dedico il mio 500esimo post (lo so non è granchè ma ci metto vicino anche una preghiera) alla piccola Charlotte e un pensiero affettuoso anche al suo papà e alla sua mamma
..perchè questa piccola stellina ce la faccia, alla faccia di certi medici che quando hanno fatto il giuramento di ippocrate tenevano le dita incrociate...
GB: NEONATA SOTTOPESO E MALATA, I MEDICI DICONO 'BASTA CURE'
LONDRA - Quando e' nata nell'ottobre scorso Charlotte Wyatt pesava meno di mezzo chilo ed era alta meno di 20 centimetri. In questi mesi piu' volte la funzione respiratoria e' cessata a causa di gravi problemi cardiaci e polmonari. I medici sostengono che comunque non potra' vivere a causa dei danni irreparabili ai suoi organi interni e hanno chiesto ad un tribunale di poterla lasciare morire.
Ma i suoi genitori, Duran e Debbie, si oppongono alla decisione dei sanitari, sostengono che con il passare dei mesi la bambina ha piu' possibilita' e che non accetteranno mai di rinunciare a lottare per tenerla in vita.
Tre mesi fa i medici erano arrivati alla conclusione che non era nell'interesse della neonata vivere solo grazie alle macchine. Quando era nata nell'ottobre scorso nel St.Mary Hospital di Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, Charlotte pesava 450 grammi; era alta ''meno di una penna a sfera'' scrive il Sunday Times che riferisce la vicenda ed era una prematura di 26 settimane con uno sviluppo fisico di un feto di 19 settimane.
La piccola non e' mai uscita dall'ospedale ma e' entrata ed uscita piu' volte nella macchina cuore-polmoni che le ha garantito la sopravvivenza in diverse occasioni. Nell'agosto scorso infine e' arrivata la decisione dei medici, sostenuti dai responsabili del servizio sanitario: non c'e' alcuna speranza, la piccola non avrebbe alcuna possibilita' di crescere e sopravvivere a causa dei problemi drammatici che hanno i suoi organi interni. La mamma di Charlotte, Debbie, di 23 anni non la pensa cosi'. Lei ed il marito rifiutano di accettare la sentenza di morte. ''Vogliamo andare avanti fin che si puo', vogliamo continuare a tentare di salvarla'' ha detto Debbie. Con il passare dei mesi la piccola ''diventa piu' forte, si irrobustisce - ha aggiunto - e nessuno ci fara' cambiare idea che noi vogliamo che resti viva''.
La donna ha detto che lei e suo marito Darren stanno lottando e discutendo per convincere medici e servizio sanitario che la battaglia va portata avanti. Ma i medici insistono di non voler trasferire Charlotte nel reparto di cura intensiva. E si appellano al fatto che vi sono sentenze che non obbligano i medici a somministrare cure che loro giudicano contrarie all'interesse del malato, anche se si tratta di bambini e anche se i genitori non sono d'accordo. Ora il giudizio spetta alla Corte. Nel luglio scorso il Giudice Munby aveva sentenziato che i medici non possono decidere da soli il limite tra la vita e la morte dei pazientiterminali e comunque ci deve essere la presunzione che un paziente vuole rimanere vivo. Con una sentenza osannata e criticata il magistrato aveva deciso di garantire ai pazienti il potere di decidere sul loro destino e aveva tolto ai medici quello di indicare il limite incui la cura diventa una violenza e la macchina che aiuta a respirare o ad alimentarsi una tortura inutile. Dovra' essere un giudice a consentire che questo avvenga. A maggior ragione se il malato non e' in grado di esprimere la propria volonta'.
La sentenza aveva sostituito il concetto di ''qualita''' con quello di ''intollerabilita'''. Se il trattamento che prolunga la vita produce alcuni miglioramenti alla situazione generale, questo deve essere portato avanti fino a quando la situazione non diventi ''intollerabile'' dal punto di vista del malato. E se esiste anche un minimo dubbio questo deve essere risolto garantendo la vita.
A seguito della sentenza i medici dovranno attenersi alla decisione del malato se questi ha espresso la volonta' in questo senso. Se non lo ha fatto e non e' piu' in grado di farlo, i medici devono continuare a curarlo fino alla verifica che la situazione e' diventata ''intollerabile''. In casi di dubbi e di pareri diversi e' la Corte a intervenire. E cosi' sara' anche inquesta occasione.
26/09/2004 21:23
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