al credito, una tiratissima settimana di vacanze viene sempre più di frequente pagata a rate, gli operatori turistici vedono i loro impianti semivuoti, la copertina di plastica di un quaderno scolastico contende al petrolio il record di aumenti. Ma purtroppo contro questi e tanti altri gravi disagi che si diffondono nel Paese reale sono in arrivo altre cambiali, altri pagherò del Presidente, già per altro sperimentati ampiamente mandati in protesto nelle elezioni di primavera….Questo articolo, apparso sul settimanale indipendente “il risveglio” del Canavese e delle Valli di Lanzo(in Provincia di Torino).


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