Esala l’anima di un grosso capo comunista e si trova davanti a un trivio: Inferno, Purgatorio, Paradiso.
Immagina, purtroppo, cosa l’aspetta e inforca la strada per l’inferno.
Cancelli chiusi. Suona, suona, arriva scocciato un diavoletto con un librone. Niente da fare, non c’è scritto il suo nome.
Incredibile! Ma come? Forse gli è sfuggito un piccolo inconscio atto buono nella vita terrena? O forse è stato graziato dalla nuova chiesa perdona-rossi?
Trasognato torna indietro e va in Purgatorio. Cancelli chiusi anche lì. Suona a lungo, ma non apre nessuno. Esce un bigliettino: “Chiuso per mancanza di anime deputate.”
Trasecola. “Ma allora, ma allora….” Non osa intraprendere la strada per il Paradiso. Ma ecco che sente squilli di trombe e anime osannanti e s’incammina. Vede i cancelli dorati spalancati e la gente festosa che lo saluta. E’ annichilito. S. Pietro gli si avvicina e gli dice:
- Avanti, avanti. Ti aspettavamo. -
E lui di rimando:
- Io? Ma proprio io?... – Quasi impazzisce dalla gioia. E S. Pietro:
- Ma certo, proprio tu! E hai il tuo bel posto riservato accanto a S. Francesco. -
- A S. Francesco?? -
- Ma si. S. Francesco nella vita parlava agli uccelli e tu parlavi ai coglioni! -




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